FRANCAIS

ENGLISH

APPELLO PER IL CONTRO-GLOBAL FORUM

NAPOLI - 15/17MARZO 2001

Dal 15 al 17 marzo 2001 si riunirà a Napoli il terzo appuntamento del Global Forum sulla trasformazione della "forma-stato" e la e-government (dopo gli incontri negli USA e in Brasile).Si tratta di un appuntamento voluto inizialmente soprattutto dagli USA per ottimizzare la resa delle nuove tecnologie rispetto ai meccanismi amministrativi del cosiddetto nuovo ordine mondiale.

E' annunciata la presenza di diversi primi ministri, delegazioni di oltre 40 paesi e la cooperazione operativa di Banca Mondiale e OCSE. E' probabile che quest'improvviso accumulo di appuntamenti internazionali in Italia sia inteso dalle lobbies di potere come un risarcimento per aver fatto da portaerei nella guerra di aggressione contro la ex-Jugoslavia.

I temi trattati nell'incontro di Napoli dai delegati dei paesi membri riguarderanno la rifunzionalizzazione e la modernizzazione della pubblica amministrazione nell'era della telematica e del mito della "new-economy". Nella sostanza é un passaggio importante per gli organismi che governano la globalizzazione economica e che di fatto stanno rimodellando le politiche nazionali e la struttura stessa dei singoli stati in modo da rafforzare in senso autoritario il proprio controllo globale sulla vita politica, economica e sociale di tutti noi.

Ormai su scala mondiale le priorità economiche e sociali vengono discusse e decise dalle grandi lobbies corporative ( BM, FMI, WTO, OCSE) e dettate sotto forma di "raccomandazioni" ai governi, nelle cui mani restano ancora formalmente le politiche di distribuzione del reddito, ma che sempre più spesso si trovano ridotti ad un ruolo di meri esecutori materiali degli interessi del capitale transnazionale. La stessa forma stato è quindi attraversata da profonde mutazioni che ne valorizzano il ruolo di "agenzia di servizi" per gli interessi dell'impresa ed efficace garante dell'ordine sociale. Intanto sull'altare della "competitività internazionale", della "flessibilità", della "deregolamentazione", i diritti e le garanzie ottenuti grazie alle lotte di generazioni di lavoratori vengono smantellati. La precarizzazione nelle condizioni di vita e di lavoro aumenta mentre cala progressivamente il potere d'acquisto dei salari, il sistema formativo come quello sanitario vengono sempre più ristrutturati secondo un'ottica aziendalista che non lascia spazio al pensiero critico e ai bisogni sociali.

Tutto è subordinato al pensiero unico del profitto : tecniche sempre più invasive sottratte ad ogni forma di controllo democratico prefigurano nuove frontiere nello sfruttamento dell'uomo e dell'ambiente, la proprietà privata si estende violentemente alla conoscenza intellettuale e perfino ai codici della vita, la mobilità degli esseri umani è condizionata da accordi come quelli di Shengen, che stabiliscono quote di migranti da distribuirsi con le stesse regole che esistono per i pomodori e per il latte. Le disparità nelle condizioni di vita fra le elites e la stragrande maggioranza delle persone, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri, si accrescono a vista d'occhio.

Ma contro i processi di globalizzazione del capitale e le sue ramificate forme di controllo, oppressione e sfruttamento, è nato l'embrione di un movimento altrettanto globale che da Seattle a Melbourne, a Praga, a Seoul, a Nizza ha rivelato agli occhi di tutti l'esistenza di un universo plurale di movimenti decisi ad opporsi con ogni mezzo a questo stato di cose. In occasione dei forum di BM, FMI, WTO, OCSE, si è più volte materializzato un filo rosso che ha permesso alle lotte sindacali, a quelle ecologiste, a quelle dei popoli indigeni insidiati dalle infrastrutture finanziate dalla BM, a quelle dei tanti Sud del mondo, di vivere insieme, nello stesso luogo fisico, con forme magari diverse ma con un unico obiettivo : rendere la vita impossibile a chi vuole governarci la vita ! Se ancora oggi non si è definita la costruzione collettiva di un'analisi ed una strategia comune, questi movimenti rappresentano però l'importante spia di una nuova tensione cooperante al cambiamento dello stato di cose presenti, così da utilizzare l'enorme potenzialità tecnica accumulata dall'uomo per liberare e non per opprimere, per rispondere finalmente ai bisogni di miliardi di persone costretti a subire lo sfruttamento e la miseria.

La scelta di Napoli porta i padroni del mondo ad autocelebrarsi nella città simbolo dell'area del sottosviluppo dentro l'Europa di Maastricht. Un'area in cui alla crescita della flessibilità corrisponde un aumento impressionante delle sacche di povertà, dove la disoccupazione giovanile raggiunge punte del 60% e il lavoro disponibile é sempre più dequalificato. Una città ipermilitarizzata anche perché sede del comando Sud della NATO in quel Mediterraneo in cui sempre più si determinano gli interessi geopolitici dell'imperialismo con costi durissimi per le popolazioni (come dimostra la vicenda palestinese).Una città che ha conosciuto in questi anni una progressiva espulsione dei proletari verso periferie sempre più abbandonate a sé stesse. Napoli è però anche la metropoli in cui, seppur contraddittoriamente, si esprimono forti forme di resistenza al controllo e alla miseria (come l'esperienza ultraventennale dei movimenti di lotta dei disoccupati) A tutti noi il compito di decodificare il vero carattere del "Global Forum" per connettere l'opposizione a questo vertice internazionale con le lotte per i bisogni, con la crescita di consapevolezza e protagonismo nel tessuto sociale.

Vogliamo che anche il "Global Forum" di Napoli diventi un appuntamento di lotta al quale convergano i gruppi ed i movimenti che si battono contro gli effetti nefasti della globalizzazione sui popoli e sull'ambiente, vogliamo che il contro-Global Forum contribuisca a far crescere ulteriormente i diversi network tra i movimenti, informali e orizzontali, che progressivamente si stanno ramificando a livello globale. La rivendicazione di un salario stabile per i disoccupati e i precari , la questione lavoro e la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, l'opposizione ai processi di aziendalizzazione del sistema sanitario e formativo, l'analisi delle nuove forme di controllo sempre più pervasive, la libera circolazione dei migranti, la lotta al copyright e agli OGM, il freno all'attività da usurai degli istituti di credito internazionali, sono alcune tracce fondamentali sulle quali lavorare sul terreno del confronto politico, della sensibilizzazione diffusa e dell'organizzazione e connessione delle lotte sociali nei mesi che ci separano da questo appuntamento.

NETWORK CAMPANO PER I DIRITTI GLOBALI


TORNA ALL' HOME PAGE