Li avremo a Napoli, dal
14 al 17 marzo, questi signori. Si riuniscono in un
GLOBAL FORUM, sotto l'egida
dell'OCSE e della Banca Mondiale; sono i
ministri di 40 nazioni
e i rappresentanti dei grandi potentati economici.
Il tema ufficiale è
"l'ammodernamento degli stati e delle istituzioni":
discuteranno cioè
di come infelicitare la vita a milioni e milioni di donne
e uomini di questo pianeta.
Li lasceremo fare tranquillamente?
Essi vengono a dire, a
dirsi e a dirci che la logica del mercato e le leggi
del profitto debbono ulteriormente
ampliarsi, che i lavoratori vanno resi
ancora più flessibili,
che i salari devono continuare a mantenersi bassi,
che sanità ed istruzione
non possono essere gratuite e neppure a costi
contenuti, che le scuole,
gli ospedali e tutte le pubbliche amministrazioni
dovranno sempre più
agire come un'azienda privata, guardando anzitutto ai
bilanci e solo poi, se
mai qualcosa resta, anche all'interesse pubblico.
Proporranno inoltre che
il controllo e la repressione su "quelli che stanno
sotto" -precari, disoccupati,
immigrati, ma anche operai, impiegati e
tecnici dequalificati-
vadano accresciuti a dismisura, utilizzando a tal
fine, accanto alla tecnologia
informatica, anche strumenti più tradizionali
di coercizione: le leggi
nazionali e internazionali, le forze di polizia,
gli eserciti di nuovo
modello...
Vogliono che dappertutto,
insomma, ci siano lavoratori precari e
flessibili, a basso costo,
sostanzialmente poveri ma pure docilmente
inquadrati dietro le insegne
del profitto e della produzione senza regole.
E vogliono anche che le
persone "in più", quelle che non servono, accettino
di marcire senza fiatare.
E' questo il destino di precarietà e barbarie
che intendono imporre
a tutta l'umanità: alle masse sterminate dei paesi
del terzo e quarto mondo,
ma anche alla grande maggioranza delle persone
che abitano nei paesi
ricchi. E già sono arrivati all'uranio impoverito,
alla mucca pazza, agli
embarghi che affamano intere popolazioni, alla
deregolamentazione dell'occupazione,
alla perdita delle rigidità nel
mansionario lavorativo,
alla compressione salariale...
E noi? Siamo
pronti a fare come a Seattle,
a Melburne,
a Praga, a Seoul, a Nizza?
I lavoratori di Napoli
e della Campania, i giovani delle scuole e delle
università, i tanti
disoccupati e precari delle nostre cinture urbane
devono sapere che la questione
li riguarda direttamente: quello che
lorsignori discutono a
Napoli si tradurrà, infatti, in "raccomandazioni"
per i governi, e dunque
nei prossimi mesi avremo altri provvedimenti
restrittivi sui diritti
sindacali e sul salario, altra deregulation dei
diritti del lavoro, altra
precarietà sparsa a piene mani...
La rete campana
"NO Global" invita tutti ad essere in piazza,
partecipando:
1) alla sfilata
dei carri carnascialeschi contro il Global Forum (mercoledì
14 marzo,
ore 18, partenza da Piazza del Gesù);
2) al seminario Contro-Global Forum (venerdì 16 marzo, ore 16)
3) SABATO
17 MARZO, ORE 10, CORTEO DI
CONTESTAZIONE
AL GLOBAL FORUM
Facciamo sentire la voce
della protesta, facciamo sentire in tutta Napoli
il nostro NO alle politiche
liberiste. Rivendichiamo anche in questa
occasione i diritti per
tutte e tutti, dal reddito garantito alla gratuità
dei servizi sociali, dalla
difesa dei salari alla sicurezza del posto di
lavoro, dal recupero degli
spazi urbani alla piena vivibilità
dell'ambiente, dalla libertà
di circolazione dei migranti al controllo
pubblico sul commercio
internazionale, dal disarmo generalizzato alla
cooperazione autentica
fra tutti i popoli del mondo.
RETE CAMPANA "NO GLOBAL"
Info: tel. 03356215304;
03887460974 www.noglobal.org