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InfoSDEBITARSI N. 97 | 21 DICEMBRE 2001
La comunità internazionale deve dichiararsi subito a favore
della sospensione immediata dei pagamenti del debito estero da parte
dellArgentina. E la prima cosa da fare per offrire una
concreta via di uscita da una situazione che sta rapidamente evolvendo
in una profonda crisi sociale ed istituzionale.
Il Fondo Monetario Internazionale, con lintervento del Capo
Economista Kenneth Rogoff, ha ammesso che lattuale strategia
economica portata avanti dal governo argentino non funziona: E
chiaro che la combinazione di politica fiscale, di debito e di un
regime di cambi
(il peso argentino è convertibile con i dollaro, ndc) non
è sostenibile.
Il Fondo non ammette però le sue responsabilità, che
oramai nessuno più nega: le politiche di riduzione della
spesa pubblica, di aumento delle tasse e di controllo del sistema
bancario sono state perseguite proprio per corrispondere alle condizioni
del Fondo.
La decisione del 5 dicembre di non concedere il previsto finanziamento
di $1,26 miliardi, in assenza di una piano sostenibile,
ha innescato lattuale fase esplosiva. Il ruolo del Fondo Monetario
Internazionale sarà nuovamente messo in discussione dopo
la crisi messicana del 1994 e quella coreana del 1997.
La considerazione che la crisi attuale non avrà conseguenze
sugli altri debitori (Messico e Brasile), poiché era largamente
prevedibile, rende ancora più dura la valutazione sulle attività
del Fondo. Esistono oggi le condizioni per imporre alla comunità
internazionale il blocco dei pagamenti da parte dellArgentina.
E stato proprio il Fondo Monetario a rilanciare questa opzione
lo scorso 26 novembre con un discorso del Vicepresidente Anne Kruger.
LItalia, per limportanza dei rapporti con lArgentina
e per la posizione allinterno del gruppo dei G7 può
e deve prendere uniniziativa in questo senso.
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Note
· Nel settembre 2001, il debito estero dellArgentina
poteva essere stimato in circa $160 miliardi. Il debito totale
(interno, estero, provinciale e privato) supera i $200 miliardi.
· Dal 1976 al 1983, nel periodo della dittatura militare,
lindebitamento dellArgentina è passato da $7,8
miliardi a $46 miliardi. · Nel 1999, la ricchezza prodotta
dallArgentina è stata pari a $283,2 miliardi ($28
miliardi di esportazioni); la spesa pubblica ha raggiunto $48
miliardi. Per il 2002 è prevista una riduzione fino a $39,5
miliardi. · Alla fine degli anni '90, leducazione
assorbiva il 3,5% della spesa pubblica, la sanità il 4,9%,
mentre la restituzione del debito estero assorbiva il 9,1%. Il
37% della popolazione viveva sotto la soglia della povertà.
· Nei 18 mesi da ottobre 2001 a marzo 2003, lArgentina
dovrebbe ripagare $75.3 miliardi: corrisponde al 27% della ricchezza
prodotta in un anno e al 322% della ricchezza raccolta attraverso
le esportazioni. · Secondo le intenzioni espresse dalla
Kruger il 26 novembre,
· (http://www.imf.org/external/np/speeches/2001/112601.htm),
il FMI dovrebbe assumere la capacità di imporre un blocco
(standstill) dei pagamenti del debito per favorire il negoziato
fra governi e creditori privati. Nelle trattative non ci sarebbe
la partecipazione diretta del Fondo Monetario, che però
assicurerebbe ai governi indebitati la protezione da una possibile
azione legale da parte dei creditori e la possibilità di
imporre misure per impedire la fuga dei capitali. Il Fondo farebbe
la parte del leone: oltre ad essere una parte fra le altre nella
sua qualità di creditore, vuole oggi diventare giudice.
Siamo lontani dalla costruzione di un processo trasparente e neutrale
che difenda gli interessi dei paesi indebitati.
Per ulteriori informazioni contattare Luca De Fraia, coordinatore
Campagna Sdebitarsi:
cell. 0347-9484005
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