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La Habana, 27 nov (PL)
Il Ministro delle Relazioni Estere di Cuba, Felipe Pérez
Roque, ha preteso oggi all'Assemblea Generale dell'Organizzazione
delle Nazioni Unite (ONU) la fine del blocco economico imposto dagli
Stati Uniti al suo paese da oltre 40 anni.
Il blocco deve essere tolto, non può continuare perché
non rispetta la Carta dell'ONU, colpisce il commercio e la navigazione
internazionale, non ha né giustificazione etica né
giuridica e viola le Convenzioni di Ginevra, ha sottolineato il
Ministro degli Esteri cubano nel suo discorso, trasmesso dal vivo
dalla televisione cubana.
Ha enfatizzato che tale politica di Washington, definita come la
più grave violazione dei diritti umani dei cubani, è
mantenuta per ragioni di politica interna degli Stati Uniti, progettata
per "favorire gli interessi meschini di una minoranza senza
scrupoli", riferendosi ai gruppi anticubani residenti a Miami.
Ha affermato che questa misura, che ha causato a Cuba perdite per
70 miliardi di dollari, cifra ancor più alta se vengono aggiunti
i danni umani, lacera i diritti del popolo nordamericano e quelli
dei cubani residenti in questa nazione settentrionale.
"A nome del popolo cubano, del diritto internazionale, della
ragione e della giustizia, chiedo all'Assemblea Generale dell'ONU
di esprimere nuovamente il suo appoggio per la fine effettiva del
blocco", ha espresso il Ministro degli Esteri.
Nel suo intervento, il Ministro degli Esteri ha fatto riferimento
alla recente proposta di Washington di inviare aiuti a Cuba dopo
il passaggio devastante dell'uragano Michelle.
Pérez Roque ha ribadito la disposizione di La Habana di pagare
in contanti e di usare navi cubane per il trasporto di medicine,
alimenti e altri prodotti che acquisterà negli Stati Uniti.
Gli scambi diplomatici sono avvenuti senza tensioni e nel pieno
rispetto e con spirito di cooperazione, ha assicuro l'alto funzionario,
che si è chiesto il perché dell'esistenza in tutti
questi anni di un sistema "tanto meticoloso e perfetto"
che ostacola l'acquisizione di apparecchiature mediche, di tecnologia
e di informazione scientifica da parte di Cuba.
Cuba desidera la fine del blocco perché è il principale
ostacolo al suo sviluppo economico, perché è responsabile
della sofferenza di milioni di persone. Desideriamo relazioni rispettose
con gli Stati Uniti, per le quali siamo preparati, ha precisato
il capo della diplomazia cubana.
Ha chiarito che questi acquisti non significano la fine del blocco,
benché abbia sostenuto che per La Habana sarebbe auspicabile
il ripetersi di azioni come questa, fatto che pare impossibile per
il momento perché ha detto - non esiste un commercio
normale tra le due nazioni.
Ha affermato che solo la fine "dell'anacronistico blocco",
che non ha un appoggio di maggioranza sia al Senato sia alla Camera
degli Stati Uniti, permetterà che fluiscano le relazioni
normali tra gli Stati Uniti e Cuba.
Ha confermato che non deve confondersi il desiderio del suo paese
con una lamentela o con una dimostrazione di debolezza, perché
il popolo cubano non può arrendersi, non rinuncerà
alla sua sovranità e alla giustizia sociale conquistata.
Ha puntualizzato che per togliere l'assedio economico è necessaria
l'abolizione delle leggi Torricelli (1992) ed Helms-Burton (1996),
e la sospensione della "maniacale persecuzione" sviluppata
su scala mondiale dalle ambasciate e dalle agenzie dal Governo nordamericano
contro ogni tentativo cubano di accedere a un nuovo mercato.
Ha chiesto l'eliminazione della Legge di Aggiustamento Cubano (1966),
che provoca la morte di numerose persone, compresi i bambini, e
ha fatto riferimento alla tragedia avvenuta recentemente nella quale
sono periti circa 30 cittadini, tra essi 13 minorenni, in un tentativo
illegale per arrivare alle coste statunitensi.
L'ONU condanna l'opprimente blocco contro Cuba
28.11 - Nazioni Unite. - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite
si è pronunciata per mettere fine al blocco economico, commerciale
e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba, con 167 voti a favore
della mozione cubana, 3 contro e 3 astensioni. La risoluzione adottata
dall'organismo più rappresentativo dell'ONU ribadisce a tutti
gli Stati di astenersi dal promulgare e dall'applicare leggi e misure
come quelle emanate in modo effettivo dagli Stati Uniti contro Cuba.
Il preambolo del progetto presentato previamente all'Assemblea plenaria
esprime preoccupazione per la promulgazione e per l'applicazione
della Legge Helms-Burton i cui effetti extraterritoriali ledono
la sovranità di altri Stati, gli interessi legittimi di enti
o di persone sotto la loro giurisdizione e la libertà di
commercio e di navigazione.
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