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Quella che segue e' la cronaca raccontata dalla delegazione di Studenti
in Movimento nella carovana di Action For Peace che si e' recata
in Palestina dal 27 marzo al 4 aprile del 2002. Nella settimana
di Pasqua centinaia di attivisti europei dei movimenti sociali hanno
costruito una diplomazia dal basso in medioriente.
All'arrivo della carovana a Gerusalemme l'attentato a Netanya vicino
Tel Aviv segna l'inizio della vorticosa precipitazione del conflitto
arabo isreaeliano, e tutta la settimana in cui la carovana sara'
in Palestina l'intera regione sara' scossa da una fase storica nella
lotta di liberazione del popolo palestinese.
L'obbiettivo della costruzione di una diplomazia dal basso e' stato
raggiunto. Decine e decine di attivisti si sono insediati a Ramallah
ed hanno incontrato Arafat nella sede assediata dall'esercito isreaeliano
del Anp, rompendo in questo modo l'isolamento mondiale a cui era
sottoposto.
Action For Peace ha portato alla popolazione palestinese una forma
di solidarieta' attiva , ad un popolo isolato sia dagli stati occidentali
che da quelli arabi.
Diversi parlamentari dei governi europei, grazie all'azione degli
attivisti internazionali sono stati a Ramallah, e grazie alla carovana
i governi europei sono stati costretti a prendere posizione in difesa
del popolo palestinese.
La carovana ha operato una interposizione in difesa della popolazione
civile palestinese, e grazie alla nostra attivita' il mondo ha aperto
gli occhi sulla crisi in medioriente.
Data la situazione tutto il programma di Action for Peace ha visto
completamente stravolto il suo programma iniziale, e l'azione diretta,
la disobbedienza e l'interposizione sono divenute pratiche quotidiane
durante i 7 giorni piu' duri per il medioriente negli ultimi anni.
La nostra opera continuera' in Italia con azioni di disobbedienza
e boicottaggio dello stato d'Israele, al fine di mettere in piedi
una campagna mondiale per lo Stato di Palestina ed il ritorno dei
profughi nei territori.
Rete Campana Studenti in Movimento
AGGIORNAMENTO 1
Dopo l`incontro ad Atene tra la gran parte della carovana Action
For Peace proveniente dall`Italia si e` appreso dell`attentato di
Tel Aviv in cui hanno perso la vita 20 persono e 170 sono rimaste
ferite. L`arrivo all`aereoporto di Tel Aviv dell`Airbus che trasprotava
circa 250 attivisti italiani e` stato da subito teso. Abbiamo avuto
a che fare solo ed esclusivamente con la polizia israeliana (la
gran parte donne cosa che ci ha stupito) e l`ufficio immigrazione.
Hanno ritirato tutti i nostri passaproti senza darci nessuna spiegazione.
Dopo cio` hanno cominciato a rivolgere ai responsabili dei gruppi
una serie svariata di domande su chi fossero, cosa volessero e chi
dovessero incontrare.La tensione e` salita alle stelle nonostante
l`intervento di alcuni parlamentari italiani presenti in carovana.
Non ci hanno fatto entrare in Israele, tenendoci in pratica sull`ingresso
dell`arrivo dagli aerei, luogo in cui si controllano i passaporti.
Alle 4.00 circa hanno cominciato a timbrarci tutti i passaporti
senza darci spiegazioni. Alle nostre numerose richieste di informazioni
, le risposte erano solo domande. Olimpic o Alitalia? Per sapere
da quale volo provenissimo come se non lo sapessero gia` loro, ed
i numerosi loschi figuri che si aggiravano nell`aereoporto nei pressi
della nostra delegazione con tesserini per noi incomprensibili.
Dopo l`intervento dell`ambasciata italiana verso le 6.00 - 6.30
la situazione sembrava essere sbloccata. Ci hanno restituito i passaporti
e con nostra sorpresa abbiamo appreso che ci avevano, nello stesso
momento, espulso e poi cancellato l`espulsione. Dopo aver rifatto
la carta d`ingresso , i funzionari di polizia si sono rifiutati
di non timbrarci i passaporti con il timbro d`Israele come e`nostro
diritto richiedere. Abbiamo quindi superato notevoli controlli ed
alle 9.30 siamo usciti dall`aereoporto di Tel Aviv.
Giunti a Gerusalemme ci siamo resi subito conto della drammaticita`
della situazione e dell`enorme ristrizione della nostra agibilita`
politica. La carovana dunque sara` completamente rivoluzionata rispetto
a quanto ci eravamo prefissi di fare.
Nonostante il clima di tensione, e a tratti d`incomprensione che
si respira in carovana , all`arrivo nei rispettivi alberghi Knight
Palace, Ambasador (per la delegazione Posse Unite contro la guerra
+ altri) e Crismas, i sottogruppi si sono riuniti e in seguito incontrati
con i rappresentanti delle associazioni pacifiste israeliane per
valutare la situazione. Un gruppo si e` diretto verso Ramallah.
Ebbene ricordare che l`Anp ha evacuato oggi le sue sedi da Ramallah
ed il governo d`Israele ha chiesto ai cittadini esteri di allontanarsi
dai territori entro e non oltre la serata di oggi. Il gruppo verso
Ramallah e` stato bloccato al check point dai militari. Intanto
si annunciano manovre militari nella notte. Un`altro gruppo si e`
recato alla Porta di Damasco a Gerusalemme per una sit-in e controinformazione
con le associazioni pacifiste israeliane e palestinesi e con le
delegazioni internazionali della carovana.
Al momento in cui scriviamo da un internet point in Gerusalemme
est, la situazione e` di alta tensione e nell`aria e`forte la sensazione
che stanotte l`esercito di Israele dara` vita alla sua rappresaglia.
La sensazione `quella di chi si trova nel luogo piu` caldo del mondo
nel momento piu` caldo. Una sudata. Pure se oggi ha piovuto.
Cmuque, stanotte sono attesi altri arrivi, in particolare da Napoli,
che rimpingueranno la delegazione italiana di Action For Peace.
In serata all`Hotel Ambassador e` prevista l`assemblea di Action
For Peace. Per domani non si ha ancora idea di quale sara` il programma
che verra` appunto stilato stasera prendendo in considerazione l`evolversi
della situazione. Chiediamo ai compagni dall`Italia di rendere quanto
piu` e` visibile la carovana, di diffondere tra i media e nel movimento
tutti i bollettini di informazione che arriveranno da qui, a .....speriamo
nei prossimi giorni.
Sono le 17.45.
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina
AGGIORNAMENTO 2
Piove sul bagnato. Nella notte i tank israeliani sono entarti a
Ramallah ed hanno sfondato il muro di cinta della sede del Anp.
Secondo fonti palestinesi c`e` stata una saparatoria e 4 generali
israeliani sarebbero morti numerosi i palestinesi feriti. Una delegazione
di Action For Peace si e` recata stamane nuovamente al check point
di Ramallah. Una decina di compagni sono riusciti ad entare nei
territori occupati e sono tutt`ora in case palestinesi. L`intero
isolato e`circaondato dall`esercito israeliano,
loro non possono muoversi e non possono affacciarsi alle finestre.
Sentono esplosioni e spari ovunque. Altri stranieri si trovano nei
territori chiusi in un albergo. La situazione per loro e` particolarmente
grave. Stamane il resto della delegazione si e`recato al Orient
House dove e`stato caricato violentemente dalla polizia a cavallo
e con i mitra in braccio. Numerosi i feriti ed un arresto, un compagno
di Roma che e` tutt`ora in galera e sara` reimpatriato domani mattina
ed espluso dal paese.
Dopo la carica , presso l`Hotel Ambassador vi e` stato un assemblea
generale degli italiani, insieme ai francesi e gli svizzeri. Presso
Ramallah sono stati tagliati i collegamenti, attualmnete la citta`
e` al buio e le comunicazioni telefoniche vanno e vengono.
Ci siamo poi spostati nella parte Ovest della citta` a tenere un
presidio insieme alle associazioni pacifiste israeliane. Il presidio
e` stato controllato dalla polizia a cavallo , dalla polizia con
i mitra e dalla polizia in moto con i mitra. Bella storia insomma.
Proprio mentre ci trovavamo al presidio nella parte ovest della
citta`, c`e` stato un attentato presso un supermarket con numerosi
morti e numerossissimi feriti. La situazione difronte a noi era
allucinante con gli israeliani che ci insultavano da un lato e le
ambulanze e le caminette dell`esercito che
sfracciavano dall`altro. Presso la spianata delle moschee un gruppo
di palestinesi ha invaso la zona, l`esercito ha sparato contro di
loro.
Numerossisimi feriti , tra cui una giornalista europea, mentre a
Ramallah moriva un giornalista egiziano.
Ci siamo dunque ritrovati tutti al Knight Palace, albergo della
Rete No Global e dei Giovani Comunisti, mentre fuori la grandine
e le pallottole impazzavano.
Al momento la situazione sembra tranquillizarsi, anche se da dove
ci troviamo, parte cristiana della citta`, sotto protettorato del
Vaticano, e` difficile rendersi conto complessivamente della situazione.
Verso le 19 e` convocata un assemblea generale della delegazione
italiana all`Hotel Ambassador. La situzione ` pesantissima ed e`
ovviamente al di fuori delle nostre aspettative peggiori. Continuano
al momento le sparatorie nella spianata delle moschee mentre l`accesso
a quella zona e` stato vietato
a tutti. Intanto il fuoco dei Tank israeliani si intensifica a Ramallah
verso la sede dell`Anp. Arafat ha chiesto aiuto a tutti i paesi
europei chiamandoli per nome, Italia, Francia, Germania...ecc. ecc.
Arafat ha dichiarato di essere disposto a morire per il suo popolo.
Continua piovere e grandinare.
Forse la forza per resistere qui c`e` la data una donna israeliana
che dopo la carica di stamani si affacciava alla finestra e ci indicava
il segno di vittoria. We are winning...No fear!! sembrava dirci.
Continuiamo a pregare tutti i compagni italiani di mobilitarsi in
questi giorni facendo pressione su tutte le strutture istituzionali
, economiche e politiche israeliane in italia affinche` cessino
gli attachhi.
Sono le 15.49 a Gerusalemme Est
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!!!!!!!!!!
AGGIORNAMENTO 3
Parte presto la piu` bella giornata finora trascorsa dalla carovana
in Palestina.
Inannzitutto una rattifica, il compagno di Roma arrestato agli scontri
all`Orient House sara` processato domani e poi rispedito in Italia.
Di mattina presto ci si riunisce tutti all`Hotel Ambassador e tutti
insieme ci si dirige verso il Ramallah. In 500 arriviamo al primo
posto di blocco dell`esercito israeliano dove i pullman vengono
fermati. Scendiamo tutti e ci dirigiamo verso i militari che imbracciano
i mitra e posizionano con le
camionette per sbarrarci l`ingresso. Intanto numerosi palestinesi
si uniscono a noi in questo presidio pacifico. Arriva la polizia
con manganelli e pronti a caricarci. Blocchiamo il poto di blocco
per circa due ore tutti incordonati con in testa il gruppo di contatto
formato dai vari portavoce delle organizzazioni e i parlamentari
Cento, Morgantini e Russo Spena. Sono tanti ora i palestinesi, donne,
uomini e bambini che si uniscono a noi. Lo scenario che abbiamo
difronte e` desolante. Le case arabe sono tutte accerchiate da insediamenti
israeliani , ed anche le ambulanze sono costrtte a sottoporsi al
posto di blocco. Dopo un`altra ora ci spostiamo dal blocco a vicino
Ramallah per dirigerci verso Betlemme , dove presso i campi profughi
di Deisha e Beit Jalla si trovano da giorni molti compagni italiani
e di altre nazioni, bloccati dai carriarmati israeliani alle porte
dei campi profughi. Ci viene nuovamente sbarrata la strada. Dobbiamo
scendere dai pullman. Ci dirigiamo verso i militari , e dopo un
ora di tentennamenti decdiamo di passare e....CI RIUSCIAMO !!! Un
corteo di circa 500 persone
entra in una Betlemme piena di falci e martello sui muri. Entriamo
nella citta` accompagnati da un carosello di auto con bandiere palestinesi
che sventolano e centinaia di dita che indicano vittoria. La banda
degli ottoni suona l`Internazionale mentre raggiungiamo il cuore
della citta` nei
territori occupati. Siamo in terra di Palestina. Il corteo arriva
nella piazza centrale della citta` dove la popolazione e le autorita`
palestinesi ci accolgono con un bagno di ospitalita`. La commozione
e` fortissima sia da parte della delegazione internazionale sia
da parte della popolazione palestinese che isolata da tempo, sente
finalmente il calore militante delle tante anime del movimento dei
movimenti che chiede la fine dei bombardamenti, la proclamazione
dello Stato di Palestina ed il ritorno dei
profughi. Le campane suonano a festa per noi, mentre la piazza di
Betlemme si riempie
di venditori di kephia e prodotti locali. Intanto giunge notizia
che nell`inferno di Ramallah i compagni italiani , insieme a Bove`
ed alcuni francesi sono riusciti ad arrivare al palazzo del Anp
e sono ora da Arafat.
2/0 palla al centro!
Ci troviamo ora davanti ad una scelta. I campi di Deisha e Beit
Jalla sono sotto grosso pericolo. La polizia e` gia` entrata nei
campi. Ha sparato. Ed ora e` assestata alle porte dei campi. Intanto
Sharon ha chiesto che le forze militari dei nostri paesi provvedano
ad espellerci dai territori occupati. E` come un foglio di via.
Ma il fatto di non essere graditi a questo boia lo sapevamo gia`.
Ed e` motivo di cui vantarsi.L`assemblea della delegazione intrenazionale
convocata nella piazza centrale di Betlemme, decide che un gruppo
della carovana rimarra` a Deisha questa notte. Alla fine saranno
oltre 60 i compagni che rimarranno nei territori questa notte per
interporsi al bombardamento possibile da parte del governo Sharon.
La notizia viene data in diretta sulle televisioni arabe, e la delegazione
che rimane nei territori e` costantemente seguita da troupe televisive
arabe, e permette anche ai compagni a Gerusalemme di monitorare
la situazione. Abbiamo avuto incontri con alcune forze politiche
palestinesi presenti a Betlemme che hanno ringraziato i movimenti
sociali internazionali
considerandoci all`oggi gli unici veri interlocutori internazionali
della lotte del popolo palestinese.
Anche una parte di Studenti in Movimento rimane nei campi profughi
, e dovrebbe telefonare in serata ai compagni a Gerusalemme Est
per una corrispondenza, qualora cio` fosse possibile invieremo subito
da Gerusalemme un nuovo aggiornamento.
Intanto la delegazione che trona a Gerusalemme Est, in cui si vive
un aria piu` serena rispetto ad ieri, forse anche grazie alla nostra
presenza ed allo scuotimento dell`opinione pubblica internazionale,
di cui la risoluzione dell Onu di oggi ne e` esempio, e si partecipa
ad una manifestazione sotto la casa di Sharon nella parte araba
della citta` insieme alle associazioni pacifiste israeliane.
In tarda serata dovrebbe esserci una nuova assemblea dei rimasti
a Gerusalemme. Per domani e` prevista la nostra presenza al processo
del compagno italiano. Seguiranno aggiornamenti.
Sono le 20.47
Delegazione di Studenti in Movimento da Gerusalemme Est e Deisha
AGGIORNAMENTO 4-5
Ieri ci e` stato impossibile spedire la cronaca della giornata
anche a causa delle fasi concitate alle quali siamo stati sottoposti.
Dopo un po` di giorni nei territori ed a Gerusalemme lo stress e`
tantissimo e spesso e` difficile fare una cronaca ragionata di cio`
che si fa.
Comunque, nella giornata di ieri alcune delegazioni dei disobbedienti
e di Action For Peace sono entrati a Ramallah per strade secondarie
ed hanno raggiunto l`altra delegazione internazionale di pacifisti
gia` presente, tra l`ospedale, l`albergo dei giornalisti e la sede
del Anp.
La situazione era tesa gia` dalla mattinata. Un episodio su tutti.
La delegazione dei Giovani Comunisti e della Rete No Global si recava
dopo il processo, rinviato, al compagno italiano arrestato dopo
gli scontri all`Horient House, nuovamente alla New Gate, sede del
loro albergo. I militari bloccavano l`accesso alla New Gate con
mitra e pistole. In poco tempo un gruppo di militari si e` ammassato
alla New Gate impedendo alla Rete No Global ed ai Giovani Comunisti
di entrare in albergo. Dopo un po` di tensione l`esercito ci ha
scortati all`albergo. Contemporaneamente alla Porta di Damasco scontri
tra palestinesi ed esrcito israeliano coadiuvato dai coloni con
mitra in spalla. Nel pomeriggio ben due attentati scuotevano l`intera
regione , e la situazione precipitava vorticosamente. Ramallah diveniva
un vero e proprio inferno, le testimonianze della delegazione all`interno
della citta` palestinese si facevano sempre piu` drammatiche.
Caldissime assemblee hanno attraversato la giornata di ieri, mentre
tutti i familiari di Bargouthi, leader di Al-Fatah venivano arrestati
e lo stesso leader e` tutt`ora ricercato. In serata Jose` Bove`
e 15 pacifisti francesi venivano arrestati mentre uscivano dalla
sede del Anp con l`accusa di aver fatto fuggire dei terroristi..
Il parlamento italiano dava compito a Russo Spena e Paolo Cento
di formare una delegazione del parlamento italiano che incontri
Arafat e lo protegga. Arrivano dall`Italia intanto anche Graziella
Mascia deputata del Prc e Gianfranco Bettin vice sindaco di Venezia.
La nottata di ieri e` stata spaventosa, con militari ovunque a Gerusalemme
e F16 che sfrecciavano nei cieli della citta`.
Oggi la situazione e` solo apparentemente piu` distesa. Gerusalemme
e` poco frequentata.
Stamane nuove delegazioni sono giunte a Ramallah tra cui Francesco
Caruso della Rete No Global e Luca Casarini dei disobbedienti, insieme
ad altre 70 attivisti internazionali. Si sono posizionati tra l`ospedale,
e l`albergo dei giornalisti. Al momento non si sentono spari ma
c`e` un grande via vai di carri armati israeliani. Una nuova delegazione
di Giovani Comunisti, Rete No Global, Disobbedienti ed Action For
Peace si sono recati stamane al check point prima di Ram vicino
Ramallah. Si e` giunti in corteo, anche se mini, e si e` svolto
un presidio per alcune ore, mentre la prima delegazione che e` entrata
a Ramallah con Nunzio D`Erme, consigliere comunale di Roma, e` uscita
dai territori una volta avuto il cambio. Sono al momento 100 gli
attivisti internazionali che sono a Ramallah.
In seguito la stessa dleegazione si e` spostata verso Betlemme.
Lo scenario davanti a noi e` stato allucinante!!!
Circa 30 carri armati Tank israeliani occupavano il ceck point pronti
ad entrare, mentre altri erano gia` entrati a Betlemme. Circa altri
30 carri armati isaeliani erano ammassati ad una postazione militare
a 500 metri dal check point. Si prepara un massacro a Betlemme.
La nostra preoccupazione e` per i compagni a Deisha nel campo profughi
di Betlemme che sono ancora li`. I compagni sono andati contro i
carri armati a braccia alzate mentre un gruppo di coloni si avvicinava
alla delegazione insultandoci ed avvicinandosi minacciosi tra l`indifferenza
dell`esrcito. Dopo alcune ore di
presidio davanti alla stampa di tutto il mondo l`esrcito ha cominciato
a fare cordoni introno a noi spingendoci dapprima e poi in pratica
caricandoci fin sui pullman a circa 200 metri dal check point. Dopo
la carica si e` tornati all`Ambasador dove si e` tenuta una assemblea
di tutta la delegazione rimasta a Gerusalemme. Per il momento e`
questa la situazione, mentre una assemblea generale convocata per
le 21 di stasera decidera` il da farsi. E` da sottolineare la straordinaria
solidarieta` della popolazione araba di Gerusalemme nei nostri confronti
e di tutta la stampa e di media arabi e non solo verso la nostra
missione.
Seguiranno aggiornamenti.
Sono le 16.05 a Gerusalemme Est.
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina
AGGIORNAMENTO 6 E 7
Per ragioni di pigrizia e di condizioni meteorologiche ieri ci
e` stato impossibile inviare l`aggiornamento.
Ieri mentre una sostanziosa parte degli attivisti italiani a Ramallah
riusciva ad uscire dalla citta' assediata grazie all`aiuto dei palestinesi,
parte della delegazione italiana si e` recata dapprima al consolato
spagnolo a Gerusalemme, per fare pressione sul governo spagnolo,
presidente di turno del Ue per l`invio di osservatori internazionali
e parlamentari a difesa del popolo palestinese.
Una delegazione mista e` stata ricevuta dal console spagnolo .
Il resto della delegazione si e` recata ad Haifa, ad una manifestazione
di fronte al carcere in cui sono rinchiusi i riservisti che hanno
disobbedito a Sharon ed hanno deciso di non partecipare alla guerra.
Per questo motivo in 370 sono in galera. L`atmosfera ad Haifa era
un po` surreale per noi abituati a stare da 6 giorni tra carri armati,
esercito e raffiche di mitra. Sembrava quasi che ad Haifa la guerra
non sia mai arrivata. Grande la partecipazione delle associazioni
pacifiste israeliane, nonostante la presenza di tre provocatori
dell`estrema destra allontanati dal corteo e protetti da alcuni
polizziotti. Al ritorno a Gerusalemme si e` atteso l`arrivo di tutti
quelli che rischiando la propria vita per il popolo palestinese
sono entrati e usciti da Ramallah. Tutt`ora sono numerosi gli attivisti
presenti nell`ospedale di Ramallah. 21 parlamentari greci sono arrivati
oggi a Gerusalemme per andare a Ramallah. Si attende ancora la delegazione
italiana, nonostante la presenza qui di Graziella Mascia, Luisa
Morgantini del Prc e Matteo Bulgarelli dei Verdi, c`e` bisogno di
altri parlamentari per una sorta di staffetta e per fare arrivare
convogli di medicinali e cibo a Ramallah. Nella serata di ieri si
sono tenuti alcuni incontri con gruppi politici palestinesi tra
l`Ambassador e il Knight Palace, alberghi in cui c`e` parte della
delegazione italiana.
Stamane ci si sveglia presto. E come al solito....piove!!! Chi e`
che ha detto che in Medioriente faceva caldo?
Tutti insieme ci si dirige verso il check point di Ram in prossimita`
di Ramallah per una delle piu` grandi manifestazioni per la palestina
tenutesi dalla prima Intifada.
In circa 3000 tra delegazioni straniere italiane, belghe,francesi,
greche, associazioni pacifiste israeliane, lavoratori palestinesi
, associazioni palestinesi si sono recati in corteo per permettere
l`accesso a Ramallah ad un convoglio di cibo e medicinali.
La risposta dell`esercito israeliano e` stata tremenda. 3 cariche
violentissime con l`ausilio di bombe sonore e lacrimogeni urticanti
hanno respinto il combattivo corteo che ha tenuto testa alle cariche
per piu`di due ore. Alla fine con un violento attacco di bombe sonore
il corteo e` stato disperso verso il parcheggio dei bus delle delegazioni
straniere di Action For Peace. Il bilancio e` di 3 palestinesi fermati
e numerosissimi feriti, tra cui uno grave, palestinese che ha perso
un dito per l`esplosione di una bomba sonora. Numerosi gli handicappati
caricati dalla polizia e feriti. Il soccorso rapido si e` ottenuto
grazie alle delegazioni europee di attivisti e grazie alla popolazione
araba del luogo che ha offerto ospitalita` nelle proprie case.
Si e` dunque ritornati all`Ambassador per preparare la partenza
finale del grosso della carovana italiana che partira` tra stanotte
e domani.
La situazione che lasciamo e` tremenda. Il compito che noi abbiamo
e`quello, con la guerra nel cuore, di portare agli occhi di tutti
nel nostro paese questa guerra. Quella che abbiamo visto qui e`
pulizia etnica. Quello che abbiamo visto qui e` un massacro. Quello
che abbiamo visto qui e` un occupazione di un territorio da parte
di un solo stato. Quello che ci portiamo dietro da qui oltre all`esperienza
di vissuto e` una grande carica di rabbia e volonta` di attivarsi
da subito per il popolo palestinese nel nostro paese.
Lasciamo nell`ordine, Ramallah occupata, Betlemme occupata, Nablus
occupata, Jenin occupata, Gerusalemme incandescente.
Con questo si chiude la corrispondenza da Gerusalemme Est di Studenti
in Movimento.
Sono le 16.12 a Gerusalemme Est.
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina
AGGIORNAMENTO 8
La delegazione di una quarantina di parlamentari, sindacalisti,
intellettuali, persone della società civile che è
partita mercoledì sera per la Palestina, per fare da staffetta
a noi di ritorno in Italia, è stata
espulsa da Israele appena messo piede a Tel Aviv. Senza alcuna spiegazione,
avvenimento che non ha
precedenti, e che avviene proprio mentre la Unione europea ha deciso
di inviare il ministro degli esteri spagnolo (la Spagna ha la presidenza
di turno della Ue) e il "ministro degli esteri" europeo,
Solana, ad incontrare sia Sharon che Arafat.
Ancora una volta i poteri imperiali non possono fare a meno di mostrare
la loro vera indole brutale e repressiva. La delegazione ha cercato
di fare resistenza passiva, sedendosi per terra nell'aeroporto,
ma Luciana Castellina, ex parlamentare europea, e Claudio Sabattini,
segretario generale della Fiom, sono stati trascinati via con la
forza, mentre Vittorio Agnoletto è stato portato in una stanza
e, come ha
poi raccontato, "massacrato con pugni e calci". Anche
Marco Revelli è stato malmenato. Il senatore verde Francesco
Martone e la deputata verde Luana Zanella sono stati trattenuti
e infine, pare, sono i soli ad essere stati ammessi in Israele,
insieme ad alcuni altri parlamentari dei Ds.
Ad Atene si e' tenuta una conferenza stampa internazionale che ha
raccontato l'accaduto ed ha invitato altri parlamentari italiani
ad andare a Ramallah.
Sono le 12.32 ad Atene
Delegazione di Studenti in Movimento di ritorno dalla Palestina
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