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tratta da www.carta.org |
Fausto Gianelli, Fabio Marcelli, Giuliano Pisapia
e Luigi Saraceni scrivono: "Abbiamo partecipato al convegno che
si è svolto al Cairo il 6 e 7 agosto sul tema dei prigionieri
politici palestinesi, su iniziativa dell'Associazione internazionale
dei giuristi democratici e dell'Unione dei giuristi arabi. Tale convegno
ha registrato la presenza di decine di giuristi provenienti dai Paesi
arabi e del resto del mondo, nonché quella del segretario generale
della Lega araba Amr Moussa, e si è concluso con un appello
a tutti i giuristi del mondo affinché si mobilitino per la
garanzia dei diritti dei prigionieri politici palestinesi e con la
decisione di procedere alla costituzione di un comitato che segua
il processo a Marwan Barghouti. La situazione dei prigionieri politici
palestinesi appare estremamente preoccupante. Si tratta di circa diecimila
persone, fra i quali molti minorenni, reclusi in condizioni di negazione
della dignità umana e di privazione dei più elementari
diritti, fra i quali quello ad essere informati sulle ragioni della
detenzione e a un giusto processo.
Non v'è dubbio che ciò rappresenti una chiara violazione,
da parte del governo israeliano, di importanti accordi internazionali,
quali il Patto internazionale dei diritti civili e politici, la IV
Convenzione di Ginevra e la Convenzione contro la tortura.
Particolarmente emblematica è poi la situazione di Marwan Barghouti,
rapito nei territori palestinesi, recluso poi in vari campi e sottoposto
a maltrattamenti e vere e proprie torture, nel tentativo, non riuscito,
compiuto da settori dell'intelligence israeliana legati a Sharon,
di attribuirgli la responsabilità di atti di terrorismo. In
questo caso infatti si aggiungono ulteriori violazioni, da parte delle
autorità israeliane, del diritto internazionale, in particolare
dell'integrità territoriale della Palestina e dello spirito
e della lettera degli accordi di Oslo. La liberazione di Marwan Barghouti,
leader riconosciuto dell'Intifada e del popolo palestinese, assume
del resto, nell'attuale situazione, carattere di presupposto indispensabile
per una soluzione pacifica del problema israelo-palestinese, basato
sull'istituzione di due Stati coesistenti e cooperanti. Saremo pertanto
presenti, insieme ad altre delegazioni di giuristi italiani e internazionali
e altri osservatori, alle prossime udienze del processo, nell'intento
di assicurare il necessario controllo internazionale su di esso e
di garantire il rispetto del diritto". |
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