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1.4.2000
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Della Vecchia comunica
al Dap che provvederà ad una perquisizione straordinaria nel
carcere di Sassari, vista la situazione diingovernabilità in
cui versa la struttura. |
Le carceri sarde
Nell'isola sono aperti 12 istituti di reclusione, tre colonie
penali all'aperto e un carcere minorile. Agenti (circa 1.400),
detenuti (tra i 1.700 e i 2.000).
Carceri vecchie e malandate nelle quali la bassa qualità della
vita rende difficile, anche per l'eccessivo affollamento,
la convivenza tra detenuti e agenti.
Da tre anni al governo dell'amministrazione penitenziaria
in Sardegna, il dottor Della Vecchia aveva un sogno, anzi
due: riuscire a utilizzare le carceri minorili di Quartucciu
per i detenuti di Buoncammino (Il carcere di Cagliari), mettere
ordine delle colonie all'aperto di Mamone e Isili.
"Dalle case di reclusione all'aperto - sosteneva - andrebbero
allontanati i detenuti che scontano brevi pene (come tossicodipendenti
ed extracomunitari) per sostituirli con quelli che scontano
pene più lunghe".Il suo modello di carcere era diventato quello
di Alghero - dove sono stati "rinchiusi" gli agenti coinvolti
nel pestaggio - che voleva trasformare in un lucroso centro
clinico carcerario polivalente, adeguandosi, da napoletano,
al suo collega Giuseppe Brunetti, Provveditore per la Campania,
che nella sola città di Napoli gestisce ben due centri clinici,
Poggioreale e Secondigliano).
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3.4.2000
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La perquisizione si
svolge il 3 aprile e si conclude con il trasferimento di 21
detenuti, ritenuti i fomentatori dei disordini nell’istituto
sardo. Della Vecchia comunica che l’operazione è andata a buon
fine e che si segnalano soltanto tre agenti contusi, poiché
“si sono verificati scontri fisici senza uso della violenza”.
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4.4.2000
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Muore per infarto
nel carcere di Cosenza Giuanluca Seta, un ragazzo di 24 anni
arrestato per un tentativo di furto |
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7.4.2000
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La Procura di Sassari
apre un’inchiesta sui pestaggi al San Sebastiano su denuncia
dei familiari dei detenuti. Dopo che l’Ansa diramava
una prima notizia sul pestaggio, il direttore Generale delle
carceri Giancarlo Caselli invia un ispettore a Sassari che conferma
i sospetti del pestaggio. Caselli ordina all’Ufficio del personale
di prendere “provvedimenti conseguenti”. Vengono sospesi il
provveditore regionale, la direttrice del carcere e Tomassi.
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12.4.2000
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Alcuni organi di stampa rilanciano la notizia dell’ansa sul
presunto pestaggio avvenuto nel carcere di Sassari agli inizi
di aprile. Autori dell’impresa un centinaio di agenti penitenziaria
reclutati nei diversi istituti dell’isola. Le violenze sarebbero
accadute nel corso del trasferimento di una ventina di detenuti
ritenuti responsabili delle proteste di quei giorni contro
i disagi provocati dallo sciopero dei direttori.I titolari
dell’inchiesta giudiziaria hanno interrogato ieri i detenuti
vittime delle violenze. Il pestaggio è confermato anche da
fotografie fatte scattare dai magistrati, che documenterebbero
le tumefazioni e i lividi sui corpi dei prigionieri.
Alcuni familiari dei detenuti picchiati e gli avvocati del
Foro di Sassari denunciano pubblicamente il pestaggio. Giancarlo
Caselli apre un’inchiesta amministrativa. Giuliano Pisapia
presenta un’interrogazione parlamentare al Ministro Diliberto.
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13.4.2000
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L’ispettoreinviato
da Caselli a Sassari per verificare la fondatezza delle denunce
di violenze è Nello Buongiorno, direttore centrale dell’ispettorato
delle carceri. Cinque giorni dopo il suo arrivo a Sassari Buongiorno
consegna una relazione ispettiva che conferma i sospetti sui
pestaggi avvenuti nel carcere sardo. Un’altra relazione, redatta
dall’ispettore sanitario Francesco Di Girolamo, contiene le
proveche i detenuti sono stati presi a calci con gli anfibi
e ridotti in condizioni impresentabili tra denti e costole rotte.
Nel rapporto di Buongiorno, tra l’altro, si dice che l’avvicendamento
del vecchio comandante del carcere con Ettore Tomassi è stato
“ratificato dagli organi centrali del Dap, cioè da dal direttore
del personale Emilio Di Somma. |
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14.4.2000
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Diliberto, in visita
all’Università di Sassari, viene ‘accolto’ da un drappello difamiliari
dei detenuti pestati nel carcere di Sassari. Il Ministro comunica
che è oggi in corso un’ispezione nel carcere di San Sebastiano.
La delegazione dei parenti delle vittime chiede la rimozione
del nuovo comandante delle guardie, Ettore Tomassi. |
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15.4.2000
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Un detenuto di 36
anni, condannato a due ergastoli, siimpicca nel carcere di Secondigliano.
Una settimana prima si era tagliato le vene ed era stato salvato
in extremis. |
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16.4.2000
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Si suicida nel carcere
di Lecce Vito Monosi, un uomo di 38 anni detenuto per omicidio.
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21.4.2000
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Via Crucis e fiaccolata
dei familiari dei detenuti attorno al carcere di Sassari.
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28.4.2000
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Il Ministro Diliberto,
lasciando l’incarico in seguito alla crisi di governo, invia
una lettera di saluto alla Polizia Penitenziaria: “Abbiamo ottenuto
risultati che credo storici per la Polizia Penitenziaria, quali
i ruoli direttivi e dirigenti, il nuovo regolamento di servizio,
la partecipazione della Pol. Penit. Alle missioni all’estero,
il salvataggio del pagamento dello straordinario, lo stanziamento
per le nuove divise, il DL sul condono delle sanzioni disciplinari,
lo stemma araldico del Corpo, la richiesta al capo dello Stato
per il diploma di navigazione di lungo corso… Ma soprattutto,
abbiamo insieme ottenuto qualcosa che non ha prezzo. E’ la dignità
ritrovata e l’orgoglio di appartenenza del Corpo, che va di
pari passo con il rispetto che oggi, più di ieri, vi portano
le altre forze di polizia. Non siete più un Corpo di serie B”.
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Il partito si è fatto un po’ stato, e torna a casa.
Cosa fa un piccolo partito, appena uscito da una scissione,
senza una solida base sociale e dall’incerto consenso elettorale
quando occupa un ministero importante, come quello della Giustizia?Si
guarda intorno e scopre che nelle carceri italiane ci sono
44.000 agenti di polizia penitenziaria, chesignificano 44.000
famiglie di agenti di polizia penitenziaria, cioè un potenziale
bacino elettorale di 200.000 persone.
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