LIBERIAMOCI DAL CARCERE
Da Sassari a Poggioreale..... o viceversa? Cronaca di un pestaggio annunciato - a cura del Coordinamento Liberiamoci dal carcere di Napoli

11 - 31 maggio 2000

DATA FATTI INFORMAZIONI
 

11.5.2000

Cgil, Cisl e Uil promuovono una sottoscrizione in tutti gli istituti penitenziari “al fine di sostenere economicamente i colleghi interessati dai provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Gip di Sassari e dalla conseguente sospensione dal servizio con inevitabile riduzione dello stipendio”.

  Dossier dell’associazione Antigone sulle violenze quotidiane degli agenti di custodia sui detenuti.

 

  Il Libro bianco di Antigone

(Questa scheda è tratta da un articolo apparso sul settimanale L’espresso del 18.5.2000)

 

   Sono 22 i casi di sospetti maltrattamenti avvenuti nelle carceri italiane nel solo 1999.

Il 6 ottobre, a Brescia, muore un detenuto dopo essere stato aggredito dai compagni. Le guardie, secondo i giornali, non intervengono. Un mese dopo, il 16 novembre, la carcerata bresciana C.R. sostiene di essere stata presa a calci e pugni in testa dagli agenti senza motivo. Il 17 ottobre un detenuto lombardo Pietro Ibba muore per un’infezione non curata. Secondo la madre ‘dopo aver accusato per 10 giorni febbre alta nel carcere di Lecco. A Nuoro, il 23 gennaio 2000, muore Luigi Acquaviva: ‘tre agenti di polizia penitenziaria indagati per lesioni e uno per omissione di soccorso. Il 28 ottobre ’99 viene arrestato Marco Ciuffreda, perché trovato in possesso di sostanze stupefacenti. Portato al carcere romano di Regina Coeli ottiene gli arresti domiciliari. Il provvedimento non viene eseguito, per più di due giorni,  dalla polizia penitenziaria  che adduce mancanza di personale. Intanto Ciuffreda si sente male, viene visitato una volta e poi più. Ricoverato d’urgenza allo Spallanzani, muore. La diagnosi parla di polmonite bilaterale anche se nessuno di coloro i quali lo avevano incontrato avevano notato i sintomi.

A Viterbo, invece, di nuovo violenza. Qui ai primi di novembre muore un detenuto tunisino. La versione ufficiale dell’accaduto parla di suicidio. Un operatore penitenziario qualificato afferma che frequenti sono i pestaggi e le vessazioni a carico di detenuti. Uno degli ispettori gerarchicamente posto ai vertici della struttura, durante la visita effettuata dagli osservatori di Antigone, ha affermato che ‘i diritti umani con gli animali (cioè i detenuti) non c’entrano”.

 

12.5.2000

Tutti liberi. Il Gip di Sassari revoca le misure cautelari per gli 82 inquisiti per il pestaggio di Sassari. 62 tra sottufficiali e guardie tornano in servizio; 17 restano sospesi in attesa di trasferimento; Della Vecchia e Tomassi, sospesi dal servizio, dovranno risiedere fuori dalla Sardegna; la Di Marzio è trasferita al Ministero.

  I sindacati della polizia penitenziaria revocano lo sciopero in bianco.

  Cosa hanno ottenuto le guardie:

1) subito un concorso per 1300 agenti

2) impiego degli obiettori di coscienza  per  svolgere compiti di ufficio

3) trecento miliardi per l’ammodernamento  del parco mezzi

4)  apertura di nuovi 4 istituti già finiti

5)  assunzione di 743 impiegati per gli   uffici

6) utilizzo di 2000 ausiliari dell’esercito

7) immediata istituzione del ruolo  dirigente e direttivo della polizia   penitenziaria. 200 ispettori  diventeranno commissari; 500 nuove  assunzioni di dirigenti con concorsi esterni;

8) promozione per i provveditori che  saranno tutti dirigenti generali.

 

13.5.2000

Attentato dinamitardo nei confronti di un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria coinvolto nelle indagini della magistratura sassarese.

 

 

16.5.2000

Manifestazione nazionale a Roma della Polizia Penitenziaria indetta da Cgil, Cisl e Uil “per rendere manifesto l’impegno e la presenza del sindacato confederale in un settore ad alta esposizione sul piano della sicurezza, della legalità e della convivenza sociale”. Dopo essersi prudentemente tenuti fuori dalla mischia nei giorni più caldi della protesta, i vertici nazionali dei confederali scendono in campo per porsi come mediatori del conflitto e tesoreggiare i risultati della battaglia condotta dagli autonomi.

  Roma - Volantinaggio fuori al carcere di Regina Coeli da parte dell’Assemblea contro la repressione, che raccoglie l’autonomia di classe e gli anarchici di Roma. I detenuti di Rebibbia dichiarano lo stato di agitazione; all’esterno del carcere presidio di solidarietà .

 

 

19.5.2000

          Il Consiglio dei Ministri emana il Decreto Legislativo in attuazione della legge 266/89, Riordino dell’amministrazione penitenziaria, introducendo la deroga alle assunzioni per l’Amministrazione Penitenziaria per la copertura immediata delle vacanze di organico.

  Trasferiti il direttore e il comandante del carcere di Nuoro dove era morto suicida un camorrista napoletano.

  Continua la protesta dei detenuti di Regina Coeli che hanno chiesto di svolgere un’assemblea in presenza dei giornalisti.

  Napoli, carcere di Poggioreale. Manifestazione dei centri sociali davanti al penitenziario cittadino. Mentre si svolge il corteo ed il successivo concerto nella piazza antistante il carcere, una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali entra nel penitenziario per assicurarsi che non vi siano ritorsioni sui detenuti. I prigionieri immediatamente rispondono alla manifestazione con la battitura delle stoviglie sulle sbarre. Lo spettacolo delle celle lascia sgomenti i visitatori. Fino a 18 persone per stanza, con un solo bagno che funge anche da cucina. A Poggioreale le quattro ore d’aria previste per legge sono ridotte a due, e talvolta anche ad una. I detenuti, senza alcun timore reverenziale per la presenza del direttore e delle guardie, denunciano l’uso sistematico delle percosse, dell’isolamento, e fanno anche i nomi di alcuni agenti componenti delle squadrette punitive.Nel carcere napoletano si può incorrere in una sanzione corporale per il solo fatto di aver guardato in volto un agente, o di non aver tenuto le mani dietro la schiena quando si percorrono i corridoi, o di non essersi messi sull’attenti durante la conta. Le condizioni igieniche degli ambienti e lo stato dell’assistenza medica sono indescrivibili. Dei risultati della visita vengono informati il Ministro della Giustizia, il Direttore generale delle carceri e i vertici dell’amministrazione.

Poggioreale

  Il grande rigore ed il clima di paura che caratterizzano la situazione del carcere di Poggioreale sono ben noti a tutti coloro che frequentano gli ambienti penitenziari. . Il reparto accettazione, l’infermeria, l’isolamento del padiglione Genova sono veri e propri luoghi terrifici per il popolo dei ‘dannati della terra’. 

    Un ragazzo che è riuscito ad avvicinare un componente della delegazione che ha visitato il carcere ha raccontato che anche con le guardie spesso si parla chiaramente dell’uso della violenza nel penitenziario napoletano. Gli agenti giustificano gli atti di violenza ricordando ai carcerati la situazione in cui versava il carcere nei primi anni ottanta, quando gli uomini di Cutolo ed i loro rivali avevano conquistato il controllo del penitenziario. La normalizzazione di Poggioreale avvenuta nei primi anni ottanta è ricordata dai detenuti come un evento mitico, per i livelli di violenza che quel processo comportò. Da quel momento Poggioreale è diventato il simbolo della lotta alla camorra, un luogo dove le strumentazioni più brutali della repressione si sono fatte sistema, un carcere che sembra in emergenza permanente, incapace di emanciparsi da quel pezzo della sua storia. Da quel momento Poggioreale è diventato il modello penitenziario della massima deterrenza, un modello che è stato utilizzato nell’apertura del secondo carcere della città (quello di Secondigliano) e che ha prodotto due inchieste giudiziarie per pestaggi e un morto tra gli agenti di polizia penitenziaria.

      Ma Poggioreale non è ricordato soltanto per il grande rigore del suo regime disciplinare; dalla sua storia recente è venuto fuori un pezzo importante della classe dirigente dell’apparato penitenziario (vedi ‘Da Sassari a Poggioreale 1-3)

 

20.5.2000

Milano. Il collettivo contro la repressione è fuori al carcere di San Vittore con un banketto di controinformazione.

 

 

21.5.2000

Napoli. Dopo la manifestazione davanti al carcere di Poggioreale, e l’astensione dal vitto di tre giorni dei detenuti, l’Osappe (uno dei più forti sindacati autonomi della Polizia Penitenziaria) indice una conferenza stampa “finalizzata a mitigare le tensioni tra detenuti e agenti di polizia penitenziaria”. I sindacalisti dichiarano che non temono le inchieste giudiziarie anche a Poggioreale, “ricettacolo delle più gravi malattie infettive come Aids, Tbc, epatiti, scabbia, pediculosi”.

  Roma. I detenuti del carcere di Rebibbia mettono in atto lo sciopero del carrello (rifiuto del vitto), il rifiuto di scendere all’ora d’aria dalle 13.00 alle 15.55, la battitura delle sbarre dalle 22.30 alle 23.30.

 

 

23.5.2000

Prosegue la protesta di Rebibbia con la battitura delle sbarre, il rifiuto del vitto e dell’ora d’aria.

 

 

24.5.2000  

La Conferenza Episcopale italiana chiede allo stato italiano un atto di clemenza per i detenuti. I detenuti di Regina Coeli sospendono le agitazioni iniziate alcuni giorni fa. In un comunicato si dichiarano fiduciosi nell’impegno assicurato da alcuni parlamentari in visita al carcere. 

  Prosegue invece la protesta dei detenuti di Rebibbia che presentano la loro piattaforma di lotta ad una delegazione di deputati in visita al penitenziario. Tra le azioni di lotta oggi c’è anche l’astensione dal lavoro, dalla frequenza delle attività scolastiche e culturali.

  La piattaforma di Rebibbia.

a)       Indulto di tre anni, generalizzato per tutti.

b)       Applicazione con maggiori automatismi della legge Gozzini.

c)       Depenalizzazione dei reati minori.

d)       Facilitazione all’espulsione dei detenuti stranieri che ne fanno richiesta.

e)       Decarcerizzazione dei tossicodipendenti.

f)        Aumento degli organici degli educatori, psicologi e magistrati di sorveglianza.

g)       Qualificazione della polizia penitenziaria.

h)       Adeguamento delle strutture penitenziarie alle esigenze della risocializzazione.

i)         Riduzione dei termini della custodia cautelare.

 

25.5.2000

     Un’emozione fortissima.

Come a Poggioreale venerdi’ 19, cosi’ a Rebibbia. Fuori-dentro. Parenti, mogli, amici, figli, compagne, compagni. Voci, rumori, luci. Da dentro: Battitura di pentole, acccendini, luci spente e accese aintermittenza, uno striscione da una cella “la voce dei dimenticati”: LIBERI! LIBERI! LIBERTA’!
Fuori pentole, coperchi, clacson, giornali bruciati,
”LIBERI! LIBERI!”, uno, due, tre, tutti insieme “SIAMO CON VOI, SIAMO CON VOI!”
DALLE 22:30 ALLE 23:30 TUTTE LE SERE FINO A GIOVEDI’ 25 MAGGIO SOTTO REBIBBIA.Voce ai senza voce, e la voce se ne va, corde vocali torturate. Ma una gioia di aver gridato e di aver perso la voce. Nel frattempo rientrano le persone in semidetenzione, passano, fanno un saluto
alla folla chiassosa, entrano dentro il mostro che rinchiude le loro notti.

     La protesta dei detenuti di Rebibbia èandata avanti fino al 30 maggio.

 

 

29.5.2000

Mara Malavenda, parlamentare dei Cobas, presenta una interrogazione parlamentare sulla situazione del carcere di Poggioreale.

 

 

30.5.2000

Rinviato un concerto degli Assalti Frontali programmato nel carcere romano di Rebibbia. Il direttore dell’Istituto ha giustificato il rinvio per la troppa tensione che c’è nelle carceri. Il rapper Militant A è comunque riuscito ad incontrare i detenuti, che hanno deciso di continuare la protesta. Si dissociano dalla decisione dei compagni di Regina Coeli che hanno ceduto alle pressioni di alcuni politicanti di interrompere la protesta “in cambio di permessi, lavori esterni…”. I detenuti dichiarano che “sono vent’anni che succedono cose come in Sardegna, è stato solo uno scontro tra poteri istituzionali a fare scoppiare la bomba”. “Il governo con una mano vorrebbe migliorare il carcere e con l’altra presenta un pacchetto sicurezza per l’esecuzione della pena dopo il secondo grado”.

  Una ragazza di 28 anni muore nel carcere di Ragusa per un accesso ai denti non curato. La vicenda è accaduta il primo maggio, ma solo oggi se ne è avuta notizia. La donna era detenuta per una condanna a 7 mesi per furto ed il primo luglio sarebbe tornata a casa. Nel 1999 i morti in carcere sono stati 83; 59 i suicidi; 920 i tentati suicidi; 6.536 gli atti di autolesionismo.

  Per Giancarlo Caselli 500 miliardi renderebbero le carceri più vivibili. L’indulto farebbe risparmiare allo stato 1600 miliardi che potrebbero essere investiti nell’assunzione di nuovo personale.

 

 
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