| DATA |
FATTI |
INFORMAZIONI |
| |
|
11.5.2000
|
Cgil, Cisl e Uil promuovono
una sottoscrizione in tutti gli istituti penitenziari “al fine
di sostenere economicamente i colleghi interessati dai provvedimenti
di custodia cautelare emessi dal Gip di Sassari e dalla conseguente
sospensione dal servizio con inevitabile riduzione dello stipendio”.
Dossier dell’associazione Antigone sulle violenze quotidiane
degli agenti di custodia sui detenuti.
|
Il Libro bianco di Antigone
(Questa scheda è tratta da un
articolo apparso sul settimanale L’espresso del 18.5.2000)
Sono 22 i casi di sospetti maltrattamenti avvenuti
nelle carceri italiane nel solo 1999.
Il 6 ottobre,
a Brescia, muore un detenuto dopo essere stato aggredito dai
compagni. Le guardie, secondo i giornali, non intervengono.
Un mese dopo, il 16 novembre, la carcerata bresciana C.R.
sostiene di essere stata presa a calci e pugni in testa dagli
agenti senza motivo. Il 17 ottobre un detenuto lombardo Pietro
Ibba muore per un’infezione non curata. Secondo la madre ‘dopo
aver accusato per 10 giorni febbre alta nel carcere di Lecco.
A Nuoro, il 23 gennaio 2000, muore Luigi Acquaviva: ‘tre agenti
di polizia penitenziaria indagati per lesioni e uno per omissione
di soccorso. Il 28 ottobre ’99 viene arrestato Marco Ciuffreda,
perché trovato in possesso di sostanze stupefacenti. Portato
al carcere romano di Regina Coeli ottiene gli arresti domiciliari.
Il provvedimento non viene eseguito, per più di due giorni, dalla polizia penitenziaria che adduce mancanza di personale.
Intanto Ciuffreda si sente male, viene visitato una volta
e poi più. Ricoverato d’urgenza allo Spallanzani, muore. La
diagnosi parla di polmonite bilaterale anche se nessuno di
coloro i quali lo avevano incontrato avevano notato i sintomi.
A Viterbo,
invece, di nuovo violenza. Qui ai primi di novembre muore
un detenuto tunisino. La versione ufficiale dell’accaduto
parla di suicidio. Un operatore penitenziario qualificato
afferma che frequenti sono i pestaggi e le vessazioni a carico
di detenuti. Uno degli ispettori gerarchicamente posto ai
vertici della struttura, durante la visita effettuata dagli
osservatori di Antigone, ha affermato che ‘i diritti umani
con gli animali (cioè i detenuti) non c’entrano”.
|
| |
|
12.5.2000
|
Tutti liberi. Il Gip
di Sassari revoca le misure cautelari per gli 82 inquisiti per
il pestaggio di Sassari. 62 tra sottufficiali e guardie tornano
in servizio; 17 restano sospesi in attesa di trasferimento;
Della Vecchia e Tomassi, sospesi dal servizio, dovranno risiedere
fuori dalla Sardegna; la Di Marzio è trasferita al Ministero.
I sindacati della polizia penitenziaria revocano lo
sciopero in bianco.
|
Cosa hanno ottenuto le guardie:
1) subito un concorso per 1300 agenti
2) impiego degli obiettori di coscienza
per svolgere
compiti di ufficio
3) trecento miliardi per
l’ammodernamento del parco mezzi
4) apertura di nuovi 4 istituti già
finiti
5) assunzione di 743 impiegati per
gli uffici
6) utilizzo di 2000 ausiliari dell’esercito
7) immediata istituzione del ruolo
dirigente e direttivo della polizia penitenziaria. 200 ispettori
diventeranno commissari; 500 nuove
assunzioni di dirigenti con concorsi esterni;
8) promozione per i provveditori che saranno tutti dirigenti generali.
|
| |
|
13.5.2000
|
Attentato dinamitardo
nei confronti di un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria
coinvolto nelle indagini della magistratura sassarese.
|
|
| |
|
16.5.2000
|
Manifestazione nazionale
a Roma della Polizia Penitenziaria indetta da Cgil, Cisl e Uil
“per rendere manifesto l’impegno e la presenza del sindacato
confederale in un settore ad alta esposizione sul piano della
sicurezza, della legalità e della convivenza sociale”. Dopo
essersi prudentemente tenuti fuori dalla mischia nei giorni
più caldi della protesta, i vertici nazionali dei confederali
scendono in campo per porsi come mediatori del conflitto e tesoreggiare
i risultati della battaglia condotta dagli autonomi.
Roma - Volantinaggio fuori al carcere di Regina Coeli
da parte dell’Assemblea contro la repressione, che raccoglie
l’autonomia di classe e gli anarchici di Roma. I detenuti
di Rebibbia dichiarano lo stato di agitazione; all’esterno
del carcere presidio di solidarietà .
|
|
| |
|
19.5.2000
|
Il Consiglio dei Ministri emana il Decreto Legislativo
in attuazione della legge 266/89, Riordino dell’amministrazione
penitenziaria, introducendo la deroga alle assunzioni per
l’Amministrazione Penitenziaria per la copertura immediata
delle vacanze di organico.
Trasferiti il direttore e il comandante del carcere
di Nuoro dove era morto suicida un camorrista napoletano.
Continua la protesta dei detenuti di Regina Coeli che
hanno chiesto di svolgere un’assemblea in presenza dei giornalisti.
Napoli, carcere di Poggioreale. Manifestazione dei
centri sociali davanti al penitenziario cittadino. Mentre
si svolge il corteo ed il successivo concerto nella piazza
antistante il carcere, una delegazione di parlamentari e consiglieri
regionali entra nel penitenziario per assicurarsi che non
vi siano ritorsioni sui detenuti. I prigionieri immediatamente
rispondono alla manifestazione con la battitura delle stoviglie
sulle sbarre. Lo spettacolo delle celle lascia sgomenti i
visitatori. Fino a 18 persone per stanza, con un solo bagno
che funge anche da cucina. A Poggioreale le quattro ore d’aria
previste per legge sono ridotte a due, e talvolta anche ad
una. I detenuti, senza alcun timore reverenziale per la presenza
del direttore e delle guardie, denunciano l’uso sistematico
delle percosse, dell’isolamento, e fanno anche i nomi di alcuni
agenti componenti delle squadrette punitive.Nel carcere napoletano
si può incorrere in una sanzione corporale per il solo fatto
di aver guardato in volto un agente, o di non aver tenuto
le mani dietro la schiena quando si percorrono i corridoi,
o di non essersi messi sull’attenti durante la conta. Le condizioni
igieniche degli ambienti e lo stato dell’assistenza medica
sono indescrivibili. Dei risultati della visita vengono informati
il Ministro della Giustizia, il Direttore generale delle carceri
e i vertici dell’amministrazione.
|
Poggioreale
Il grande rigore ed il clima di paura che caratterizzano
la situazione del carcere di Poggioreale sono ben noti a tutti
coloro che frequentano gli ambienti penitenziari. . Il reparto
accettazione, l’infermeria, l’isolamento del padiglione Genova
sono veri e propri luoghi terrifici per il popolo dei ‘dannati
della terra’.
Un ragazzo che è riuscito
ad avvicinare un componente della delegazione che ha visitato
il carcere ha raccontato che anche con le guardie spesso si
parla chiaramente dell’uso della violenza nel penitenziario
napoletano. Gli agenti giustificano gli atti di violenza ricordando
ai carcerati la situazione in cui versava il carcere nei primi
anni ottanta, quando gli uomini di Cutolo ed i loro rivali
avevano conquistato il controllo del penitenziario. La normalizzazione
di Poggioreale avvenuta nei primi anni ottanta è ricordata
dai detenuti come un evento mitico, per i livelli di violenza
che quel processo comportò. Da quel momento Poggioreale è
diventato il simbolo della lotta alla camorra, un luogo dove
le strumentazioni più brutali della repressione si sono fatte
sistema, un carcere che sembra in emergenza permanente, incapace
di emanciparsi da quel pezzo della sua storia. Da quel momento
Poggioreale è diventato il modello penitenziario della massima
deterrenza, un modello che è stato utilizzato nell’apertura
del secondo carcere della città (quello di Secondigliano)
e che ha prodotto due inchieste giudiziarie per pestaggi e
un morto tra gli agenti di polizia penitenziaria.
Ma Poggioreale
non è ricordato soltanto per il grande rigore del suo regime
disciplinare; dalla sua storia recente è venuto fuori un pezzo
importante della classe dirigente dell’apparato penitenziario
(vedi ‘Da Sassari a Poggioreale 1-3)
|
| |
|
20.5.2000
|
Milano. Il collettivo
contro la repressione è fuori al carcere di San Vittore con
un banketto di controinformazione. |
|
| |
|
21.5.2000
|
Napoli. Dopo la manifestazione
davanti al carcere di Poggioreale, e l’astensione dal vitto
di tre giorni dei detenuti, l’Osappe (uno dei più forti sindacati
autonomi della Polizia Penitenziaria) indice una conferenza
stampa “finalizzata a mitigare le tensioni tra detenuti e agenti
di polizia penitenziaria”. I sindacalisti dichiarano che non
temono le inchieste giudiziarie anche a Poggioreale, “ricettacolo
delle più gravi malattie infettive come Aids, Tbc, epatiti,
scabbia, pediculosi”.
Roma. I detenuti del carcere di Rebibbia mettono in
atto lo sciopero del carrello (rifiuto del vitto), il rifiuto
di scendere all’ora d’aria dalle 13.00 alle 15.55, la battitura
delle sbarre dalle 22.30 alle 23.30.
|
|
| |
|
23.5.2000
|
Prosegue la protesta
di Rebibbia con la battitura delle sbarre, il rifiuto del vitto
e dell’ora d’aria. |
|
| |
|
24.5.2000
|
La Conferenza Episcopale
italiana chiede allo stato italiano un atto di clemenza per
i detenuti. I detenuti di Regina Coeli
sospendono le agitazioni iniziate alcuni giorni fa. In un comunicato
si dichiarano fiduciosi nell’impegno assicurato da alcuni parlamentari
in visita al carcere.
Prosegue invece la protesta dei detenuti di Rebibbia
che presentano la loro piattaforma di lotta ad una delegazione
di deputati in visita al penitenziario. Tra le azioni di lotta
oggi c’è anche l’astensione dal lavoro, dalla frequenza delle
attività scolastiche e culturali.
|
La piattaforma di Rebibbia.
a)
Indulto di tre anni, generalizzato per tutti.
b)
Applicazione con maggiori automatismi della legge Gozzini.
c)
Depenalizzazione dei reati minori.
d)
Facilitazione all’espulsione dei detenuti stranieri
che ne fanno richiesta.
e)
Decarcerizzazione dei tossicodipendenti.
f)
Aumento degli organici degli educatori, psicologi e
magistrati di sorveglianza.
g)
Qualificazione della polizia penitenziaria.
h)
Adeguamento delle strutture penitenziarie alle esigenze
della risocializzazione.
i)
Riduzione dei termini della custodia cautelare.
|
| |
|
25.5.2000
|
Un’emozione fortissima.
Come a Poggioreale venerdi’ 19, cosi’
a Rebibbia. Fuori-dentro. Parenti, mogli, amici, figli, compagne,
compagni. Voci, rumori, luci. Da dentro: Battitura di pentole,
acccendini, luci spente e accese aintermittenza, uno striscione
da una cella “la voce dei dimenticati”: LIBERI! LIBERI! LIBERTA’!
Fuori pentole, coperchi, clacson, giornali bruciati,
”LIBERI! LIBERI!”, uno, due, tre, tutti insieme “SIAMO CON
VOI, SIAMO CON VOI!”
DALLE 22:30 ALLE 23:30 TUTTE LE SERE FINO A GIOVEDI’ 25 MAGGIO
SOTTO REBIBBIA.Voce ai senza voce, e la voce se ne va, corde
vocali torturate. Ma una gioia di aver gridato e di aver perso
la voce. Nel frattempo rientrano le persone in semidetenzione,
passano, fanno un saluto
alla folla chiassosa, entrano dentro il mostro che rinchiude
le loro notti.
La protesta dei
detenuti di Rebibbia èandata avanti fino al 30 maggio.
|
|
| |
|
29.5.2000
|
Mara Malavenda, parlamentare
dei Cobas, presenta una interrogazione parlamentare sulla situazione
del carcere di Poggioreale. |
|
| |
|
30.5.2000
|
Rinviato un concerto
degli Assalti Frontali programmato nel carcere romano di Rebibbia.
Il direttore dell’Istituto ha giustificato il rinvio per la
troppa tensione che c’è nelle carceri. Il rapper Militant A
è comunque riuscito ad incontrare i detenuti, che hanno deciso
di continuare la protesta. Si dissociano dalla decisione dei
compagni di Regina Coeli che hanno ceduto alle pressioni di
alcuni politicanti di interrompere la protesta “in cambio di
permessi, lavori esterni…”. I detenuti dichiarano che “sono
vent’anni che succedono cose come in Sardegna, è stato solo
uno scontro tra poteri istituzionali a fare scoppiare la bomba”.
“Il governo con una mano vorrebbe migliorare il carcere e con
l’altra presenta un pacchetto sicurezza per l’esecuzione della
pena dopo il secondo grado”.
Una ragazza di 28 anni muore nel carcere di Ragusa
per un accesso ai denti non curato. La vicenda è accaduta
il primo maggio, ma solo oggi se ne è avuta notizia. La donna
era detenuta per una condanna a 7 mesi per furto ed il primo
luglio sarebbe tornata a casa. Nel 1999 i morti in carcere
sono stati 83; 59 i suicidi; 920 i tentati suicidi; 6.536
gli atti di autolesionismo.
Per Giancarlo Caselli 500 miliardi renderebbero le
carceri più vivibili. L’indulto farebbe risparmiare allo stato
1600 miliardi che potrebbero essere investiti nell’assunzione
di nuovo personale.
|
|
| |
|