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giugno 2002
Neoliberismo e barricate in Argentina.
Per capire l'emergere delle organizzazioni e movimenti dei disoccupati
che acquistarono forza negli ultimi anni nel nostro paese, per comprendere
le caratteristiche delle nuove forme di lotta, le sommosse, e l'emergere
di nuovi attori sociali e politici, è necessario rivedere
brevemente le trasformazioni strutturali lasciate da più
di dieci anni di politiche neoliberali:
Dopo dieci anni di menemismo e quasi un anno di governo dell'Alleanza,
il debito estero si è triplicato, la maggior parte del patrimonio
dello Stato è stato venduto e snazionalizzato, le strutture
educative e sanitarie si sono degradate profondamente. Anche il
mondo del lavoro ha subito il contraccolpo: perdita di conquiste
storiche della classe lavoratrice, maggior sfruttamento e, insieme
a questo, un livello di espulsione di mano d'opera sovrabbondante
che trasforma i disoccupati non già in un "esercito
di riserva" ma in "popolazione eccedente", milioni
di compatrioti che non hanno accesso ai diritti basilari di sussistenza.
Allo stesso tempo, l'attività politica è stata egemonizzata
da due forze subordinate al neoliberismo il cui unico progetto è
copiare il sistema attuale, con l'appoggio di un rilevante numero
di dirigenti sindacali che furono complici di questo disegno. Questo
dipinge un panorama con una gran parte del popolo escluso dalla
possibilità di lavorare e una frattura crescente tra questo
popolo e le dirigenze politiche e sindacali tradizionali, prodotto
dalla mancanza di credibilità che si seppe guadagnare il
complesso della classe politica.
Così, in questo panorama acquistano la loro reale dimensione
le "sommosse" che sono sempre più frequenti nell'interno
del paese, proteste massive che fecero delle "barricate"
la loro arma più efficace e che ebbero nei disoccupati uno
dei principali protagonisti. Queste proteste ,che molte volte sono
considerate "spontanee", sono servite da lezione e apprendistato,
che, anche se in forma disordinata e ancora sparsa, stanno dando
come risultato diversi livelli di organizzazione e nuovi livelli
di funzionamento: la democrazia di base, l'indipendenza dai partiti
politici e dallo Stato, l'assemblea popolare come struttura per
prendere le decisioni ecc. Queste caratteristiche furono presenti
nelle barricate a partire dal '96, in Cutral-Cò, in General
Mosconi e Tartagal, e stanno per avere la loro espressione organica
nei Movimenti dei Lavoratori Disoccupati. A partire dalla barricata
della Strada Nazionale n.2 in Florencio Varela (gran Buenos Aires)
nell'agosto del '97, che torse il braccio al Governo, cominciano
ad essere presenti nei conflitti nel "gran Buenos Aires"
e in altri punti all'interno del paese. Così nascono il MTD
"Teresa Rodriguez", in omaggio alla lavoratrice assassinata
dalla polizia nella repressione a Cutral Cò, e il MTD "General
San Martìn" nella privincia del Chaco, e altri MTD,
che nei sobborghi si vanno strutturando come una forma per dare
una organizzazione duratura alle lotte per il lavoro. Altre espressioni
come gli "Autoconvocati" a Corrientes, i "Collegi
Aperti" sorsero anche nell'interno del paese come spazi di
autorganizzazione dei diversi settori in lotta.
Però non sono lotte meramente rivendicative: siamo coscienti
che la radice di queste politiche antipopolari sta nell'ordine sociale
ingiusto che ci domina. Per questo definiamo per il Movimento i
simboli che unificano la nostra lotta:
LAVORO, perchè è ciò di cui ci privano
e lo esigiamo come diritto improcrastinabile, perchè siamo
parte della cultura del lavoro che con tanta lotta e sacrificio
forgiarono i migliari uomini della nostra terra.
DIGNITA', perchè senza dignità non c'è
futuro. Perchè nonostante le difficoltà non perdiamo
la nostra dignità, non ci arrendiamo e non ci consegnamo,
poiché abbiamo ereditato la dignità dalle lotte storiche
dei nostri antenati, e la manteniamo viva come principale bandiera
verso il futuro che desideriamo per i nostri figli.
CAMBIO SOCIALE, perchè questo futuro degno dovrà
essere costruito su una società degna e ugualitaria, e per
questo si dovrà trasformare alla radice questo sistema nel
quale, chiunque governi e qualsiasi programma si applichi, poco
cambierà se non si elimina definitivamente lo sfruttamento
dell'uomo da parte dell'uomo.
Articolo pubblicato nel novembre del 2001
2.COME SI CONFIGURA ATTUALMENTE IL MOVIMENTO DEI DISOCCUPATI
A LIVELLO NAZIONALE:
Il movimento dei disoccupati in Argentina, per la verità,
è un "movimento di movimenti".
Per le sue molteplici origini, tanto geograficamente che politicamente,
non c'è oggi una strutturazione centralizzata del Movimento.
Tuttavia grandi passi in avanti si sono fatti dalla metà
del 2001 fino ad oggi,circa le richieste di unità che potenziassero
le forze di tutti i settori organizzati per affrontare le crude
politiche neoliberali. Con tre Assemblee Nazionali effettuate da
allora, e piani di lotta che di fatto "paralizzarono il paese"
con centinaia di barricate, i "piqueteros" hanno dimostrato
di costituire un nuovo soggetto sociale che mette in pratica nuove
forme di intervento e atti politici.
Tre le principali tendenze:
La forza dimostrata dai picchetti durante il 2001, e dopo il 20
dicembre dalle assemblee di quartiere e dai "caceroleros, fece
sì che diverse tendenze politiche e sindacali tentassero
di " cooptare e dirigere " il movimento. Ci riuscirono
solo per un settore, mentre altri movimenti hanno cercato di approfondire
un percorso di autonomia e autodeterminazione. Opzione, quest'ultima,
dei Movimenti dei Lavoratori Disoccupati (MTD) che fanno parte del
Coordiamento dei Lavoratori Disoccupati (CTD) "Anibal Veròn",
con una presenza determinante nei sobborghi del Gran Buenos Aires,
e altre località all'interno del paese, come Allen, in Patagonia.
Altro settore quantitativamente importante è quello che forma
la Centrale dei Lavoratori Argentini (CTA) e la Corrente Classista
e Combattiva (CCC) che rispondono a un modello classico di organizzazione
sindacale, e che sono più propensi a occupare gli spazi istituzionali
che il sistema offre loro, al punto di aver presentato uno dei suoi
dirigenti, Luìs D'Elìa, come Deputato Nazionale, nel
momento in cui il popolo nelle strade grida " che se ne vadano
tutti".
La terza tendenza è rappresentata dal "Bloque piquetero"
formato principalmente dalle correnti dei disoccupati dei partiti
tradizionali della Sinistra, come il Partito Operaio, Comunista,
o il Movimento Socialista dei lavoratori. Una forte e tradizionale
idea di "avanguardia operaia" orienta queste correnti,
che garantiscono un considerevole livello di confronto, però
contribuiscono poco nella ricerca di nuovi progetti e nuove vie
di costruzione del socialismo.
Davanti a questo panorama, i movimenti dei disoccupati che si proclamano
"autonomi", propongono il collegamento con la CTD "Anibal
Veròn", una delle tre correnti più importanti
all'interno del movimento dei disoccupati. E' importante anche distinguere
la partecipazione di questi MTD al Coordinamento delle Organizzazioni
Popolari Autonome (COPA), insieme a settori studenteschi, contadini,
dei diritti umani ecc. che condividono la ricerca di articolazione
di progetti autonomi come via verso il Cambio Sociale.
PRINCIPI ORGANIZZATIVI.
Crediamo che per poter costruire il potere del popolo, questo debba
essere organizzato e interpretato dal popolo stesso. Non è
sufficiente lottare e tenersi le rivendicazioni come ultimo obiettivo,
ma è necessario consolidare una organizzazione sempre più
forte e diretta collegialmente.
Per questo i movimenti dei lavoratori disoccupati che stiamo coordinando
da più di un anno nella zona sud del Gran Buenos Aires condividono
criteri di costruzione in comune, come principi che ci hanno dato
legittimità. Un atteggiamento chiaro di fronte alla questione
elettorale: non partecipare né coltivare aspettative in una
istanza sulla quale non abbiamo controllo: non importa quale governo
uscirà eletto, il potere economico si assicura che governi
per loro. Rivendichiamo la orizzontalità e la partecipazione
di tutti nelle decisioni, l'autonomia di fronte ai partiti o qualsiasi
tipo di organizzazione esterna, il Cambio Sociale come unica soluzione
per la Liberazione dei Popoli.
Mettere questo in pratica ci ha differenziato dagli opportunisti
e dalle loro promesse in campagna (elettorale).
ORIZZONTALITA': nel nostro movimento non ci sono posizioni
gerarchiche, si delegano ai compagni responsabilità che possono
essere revocate dall'Assemblea, che è sovrana. Nessuno sta
al di sopra di un altro.
AUTONOMIA:è uno dei pilastri di tutti imovimenti,
conserviamo l'indipendenza dai partiti politici, centrali sindacali
e chiese, per non rimanere impigliati in interessi estranei alle
nostre autentiche necessità coe Popolo.
DEMOCRAZIA DIRETTA: Le decisioni sono prese nell'assemblea
di quartiere, che con il tempo diventano sempre più partecipative
e assicurano il protagonismo della maggioranza.
LAVORO, DIGNITA' E CAMBIO SOCIALE.
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