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19 aprile 2003
LETTERA ALL' ONOREVOLE MASSIMO D'ALEMA
Caro Onorevole D'Alema,
Leggendo il suo articolo sulla Voce d' Italia del Venerdì
14 di Marzo ci ha investito una serie di senzazioni che andavano
dalla tristezza alla disillusione.
Per la prima volta ci siamo sentiti orfani di questo grande movimento
democratico popolare e di sinistra al quale abbiamo fatto riferimento
per tutta la nostra vita e base della nostra testimonianza anche
in questa terra lontana.
Nonostante tutto, ancora tuttora, ci domandiamo fino anche punto
lei e i membri del suo partito siate veramente informati della realtà
venezuelana di ieri e di oggi.
Le sue parole sono risultate cosi deleterie ed anacronistiche che
tuttora è difficile credere come lei abbia potuto dichiarare
:". L'incapacità del presidente Chàvez di comprendere
le pressanti richieste di larghissimi settori sociali venezuelani.".
Ci chiediamo se lei abbia una, se pur vaga idea, di quali sono le
richieste, che larghi sono i settori e quali classi sociali rappresentano.
Il dialogo, l' invito a Gaviria, presidente dell'organizzazione
degli
stati Americani O.E.A. e del ex presidente americano Jimmy Carter
sono state iniziative del proprio presidente Chávez. Le richieste
dell'opposizione venezolana sul tavolo del dialogo si sono riassunte
in una sola petizione: "Rinuncia del Presidente e elezioni
anticipate" in termini che sono chiaramente contrari alla Costituzione
Bolivariana vigente (fatto riconosciuto anche dallo stesso Carter
)
Non dovrebbe lei dimenticare che questo governo in 4 anni è
stato
ratificato dalla maggioranza della popolazione in ben sette processi
elettorali tutti indiscutibili e trasparenti.
I "larghi strati sociali a cui lei fa riferimento rappresentano
una parte
minoritaria della popolazione del Venezuela, circa un 30 %, del
tutto
rispettabile per giunta, ma molto sopradimensionata dai grandi mezzi
di comunicazione, e pur sempre minoranza.
Per la sua informazione questa opposizione è composta e
liderizzata da: La vecchia aristocrazia politica che ha governato
questo paese per gli ultimi 40 anni, tra questi il proprio partito
Acción Democrática che fa parte dell' Internazionale
Socialista come il partito a cui lei appartiene e al quale appartennero
tanto Jaime Lusinghi come Carlos Andrés Pérez chi,
e supponiamo che lei lo sappia benissimo, essendo stati ambedue
presidenti del Venezuela vivono attualmente all' estero per non
affrontare la giustizia venezuelana per atti di corruzione amministrativa
durante i loro " correttissimi governi."
Il signore Carlos Adrés Pérez che, ripetiamo siamo
sicuri che lei deve conoscere benissimo per essere di un partito
della stessa corrente del suo, è stato l' ideatore e il patrocinante
del Colpo di Stato dell' anno scorso.
In quella opportunità dette anche delle rivelatrici dichiarazioni
al
rispetto alla catena di notizie internazionale CCN in spagnolo facendo
intendere perfettamente la sua partecipazione e soddisfazione per
Colpo di Stato, penso che questo lei non deve averlo dimenticato
molto facilmente, per lo meno noi qui non lo abbiamo.
La corrotta Centrale Sindacale C.T.V. anch' essa dominata dallo
stesso partito de la sua corrente politica, e non veramente rappresentativa
dei lavoratori, le sue autorità non sono mai stata riconosciute
dal Consiglio Elettorale (organo autonomo dello stato) durante le
ultime elezione sindacali interne che sono state un frodo elettorale,
questa rappresenta meno del 17 % della classe operaia a cui non
ha mai difeso durante gli anni in cui è stato il massimo
organo sindacale del paese, limitandosi a pare patti con la patronale
che mai hanno giovato gli interressi di chi rappresentavano.
Dalla Confederazione Padronale (FEDECAMARAS) il cui ex presidente
Pedro Carmona Estanga fu nominato come presidente durante il breve
governo impiantato dopo il Colpo di Stato dell' undici di Aprile
del anno scorso.
Presidente -dittatore per 48 ore e attualmente profugo della giustizia
.
Le richieste dell' opposizione si riassumevano tutti i giorni sui
giornali e per 24 ore sulle 4 televisioni private con uno slogan
unico e unanime "Chávez vete ya" Ciò è
"Chávez vattene subito".
Ed è, questo l' altro settore irrazionale, bugiardo, diffamatorio,
terrorista, istigatore della violenza i grandi mass-media che hanno
fatto del Venezuela un caso internazionale di analisi e studio del
comportamento e del plagio dell' informazione. Il giornalista francese
Ignazio Ramonet nell' editoriale de le Monde Diplomatique di Giunio
2002 chiama "delitto perfetto" facendo riferimento al
Golpe virtuale informativo che i mezzi di comunicazioni venezuelani
hanno messo in scena e che fortunosamente non ha funzionato.
La sinistra che verrebbe danneggiata, nostro caro Onorevole è
quella che da mesi ha occupato una piazza di Caracas, La Plaza Altamira
appoggiando un gruppo di militari dissidenti, antipatriottici, ribelli,
golpisti e fascisti. Militari che chiamano dai loro pulpiti al Colpe
di Stato, alla "disubbidienza civile" (che, invece, è
pratica di lotta rivolta alla trasformazione sociale contro il neoliberismo)
al sconoscimento delle autorità legalmente elette e alle
quali denigrano e offendono sotto gli occhi di una polizia municipale
che sta a gli ordini di autorità avversarie del governo e
che si comportano come veri e propri eserciti paralleli.
Lei lo sa che hanno denominato questa piazza "Territorio Libero
" e che i personaggi politici e militari che li si sono istallati
sono ai limiti di ogni regola democratica? Che attraverso i mezzi
di comunicazione loro alleati incitano all' odio e alla violenza
per poi andare a sedersi al tavolo del dialogo e indossare gli abiti
democratici?
Questa sinistra a cui lei fa menzione rappresenta solo i cocci
dei
partiti popolari e democratici che si sono divisi tra chi continua
ad
appoggiare questo straordinario, inedito e rivoluzionario processo
di cambio e chi, cieco e sordo, non vuole accettare il nuovo mondo
che qui si costruisce.
Come dice il titolo di uno straordinario documentale di amici italiani
ed inglesi: "In Venezuela un altro Modo è Possibile"
restando chiusi nei loro vecchi schemi di una politica senz' anima
si alleano con la destra più, conservatrice filoamericana,
neoliberale, fascista e antinazionalista che non esclude nessun
mezzo pur riacquistare e seguir mantenedo gli antiche privilegi
arrivando addirittura ad invocare un interveto del Gigante del nord.
Che ne sa lei Onorevole D'Alema dei pestaggi, dei "cacerolasos"
perfino ad atti religiosi come la S. Messa di Natale nel cortile
della televisione statale, degli incedi ai mezzi di trasporto con
la gente dentro, degli spari contro manifestanti pro- governo, delle
bombe e dei morti nei cortei e nelle immense manifestazioni a favore
del governo?
Degli insulti a persone e gruppi famiglie davanti alle loro case,
nelle feste e riunioni, minacce a professionali nel loro lavoro,
a medici, giudici, deputati professori, studenti , attori ect. Sembra
che ciò che abbiamo vissuto in Italia durante l'epoca del
Fascismo lei la ha dimenticata.
Che ne sa lei Onorevole D'Alema dei più di 70 morti tutti
dirigenti contadini per mano del sicari pagati dai latifondisti
e terratenenti contrari alla riforma agraria?
Quello che lei chiama "grande sciopero di Dicembre" di
grande ha avuto solo il terrorismo, il sabotaggio, la violenza l'infamia,
l' irrazionalità, la menzogna.
E mentre questo accadeva nella gran parte della così detta
sinistra
internazionale non spendevano ne una sola parola di solidarietà
con questo popolo sottoposto alla serrata patronale più grande
della storia dell'umanità.
Sciopero significa rivendicazione dei diritti dei lavoratori per
un migliore livello di vita......
Quello che e, successo in Venezuela per 50 giorni e' stato solamente
un sabotaggio al paese intero .a un popolo inerme, per far cadere
un governo del popolo e degli esclusi solo per ambizione di potere,
per la difesa di previlegi di una casta da sempre privilegiata.
Caro Onorevole prima di scrivere un articolo su una realtà
cosi complessa venga a farsi un giro tra di noi come hanno fatto
Giulio Girardi, Fausto Bertinotti, Gabriele Muzio, Silvestro Montanaro
(di RAI tre), giornalisti, attivisti del movimento no Global , militanti
di Rifondazione Comunista, Sindicalisti come i Cobas ,Verdi e di
altri partiti, pacifisti,volontari laici, cristiani di base, poeti,
dopo di che potrà dare delle opinioni sulla sinistra venezuelana
e sul grande sciopero.
Le mandiamo alcune lettere inviate anche al giornale vicino al
suo partito negli ultimi mesi di organizzazioni e persone disperate
per il un vostro aiuto per un vostro appoggio ma senza ricevere
nessuna risposta.
Tra queste la risposta a Pippo d' Ascoli, un giornalista che compara
Chávez con un dittatore di un paese africano offendendo tra
l'altro ai paesi di questo continente, di un nostro concittadino,
che da 40 anni vive in questo paese.
Che tristezza ci fa questa "Voce d' Italia " che una volta
si diceva essere vicino all'area democratica di sinistra e che oggi
ci offende senza conoscerci quando taccia di violenti e ignoranti
ai compagni del nostro Circolo Bolivariano Antonio Gramsci per aver
"usurpato" il nome del grande politico, come se il nome
del grand' uomo fosse di proprietà del direttore di questo
giornale.
Ma così è questa malattia che ha contagiato la gran
parte della stampa locale, se viviamo in una dittatura è
certamente quella spietata e fascista dei massmedia.
Le prossime manifestazioni per la pace che farete in Italia saranno
contro la guerra al Venezuela o meglio contro il dittatore Chávez
, che gli USA dichiareranno appoggiati anche dal suo articolo-
Che peccato Onorevole
C.B.I.V. A.G.
Circulo Bolivariano Italovenezolanos Antonio Gramsci
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La Voce d'Italia, di Caracas, 28 marzo,2003
La crisi venezuelana nelle opinioni (approssimative) di Massimo
D'Alema, ripreso da DSonline Il presidente dei DS, mostrando poca
o nessuna conoscenza della situazione venezuelana, critica il processo
democratico venezuelano ed il governo
bolivariano e fa proprie molte delle posizioni dei golpisti. Nella
stessa pagina si ospita spazzatura che parla, contro ogni evidenza
e sposando in pieno le tesi golpiste, di "dittatura Chávez"
La crisi venezuelana nelle opinioni di Massimo D'Alema da La Voce
d'Italia
Il Presidente dei Democratici di Sinistra analizza criticamente
il modo di agire del Governo Chávez - Esprime profonda preoccupazione
per le sorti del Paese e soprattutto della comunità italiana
che qui risiede - Condanna per l'arresto di Fernández e i
mandati di cattura verso leader dell'opposizione di Massimo D'Alema*
Nel contesto internazionale, segnato dalla drammatica vicenda dell'Irak
e dalle durissime conseguenze che una guerra "preventiva"
avrebbe ben oltre i confini mediorientali, la situazione del Venezuela
colpisce per la sua gravità ed apparente insensatezza.
L'impegno ed il coinvolgimento della comunità internazionale,
di fronte alla incapacità del Presidente Chavez, di comprendere
le pressanti richieste di larghissimi settori sociali venezuelani,
è stata significativa.
Da mesi l'OSA, Organizzazione degli Stati Americani, ed il suo Presidente
Gaviria, sono attivamente all'opera per ricucire un dialogo tra
governo e società civile, e scongiurare sbocchi violenti
ancora più gravi di quelli già verificatisi fino ad
ora.
L'ex Presidente statunitense, e Premio Nobel per la pace, Jimmy
Carter, ha svolto un'azione stringente e meritoria al fine di conquistare
e garantire una scadenza certa e condivisa per una verifica elettorale
e democratica della piena legittimità del Presidente Chavez
e del suo governo. Il Parlamento Europeo ha assunto posizioni importanti
sollecitando la ripresa del dialogo tra le componenti.
Infine, su iniziativa del governo Lula, è stato opportunamente
costituito il "Gruppo dei paesi amici" del Venezuela,
che sta attivamente operando in direzione di uno sbocco pacifico
e democratico della crisi sociale e politica venezuelana.
Tutti questi sforzi della comunità internazionale potrebbero
essere vanificati da atteggiamenti di rottura, demagogici e strumentali
che paiono prevalere nelle posizioni del Presidente Chavez. A tratti
si ha la sensazione che egli, in luogo di attivarsi, da legittimo
Presidente, per uno sbocco equilibrato ed equo della grave crisi,
preferisca suscitare risentimento e surriscaldare ulteriormente
gli animi, alzando la tensione invece di abbassarla. Mi chiedo se
sia questo il ruolo di un Presidente che voglia rappresentare complessivamente
il proprio popolo. Il rammentare i gravi errori ed i fenomeni di
corruzione ingiustificabili dei governi precedenti, non giustifica
un atteggiamento di scontro, pericoloso e gravido di possibili nefaste
conseguenze.
Il Presidente, così facendo, non solo radicalizza i propri
oppositori,
rafforzandone le componenti marcatamente di destra e antidemocratiche,
che puntano persino ad un colpo di Stato pur di raggiungere l'obiettivo
di destituirlo. Così facendo getta coscientemente discredito
addosso a quella ampia sinistra venezuelana, destinata ad essere
la vera vittima politica di
questa vicenda. E tutto questo mentre la radicalizzazione populistica
e avventurista dello scontro sociale, rischia di allontanare per
lungo tempo tantissimi cittadini venezuelani dagli ideali della
sinistra e del socialismo democratico.
Questa è una preoccupazione non solo mia e dei Democratici
di Sinistra italiani, ma di tutte le forze politiche che compongono
quella grande organizzazione globale della sinistra democratica
che è l'Internazionale Socialista. Soprattutto dopo le gravissime
vicende dell'arresto di alcuni dei leader del grande sciopero, il
residuo credito che il Presidente Chavez ancora godeva in ambienti
della sinistra europea e latinoamericana si è andato via
via assottigliando.
La Internazionale Socialista, dopo aver fermamente condannato il
tentativo di colpo di Stato e di chiusura del Parlamento, attuati
nell'aprile del 2002, è tornata ad intervenire sulla realtà
venezuelana. Lo ha fatto in occasione del suo Consiglio generale
che abbiamo ospitato a Roma il 20 e 21 gennaio scorsi. In quella
occasione venne approvato un documento molto esplicito e fermo nel
chiedere al governo venezuelano che rispetti i diritti umani, civili
e politici, e che non impedisca l'attuazione delle disposizioni
costituzionali che garantiscono lo sbocco pacifico ed elettorale
della crisi.
A tutte queste considerazioni va aggiunta anche una preoccupazione
specifica per noi italiani: in Venezuela risiede, perfettamente
integrata e parte attiva e protagonista della vita economica, sociale
e civile del paese, una importante collettività di origine
italiana. Se per un verso l'attenzione che prestiamo, come sinistra
democratica italiana, alla situazione che attraversa il Venezuela,
è dettata da considerazioni politiche generali e dalla preoccupazione
per le sorti della democrazia in un paese amico, a cui ci lega una
profonda simpatia umana e culturale, per altro verso la presenza
di una collettività italiana, formata da centinaia di migliaia
di persone, ci sprona a prestare ancora più attenzione a
questa congiuntura difficilissima. Penso che anche il governo italiano
dovrebbe attivarsi maggiormente e avere un protagonismo al livello
richiesto dalla gravità del momento e dalla folta presenza
di nostri connazionali nel paese.
Massimo D'Alema, ex Primo Ministro italiano, è Presidente
del partito dei Democratici di Sinistra, in Italia.
RESPUESTA DE NOSOTROS PUBLICATA EN EL MISMO PERIODICO DE LA VOCE
D'ITALIA
JUEVES 10 DE ABRIL INTEGRALMENTE BAJO EL TITULO " UN PROCESSO
DI CAMBIO STRAORDINARIO , INEDITO, RIVOLUZIONARIO " EN LA SECCION
CARTA AL DIRECTOR PAGINA 2 SIN COMENTARIOS
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