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27 maggio 2002
Poco dopo che l'ordine costituzionale ritornò in Venezuela,
dopo il fallito Golpe che cercò di destituire il Presidente
Hugo Chavez, un insieme di organizzazioni indigene di quel paese
si pronunciarono pubblicamente in difesa del proprio governo e dei
risultati ottenuti durante la gestione di quel mandato. Riportiamo
il documento integralmente.
Il Consiglio Nazionale Indigeno del Venezuela (Conive) - riprendendo
lo spirito dei nostri vecchi ed eroi della resistenza indigena e
dinanzi ai fatti dolorosi accaduti l'11 di aprile, in Caracas; che
ha portato al risultato di numerosi fratelli venezuelani morti e
decina di feriti - intende lanciare un appello a tutto il popolo
venezuelano e al mondo perché in questo momento cruciale
per il Venezuela si invochi lo spirito di solidarietà, il
sentimento collettivo, l'amore per l'altro, la ricerca della verità
e, soprattutto, il rispetto delle differenze e la tolleranza, così
come la pazienza che per 500 anni hanno caratterizzato nel nostro
popolo la lotta e la costante ricerca del riconoscimento dei nostri
diritti indigeni, solo ora plasmati nella Costituzione della Repubblica
Bolivariana del Venezuela.
Questo imbarbarimento nella nazione, prodotto dalle manifestazioni
dentro gli stessi oppositori al Governo del Presidente Chavez ed
ai difensori del processo rivoluzionario, fa si che noi ci pronuniciamo
dinanzi alla molteplicità dei fatti e che ci rivolgiamo alla
opinione pubblica nazionale ed internazionale per esprimere le seguenti
nostre opinioni:
1. Gridiamo il nostro dolore dinanzi alla morte dei vari fratelli
venezuelani e, al tempo stesso di solidarizzare con i loro familiari,
sollecitiamo que si indaghino le circostanze in cui morirono queste
persone;
2. dobbiamo vegliare affinché questi atti criminali non restino
impuniti e che gli autori materiali ed intellettuali siano realmente
identificati e puniti secondo quanto stabiliscono le leggi del governo
venezuelano;
3. Condanniamo il Colpo di stato portato contro il presidente della
repubblica venezuelana Hugo Rafael Chavez Frìas, capeggiato
da Pedro Carmona Estanga (Presidente di Federcamaras), Carlos Ortega
(Presidente illegittimo della CVT), rappresentanti dei partiti politici
di opposizione appoggiati dai principali mezzi di comunicazione
di massa e approvato da alcuni dattori esterni all'interesse della
nostra nazione;
4. Condanniamo fermamente l'intento del governo di fatto di eliminare
la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dove
sono consacrati i diritti dei popoli indigeni e che è riconosciuta
come una delle più avanzate in quanto i diritti degli indigeni
si riferiscono ad un ambito mondiale, prodotto della lotta e della
resistenza da parte di più di 30 popoli indigeni che vivono
in questo paesi da più di 500 anni.
5. Condanniamo il governo di fatto che attraverso un decreto legge
ha dissolto i poteri pubblici costituiti come: l'Assemblea Nazionale,
il Consiglio nazionale elettorale, il Tribunale supremo di giustizia,
la destituzione del Fisco Generale della Repubblica, la Defensoria
del Pueblo. In questo modo si è voluto espropriare il potere
di alcuni governi regionali e municipalità attraverso l'imposizione
di uomini vicini ai golpisti, dimostrandosi la vera natura dittatoriale,
fascista, discriminatoria e escludente, da parte della estrema destra
venezuelana;
6. Denunciamo che mentre il breve governo di fatto ha violato i
diritti umani di centinaia di Venezuelani e prodotto manifestazioni
di atti violenti, minacce, detenzioni, torture, privazioni della
libertà di espressione, generando incertezza nella società,
mai nei tre anni di governo di Hugo Chavez si erano sviluppati fatti
del genere;
7. Ripudiamo e condanniamo qualsiasi azione che attenti alla sovranità
dei paesi rappresentati nel nostro paese, come successo con la presa
violenta dell'ambasciata cubana da simpatizzanti il governo di fatto,
violando norme internazionali. Con queste azioni si è evidenziato
l'odio di una classe borghese contro la libera autodeterminazione
delle popolazioni latinoamericane.
8. Esaltiamo la decisiva partecipazione del popolo bolivariano del
Venezuela affinché fosse ristabilito lo stato di diritto
e l'istituzionalità legittimamente stabilita. Diamo riconoscimento
all'appoggio ricevuto dalla comunità internazionale rappresentata
nella OEA, Gruppo dei 77, CARICON e Gruppo di Rio, affinché
si ristabilisse la Costituzione, la democrazia partecipativa e protagonista;
9. Riconosciamo l'encomiabile lavoro svolto dalle emittenti Fe y
Alegria, YVKE Mundial, emittenti comunitarie, mezzi di comunicazione
internazionali e organizzazioni indigene internazionali che resero
possibile la vera ed obiettiva trasmissione dei fatti accaduto i
giorni 11, 12, 13 e 14 aprile 2002.
Una volta ristabilito il diritto, noi popoli indigeni facciamo
un appello a tutti i cittadini del paese alla unità, alla
calma affinché nuovamente riprendiamo il processo di rinvigorimento
della Repubblica Bolivariana del Venezuela. E agli organismi internazionali
ed ai paesi nostri fratelli e fratelli di tutto il mondo affinché
comprendano il processo di cambiamento che viviamo e rispettino
la sovranità e l'autodeterminazione del nostro popolo, sotto
l'ordine costituzionale, pluriculturale e multietnico.
Il Consiglio Nazionale Indigeno del Venezuela (Conive), sue organizzazioni
regionali e di base:
Organizzazione regionale dei popoli indigeni del Zulia (ORPIZ),
Organizzazione Regionale dei popoli indigeni dell'Amazzonia (ORPIA,
Federazione indigena dello stato Bolivàr (FIB), Unione delle
Comunità indigeneWarao (UCIW), Consiglio Regionale dei popoli
dei popoli indigeni di Apure (Corpia), Unione dei popoli indigeni
di Monagas (UPIM), Comunità indigene unite per il diritto
al lavoro (Ciundetra), Coordinamento del Conive di Sucre, Organizzazione
nazionale degli studenti indigeni (Oneive).
Esprimiamo il nostro inarrestabile spirito di lotta per la difesa
dei diritti storici dei popoli indigeni, consacrati nella Costituzione
nazionale e nei convegni internazionali ratificati dallo Stato Venezuelano.
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