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dicembre 2002
2-12-02.- Inizia la serrata padronal - sindacale, apparentemente
con la benedizione di parte della cupola della internazionale socialista,
preceduta da scandalose dichiarazioni del socialdemocrata, ex-presidente
Carlos Andres Peres che, non nascondendo il vero obbiettivo del
paro, dice che in Venezuela scorrerà il sangue del
lumen proletariato che difenderà a Chavez quando questo cadrà
e sarà necessario un periodo di dittatura militareL a maggior
parte delle categorie sindacali strategiche (comprese petroliferi
ed energia) si sono dichiarate contrarie.
3-12-02.- La serrata che è stata dichiarata per 24 ore si
proroga per altre 24, nonostante non si sia fermato quasi niente.
4,5,6-12-02.- La serrata, che si prolunga di 24 in 24 ore, non
ferma il paese, le fabbriche aprono o sono costrette ad aprire dagli
operai stessi, le industrie strategiche non si sono ancora fermate
e da più parti si rilevano defezioni nella categoria degli
industriali e del commercio. I media in un crescendo di terrorismo
mediatico fanno appelli alla violenza e la insurrezione,addirittura
con spot dove appaiono bambini chiamando a i militari a difenderli.
Nonostante, non è dichiarato lo stato di emergenza. Questa
situazione, ovviamente autorizza la gente comune a farsi
giustizia da se e aggredire democraticamente a chiunque
manifesti simpatia per i bolivariani e non aderisce alla serrata.
Alba tra il 6,7-12-02.- Come da più parti si era denunciato
e si temeva, la non adesione alla serrata a scatenato una ondata
di violenza squadrista da parte delle bande armate della cordinadora
democratica. Si verifica un grave fatto di sangue nella piazza
Altamira nella zona benestante di Caracas, dove uno strano individuo
prontamente arrestato e subito reo confesso spara contro la folla
che si era concentrata nella piazza dichiarata dalla opposizione
zona liberata, perciò custodita dalla loro polizia
locale al comando del Governatore dello stato Miranda feroce antichavista.
Attentato subito attribuito al Governo, che con tempestività
cronometrica provoca le dimissioni de alti burocrati
della compagnia petrolifera dello stato, dando via cosi al blocco
e al sabotaggio petrolifero. Tutto si assomiglia a un copione gia
visto nel precedente golpe del 11 Aprile.
7,8-12 02.- I media internazionali danno rilievo alla notizia sposando
- con poche eccezioni - le tesi e le posizioni dei golpisti e della
sua stampa e tv, che fa sospettare una regia internazionale, prontamente
denunciata dal Presidente Hugo Chavez nel suo programma Alo
presidente. Nonostante le sue parole siano ferme ma ponderate
chiama a raccolta il popolo venezuelano alla difesa pacifica della
democrazia e della costituzione.
9,10-12-02.- Si incomincia a temere per un blocco della produzione
petrolifera e sono serie e gravi le informazioni dei responsabili
del governo su una diminuzione progressiva della produzione di greggio
e il rifornimento di Benzina. Il popolo venezuelano in uno scatto
di orgoglio e una dimostrazione di maturità e di organizzazione,
scende in campo e prende possesso delle raffinerie e le stazioni
di rifornimento insieme allesercito ed impone con molta fatica
un inversione di tendenza verso la normalizzazione della produzione
e il rifornimento di benzina. Si improvvisano tecnici per riparare
le pompe criminalmente danneggiate dalle orde fasciste, e in mancanza
de i comandi automatici e informatizzati si riempiono le navi cisterne
manualmente. Nonostante questo sforzo, la produzione stenta a normalizzarsi
e i ricchi capitani delle navi cisterne tengono in ostaggio le stesse
sulla rada di fronte alle coste, bloccando lesportazione.
11,12,13-12-02.- Incomincia a manifestarsi a livello mondiale la
solidarietà internazionale. Si moltiplicano le mobilitazioni
dei popoli in Brasile, Spagna, America Latina, Stati Uniti, ect.
I presidenti dei paesi della OEA, rifiutano una uscita non democratica
della crisi venezuelana e riconoscono la legittimità del
Presidente H.Chavez. Gli operai della Unione Sindacale Colombiana
del settore petrolifero, dichiarano la loro solidarietà al
popolo venezuelano e si rendono disponibili ad aiutare tecnicamente
a superare il blocco di PDVSA, i paesi della OPEP si rendono disponibili
a sostituire i rifornimenti mancanti. Il presidente eletto in Brasila,
Lula da Silva, sceglie proprio gli Stati Uniti per dichiarare il
suo appoggio alla democrazia in Venezuela, il gruppo parlamentare
europeo verdi e di sinistra dichiarano pubblicamente la loro adesione
al governo costituzionale del Venezuela e denunciano la campagna
mediatica messa in atto dalla stampa e TV venezuelana. In Italia
solo il Movimento dei/lle disobbedienti, Rifondazione comunista
e la Rete NoGlobal, si pronunciano apertamente a sostegno del popolo
bolivariano del Venezuela e del suo presidente. Il silenzio è
sempre complice.
14-12-02.- A tredici giorni del inizio della criminale serrata,
si costata una sostanziale normalità delle attività
quotidiane, commerciali, industriali e di rifornimento energetico;
resta critica la situazione per quanto riguarda lesportazione
del greggio, il terrorismo mediatico e continuano le aggressioni
e le violenze della opposizione democratica e dei figli
di papa che si credono giustizieri della notte, con le loro
due ruote di grossa cilindrata, codardamente autorizzati dai media
ad aggredire chiunque manifesti simpatia per il regime
chavista. Gli USA danno una mano apertamente ai golpisti invitando
Chavez a indire elezioni anticipate, ma il presidente respinge lappello
al mittente considerando scandaloso che un capo di Stato chiami
a un altro a violare la sua propria costituzione.
La situazione e di pericoloso stallo, con il popolo nelle strade
presidiando i punti strategici, anche di notte, in una manifestazione
di maturità, di coscienza di classe mai vista in questo paese.
Purtroppo è alta la probabilità di nuovi attentati
e atti di violenza, che secondo i servizi dintelligenza, farebbero
parte di una agenda macabra della opposizione (e stato
sventato un attentato recente e un piano per assassinare il Presidente
denunciato da Jose Vicente Rangel Vice presidente).
Tutto sembra avere una forte regia esterna, non si capisce perchè,
lopposizione golpista insista per elezioni a Febbraio o le
dimissioni subito quando Chavez ha dichiarato di voler sottomettersi
a referendum revocatorio, a metà del suo mandato (Agosto
2003), come previsto dalla costituzione, dopo di aver raccolto i
requisiti necessari per legge, a meno che questa regia preveda lattacco
al Irak per quella data e quindi cosi facendo si sposta lattenzione
su un altro fronte, si garantiscono le riserve necessarie di petrolio
e possono far passare, senza avere i riflettori dei media puntati,
i morti, i massacri, le torture della repressione che ne scaturirà.
Per la Pace e la Democrazia, contro il terrorismo, contro il paro
golpista
PAN, TRABAJO, SALUD Y VIVIENDA!!!!
In Venezuela
Circolo Bolivarano - Italia
Laboratorio per la disobbedienza sociale
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