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dicembre 2002
La solidarietà internazionale non passa certo in sottordine
nelle logiche dei potenti, dei signori di morte e di guerra, nei
sistemi di (dis)informazione locali e stranieri.
In occasione della serrata cui si apprestano Federcarmas (la confidustria
venezuelana) e altri per il 2 dicembre in Venezuela ogni opportunità
è buona per delegittimare la possibile costruzione di reti
di cooperazione dal basso tra le moltitudini in cammino per la libertà,
la democrazia, la giustizia sociale. E' così che a seguito
della solidarietà espressa da parte delle comunità
di base venezuelane, della comunità italiana in Venezuela
e del Circolo Bolivariano di Roma a Francesco Caruso, ai disobbedienti
ed a tutto il movimento NoGlobal dopo gli arresti del 15 novembre
scorso la stampa (notoriamente di regime) venezuelana non ha trovato
di meglio che screditare le ipotesi di cooperazione politica internazionale
che si stanno mettendo in piedi.
La cosa più grave, comunque, riguarda la delegittimazione
dei gruppi di base venezuelani che sostengono il processo rivoluzionario
bolivariano in occasione della prossima serrata fascista del 2 di
dicembre, un vero tentativo di attacco finale al Presidente Hugo
Chavez ed al processo di democrazia partecipata che si sta sviluppando
in Venezuela. Tutto ciò accade dopo il fallito golpe del
mese di aprile di quest'anno. Riportiamo, per questo, un testo che
ci arriva dal Circolo Bolivariano di Roma, un documento di analisi
sulle motivazioni della serrata del 2 dicembre.
Molti si aspettano un ennesimo bagno di sangue in quel giorno per
le vie di Caracas. La strategia golpista, sempre più isolata
socialmente, cercherà di agire per contrastare la nuova via
che il centro-sud America sta intraprendendo: la via della rivoluzione
zapatista, della ribellione argentina, delle vittorie elettorali
di Chavez in Venezuela, Lula in Brasile, Gutierrez in Ecuador.
Chi sta dietro a questi tentativi, chi vuole evitare le ipotesi
di cambio radicale del modello economico vigente dall'altra parte
dell'Oceano, è evidente: la strategia della guerra globale
permanente, dell'impero del neoliberismo. Con la supervisione degli
U.S.A., invitati a banchettare sulle ceneri della riscossa latinoamericana,
a raccogliere i frutti di tanti anni di militarizzazione del territorio
latinoamericano.
Laboratorio Campano per la disobbedienza sociale.
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