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dicembre 2002
"..In questo paese si fanno scioperi contro un Governo
che ha una politica di giustizia sociale, in Europa si fanno scioperi
per avére governi come questi".- FAUSTO BERTINOTTI,
a proposito della serrata del 2 Dicembre in Venezuela.
Nonostante vari dirigenti legittimi delle categorie sindacali Sidor,
Alcasa, Fetrahidrocarburos, Metro de Caracas, Transporte, Eléctricos,
varie Camere degli industriali, e cosi via diverse associazioni
di cittadini, insomma la grande maggioranza della popolazione si
sia dichiarata contro l'ennesima annunciata serrata golpista del
due dicembre, le cupole della Confindustria Venezuelana e del sindacato
corrotto porteranno a termine quello che si è definito "l'agenda
macabra". E' chiaro che non importa l'esito in se della serrata
stessa, ma il caos, l'ingovernabilità, il terrore, la tensione,
la violenza che dalle azioni collaterali ne derivano, senza misurare
il costo che in vite umane potrebbe portare, condito con il veleno
quotidiano che i media venezuelani aggiungono, senza dei quali il
fallimento delle azione golpiste sarebbe assicurato. Ed è
sul binomio Violenza/massmedia che ci vogliamo soffermare.
La stampa venezuelana ha sempre dichiarato che i Circoli Bolivariani,
sono le squadre armate del presidente, pronte ad aggredire e generare
violenze contro la "società civile" che loro rappresentano,
e queste affermazioni sono riprese un po' leggermente dalla stampa
occidentale e da partiti democratici,anche di sinistra,che sposano
cosi, senza verificarle, le tesi dei partiti golpisti e della minoritaria
ma potente classe economica, rovesciando con una sistematica campagna
mediatica, da perfetto manuale di colpo di stato, quello che in
realtà succede. Ma vediamo i fatti.
Fino adesso ci sono stati decine di morti ammazzati, dirigenti,
contadini e operai, e comuni cittadini, tutti nelle file governative,
per mano delle squadre paramilitari e polizie dei Governatori ostili
al governo centrale del presidente Chavez. I colpevoli dei fatti
di sangue del tentato colpo di stato sono inspiegabilmente liberi
e apertamente cospirando ove in una democrazia "normale"dovrebbero
stare in galera. Tutti i giorni si susseguono aggressioni per mano
dei "carmonisti" come sono stati battezzati, contro giornalisti
della TV pubblica e delle persone che manifestano liberamente a
favore del loro Governo costituzionale; il capo politico dei membri
della cupola sindacale in esilio, l'ex-presidente del Venezuela
e pluriinquisito per corruzione Carlos Andres Peres ha dichiarato
ad una agenzia di stampa internazionale (EFE) che scorrerà
il sangue del lumpen proletariato in Venezuela e che sarà
necessario, quando Chavez cadrà, un periodo militare (leggasi
dittatura) e lui di queste cose è pratico visto che ordinò
al suo esercito, nel febbraio 89, di sparare contro la folla che
protestava contro le misure che all'epoca impose il FMI.: 2000 morti
ammazzati.(leggere dichiarazioni nel sito www.aporrea.org)
Da più parti si moltiplicano denuncie di azioni terroristiche,
organizzate da questa cosi chiamata "Cordinadora Democratica",
l'ultima è stata la scoperta, da parte degli organismi di
Intelligenza che la polizia della regione Miranda il cui Governatore
è un antichavista dichiarato, si è dotato di armi
da guerra P.90, e non vuole consegnarle alla Guardia Nazionale.
Il Vicepresidente J.V.Rangel ha dichiarato a Venpres che si preparano
azioni contro il ponte di Maracaibo e autoattentati da attribuire
al Governo nel classico stile della guerra sporca targata CIA. Si
potrebbe continuare all' infinito, tutti elementi che possono essere
confermati con video, foto pubbliche e dichiarazioni spudoratamente
confermate dai protagonisti stessi. Senza contare poi le intercettazioni
ambientali che in un tentativo di trasparenza i membri di governo
hanno rese pubbliche, come per esempio il caso del giornalista della
CNN che un giorno prima del colpo di stato intervistava a uno dei
generali golpisti, stilando la lista dei morti(che ancora dovevano
esserci) e descrivendo i "fatti " ancora non avvenuti,
situazione confermata dal giornalista stesso con dovizia di particolari
(per chi è interessato può scaricarselo dal archivio
della agenzia Venpres). Ma come non si può pensare che la
disperazione di questi squallidi signori, li porti a usare l'arma
del terrorismo, conoscendo chi è il responsabile della politica
per l'America Latina del governo Bush che più volte ha incontrato
personalmente i golpisti? Otto Reich un terrorista cubano, imposto
dal Presidente degli Stati Uniti anche contro il parere del Senato
e di buona fetta del opinione pubblica Nord-Americana.
E a tutto questo come risponde il Governo del "dittatore"
Chavez, le "orde" di diseredati, i Bolivariani, i temuti
Circoli Bolivariani?
Incominciamo con un pezzo di un bel articolo di un giornalista e
scrittore francese, Thierry Deronne, "capire la rivoluzione
Venezolana":
"Non c'è stato sotto la sua presidenza nessuna università
chiusa, nessun giornale censurato, nessun desaparecido, nessun detenuto
per reati d'opinione (per chi suonano le campane, ndt). Al socialdemocratico
Carlos Andres Peres, membro della Internazionale Socialista, non
tremò la mano nel momento di inviare le truppe a sparare
su i civili affamati nel 1989, assassinando migliaia di abitanti
di Caracas nel mezzo della indifferenza Internazionale." Si
aggiunge che addirittura li si contesta al Presidente di essere
troppo blando, di offrire amnistie a i golpisti, di non punire i
mezzi privati di comunicazione che organizzano colpi di stato in
"diretta tv"(che nessun governo tollererebbe) e dice giustamente
TD "lascia intatto un vasto Stato che, dalla polizia politica
fino alla ambasciate e dalle grandi reti di corruzione fino alle
imprese del petrolio nazionale, continuano nelle stesse mani della
mafia che ha governato il paese per 40 anni".
Nel movimento politico di base che lo sostiene, i comitati popolari
di quartiere e i circoli bolivariani stessi, contrariamente a quello
che si pensa, si moltiplicano gli appelli a non cadere nelle provocazioni,
a non rispondere in modo violento alle aggressioni dei carmonisti,
si è visto una risposta matura e seria come non mai di questo
popolo umiliato costantemente dalla stampa privata ben pensante
(li definiscono "delinquenti, lumen, Orde") come se capissero
che la violenza conviene solo a loro (gli "squallidi")
e che si difenderanno con fermezza nel momento opportuno come hanno
fatto il 13 Aprile per restituire il loro presidente, con pacatezza
come continuano a fare.Questo non vuol dire che non facciano richiami
alla giustizia, che chiedano punizione per i golpisti,che non ci
siano settori minoritari che vogliano rispondere colpo su colpo,
alle aggressioni delle squadre paramilitari,ma lo spirito prevalente
è quello dei nervi saldi, quello di organizzarsi e mobilitarsi
per quello che considerano il suo Governo,i suoi progetti,la sua
rivoluzione. Il Presidente nonostante la tempesta mediatica (perche
di questo si tratta tutto fumo trasformato in incendio dai media)
dove sta? Rinchiuso nel palazzo? Va in giro a parlare con gli imprenditori
agro -alimentari, che hanno investito nella terra favoriti dalle
nuove leggi, e che si sono dissociati da i golpisti del loro sindacato,organizza
megamercati il giorno della serrata con assistensa medica e addirittura
giuridica, incontra la acerrima nemica "la classe media",
ecc. E' proprio un "dittatore"strano.
Ma la stampa non rileva niente di questo, da perfetto manuale, non
fa altro che creare panico, sconcerto, tensione, l'ultima è
stata una frase detta dal Presidente, rilevata anche dalla stampa
internazionale, dove tolto il discorso totale si legge: "il
presidente Chavez ha dichiarato che anche se prende il 90% di voti
contro non se ne andrà". Non si legge il discorso precedente
è quello dopo. Da mesi il Presidente Chavez afferma che è
disposto a sottomettersi a referendum nel periodo che la costituzione
prevede è cioè alla metà del suo mandato.Unica
Costituzione che prevede per tutti i funzionari eletti la revoca
del loro mandato se si raccolgono le firme necessarie. Per quale
motivo non aspettare ad Agosto? Perchè il referendum si vuole
fare con un direttivo elettorale delegittimato e di parte come e
stato dimostrato alle elezioni che hanno dato origine all'attuale
direttivo Sindacale dove il 50% delle schede non sono state consegnate
e tutt'ora c'è un ricorso legale e quindi come a dimostrato
il successivo pronunciamento della Corte suprema di Giustizia il
referendum cosi com'è è incostituzionale, da qui ne
deriva la "infelice"frase. Non vogliamo soffermarci sulle
denuncie di raccolta di firme fraudolente, della rinuncia della
maggior parte de i membri di questo consiglio elettorale, ecc. potete
andare sui siti soprannominati. Come si può allora in questo
clima avvelenato parlare di elezioni e di referendum? Che garanzie
di parità e onestà professionale può dare questa
stampa e questi media cosi implicati nella cospirazione?
Noi Venezuelani e Bolivariani che risediamo in Italia, pensiamo
che questa destra golpista è disperata per la mancanza di
consenso e per questo molto pericolosa e l'unica via che vogliono
percorrere pare essere quella del terrorismo (ci sono stati gia
4 attentati con granate e bombe lacrimogene nel metro di Caracas
fortunatamente senza danni. Perché la stampa internazionale
non lo rileva?) non solo quello mediatico, siamo preoccupati perchè
questo clima può scatenare una colombianizzazione del paese
che favorirà solo a i soliti noti, quelli che si potranno
permettere piccoli eserciti privati, per continuare il saccheggio
delle nostre risorse naturali ed economiche. Noi che ci riconosciamo
negli ideali pacifici di unità di Simon Bolivar, che non
siamo un partito, un movimento, che ci siamo semplicemente contattati
a traverso di questo mezzo per cercare di informare, di rompere
il blocco mediatico del nostro paese, di far arrivare dove ci è
possibile le notizie, documenti che anche altri Italiani che risiedono
in Venezuela, coordinati dal presidente del CONATEC Mario Neri,
ci inviano -e che invitiamo a contattarli anche direttamente-vogliamo
appellarci alle vostre coscienze, a quella della stampa democratica
italiana, alla federazione della Stampa italiana a i giornalisti,
a i partiti democratici di fare quello che è nelle vostre
possibilità, per isolare questi terroristi, isolando i loro
"megafoni": i media venezuelani. Che cessi il clima di
avvelenamento, che continuino i tavoli di dialogo, franco, aperto,
quello vero. Vi invitiamo, non a schierarvi con qualcuno (è
una scelta di coscienza), ma a verificare e leggere tra le linee
le informazioni che dal nostro paese arrivano, rilevare anche le
ufficiali e quella dei movimenti popolari, della gente povera, che
lavora e che si è gia pronunciata per due volte nelle urne
e nelle piazze: No al Golpe, e alla guerra civile, Si alla pace.
Non abbiamo una democrazia di serie "B".
A vostra disposizione per confrontare idee:
MARIO MELLA
Circolo Bolivariano - Italia
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