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14 gennaio 2003
Ahmad Sa'adat
Segretario Generale del FPLP
14 Gennaio 2003
dalla prigione di Jerico
E' passato un anno dal mio arresto con i compagni e il fratello
militante
Fou'ad Showbaki. Non c'è bisogno che mi dilunghi sui modi,
le ragioni, e le
ripercussioni derivate dall'assedio(quello di Ramallah), o sul sostegno
degli arabi e dei palestinesi per porre fine alla mia prigionia;
queste
incarcerazioni fanno così male ai rapporti interni palestinesi.Sei
militanti
sono in prigione per aver opposto resistenza all'occupazione.
La evidente violazione della legge palestinese portò 3 di
noi in prigione
illegalmente, dopo che la corte di suprema giustizia palestinese
aveva
decretato in due distinte sentenze di rilasciare il fratello Fou'ad
Showbaki
e me insieme, al finire della sentenza della corte contro il compagno
Ah'ed
Abu Ghoulma (un membro del Comitato Generale Centrale del FPLP).
Tutte queste cose sono risapute.Tuttavia voglio rendere chiaro alla
nostra
gente, attraverso questo comunicato, le condizioni del nostro arresto
come
risultato del "Patto di Jerico".Proprio come le reali
ragioni che permettono
al PA di rimarginare questa ferita, soprattutto quando l'iniziativa
americana(la "road map") indica nella sostanza l'impegno
del PA contro le
riforme e la lotta al terrorismo!
La road map dichiara che il monitoraggio internazionale potrebbe
essere una
garanzia su come il PA potrebbe adempiere a questi impegni.Ecco
come la
nostra situazione diventa un chiaro esempio per il futuro della
situazione
Palestinese, la ruota del timone di questa iniziativa potrebbe girare
fino a
diventare un riferimento per i negoziati!
Primo, abbiamo bisogno di rendere chiaro che il (patto di Muqata'a)non
ci ha
salvato (come prigionieri ricercati dalle forze dell'occupazione)
dal
pericolo diretto che vivevamo fin dal tempo dell'assedio. Scegliendo
Jerico
per noi con la presenza di "monitoratori"anglo-americani
e Israele come
partner attivo, i monitoratori procuravano periodici rapporti a
Israele sui
nostri movimenti fuori dalle mura carcerarie, persino quando avevamo
bisogno
di cure mediche ci mettevano sotto una sorveglianza e non ci garantivano
alcuna protezione.
Secondo: i monitoratori, come il partito di garanzia, decide su
tutte le
procedure necessarie: cercare i visitatori, registrare i loro nomi,
cercare
le nostre celle, il diretto controllo, tagliare le comunicazioni
telefoniche, e forse intercettarle con gli strumenti che loro controllano
direttamente.Sembra che abbiano l'approvazione delle più
alte autorità
palestinesi, proprio come Israele aveva chiesto.
Terzo: di fronte a questi fatti l'affermazione del PA che dice
che ci sta
proteggendo da Israele da un lato, e che non è capace di
farlo dall'altro, è
contraddittoria e illogica. E' un tentativo del PA di scappare dalle
proprie
dirette responsabilità, che danneggia gli stessi personaggi
del PA. Oggi a
Serico, domani in tutte le patrie e nelle loro istituzioni,specialmente
quando diciamo di monitorare sul problema sicurezza, finanze, processi
democratici e tutti gli aspetti della vita.La battaglia per l'indipendenza
e
il rifiuto per questi mandati, ci inizierà a liberare da
questo patto quando
si inizierà a rifiutare l'impegno di far diventare prigioniere
degli
americani e degli inglesi le persone che combattono. La protezione
dei
combattenti inizia con la difesa del loro diritto a resistere con
le masse e
non imprigionare le loro capacità. D'altra parte potrebbe
essere vero che
gli arresti di Israele dei nostri eroi diventino una forma di protezione,
e
quindi la battaglia per liberare i combattenti diventa un rischio?!
Nostro Popolo,
Noi non abbandoniamo nessuna opportunità di dialogo, sia
attraverso il
partito, che attraverso le forze nazionali
.Per questa ragione, abbiamo deciso di appellarci a voi, il popolo
con le
sue istituzioni per stare dalla nostra parte e sostenere la nostra
lotta,
per porre fine a questa buffonata e alla nostra illegale detenzione,
attraverso la cancellazione del patto di Jerico.
Oggi stiamo mettendo in guardia il nostro popolo dalla pericolosa
introduzione di quella che viene chiamata road map. Dichiariamo
uno sciopero
di tre giorni chiedendo un incondizionato adempimento del regolamento
della
Alta Corte di Giustizia Palestinese, come le leggi nazionali che
proibiscono
gli arresti politici per la resistenza all'occupazione.
Gloria ai martiri. Libertà a tutti i prigionieri.
Vittoria al nostro popolo
Segretario Generale del FPLP
Ahmad Sa'adat
14 Gennaio 2003
prigione.di Jerico,
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