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07 ottobre 2001
Caro Diario,
Andate via! Basta! Lasciateci soli! Cessate il vostro bombardamento...
è sufficiente. Per quanti secondi, minuti, ore, giorni, notti,
e settimane dobbiamo ancora sopportare i vostri fucili, i vostri
elicotteri, i vostri carri armati, i vostri gas lacrimogeni, le
vostre pallottole???? Quante persone dovete ancora uccidere con
il pretesto di "difendere la vostra sicurezza"? E la nostra
sicurezza? Chi proteggerà noi dalla vostra strage... chi?
Nessuno, sembra. Assolutamente nessuno. Non la comunità
internazionale, certamente non gli Stati Uniti, e di sicuro non
i leaders Arabi.
Notate disperazione nella mia voce? Lo fate?
Che cosa vi aspettate? Sono stanca di sentirmi come se dovessi
vomitare, stanca dei mal di testa, stanca di piangere quando i miei
amici e vicini parlano dei loro dolori, stanca di essere sempre
così maledettamente stanca... stanca di sentirmi così
impotente.
È a causa di quei dannati elicotteri che volavano lentamente
sulle nostre teste l'altro giorno, che io mi sento in questo stato
da due giorni. Stavano bombardando Beit Jala, Beit Sahour e il campo
rifugiati di Aida, e stavano volando così bassi... e poi
è arrivato il rumore delle esplosioni. Erano le 21 quando
mi sono svegliata al rumore del bombardamento? Mi sono svegliata
troppo rapidamente per capire? Non ricordo più niente.
Nel momento in cui mi sono distesa nel letto, cercando di non pensare
al terribile dolore che sentivo alle ginocchia, ho capito quanto
terrorizzata fossi. Il mio cuore batteva come se stessi correndo
un maratona... era come se l'elicottero fosse nella stanza con me.....e
mi sentivo come se stessi giocando alla Roulette Russa.....qual'è
il loro prossimo bersaglio? Dheisheh sarà nella loro lista
stasera? Saranno bombardate le nostre case? Dovrei alzarmi dal letto
e cercare rifugio da qualche parte? Dove?
Non riuscivo a pensare ad un posto sicuro nella casa. Forse rimanere
in piedi vicino a quei due scaffali della libreria nello studio
poteva essere un buon posto. Senza finestre vicino, le bombe forse
non mi avrebbero trovata. O avrei dovuto nascondermi sotto il letto???
Pensieri stupidi. Solo i bambini si nascondono sotto i letti, e
come un bambino durante la guerra del 1967, mi sono nascosta sotto
il letto. Sono troppo vecchia per questo adesso... e siamo già
passati attraverso troppe guerre. Basta....basta mondo. Perché
non intervenite e la finite... finite l'occupazione, questo è
tutto ciò che va fatto... finite la spaventosa occupazione
che non ci lascerà soli....che ci segue dappertutto più
da vicino che le nostre stesse ombre, inesorabilmente affollati
nel nostro piccolo spazio......e che ci uccide.
10 Palestinesi sono stati uccisi dal fuoco dell'esercito Israeliano
quest'ultimo venerdì, poi cinque sono stati uccisi sabato,
poi quattro domenica, e non mi ricordo quanti lunedì, ed
il numero di oggi è 3. Sono solo le 22..... la notte, come
dicono, è ancora giovane. Se vivi sotto l'occupazione in
Palestina, significa che tutto può succedere.
Oggi può essere l'ultimissimo giorno delle nostre vite.
Questo è un pensiero persistente nella mente di tutti. Pensiamo
alla morte, al morire, al non essere vivi, all'essere uccisi, al
cessare di esistere.....e pensiamo a questo tutto il tempo.
Ieri pomeriggio, sono andata con alcuni giornalisti svedesi a Beit
Jala per vedere le case che i carri armati israeliani hanno bombardato
la notte prima. Quando stavamo per la strada ed è cominciato
a piovere, Mia mi ha detto di proteggermi dalla pioggia. Io stupidamente
ho rifiutato e le ho risposto: è bello sentire la pioggia
sulla mia faccia. Questa può essere l'ultima volta che sto
sotto la pioggia.
Tutto quello che facciamo ogni giorno è come se lo facessimo
per l'ultima volta. E' il gioco della roulette russa, ve l'ho detto!!!!
Sapete come si gioca, o volete che ve lo faccia vedere? Rispondetemi.....volete
che ve lo faccia vedere?
E' veramente facile. Oh sì! Così facile. Chiedetelo
ai fratelli Nazzal di 3 e2 anni a Beit Jala, e loro vi diranno come
si gioca. Loro vi diranno come stavano giocando con i loro giocattoli
nella loro cameretta ed un minuto dopo la stanza è stata
distrutta da una bomba israeliana. La bomba è arrivata dritta
nella cameretta ed è esplosa. Proprio così. Ma i fratelli
Nazzal hanno una mamma sveglia che è abbastanza brava al
gioco della roulette russa. Istintivamente, lei li ha portati fuori
dalla stanza un istante prima che la bomba entrasse esplodendo.
La stampa straniera è scesa a Beit Jala come i bambini scendono
a.... oh, come si chiama? Perchè non posso più ricordare
le cose? Sto parlando di quel posto in California...... come si
chiama? Oh, adesso mi viene... Disney Land. La stampa è venuta
numerosa a Beit Jala proprio come i bambini vanno a Disney Land.
Hanno sbattuto le loro macchine fotografiche, i loro microfoni,
i loro block notes sulle facce di tutte ed hanno chiesto: gli israeliani
dicono di aver bombardato Beit Jala perché dei palestinesi
armati hanno sparato verso Gilo Settlement sulla collina dalle case
di Beit Jala. Come reagite?
Ci scusi... lo dica di nuovo. Ce lo chieda di nuovo. Qual'era la
vostra domanda?
Quanti civili israeliani sono stati uccisi dall'inizio dell'Intifada
al-Aqsa? Quanti civili israeliani sono stati feriti? Quante case
israeliane sono state bombardate? Quanti civili israeliani sono
stati attaccati da missili, razzi, bombe, pallottole palestinesi?
Quanti? Rispondetemi, voi persone obiettive...
voi ragazzi così interessati a nascondere "entrambe
le parti" della storia. Per quello che siamo per voi, un'altra
nuova notizia.... oggi qui, domani finita.
Siamo arabi senza età, senza volto e senza nome che sono
bersaglio facile.....come le gazzelle durante la stagione di caccia.
Oh, ragazzo! E' di nuovo quella stagione dell'anno? Ma il mondo
non si scuote per la nostra morte. Nessun terremoto, nessun accordo
per boicottare Israele....a chi interessa?
Oh cara me. Sto facendo davvero la stupida. A chi interessa se
gli israeliani bombardano al massacro noi palestinesi negri. Ce
lo meritiamo? non è vero? Questo, dopo tutto, è quello
che succede a chi cerca la libertà e l'indipendenza.....qualcuno
deve intervenire e far sbattere i loro nasi per terra, fategli vedere
chi comanda......
Il problema è che noi ci rifiutiamo di morire. Anche nella
nostra morte, noi siamo ancora vivi. Mohammed e Rufaida e Mustafa
e Mahmoud, e le altre migliaia che sono morti per la causa della
Palestina negli ultimi 52 anni, tutti vivono ancora.......loro vivono
nei cuori e nelle menti dei loro bambini, dei loro nipoti e dei
loro pronipoti........loro vivono nell'aria, nella terra, sugli
alberi, nel cielo, nelle nuvole.......e sempre nei nostri cuori
e menti.
Scrivete dita mie, scrivete. Pensa cervello mio, pensa. Soffri
cuore mio, soffri. Vomita stomaco mio, vomita. Fremi testa mia,
fremi. E abituati a questo. Questo è solo l'inizio di altri
giorni e altre settimane a venire. Non sono ancora del tutto soddisfatti
con noi.
Vi ho appena imbrogliato. Non posso continuare ad allungare le
orecchie per sentire il rumore degli elicotteri e mi sono stancata
di correre alla finestra ogni volta che sento il rumore. Allora
mi sono messa le cuffie ed ho ascoltato della musica allegra molto
forte......oh, ciao musica allegra! E' durato molto tempo. Mi siete
mancati. Voi che assomigliate alla normalità che io non conosco
più. Voi che assomigliate a quello che dovrebbe essere la
vita normale ma che non è più.
Sono riuscita ad ascoltare solo qualche canzone, prima che mio
marito mi battesse sulla spalla. Io ho tolto una cuffia dall'orecchio
per sentire cosa avesse da dirmi. Stanno bombardando al-Bireh, vicino
Ramallah proprio adesso.
Ed io avevo pensato che volesse chiedermi se volevo andare a cena
fuori, o uscire a fare una passeggiata ed annusare le rose, o trovare
un film notturno.......o andare ad ascoltare un po' di jazz!!!
Ops! Scusate l'errore. Per un momento ho dimenticato di essere
in Palestina. Non facciamo questo genere di cose stupide qui. Piuttosto,
aspettiamo di vedere se moriremo. Questo è il tipo di cose
serie in cui siamo dentro. Bombardare, sparare, altri nomi dei morti...qualcuno
che adesso ha 22 anni, poi qualcuno che ne ha 12. adesso un essere
umano di Gaza, e poi un essere umano di Tulkarem. Conta, Muna....conta
sempre. Conta, così non dimentichi come sommare i numeri.
Presto potresti non sapere quanto fa uno più uno.........
Conta e vomita.....vomita e conta. Perdi peso, va bene così.
Perdi anche la testa, se ce la fai....è soltanto l'inizio.
Non ne hanno ancora uccisi abbastanza di noi. Il sangue dei morti
e dei feriti non ha ancora riempito la piscina di qualcuno. Non
ancora!
Domani è un altro giorno. Ci sveglieremo o no? Vivremo o
no? Perderemo un occhio, un braccio, un rene? Saremo tra i sopravvissuti?
Vivremo per raccontarlo?
E se ci riusciremo, qualcuno ci ascolterà........lo faranno?
Ciao.....siete lì? E' la Palestina che chiama. P-A-L-E-S-T-I-N-A
voi là fuori.
Muna Hamzeh-Muhaisen
Dheisheh Refugee Camp
Palestina
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