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11 gennaio 2003
L'assemblea nazionale di reti/laboratori/collettivi universitari
convocata a Napoli l'11 gennaio 2003, all'interno della "due
gg nel cantiere saperi in corso", intorno a terreni d'intervento
riconosciuti baricentrali negli appuntamenti precedenti di Pisa
e Firenze, quali "saperi, diritti, formazione e soggettività
studentesca", esprime in primis la piena solidarietà
a tutte/i compagne/i attaccate/i dagli ultimi provvedimenti giudiziari
relativi agli accadimenti di Genova e denuncia l'invasione sociale
di pratiche e dispositivi di assuefazione alle logiche del controllo
(tradotte in: arresti domiciliari, denunce, firma obbligatoria,
impossibilità di uscita dal comune di residenza, rientro
a casa dalle ore 21:00 alle 06:00, e quant'altro) rivolte a soggetti
riconosciuti "socialmente pericolosi". E' già da
un paio di anni che tali dispositivi vengono utilizzati legittimando
così il teorema: attivista politico = soggetto socialmente
pericoloso. Allo stesso tempo, ciò si traduce in criminalizzazione
del dissenso entro la cappa del controllo costante, invisibile,
imperituro. Non sappiamo per quanto tempo si protrarranno queste
misure, giacché molte sono state confermate e siamo ben consci
dell'andazzo giudiziario italiano. E' difficile sopportare tali
misure per chi alla "luce del sole" dissente contro questo
sistema politico ed economico e, ciononostante, costruisce dal basso
un'altra società possibile. All'assemblea, purtroppo, non
hanno potuto parteciparvi compagni che avrebbero potuto arricchire
il confronto, tra cui il compagno Omid di Padova, sottoposto, per
chissà quanto tempo, a restrizioni di mobilità (con
cui abbiamo cercato di violare tali impedimenti attraverso un collegamento,
un po' spartano, webcam).
Noi non ci stiamo!
Pretendiamo: la fine di queste limitazioni; la scarcerazione dei
compagni ancora sequestrati nelle carceri italiane relativam
sa a Genova e Napoli; il riconoscimento del diritto al dissenso,
all'occupazione delle scuole e delle università (luoghi pubblici,
di formazione e socialità), nonché il diritto alla
protesta come elemento fondamentale di ogni cittadinanza che si
dichiari tale. Le realtà componenti la rete_universitaria
s'impegnano ad ampliare il fronte di opinione in merito poiché
è preoccupante la strisciante normalizzazione sia del dibattito
e sia della tensione all'interno del movimento riguardo a quanto
si sta perpetrando. E' evidente che solo sostenendo in tutte le
articolazioni sociali territoriali, in tutti i luoghi e in tutte
le mobilitazioni sociali, in cui i nodi della rete_universitaria
sono presenti, possiamo sedimentare resistenze plurime alla "società
del controllo" ed imporre "verità e giustizia"
su Genova e Napoli.
L'assemblea, nel suo divenire ricco e stimolante, inoltre, ha individuato
alcuni terreni comuni di lavoro, nonché anche di frizione,
su cui intervenire nell'immediato futuro.
Si è evidenziata la necessità di superare le autosufficienze
identitarie e di muoversi verso processi includenti le molteplici
ricchezze delle nostre diversità. Infatti gli appuntamenti,
che da qualche mese stanno ricucendo le trame di ciò che
si muove nell'università, hanno l'ambizione di essere processi
rizomatici aperti, flessibili, <<composti di direzioni mobili,
senza fuori e senza fine>>, che si muovono sul terreno dell'informalità,
la quale per antonomasia rifugge dinamiche stringenti e polarizzanti
di reductio ad unum. Assunta questa tendenza, però, è
emersa anche la necessità di cadenzare questi appuntamenti
informali all'interno di cicli seminariali tematici, ovvero reti
tematiche di approfondimenti su argomenti afferenti sia all'ambito
prettamente universitario e sia all'essere soggetto sociale inserito
in un sistema di produzione e riproduzione di dominio e sfruttamento.
In tal senso, infatti, i compagni di Roma hanno espresso l'esigenza,
condivisa, di riconvocare la rete, pressappoco tra gennaio-febbraio
a Roma, int
ltà romane, dove sia prevista, ovviamente, anche l'assemblea
nazionale di reti/laboratori/collettivi universitari.
Nell'interessante discussione assembleare ci si è concentrati
anche sulla declinazione da dare ad una possibile "cassetta
degli attrezzi", centrale del nostro modus agendi nell'università:
l'inchiesta e la conricerca. "Attrezzi", si è detto,
dei quali bisogna implementare la sperimentazione e soprattutto
svilupparne la socializzazione di risultati, linguaggi, metodi,
sviluppi, eccetera. Per far ciò l'assemblea fa propria la
proposta della redazione di un "volantone" (da far uscire
tra fine gennaio ed inizio febbraio), con cadenza periodica, atto
a svolgere la funzione di medium di condivisione di saperi, esperienze,
risultati, competenze, ovvero "caleidoscopio" di autovalorizzazione
di saperi sociali, "contro-cooperazione sociale", versus
la valorizzazione capitalistica.
Questo volantone dovrebbe contenere alcune tracce emerse sia nella
due gg di Napoli e sia nell'assemblea nazionale, ad esempio: comunicazione,
formazione, produzione saperi sociali, libera circolazione di saperi/no
copyright, lavoro/reddito-salario e diritto allo studio, forma organizzazione.
Inoltre l'assemblea decide di dotarsi, sempre in funzione della
conformazione di questa rete di comunicazione, contro-utilizzando
la tecnologia e curvandola "di parte", sia di una mailing
list (rete_universitaria@inventati.org) e sia di un sito, il quale
tenga dentro le tracce tematiche raccolte nel volantone.
Altri terreni su cui esponenziare gli interventi, emersi dalle varie
voci presenti in assemblea che hanno mostrato le ricche diversità
di accenti e declinazioni in merito, sono stati: diritto allo studio;
critica ai saperi e produzione di saperi sociali, attraverso l'autoformazione;
libero accesso ai saperi e non brevettabilità degli stessi.
Si è convenuti verso l'individuazione del rapporto sinergico
dei due terreni di lavoro (saperi e diritto allo studio), come due
facce della stessa medaglia: l'uno non può nulla senza l'altro:
la
togestione di tempi e spazi della formazione; la battaglia per il
diritto allo studio è battaglia per il diritto ad una formazione
pubblica e gratuita e alla produzione di saperi sociali. L'assemblea,
infatti, trova ciò un "falso" binomio, che si sintetizza
nella lotta per il diritto al reddito: misura economico-finanziaria
che per via indiretta garantisca il diritto allo studio (studentati,
mense, buoni libri, eccetera) e per via diretta garantisca il diritto
all'esistenza di studente dunque diritto all'autoformazione e al
libero sviluppo delle inclinazioni e delle attitudini individuali.
Infine l'assemblea fa propria l'indicazione alla costruzione di
una futuribile mobilitazione unitaria della realtà studentesca
che potrebbe essere, se verrà ufficializzato, l'appuntamento
del 7 aprile 2003, l'apertura dei festeggiamenti per i 700 anni
della Sapienza di Roma. Affinché ciò possa avvenire
si rimanda alle realtà studentesche romane sia la circolazione
delle informazioni sia la convocazione e la calendarizzazione degli
appuntamenti preparatori all'iniziativa. Così come, allo
stesso modo, deve essere la connotazione della costruzione dell'iniziativa:
unitaria e a gestione studentesca. Tale impostazione deve essere
riconosciuta anche dalle realtà dell'arcipelago italiano
del "movimento dei movimenti", per cui le realtà
della rete_universitaria s'impegnano a diffonderla a più
ampio raggio, nelle articolazioni sociali territoriali, in cui sono
presenti, nonché a garantirne il rispetto.
Infine, l'assemblea ha trattato anche la questione, ormai imminente,
di una nuova guerra. Più interventi hanno sottolineato l'ambivalenza
della stessa: occasione per ri-agire il conflitto nell'università,
mostrando tutto il nostro dissenso e disprezzo, attraverso sia le
lotte che ci caratterizzano (blocco attività accademiche
ed amministrative) e sia la produzione di saperi contrastanti le
teorie e le ragioni addotte che docenti, e baronati vari utilizzeranno,
o già utilizzano, per legittimare la guerra. Decostruire
saperi guerrafonda
sità e dall'università verso i
territori. Pervasivi le coscienze e antagonisti nella materialità
dei bisogni. Questo è quanto ci compete in un continuo divenire
che viralmente ri-porti al centro del modus operandi il conflitto,
interfacciandolo però con le mutate dimensioni spaziotemporali
della "fabbrica del sapere" lungo il crinale delle contraddizioni
capitale/lavoro/saperi.
rete_universitaria@inventati.org
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