Laboratorio dei Saperi Sociali

contributo del Coordinamento dei Collettivi di Pisa

11 gennaio 2003

Cominciamo coi saluti e soprattutto con le scuse, rivolte a tutte le compagne e ai compagni napoletani e a quanti sono lì a Napoli ed hanno promosso e partecipato ad un'iniziativa davvero ricca di contenuti, completa e di così ampio respiro. Possiamo immaginare quale e quanto sia stato il lavoro per mettere in piedi un appuntamento così ben articolato e che a noi pare essere la migliore risposta ed il primo anello di quel percorso che abbiamo cominciato a tracciare, seppur con tante difficoltà ma con un notevole sforzo, negli incontri di Pisa con Libero sapere libera tutti, e di Firenze al F.S.E.Inutile dire quanto ci dispiaccia non essere lì ma purtroppo una serie di problemi che si accavallano da circa un mese anche al nostro interno per cause del tutto contingenti non ci ha permesso di venire ma abbiamo trovato comunque un momento di discussione relativo alle vostre proposte per stendere questo contributo scritto.Questo vuole essere un modo, con tutti i suoi limiti , per confermar
e il nost ro impegno e l
a nostra disponibilità a tenere vive e ad arricchire le relazioni e i contatti avviati in questi mesi, così come riteniamo necessario e fondamentale, nei mesi a venire,riprendere le mosse dagli esiti della discussione di questa due giorni , nelle mobilitazioni possibili e nei terreni di sperimentazione e di costruzione del conflitto che congiuntamente e sui nostri territori intenderemo attuare.

Forse è opportuno riprendere le fila da dove eravamo partiti per ridare centralità a quei contenuti che abbiamo assunto come fondanti nella nostra discussione sui saperi, sulla formazione, sul diritto allo studio, sulle nuove forme di pratica politica, sulla precarietà, sull'inchiesta...E nel far questo non possiamo prescindere dal quadro sociale che all'oggi, ci troviamo di fronte dopo il succedersi di una serie di eventi che hanno attraversato l'autunno ormai alle spalle e che ha toccato le sue vette più acute in varie circostanze che
etti protagonisti : la criminalizzazione massiccia e strumentale che abbiamo subito nei nostri luoghi di elaborazione politica, da Cosenza a Napoli, di nuovo a Genova, a Copenaghen....Che dire poi dell'approvazione di una legge finanziaria sciagurata, quindi dei tagli all'università e alla ricerca, la crisi fiat....Vorremmo quindi brevemente percorrere insieme queste vicende, anche con un occhio critico, m a al tempo stesso co
stru ttivo, rivolto alle
"mobilitazioni" che nel corso del mese di dicembre, a seguito dei tagli all'università, ci hanno visto partecipi, ciascuno nei propri contesti, di un dibattito politico e di iniziative che, almeno per quel che riguarda Pisa, ci lasciano un po' preoccupati e dubbiosi, probabilmente per alcune cose che in tanti avevamo già paventato da tempo.

partiamo dai contenuti. Da più mesi abbiamo sentito l'esigenza di un confronto, di uno scambio, di una messa in comune di spunti di riflessione, di limiti, difficoltà, di azioni fra varie realtà di base, collettivi e quanti come soggetti lavorano nell'università e e nella scuola e in tal modo abbiamo dato vita ad un percorso collettivo possibile che fosse in grado di metterci in rete, praticare conflitto, sviluppare inchiesta. Un percorso che evidentemente ha dietro di sè l'esigenza di trovare nuovi spazi del nostro agire politico, un nuovo rapporto con i luoghi del sapere completamente ridefiniti dall'impianto delle riforme scula-università,un nuovo approccio allo studente riformato, ai suoi tempi di vita e di studio, ai luoghi o più probabilmente non -luoghi di elaborazione e socializzazione dei saperi, alla sua condizione materiale di vita, a quella sua funzione passiva che gli frantuma la possibilità reale della formazione di una coscienza c ritica autonoma. Insomma , a fronte d
i una lunga analisi e di
reali costatazioni sulla radicale e micidiale trasformazione dell'assetto universitario, ci siamo trovati a condividere tutte le conseguenze che ne sono derivate e che ci hanno talvolta spiazzato traducendosi in una
llamento o comunque nella necessità di ripensare a forme diverse di aggregazione, di comunicazione sull'esterno, di partecipazione e di capacità di creare conflitto, di fare emergere e scoppiare le contraddizioni del luogo che viviamo e che che ci assorbe pienamente qual'è l'università in un arco di tempo che diviene sempre più dilatato, segmentato e precario.Una fabbrica sociale che produce, come giustamente abbiamo sostenuto e dimostrato a Firenze durante le giornate del F.S.E, soggetti quali studenti e al tempo stesso precari in formazione, quelli su cui ricade la frammentazione della formazione, quelli su cui forzatamente si cerca di applicare un paradosso: il sapere per sua natura non quantificabile e sfuggente ad ogni poss esso o recinto è
oggi misurato in credit
i e venduto alla stregua di qualsiasi merce.A Firenze il confronto con altre relrtà studentesche europee ci ha reso consapevoli a pieno di quanto questo processo sia complesso ed esteso, rientrando nel processo di globalizzazione neoliberista.

A fronte di questa analisi ci troviamo, ed è questa ora la nostra grossa scommessa, a sperimentare percorsi ed azioni dirompenti attraverso strumenti da sperimentare e verificare. In quest'ottica abbiamo dato centralità allo strumento dell'inchiesta. Ne abbiamo definito i contorni, valutato i possibili obiettivi e contenuti ed ora abbiamo bisogno di sperimentare questo strumento insieme,dobbiamo a nostro parere davvero diventare un laboratorio che sperimenti anche forme spurie di inchiesta con modi diversi che riescano ad intercettare ciò che abbiamo definito la "zona grigia".noi crediamo che questa due giorni napoletana vada proprio nel senso di una tale elaborazione nel breve periodo.

Abbiamo poi bisogno di mettere in movimento e di dare visibilità alla rete che stiamo costruendo attraverso percorsi di mobilitazione che trovino degli obbiettivi mirati sulla base di contenuti comuni ma che al tempo stesso possiamo costruire in maniera elastica sui nostri territori.Dobbiamo sperimentare pratiche d
ino le nostre analisi e che siano di impatto. Ci siamo convinti che alle mobilitazioni, un po' troppo "emergenziali"e posticce nate il mese scorso per i tagli all'università, manchi proprio l'humus di una mobilitazione costruita dal basso....temevamo che fosse calata e gestita dall'alto e così, in parte, è statoa causa di una scaltra e lobbistica azione di tutti i rettori italiani che sappiamo bene quali esiti ha sortito.

siamo certi che questa fondamentale tappa napoletana darà uno sbocco analitico e operativo rilevante il cui sbocco servirà per noi da filo conduttore per il nostro futuro lavoro.

un abbraccio e un saluto affettuoso a tutte e tutti.buon lavoro. hasta siempre.

Coordinamento dei collettivi - Pisa

^TOP
saperisociali@autistici.org
< BACK