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04 gennaio 2003
Sportelli del precariato sociale
Siamo quelli che hanno attraversato il movimento no global , le
sue
mobilitazioni internazionali, le sue azioni di disobbedienza, eravamo
tutti
quelli che portavano avanti gli striscioni, quelli che scorrevano
ai lati
degli spezzoni di corteo, quelli che il venerdì' ed il sabato
sera passano
dai centri sociali. Eppure non ci avete mai visto , siamo quelli
che non si
riconoscono nelle forme tipiche e classiche di sindacato, poiché
non siamo
una figura tipica del conflitto capitale/lavoro, siamo i precari,
i
part-time, i senza diritti, siamo quelli che speravano che lo sciopero
si
generalizzasse com'e' stato, per poter protestare siamo quelli che
vivono
nella precarietà' permanente , quelli che hanno le ore contate.
Ma siamo
anche quelli che chiedono dignità', libertà' e diritti,
quelli che si
ribellano ed alzano la testa per reclamare. Brainworkers, Chainworkers,
Networkers chiamateci un po' come vi pare, ma tanti di noi lavorano
ancora
nelle fabbriche di pelle nei sottoscala della periferia napoletana,
altri
ancora studiano e lavorano insieme, e non sempre il loro studio
è
l'università', sempre più' spesso tra noi sono quelli
che vanno a scuola a
dover anche lavorare. Non abbiamo un volto, né un nome, ma
siamo moltitudine
, una moltitudine " in se' " che vuole passare ad essere
una moltitudione "
per se " .
Da questo nasce l'esigenza di sviluppare nella nostra città'
un progetto di
assistenza - messa in rete - socializzazione - rivendicazione sul
precariato
sociale.
Avere la capacita' di intercettare il soggetto sociale a partire
direttamente dalla sua esigenza, intercettare ed aggregare su un
progetto di
soddisfacimento collettivo di diritti negati. Uno strumento politico
e
sociale che apra la strada per la sperimentazione di un possibile
bio -
sindacato del precariato sociale , che faccia da sostegno legale
e strumento
di rivendicazione politica anche al di la' dello stretto recinto
del lavoro
quotidiano. Uno strumento che possa cominciare a costruire una campagna
per
il reddito sociale garantito, che possa essere trainante anche per
le figure
residuali del conflitto capitale/lavoro.
Gli "Sportelli del precariato sociale", che abbiamo la
capacita' di fornire
assistenza , nel campo del diritto al lavoro, ma che allo stesso
modo siano
strumento di messa in rete di soggetti sociali, di esperienze ,
e che abbia
la funzione di assumere potere vertenziale nei confronti dei datori
di
lavoro.
Gli "Sportelli del precariato sociale" devono anche essere
luogo di
inchiesta sociale , luogo in cui è possibile fare uno screening
del nuovo
tessuto sociale metropolitano , precario e interinale , giovane
e
studentesco, un luogo di inchiesta permanente che si avvale dei
dati che gli
stessi soggetti sociali autoforniscono usufruendo dello sportello,
contribuendo a creare una banca dati fatta di esperienze di lavoro
precario. Uno strumento di assistenza e lotta politica al tempo
stesso , che
contribuisca a creare punti di riferimento possibili e riconoscibili
per il
precariato sociale.
Ricapitolando:
- Assistenza legale lavorativa
- Rivendicazione e inizio di vertenze
- Inchiesta sociale
- Campagna per il reddito sociale garantito
Queste dunque le funzioni degli sportelli del precariato sociale.
Gli sportelli devono avere anche la capacita' di autogenerarsi,
ovvero
nascere da soli lì dove i soggetti sociali stessi ne sentono
il bisogno, lì
dove, grazie all'esperienza in altri sportelli le individualità'
avranno
acquisito esperienza e formazione per poter poi da soli aprire altri
sportelli, altri luoghi di conflitto.
Una riflessione va fatta anche sulla loro disposizione territoriale
all'interno della città'. Una città' che vede le figure
del precariato
sociale disporsi in maniera discontinua nel territorio. Vivono nelle
periferie molto spesso, ma lavorano o al centro o alla periferia
opposta
della città' rispetto alla loro residenza. E' dunque necessario
riuscire ad
arrivare con gli sportelli in punti diversi e distanti nella città'.
Vogliamo sviluppare questo progetto con quelli che in questi mesi
hanno
lanciato segnali per l'apertura di un canale di comunicazione con
il
precariato sociale ( chi ha indossato le tute arancioni del 1°maggio
2002 ad
esempio) , con tutti quelli che credono nella costruzione di una
campagna
sul reddito sociale garantito, con tutti quelli che pensano che
il passaggio
dalla moltitudine "in se" alla moltitudine "per se"
sia possibile e
necessario.
LABORATORIO CAMPANO PER LA DISOBBEDIENZA SOCIALE
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