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06 febbraio 2003
MEETING OF THE NEW GENERATION DA TENERSI A ROMA
- MILANO - NAPOLI..
E POI IN PALESTINA
Questo progetto, come gli altri che ha portato avanti l'Unione
dei
giovani progressisti palestinesi (PPYU), nasce dalle esigenze e
dai bisogni
dei ragazzi e delle ragazze dei campi profughi della striscia di
Gaza e
degli altri luoghi della Palestina occupata.
Prende corpo attraverso gli scambi che i gruppi di solidarietà
hanno portato
avanti in questo periodo con queste realtà giovanili palestinesi
e che hanno
portato al primo campo estivo del passato agosto, proprio a Gaza.
Questo campo, uno spazio di confronto e discussione aperto sotto
le tende
piantate sulla spiaggia di Gaza, ha prodotto una settimana di dibattito
a
cui hanno partecipato palestinesi ed internazionali, mettendo in
luce il
grande bisogno di scambi politici e culturali che esprime la nuova
generazione palestinese, nata e cresciuta con l'occupazione
militare,
in campi profughi infernali, senza possibilità di movimento
interno ed
esterno, chiusi in un'enorme prigione.
La realtà che si vive a Gaza infatti dimostra chiaramente
tutto il dramma
che vivono oggi i palestinesi: migliaia di profughi vivono nel luogo
a più
alta densità demografica al mondo; qualche centinaio di coloni
israeliani,
per la quasi totalità personale militare, difesi dall'esercito,
rendono la vita impossibile ai palestinesi, abbattendo alberi e
case,
rubando ogni giorno che passa un pezzo di terra, l'acqua,
i raccolti,
bombardamento sui civili semplicemente per terrorizzarli e farli
fuggire da
quella terra.
La presenza militare è asfissiante, le strade sono bloccate
da continui
check point, il territorio è spezzato in tante parti quante
l'esercito
di volta in volta decide, spesso la gente, se ci riesce, si deve
creare un
passaggio sulla spiaggia per poter arrivare al lavoro, a scuola,
all'ospedale.
I movimenti impossibili perché dalla striscia di Gaza non
si può raggiungere
la West Bank, per farlo bisogna passare in territorio israeliano
e questo ai
palestinesi non è permesso. Per uscire ed andare all'estero
serve
comunque l'autorizzazione israeliana e anche questo è
molto difficile.
A questo si aggiunge la povertà estrema dovuta alla disoccupazione
crescente
(ormai chi lavorava in Israele non può più farlo e
a Gaza non ci sono altre
possibilità di lavoro) e alla riduzione degli aiuti dell'UNRWA
(l'agenzia dell'ONU per i rifugiati palestinesi).
I giovani di Gaza sono nati sotto questo tipo di condizioni, hanno
visto
durante la loro infanzia quello che producevano gli "accordi
di pace"
firmati ad Oslo nel 1993 (aumento progressivo dei coloni israeliani
e nessun
cambiamento della loro situazione) e quello che è avvenuto
dopo lo scoppio
della seconda Intifada, nel settembre 2000, come risposta e ribellione
ad
una occupazione militare infinita.
Molti di loro sono stati uccisi, tutti hanno avuto amici, familiari,
compagni di scuola uccisi, feriti, resi invalidi dalle pallottole,
dalle
bombe, dai missili israeliani;
Hanno sperimentato il grande senso di solitudine dovuto
all'indifferenza del mondo verso le loro sofferenze, il
peso
dell'ingiustizia dell'occidente che usa sempre
due pesi e due
misure, che considera il loro sangue un'inezia, qualcosa
che non vale
niente, che li considera sempre terroristi, anche quando usano le
pietre
contro uno degli eserciti più forti del mondo.
Nonostante tutto i giovani hanno molta voglia di confrontarsi,
di superare
l'isolamento fisico in cui sono costretti, relazionarsi a livello
politico,
sociale e culturale con altre realtà di giovani italiane
ed europee che a
loro volta sentono l'esigenza di trovare percorsi comuni di movimento,
liberazione, resistenza.
Da qui nasce la proposta di un meeting europeo, di uno scambio
di esperienze
rivolto a queste nuove generazioni che si troveranno ad affrontare
un futuro
non troppo facile e purtroppo nemmeno felice.
Ma ogni individuo su questa terra ha bisogno di sperare ancora,
di sognare
qualcosa di diverso, che forse attraverso l'espressione
dei veri
bisogni, che non sono quelli della guerra, possa dare una minima
speranza di
costruire un mondo diverso.
Per questo ci vogliamo impegnare per dare la possibilità
a queste future
generazioni di potersi incontrare e verificare se questo può
ancora essere
possibile.
Questo è l'appello che ci viene fatto dai giovani
in Palestina che
penso possa essere condiviso anche da tutti/e coloro vivono o non
vivono
questa condizione.
Dalla Striscia di Gaza - agosto 2002 -
Essere impediti a muoverci è veramente deprimente; quando
ci viene
concesso di viaggiare dobbiamo attraversare posti di blocco e sbarramenti
di
carri armati e artiglieria israeliana per andare a lavorare, a scuola,
a
visitare parenti amici o anche per andare all'ospedale dai villaggi
alle
città. Ma questo è solo una piccola parte delle punizioni
collettive
imposte ai palestinesi.
La distruzione delle case, gli assassini organizzati e mirati della
popolazione civile, lo sradicamento degli alberi, le restrizioni
economiche
e l'illegale espansione degli insediamenti israeliani che comportano
l'esproprio delle nostre terre; e ancora i colpi sparati sulle ambulanze,
le
irruzioni nei campi profughi palestinesi nel tentativo di eliminare
e
sottomettere quattro milioni di palestinesi, usando ogni tipo di
armi: carri
armati, aerei, elicotteri, F16.
Il silenzio internazionale di opporsi alle violazioni israeliane
o perlomeno
a denunciarle ha dato ad Israele un senso di immunità incoraggiandolo
a
comportarsi come un paese al di sopra del diritto legale umanitario.
Dobbiamo considerare i diritti umani, la legge internazionale, le
risoluzioni delle Nazioni Unite come una base per compiere una pace
globale
e giusta se le trascuriamo e non le applichiamo, ci condurranno
ad un
maggiore bagno di sangue e a più violazioni dei diritti dei
palestinesi.
Così noi come paese che vive sotto un regime di occupazione,
discriminazione
razziale e apartheid abbiamo bisogno di voi per parlare.
La vita ci ha insegnato a cercare un punto di forza dentro di noi.
E questa
forza ci ha insegnato a continuare a resistere nonostante la mancanza
delle
più elementari norme umane per andare avanti.
Nonostante tutto crediamo e abbiamo fiducia nel futuro, nella nostra
giusta
causa, nel nostro diritto a vivere.
Insegnamo ai nostri figli/e fratelli e sorelle che l'umiliazione
e la
violenza non possono schiacciare lo spirito umano.
Siamo sicuri che voi sapete tutto questo e che il nostro popolo
riceve la
sua forza dalla semplice comprensione che c'è una ingiusta
oppressione
contro di esso.
Ripeto, abbiamo bisogno di voi soprattutto per far fronte a questo
attacco
aggressivo, abbiamo bisogno della vostra solidarietà; abbiamo
bisogno di voi
per parlare perché vi possiate rendere conto di come è
duro spiegare la
verità agli altri; abbiamo bisogno di voi per lavorare insieme
affinchè
possiamo sostituire il silenzio attraverso la verità.
Il mondo sta passando attraverso diverse contraddizioni con differenti
prospettive ed è difficile immaginarlo senza una proposta
consapevole e un
progetto di civilizzazione umana.
Vogliamo discutere con voi per avere tutte le informazioni e i diversi
punti
di vista necessari per combattere la supremazia e l'essere sottomessi
ad un
unico polo.
La nostra causa costituisce una delle principali questioni nel
periodo della
privatizzazione e della globalizzazione.
Qui emerge il ruolo della solidarietà; per collegare il movimento
della
società civile al resto del mondo e sviluppare un progetto
umano e ad una
convenzione etica che sostituisca quello attuale per far si che
la
"globalizzazione" serva alla soddisfazione dei bisogni
comuni e del
progresso sociale.
Le nostre ultime parole a voi sono che abbiamo bisogno di voi per
essere
forti e continuare a combattere così che anche voi possiate
continuare a
lottare, speriamo di rimanere in vita così che possiamo vedere
i frutti dei
nostri sforzi collettivi per un mondo diverso.
Con questo vi proponiamo un incontro che sia il più possibile
allargato a
tutte le realtà che in questi anni hanno appoggiato e sostenuto
attivamente
la causa del popolo palestinese e in particolare un incontro che
veda i
giovani delle future generazioni trovare un modello comune di costruzione
di
un nuovo mondo.”
Di seguito il progetto che si propone per attuare questo scambio/incontro
con i ragazzi e le ragazze palestinesi e il resto del mondo.
Ci limiteremo a coinvolgere per il momento alcuni settori giovanili
italiani
e europei attraverso le scuole superiori e le Università
che hanno
intenzione di confrontarsi su diversi argomenti e attività
di carattere
culturale, politico e sociale per avere un immediato riscontro delle
diverse
idee che possono nascere da un confronto diretto.
Il meeting della nuova generazione ha lo scopo di discutere e decidere
quali
possono essere le possibilità di movimento, di vita sociale
e politica
quotidiana che ci troveremo di fronte nell'immediato futuro.
L'idea è una sorta di conferenza dei giovani che
riesca a coinvolgere
ed unire diverse realtà della nuova generazione che oggi
vivono a contatto
con conflitti di classe, di dominazione, di colonialismo e di occupazione.
Un incontro che si possa estendere anche a quella nuova generazione
che
invece sta vivendo in paesi dove la normalizzazione è passata,
e
apparentemente vige uno stato di diritto e di “democrazia”
Mettere a confronto queste due realtà affinché possano
essere in grado di
trovare momenti di paragone validi per unificarne i percorsi.
Il meeting potrà essere partecipato da tutta la nuova generazione:
uomini e
donne provenienti da diverse città europee quali: Francia,
Svizzera, Spagna,
Italia, Inghilterra, Belgio, Germania e ancora da paesi del Medio
Oriente,
dove in prima persona vivono l' occupazione militare o
dittature di
questo tipo.
L'attacco che oggi viene portato avanti, e con il quale
i paesi
occidentali si stanno facendo scudo per convincere l'opinione
pubblica
a non organizzarsi, a non resistere e a non lasciare la strada del
capitalismo, sono le recenti leggi anti-terrorismo, appoggiate da
tutti gli
stati compresi gli stati dell'Unione Europea, che hanno
portato solo
alla criminalizzazione totale di molte organizzazioni che più
delle altre
resistevano nelle aree di conflitto, in modo democratico e orientate
verso
la costruzione di una società civile e laica in contrasto
con ideologie di
stampo religioso o razzista.
Per il meeting europeo della nuova generazione si possono fare
diverse
proposte di lavoro comune e di coordinamento tra le organizzazioni
europe.
Queste proposte potrebbero essere condivise con le organizzazioni
e i
movimenti che lavorano nel campo della solidarietà.
E' un dato di fatto che il popolo palestinese stia vivendo le peggiori
condizioni di tutto il mondo su tutti i livelli: politici, economici,
sociali, pedagogici e culturali, soprattutto le donne, i ragazzi
e i
bambini, a causa delle condizioni imposte dall'esercito di occupazione.
I processi pedagogici e sociali sono stati influenzati dall'occupazione
soprattutto durante questi ultimi mesi.
Da novembre 2001 l'Unione dei giovani Palestinesi, ha attuato molti
corsi e
workshops con i giovani di otto aree della Striscia di Gaza per
rispondere
alla miseria che si è determinata dopo l'ultima rivolta di
A-lAqsa,
specialmente a livello sociale, pedagogico e culturale per dare
risposte a
queste problematiche ed avere un ruolo significativo nella società.
Il gruppo dell'Unione dei Giovani mette in evidenza la necessità
di
affrontare e sviluppare attività culturali, sociali, psicologiche
e
pedagogiche rivolte ai ragazzi/e, attività basate sull'espressione,
la
ricreazione e la consulenza attraverso il teatro, la pittura, la
letteratura
e il gioco, per ridurre gli effetti degli eventi traumatici ed essere
pronti ad avere a che fare con questi casi difficili.
L'Unione dei giovani palestinesi con la collaborazione di altri
istituti ha
organizzato attività di formazione per riabilitare i ragazzi
e le ragazze
che subiscono gli effetti e i traumi delle pratiche israeliane.
In questo
contesto svolgono con essi attività attraverso l' espressione
e la
conversazione per sviluppare una maggiore coscenza collettiva. I
ragazzi/ e
infatti hanno la necessità di avere momenti di contatto,
esperienze di
relazione per credere nelle loro capacità aumentando così
la loro fiducia
nel prossimo.
Le attività culturali e di approfondimento storico saranno
organizzate
durante l'anno scolastico nel mese di gennaio, permettendo così
al gruppo
proveniente dalla Palestina di partecipare alla vita e ai processi
di
formazione all'interno delle nostre istituzioni scolastiche e di
aggregazione giovanile presenti nel territorio italiano.
Il gruppo formato da 30 giovani parteciperà ad incontri,
workshops, attività
culturali che gli daranno la possibilità di potersi confrontare
con i
ragazzi e le ragazze delle scuole superiori, coetanei di un paese
diverso
dove non si vivono le conseguenze di una occupazione militare.
I temi e le attività proposte dall'Unione
dei giovani palestinesi sono i
seguenti:
1) Trasformazione della formazione nell'era della globalizzazione
economica
2) Diritto di informazione e informazione alternativa
3) Libertà di genere, libertà di movimento
4) Occupazione e cooperazione
ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA'
DA SVOLGERE IN ITALIA
- Organizzare con le scuole dei comuni che ne fanno
richiesta
incontri di discussione attraverso la presentazione di materiali
video,
fotografici, e dibattiti per scambiare le diverse metodologie pedagogiche
e
gli strumenti di formazione per esprimere ed esplorare la loro identità.
- Organizzare workshops di attività pratiche:
computer, musica,
teatro, danza, fotografia e attività artistiche giovanili.
- Organizzare escursioni in località e luoghi
di interesse
naturalistico per avere la possibilità di esplorare territori
diversi dai
campi profughi di provenienza, dove a causa della chiusura militare
e la
distruzione ambientale, non hanno alcuna possibilità di conoscere.
- Mettere a punto progetti di scambio che portino i
gruppi di
ragazzi/e delle diverse nazionalità nei luoghi di provenienza
del gruppo dei
ragazzi palestinesi.
LUOGO E DURATA DEL PROGETTO
Il progetto di scambio avrà luogo in alcune città
italiane Roma -
Milano - Napoli presso Istituzioni Scolastiche, Università
e centri
di aggregazione giovanile territoriali.
Per quanto riguarda il Comune di Roma dovrebbero essere coinvolte
tre scuole
superiori e l'Università la Sapienza di Roma attraverso il
dipartimento di Studi Orientali.
La durata di permanenza del gruppo in Italia è prevista per
tutto il mese di
febbraio e marzo 2003, durante il quale i ragazzi/e saranno ospitati
presso famiglie e Centri Sociali, i quali si faranno carico della
loro
permanenza per il vitto e l'alloggio.
Questa parte del progetto è rivolta agli Istituti scolastici
interessati
ad uno scambio e ad un eventuale finanziamento e invito di ragazzi
e ragazze
palestinesi, da realizzarsi nel mese di gennaio.
1. Quadro riassuntivo
Paese: Palestina
Titolo: mano nella mano: verso una vita culturale per i giovani
Periodo: febbraio - marzo 2003
Settore di Intervento: educazione
Quadro finanziario: Ogni Istituto Scolastico o Università
può farsi carico
dell'invito di 2 o 3 persone corrispondendo al costo del biglietto
aereo.
2. Sintesi dell'intervento:
Progetto di organizzazione di scambio culturale finalizzato ad attività,
di
training e formazione, rivolte a giovani palestinesi per la formazione
di
un gruppo di animatori che possa garantire una maggiore attenzione
alle
problematiche dell'adolescenza, e una capacità di organizzare
attività
extrascolastiche per l'educazione permanente e la ripresa dei rapporti
umani
con il prossimo.
3. Contesto dell'intervento:
La popolazione palestinese sta vivendo in questi ultimi due anni
le peggiori
condizioni a tutti i livelli: politici, economici, sociali, pedagogici
e
culturali, soprattutto le donne, i ragazzi e i bambini, a causa
delle
condizioni imposte dall'esercito di occupazione. I continui attacchi
militari sulla popolazione, la chiusura totale verso l'esterno e
la chiusura
anche interna lungo tutta la Striscia di Gaza. L'impossibilita'
di
comunicare con il mondo esterno e' fra gli aspetti che di più
influiscono
sulla vita quotidiana della popolazione palestinese.
Soprattutto i processi pedagogici e sociali sono stati influenzati
dall'occupazione soprattutto durante questi ultimi mesi.
4. Origini dell'intervento:
Da novembre 2000 l'Unione dei Giovani Palestinesi Progressisti
(PPYU), ha
attuato molti corsi e workshop coinvolgendo i giovani dell'area
della
Striscia di Gaza e della West Bank, allo scopo di rispondere alla
miseria
che si è determinata dopo l'ultima rivolta di Al Aqsa, specialmente
a
livello sociale, pedagogico e culturale per dare risposte a queste
problematiche ed avere un ruolo significativo nella società.
Il gruppo di giovani ha evidenziato la necessità di svolgere
attività
culturali, sociali psicologiche e pedagogiche rivolte ai giovani
e i
bambini. Attività che sono basate sull'espressione la ricreazione
e la
consulenza attraverso il teatro, la pittura, la letteratura e il
gioco, per
ridurre gli effetti degli eventi traumatici ed essere pronti ad
avere a che
fare con questi casi difficili.
L'Unione dei giovani palestinesi (PPYU) con la collaborazione di
altri
Istituti di formazione pedagogica propongono uno scambio/incontro
con le
generazioni coetanee residenti in paesi europei per organizzare
attività di
formazione e riabilitazione dei giovani in grado di minimizzare
gli effetti
dei traumi dell'occupazione militare, attraverso l'espressione
e
la conversazione per incrementare la coscienza collettiva.
Nei confronti dei giovani bisogna avere molta esperienza e credere
nelle
loro capacità. Ed è proprio attraverso il disperato
bisogno di attività
sociali e culturali che può essere possibile ridurre lo stress
ed essere in
grado di esprimersi sui problemi, partecipando come animatori per
attivare
la vita culturale collettiva e individuale.
5. Strategia di intervento:
Obiettivi e attività
Organizzare un mese di attività culturali per un gruppo di
30 giovani
(ragazzi e ragazze) palestinesi che possono essere formati per le
attività
di animazione attraverso l'incontro e lo scambio di idee e attività
con coetanei delle Scuole Superiori in Italia.
L'Unione dei Giovani Progressisti Palestinesi suggerisce una varietà
di
attività culturali e storiche al fine di essere in grado
di esprimere le
proprie problematiche, per accrescere la vita culturale dei giovani
e della
società palestinese.
Questa proposta verrà realizzata attraverso le seguenti attività:
- Promuovere momenti di incontri e discussioni in diverse Scuole
Superiori e Università nel territorio italiano.
- Promuovere alcune attività culturali attraverso la preparazione
pedagogica e permettere a loro di dividere il lavoro pratico culturale
e
sociale per avere l'opportunità di esprimere ed esplorare
la loro identità.
- Attivare un tirocinio su attività culturali storiche ed
artistiche
giovanili attraverso la fotografia, i video e il teatro.
- Permettere ai giovani palestinesi di lavorare in gruppi di
volontari attuando un laboratorio di animazione nel settore culturale
che
promuova il proprio sfogo e incrementi la propria consapevolezza
e
l'importanza di queste attività nella loro società.
- Produrre attività creative individuali e di gruppo nel
teatro,
danza, letteratura e musica per mostrarlo alla fine del soggiorno
culturale.
6. Risorse umane per la realizzazione
dell'intervento:
Il gruppo sarà accompagnato da un equipe di formatori dello
staff
dell'Unione dei giovani formati all'Istituto di Nuova Pedagogia
CANA'AN di
Gaza City e coadiuvati da animatori culturali e associazioni di
solidarietà
presenti in Italia con i quali svolgono già da tempo scambi
e attività in
loco.
Sarà presente inoltre un coordinamento di preparazione tecnica,
comunicazione e sostegno in grado di attuare tutte le fasi del progetto.
Il progetto è stato realizzato dal
Coordinamento Nazionale di Solidarietà
con l'Intifada e il
Palestinian Progressive Youth Union di Gaza Strip e West Bank –
Palestina
Per contatti e informazioni sull'organizzazione del progetto
rivolgersi a:
Coordinamento Nazionale di Solidarietà con l'Intifada
e.mail: coordintifada@yahoo.it
347 6394457
340 3397375
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