| 7 marzo 2007
L'edificio che ospitava l'Ungdomshuset ( casa
dei giovani ), centro sociale autogestito sin dal 1982, è
stato definitivamente abbattuto martedì 6 marzo.
Sito in via Jatveig 69 fu costruito nel 1897 dal sindacato dei lavoratori,
ed è stato da sempre teatro di grandi avvenimenti e cambiamenti
politico-sociali: Il palazzo, originariamente chiamato Folkets Hus
(Casa del Popolo) venne eretto dal movimento operaio internazionale.
Fu lì che nel 1910 la Seconda Internazionale e Clara Zetkin
proclamarono l'8 marzo la giornata internazionale di lotta delle
donne. Anche Vladimir Lenin e Rosa Luxemburg tennero conferenze
nella Casa e la grande manifestazione del 1918 contro la disoccupazione
che giunse a occupare la borsa danese partì proprio da lì.
Dopo la seconda guerra mondiale, la Casa fu usata per ospitare profughi
tedeschi, ma a mano a mano che il tessuto socialista mutava, venne
sempre più lasciata a se stessa fino a essere definitivamente
abbandonata negli anni '60. Rimase chiusa fino al 1982 quando, all'interno
della campagna per un centro sociale autogestito a Copenhagen, è
stata occupata da un gruppo di giovani del quartiere.
Dal 1982 una convenzione tra il municipio di Copenaghen e i giovani
del quartiere Nørrebro affidò a questi ultimi la gestione
del posto a tempo indeterminato. Nonostante ciò il consiglio
cittadino decise nel 1999 di mettere all'asta l'edificio, vendendolo
alla Human A/S, società la cui quota azionaria venne presto
rilevata da Faderhuset, congrega ultracattolica che fa riferimento
all'ala politica dell'estrema destra. Ovviamente gli occupanti si
rifiutarono di abbandonare l'edificio e questo rifiuto si tradusse
nel 2003 in un duplice processo giudiziario tra gli occupanti, Faderhuset
e la municipalità, rea di aver violato l'accordo presistente.
Dopo due sentenze favorevoli agli ultracattolici, nel 2006 il tribunale
danese ha deciso di impedire agli attivisti di Ungdomshuset il ricorso
alla Corte Suprema poichè a causa della loro politica di
autogestione priva di strutture gerarchiche non potevano essere
riconosciuti come organizzazione(!!!).
Giovedì 1 marzo 2007, la polizia danese in assetto da guerra
ha sgomberato l'edificio per consegnarlo agli speculatori di Faderhuset
che già avevano rifiutato un'offerta di 2 milioni di euro
dell'associazione Jatveig 69, intenta a restituire il palazzo ai
giovani di Nørrebro. Le proteste per l'accaduto sono sfociate
nella rivolta dei giovani di Copenaghen per le strade della città,
migliaia di persone sono scese in piazza per mostrare solidarietà
e dissenso e rabbia contro l'attacco dei poteri forti a una delle
più grandi e meglio riuscite esperienze di autogestione del
paese; autogestione fuori dai dettami e dalle regole del mercato
e del profitto, che negli anni è diventata motivo di aggregazione
e d'incontro per molti giovani della capitale danese ed europei.
Infatti circa la metà dei 600 attivisti e dimostranti arrestati
nelle strade di Copenaghen durante gli scontri erano tedeschi, francesi,
italiani, svedesi, norvegesi.. numerose sono state le dimostrazioni
di solidarietà nelle città d'Europa, Russia, Israele
e Australia dove i consolati danesi sono stati oggetto di proteste
e occupazioni simboliche.
"Potete abbattere i muri, ma le fondamenta restano"
6 marzo '07
Per maggiori info
Link:
http://prue.noblogs.org/post/2007/03/02/cronistoria-dello-sgombero-di-ungdomshuset-1-marzo-2007
http://switzerland.indymedia.org/it/2007/03/47218.shtml
http://ch.indymedia.org/frmix/2007/03/47165.shtml
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