Ferito un altro pacifista americano in Palestina dall'esercito israeliano

07 aprile 2003

Un altro pacifista dell'ISM colpito, ferito da uno sparo in pieno volto a Jenin. I soldati israeliani hanno ormai deciso che gli attivisti non sono più intoccabili .......il problema è che i governi non fanno nulla. Chi va in Palestina per proteggere i palestinesi si trova suo malgrado carne da macello. Forse gli israeliani pensano di scoraggiare l'invio di altri pacifisti .... ma si sbagliano. La morte di Rachel ha sensibilizzato che non volta gli occhi da un altra parte, e a Pasqua partiranno dall'Italia due gruppi per un totale di 15 persone ed altri 8 si sono aggiunti in questi giorni. In Palestina sono solo un centinaio in questo momento gli attivisti presenti.
Se qualcuno (Giovanna caviglione) ha tempo e voglia di tradurre l'articolo qua sotto che parla di quello quello che sembra destinato ad essere uno dei tanti attacchi a chi vuole l a pace.
Elisabetta


Oggi alle 18.30 circa Brian Avery, 24 anni, del New mexico, è stato colpito al viso da una raffica di mitragliatrice da un veicolo armato per il trasporto del personale israeliano. Le circostanze dell'incidente sono le seguenti :

Oggi l’Esercito di occupazione israeliano che opera nell’area di Jenin ha imposto ai cittadini il secondo giorno di coprifuoco. Gruppi di giovani hanno continuato la resistenza al coprifuoco avventurandosi nelle strade per lanciare pietre contro i carri armati e veicoli militari. Verso le 18.30 Brian ed altri attivisti del ISM si trovavano nei quartier generali del ISM di Jenin quando udirono colpi di pistola provenire dal centro città, circa a due isolati di distanza. Lasciarono l’appartamento per scoprire cosa fosse successo e dopo circa 100 metri di cammino arrivarono all’incrocio principale e videro due veicoli armati per il trasporto di personale venirgli incontro lentamente. In quell’area non c’era nessun Palestinese per le strade, né armato né in altra veste. Alla vista dei due veicoli armati tutti e due gli attivisti restarono in piedi e alzarono le mani sopra la testa. Quando il primo veicolo fu a 50 metri di distanza da loro sparò una raffica di colpi di mitragliatrice ( circa 15 pallottole ) a terra di fronte a loro e i due furono così cosparsi da una pioggia di pietre e schegge di pallottole. Tobia, il compagno di Brian, balzò da una parte. Si era scansato di circa tre passi quando si voltò e vide Brian che giaceva a faccia in giù in una pozza di sangue. Brian e Tobias furono poi raggiunti da altri quattro attivisti ISM che arrivarono sulla scena della sparatoria da un’altra strada. Tutti e sei si precipitarono ad aiutarlo mentre i due veicoli armati si ritiravano senza fermarsi.

Quando Brian si alzò in piedi era cosciente ma gli altri si accorsero che la sua guancia sinistra era quasi totalmente impallinata. Gli attivisti gli prestarono un primo soccorso e chiamarono l’ambulanza che lo portò all’ospedale Martyr Doctor Khalil Suleiman a Jenin dove fu curato per ferite da granata a pallette sul viso oltre a fratture nella parte sotto gli occhi, lacerazioni della lingua e della guancia sinistra. Fu chiamato uno specialista per esam inare le ferite e raccomandò che fosse immediatamente trasferito all’Ospedale di Afula in Israele, ma la partenza fu ritardata in quanto i militari Israeliani per più di un’ora si rifiutarono di accordare il suo passaggio in autoambulanza. Brian da Afula fu trasportato in un Ospedale ad Haifa in elicottero. Le regole dell’Esercito Israeliano non permettono ai soldati di sparare colpi d’avvertimento con armi puntate. Possono sparare colpi d’avvertimento con armi tenute visibilmente alla mano e puntando fuori dal bersaglio delle persone che vogliono avvertire.

Quando Brian fu colpito indossava un vestito rosso fluorescente con una croce bianca riflettente sul davanti e sul dietro

Report di sabato 5 aprile 2003 dell'International Solidarity Movement

Oggi, 5 aprile, alle 18,30 circa, Brian Avery, di anni 24, del New Mexico, è stato colpito al viso da una raffica di mitragliatrice di un mezzo blindato israeliano, nella cornice delle seguenti circostanze:

oggi le truppe di occupazione israeliane operanti nella zona di Jenin hanno imposto la seconda giornata di coprifuoco alla popolazione della città. Gruppi di giovani e ragazzi hanno continuato la loro resistenza al coprifuoco, avventurandosi nelle strade per lanciare pietre ai mezzi corazzati e ad altri veicoli militari.
Alle 18,30 circa, Brian ed un altro attivista ISM erano nella sede ISM di Jenin, quando hanno udito rumore di spari proveniente dal centro della città, a circa due isolati di distanza. Hanno lasciato la sede per documentarsi ed hanno percorso circa 100 metri arrivando ad un importante incrocio stradale; hanno visto due mezzi blindati avanzare verso di loro a bassa velocità. Non c'erano palestinesi nelle strade della zona.
Alla vista dei veicoli blindati, i due attivisti si sono fermati ed hanno alzato le mani sopra la testa.
Quando il primo mezzo blindato è stato a 50 metri da loro, ha sparato una raffica di mitragliatrice (di circa 15 colpi) sul terreno di fronte a loro, cosicchè sono stati investiti da un nugolo di frammenti di pallottole e di pietre. Tobias, il compagno di Brian, è corso di lato. Aveva fatto circa tre passi quando ha guardato indietro ed ha visto Brian che giaceva nella strada a faccia in giù, in una pozza di sangue.
Tobias e Brian sono stati allora raggiunti da altri quattro attivisti ISM che erano giunti per un'altra via sulla scena della sparatoria. Tutti sono accorsi in aiuto di Brian, quando i blindati sono passati oltre senza fermarsi. Egli era cosciente ma, quando si è sollevato da terra, si è visto che la sua guancia sinistra era stata quasi del tutto strappata via.
Gli attivisti gli hanno prestato i primi soccorsi ed hanno telefonato per un autoambulanza che lo ha portato all' Ospedale "Dr.Khalil Suleiman, Martire", di Jenin, dove sono state curate le sue ferite da proiettile a frammentazione, lacerazioni della lingua e della guancia sinistra. E' stato convocato uno specialista per esaminare queste ferite, ed ha raccomandato che fosse trasferito immediatamente in un ospedale di Afula, in Israele; ma la sua partenza è stata ritardata perchè i militari israeliani hanno rifiutato di fornire un salvacondotto per più di un' ora all' autoambulanza.
Da Afula, Brian è stato trasportato in elicottero in un ospedale di Haifa.
Secondo le regole d'ingaggio dell'esercito israeliano, i soldati non possono sparare colpi d' avvertimento con le armi montate sugli automezzi. Possono sparare colpi d'avvertimento con le armi leggere e portatili, e devono mirare lontano dalle persone che stanno avvertendo.
Quando è stato colpito, Brian portava un indumento rosso fluorescente, con croci bianche riflettenti davanti e dietro.


Per ulteriori informazioni contattare (a Jenin):
- TOBIAS, ai numeri 057 836 527 oppure 067 437 690,
- oppure LASSE, al numero 059 386 896.


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