| 10
novembre 2003
COMUNICATO STAMPA
Ci lascia attoniti la comunicazione del tribunale del riesame di
Catanzaro che ha deciso l'obbligo di firma per Francesco Caruso
insieme ad altri due compagni meridionali, Michele Santagata e Francesco
Cirillo, in merito alla tragicomica inchiesta di Cosenza che da
un anno prova a cucire l'accusa di associazione sovversiva sul movimento
contro la globalizzazione neoliberista.
Dopo che la precedente udienza del riesame è stata annullata
per un puro cavillo giuridico questi tre compagni sono oggi sottoposti
ad una inaccettabile misura restrittiva evidentemente volta a ridare
fiato ad un inchiesta che non sta in piedi.
E' indubbiamente un risultato del lungo e poco nobile lavoro dei
Ros per ribaltare la verità sui fatti di Napoli e Genova
2001 (quando un imponente movimento di massa fu violentemente represso)
e così criminalizzare la domanda radicale di cambiamento
che da allora si è prodotta in Italia.
Un'operazione raccontata e denunciata, a più riprese, anche
su giornali come la Repubblica.
Non è bastata evidentemente la mole di ridicolo sollevatasi
in tutto il paese verso l'improponibile materiale probatorio proposto
dal pm Fiordalisi.
E' un operazione parallela a quella di Genova che ancora tiene un
compagno (Jimmy) in galera mentre assolve, per "legittima difesa",
gli assassini di Carlo Giuliani.
Oggi si prova a sfruttare l'impennata nel clima di criminalizzazione
per i teoremi del tutto arbitrari che, con l'inchiesta sulle BR,
si cercano di riversare contro l'opposizione sociale.
Già lo scorso anno decine di migliaia di persone e la popolazione
di Cosenza con la sua solidarietà straordinaria esorcizzarono
le cupe strategie degli spiriti reazionari. Siamo sicuri che anche
stavolta i movimenti per "un altro mondo possibile" troveranno
le forme per farsi sentire, per difendere i compagni, per impedire
che qualcuno riscriva la storia per soffocare il futuro.
Non possiamo non osservare come questa iniziativa giudiziaria preceda
di pochi giorni il processo contro quelle componenti delle "forze
dell'ordine" che si resero colpevoli di violenze, sevizie e
sequestro di persona contro migliaia di giovani il 17 marzo del
2001 a Napoli. Un'udienza cui si arriva in un crescendo di intimidazioni
come le incredibili perquisizioni a casa di alcune persone che guarda
caso figurano in quel processo come parti lese.
Facciamo perciò appello alle forze sinceramente democratiche,
alla società civile, al mondo del lavoro, agli studenti,
ai tantissimi che già un anno fà si sono mobilitati
a prendere posizione contro chi criminalizza le lotte sociali.
Rete Noglobal, Movimento dei Disobbedienti, Conf. Cobas, Rdb, Prc,
Rete Studenti in Movimento, Rete antirazzista Immigrati in Movimento,
Giovani Comunisti
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