| 10 DICEMBRE 2007
Il 15 dicembre 2007 i
Comitati popolari che a Vicenza si battono contro il progetto di
nuova base militare Usa nella città, hanno convocato una
manifestazione di carattere europeo per ribadire un no chiaro alle
basi ed alle politiche militari.
La crisi del capitalismo ha determinato un impennata dell’aggressione
bellica, che attraverso l’introduzione della logica di guerra
preventiva, ha condotto, l’indomani dell’11 settembre,
all’attacco e l’occupazione dell’Afghanistan,
dell’Iraq, Libano e l’ormai preannunciato Iran.
L’accaparramento del territorio e delle risorse strategiche,
non è pensabile senza un intervento militare diretto che
in assenza di una esplicita aggressione può essere solo giustificata
con la guerra preventiva, e dunque da una finta necessità
di difesa da un nemico costruito ad arte.
Il falso problema della sicurezza viene così utilizzato al
fine di nascondere il reale tentativo di monopolizzare le risorse
energetiche e la ristrutturazione del capitale internazionale ad
essa ricollegata
In questo modo la guerra di classe condotta dall’imperialismo
atlantico-sionista ed europeo ha assunto le vesti di guerra al terrorismo,
alle dittature, di promozione dei diritti umani o scontro di religioni
che hanno prodotto la destrutturazione del Medio Oriente e dell’Asia
Centrale
Le forze statunitensi, oggi, sono in una fase di ridislocazione
in tutta Europa e quindi anche le basi USA e Nato in Italia sono
in uno stadio di ristrutturazione e potenziamento in funzione dei
disegni egemonici americani. L’Italia, infatti, viene sempre
più usata come un trampolino della proiezione di potenza
USA verso Sud e verso Est.
Tutto ciò è sostenuto dalle politiche del governo
(amico di chi?) che al contrario di quanto promesso in campagna
elettorale promuovono l’aumento delle spese militari in barba
alle spese sociali di cui necessiterebbe il nostro paese. Vanno
poi in questa direzione l’aumento delle spese militari attuato
dal governo Prodi con la finanziaria 2007 (+ 13%) e con quella attuale
(+11%) senza considerare che l’Italia contribuirà alle
spese di costruzione e mantenimento (circa 41% per la spese della
base di Vicenza) delle strutture di occupazione militari degli Usa
sul nostro territorio. Ovviamente questo si ripercuote anche nel
nostro territorio con i continui tagli alle spese sociali, alla
sanità, alla scuola, e la precarietà si afferma come
condizione generale di vita, mentre si assecondano gli istinti razzisti
con “campagne di sicurezza” atte a creare allarmi sociali
e facili consensi alle scelte securitarie per ricattare meglio i
migranti. Allo stesso tempo la repressione poliziesca e giudiziaria
verso le forme di opposizione politica e sociale assume un aspetto
centrale nelle politiche interne.
In Italia la risistemazione militare americana assume un ruolo particolarmente
strategico per la sua collocazione ottimale come testa di ponte
per la penetrazione in medioriente
In questo quadro, si colloca l’allargamento della base di
Vicenza dove è prevista la rimodulazione della 173 Airborne
brigade con il trasferimento del contingente stanziato in Germania
e la sua trasformazione in Unità D’Azione cioè
i cui uomini devono esser pronti a trasferirsi in poche ore nei
teatri di guerra.
Al fine di garantire un rapido spostamento delle truppe e materiale
bellico è stata appositamente prevista una linea TAV ad alta
capacità, dal discutibile impatto economico ma parte importante
del corridoio 5, che permetterà di soddisfare le eventuali
necessità di portare la democrazia nelle varie zone del mondo
al modico prezzo di devastazioni ambientali e sociali
La nascita di un movimento popolare a Vicenza - che progressivamente
si è determinato nella lotta - rappresenta lo strumento più
efficace di opposizione alla militarizzazione al servizio del capitale
e alle politiche di morte e di sostegno delle lotte di resistenza
e liberazione in Palestina, Iraq, Afghanistan e Libano e per tutti
i paesi minacciati dall'imperialismo.
Gli oppressori definiscono coloro che resistono e si ribellano contro
le basi, contro lo sfruttamento sul lugo di lavoro, contro il sistema
della precarietà, per la difesa dei propri territori terroristi.
TERRORISTI, invece, sono coloro che bombardano e devastano intere
regioni con armi che Provocano, oltre ai morti immediati, effetti
letali nel lungo periodo sulla vita e l’ambiente (uranio impoverito,
fosforo bianco ecc.), coloro che imprigionano e rapiscono e torturano
in nome della “democrazia e della libertà” (Abu
Ghraib, Guantanamo ecc.), coloro che davanti ai consessi internazionali
hanno mentito e spudoratamente ancora mentono decidendo le sorti
di intere popolazioni.
UNIAMO LE RIBELLIONI, ESTENDIAMO
IL MUTUO SOCCORSO
DIFENDIAMO LA SALUTE, L'AMBIENTE E I BENI COMUNI
Il progetto di estensione della base militare
usa di Vicenza oltre ad implementare le politiche di morte all’interno
dello scenario di guerra infinita che passa attraverso l’egemonia
militare degli USA, è anche un attacco al territorio che
dovrà sopportare nuove servitù militari a discapito
del territorio e della salute pubblica.
In questo senso l’ allargamento della base è parte
di un’ aggressione diffusa che le comunità locali sono
costrette a subire per la volontà di un capitale sempre più
vorace intento ad ampliare ulteriormente lo spazio di profittabilità
economica a discapito della salute e dell’ambiente di tutti
noi.
Ad essere in discussione è più in generale la possibilità
da parte delle comunità locali di decidere il proprio destino
futuro.
Dalle scelte energetiche per la costruzione di nuove centrali e
rigassificatori alle politiche inceneritoriste per la gestione dei
rifiuti, dalla costruzione di linee ferroviarie veloci fino alla
privatizzazione di servizi pubblici e beni comuni come l’acqua
passa infatti il tentativo di mettere tutto a profitto, calpestando
se è necessario anche con l’uso della forza “pubblica”,
la volontà delle comunità che si oppongono.
L’impatto di queste scelte, della cosiddetta politica delle
grandi opere perseguita da centro sinistra e centrodestra è
altissimo; non solo mette a profitto, per una sparuta minoranza,
risorse e beni comuni, ma soprattutto devasta salute e territori
per il tempo a venire, provocando ferite insanabili che si riflettono
sulla qualità e possibilità stessa della vita.
D’altra parte non è un caso che dietro questi megaprogetti,
spesso gestiti con una marea di fondi pubblici, ci siano sempre
gli stessi gruppi multinazionali i quali grazie alla classe politica
si spartiscono fondi e commesse miliardarie: Fibe, Impregilo, Veolia,
Lega delle Cooperative etc. etc.
Così dietro il paravento del progresso, della concorrenza
globale e dell’ammodernamento, in realtà si cela l’imposizione
di un modello di sviluppo che devasta e distrugge come unico possibile.
La gestione commissariale straordinaria con la supposta emergenza
sono gli strumenti tipici di governo a cui si fa ricorso per esautorare
i poteri locali quando non si riesce a comprarli attraverso la monetizzazione
del danno, mentre l’uso della forza pubblica diventa lo strumento
di garanzia contro le comunità che si oppongono.
Tuttavia in questi ultimi anni le comunità locali e i comitati
hanno iniziato a resistere a questo disegno andando anche oltre
la difesa del proprio territorio, affermando che un’ altro
modello di sviluppo rispettoso della salute, dell’ambiente
è possibile e necessario. Proprio dalle lotte contro gli
inceneritori e le discariche, i rigassificatori, le nuove centrali,
la Tav, il ponte sullo stretto sta emergendo infatti, una nuova
dimensione della politica e della partecipazione; un “altro”
spazio pubblico autonomo da partiti e sindacati che a partire dalla
resistenza sui territori propone un’alternativa radicale al
sistema nel suo complesso.
In questa prospettiva si colloca la nascita del patto di “mutuo
soccorso” con l’obbiettivo di un reciproco rafforzamento
delle resistenze unite dalla critica comune all’attuale modello
di sviluppo.
Dentro questa esperienza di interconnessione delle resistenze locali,
come dimostrano gli ultimi anni, risiede l’unica possibilità
di fermare i progetti di mercificazione e devastazione dei territori
portati avanti dai partiti politici di Governo ed opposizione.
Ai partiti della cosiddetta sinistra radicale che rifinanziano le
missioni militari, votano i provvedimenti per il prossimo G8 alla
Maddalena e sono di fatto compartecipi delle scelte politiche di
gestione privatistica del territorio a livello locale e nazionale,
va detto con chiarezza che non basterà certo essere presenti
alla manifestazione di Vicenza per riabilitarsi come forze vicine
ai movimenti. Va detto con chiarezza che c’è bisogno
di atti concreti: uscire dal governo! uscire dalle giunte!
Per quanto ci riguarda non ci resta che perseguire nel mutuo rafforzamento
delle resistenze e spingere fino in fondo la critica alla politica
dei partiti ormai incapaci di rappresentare gli interessi ed i bisogni
sociali.
Area Antagonista Campana, Radioazioni.tk,
Laboratorio Occupato SKA, CSOA Officina 99, CSOA DAMM
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