I giovani dell' intifada a Napoli ( programma)

14 marzo 2003

LUNEDI 17 MARZO
ore 13.00: Conferenza Stampa Sala S.Chiara - Piazza del Gesù
ore 16.00: Assemblea con gli studenti universitari presso palazzo Corigliano (IUO)
ore 22.00: electronic music DJ Bush & DJ Osama, Palazzo Corigliano

MARTEDI 18 MARZO
ore 9.30 - Incontro con gli studenti delle scuole dell'area flegrea, Teatro
Piccolo (dopolavoro ferroviario, Campi Flegrei)
ore 22.00: Festa di solidarieta` col popolo palestinese al TNT occupato -
via Sedile di Porto

MERCOLEDI 19 MARZO
0re 9.30: Incontro con le scuole del centro storico, Convitto Nazionale - piazza Dante
ore 16.00 Guerra e salute: incontro con il Forum sociale per il diritto alla
salute e gli studenti e i docenti delle facolta` di medicina
, II Policlinico

GIOVEDI 20 MARZO
ore 9:30 workshops nelle scuole
ore 16.30: incontro con i movimenti napoletani, Santa Maria La Nova
ore 22.00: ad Officina 99 cena sociale e sound system "Against the
war" DJ Bush & DJ Sharon, special guest Saddam

VENERDI 21 MARZO
ore 9:30: Workshops con gruppi di studenti delle scuole medie superiori e
dell'universita`
- ore 9-13 Incontro al Centro Giovanile ASTERIX del Comune di Napoli sito in
S.Giovanni a Teduccio
- ore 17.00 Incontro al presidio contro l'inceneritore ad Acerra


SABATO 22 MARZO
Incontro al centro sociale di pignataro Maggiore
ore 16.00: Incontro con il movimento di lotta contro l'inceneritore di
Acerra
, presso il presidio stabile contro l'inceneritore

sono previsti incontri con le istituzioni locali


Il silenzio internazionale di opporsi alle violazioni israeliane o perlomeno
a denunciarle ha dato ad Israele un senso di immunità incoraggiandolo a
comportarsi come un paese al di sopra del diritto legale umanitario.
Dobbiamo considerare i diritti umani, la legge internazionale, le
risoluzioni delle Nazioni Unite come una base per compiere una pace globale
e giusta se le trascuriamo e non le applichiamo, ci condurranno ad un
maggiore bagno di sangue e a più violazioni dei diritti dei palestinesi.
Così noi come paese che vive sotto un regime di occupazione, discriminazione
razziale e apartheid abbiamo bisogno di voi per parlare.
La vita ci ha insegnato a cercare un punto di forza dentro di noi. E questa
forza ci ha insegnato a continuare a resistere nonostante la mancanza delle
più elementari norme umane per andare avanti.
Nonostante tutto crediamo e abbiamo fiducia nel futuro, nella nostra giusta
causa, nel nostro diritto a vivere.
Insegnamo ai nostri figli/e fratelli e sorelle che l'umiliazione e la
violenza non possono schiacciare lo spirito umano.
Siamo sicuri che voi sapete tutto questo e che il nostro popolo riceve la
sua forza dalla semplice comprensione che c'è una ingiusta oppressione
contro di esso.

Ripeto, abbiamo bisogno di voi soprattutto per far fronte a questo attacco
aggressivo, abbiamo bisogno della vostra solidarietà; abbiamo bisogno di voi
per parlare perché vi possiate rendere conto di come è duro spiegare la
verità agli altri; abbiamo bisogno di voi per lavorare insieme affinchè
possiamo sostituire il silenzio attraverso la verità.


Il mondo sta passando attraverso diverse contraddizioni con differenti
prospettive ed è difficile immaginarlo senza una proposta consapevole e un
progetto di civilizzazione umana.
Vogliamo discutere con voi per avere tutte le informazioni e i diversi punti
di vista necessari per combattere la supremazia e l'essere sottomessi ad un
unico polo.

La nostra causa costituisce una delle principali questioni nel periodo della
privatizzazione e della globalizzazione.
Qui emerge il ruolo della solidarietà; per collegare il movimento della
società civile al resto del mondo e sviluppare un progetto umano e ad una
convenzione etica che sostituisca quello attuale per far si che la
"globalizzazione" serva alla soddisfazione dei bisogni comuni e del
progresso sociale.

Le nostre ultime parole a voi sono che abbiamo bisogno di voi per essere
forti e continuare a combattere così che anche voi possiate continuare a
lottare, speriamo di rimanere in vita così che possiamo vedere i frutti dei
nostri sforzi collettivi per un mondo diverso.

Con questo vi proponiamo un incontro che sia il più possibile allargato a
tutte le realtà che in questi anni hanno appoggiato e sostenuto attivamente
la causa del popolo palestinese e in particolare un incontro che veda i
giovani delle future generazioni trovare un modello comune di costruzione di
un nuovo mondo.”

Di seguito il progetto che si propone per attuare questo scambio/incontro
con i ragazzi e le ragazze palestinesi e il resto del mondo.
Ci limiteremo a coinvolgere per il momento alcuni settori giovanili italiani
e europei attraverso le scuole superiori e le Università che hanno
intenzione di confrontarsi su diversi argomenti e attività di carattere
culturale, politico e sociale per avere un immediato riscontro delle diverse
idee che possono nascere da un confronto diretto.

Il meeting della nuova generazione ha lo scopo di discutere e decidere quali
possono essere le possibilità di movimento, di vita sociale e politica
quotidiana che ci troveremo di fronte nell'immediato futuro.

L'idea è una sorta di conferenza dei giovani che riesca a coinvolgere
ed unire diverse realtà della nuova generazione che oggi vivono a contatto
con conflitti di classe, di dominazione, di colonialismo e di occupazione.

Un incontro che si possa estendere anche a quella nuova generazione che
invece sta vivendo in paesi dove la normalizzazione è passata, e
apparentemente vige uno stato di diritto e di “democrazia”

Mettere a confronto queste due realtà affinché possano essere in grado di
trovare momenti di paragone validi per unificarne i percorsi.

Il meeting potrà essere partecipato da tutta la nuova generazione: uomini e
donne provenienti da diverse città europee quali: Francia, Svizzera, Spagna,
Italia, Inghilterra, Belgio, Germania e ancora da paesi del Medio Oriente,
dove in prima persona vivono l' occupazione militare o dittature di
questo tipo.

L'attacco che oggi viene portato avanti, e con il quale i paesi
occidentali si stanno facendo scudo per convincere l'opinione pubblica
a non organizzarsi, a non resistere e a non lasciare la strada del
capitalismo, sono le recenti leggi anti-terrorismo, appoggiate da tutti gli
stati compresi gli stati dell'Unione Europea, che hanno portato solo
alla criminalizzazione totale di molte organizzazioni che più delle altre
resistevano nelle aree di conflitto, in modo democratico e orientate verso
la costruzione di una società civile e laica in contrasto con ideologie di
stampo religioso o razzista.

Per il meeting europeo della nuova generazione si possono fare diverse
proposte di lavoro comune e di coordinamento tra le organizzazioni europe.
Queste proposte potrebbero essere condivise con le organizzazioni e i
movimenti che lavorano nel campo della solidarietà.


E' un dato di fatto che il popolo palestinese stia vivendo le peggiori
condizioni di tutto il mondo su tutti i livelli: politici, economici,
sociali, pedagogici e culturali, soprattutto le donne, i ragazzi e i
bambini, a causa delle condizioni imposte dall'esercito di occupazione.
I processi pedagogici e sociali sono stati influenzati dall'occupazione
soprattutto durante questi ultimi mesi.

Da novembre 2001 l'Unione dei giovani Palestinesi, ha attuato molti corsi e
workshops con i giovani di otto aree della Striscia di Gaza per rispondere
alla miseria che si è determinata dopo l'ultima rivolta di A-lAqsa,
specialmente a livello sociale, pedagogico e culturale per dare risposte a
queste problematiche ed avere un ruolo significativo nella società.

Il gruppo dell'Unione dei Giovani mette in evidenza la necessità di
affrontare e sviluppare attività culturali, sociali, psicologiche e
pedagogiche rivolte ai ragazzi/e, attività basate sull'espressione, la
ricreazione e la consulenza attraverso il teatro, la pittura, la letteratura
e il gioco, per ridurre gli effetti degli eventi traumatici ed essere
pronti ad avere a che fare con questi casi difficili.
L'Unione dei giovani palestinesi con la collaborazione di altri istituti ha
organizzato attività di formazione per riabilitare i ragazzi e le ragazze
che subiscono gli effetti e i traumi delle pratiche israeliane. In questo
contesto svolgono con essi attività attraverso l' espressione e la
conversazione per sviluppare una maggiore coscenza collettiva. I ragazzi/ e
infatti hanno la necessità di avere momenti di contatto, esperienze di
relazione per credere nelle loro capacità aumentando così la loro fiducia
nel prossimo.

Le attività culturali e di approfondimento storico saranno organizzate
durante l'anno scolastico nel mese di gennaio, permettendo così al gruppo
proveniente dalla Palestina di partecipare alla vita e ai processi di
formazione all'interno delle nostre istituzioni scolastiche e di
aggregazione giovanile presenti nel territorio italiano.

Il gruppo formato da 30 giovani parteciperà ad incontri, workshops, attività
culturali che gli daranno la possibilità di potersi confrontare con i
ragazzi e le ragazze delle scuole superiori, coetanei di un paese diverso
dove non si vivono le conseguenze di una occupazione militare.


RETE CAMPANA NOGLOBAL

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