FORUM PER IL DIRITTO ALLA SALUTE SUL CASO "GENET"

napoli 21 dicembre 2002

presentazione del forum per il diritto alla salute in audio su a_RADIO.it (sezione immigrazione)

Avremmo voluto pubblicizzare finalmente l'apertura del nuovo centro di Documentazione Sanitaria Internazionale nell'ospedale Ascalesi che dopo sei mesi d'incontri ed attività sta ottenendo un riconoscimento ufficiale: si tratta di un progetto sperimentale che organizza l'accoglienza e l'orientamento all'interno di una struttura ospedaliera per gli immigrati ed i cittadini italiani in difficoltà nei rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale, un'esperienza innovativa all'interno della sanità regionale che sta dando frutti concreti e sta sviluppando una partecipazione inaspettata.

Tuttavia un'ennesima tragedia umana ci costringe a denunciare la grave caduta d'attenzione verso fasce sociali disagiate, in un episodio con numerose zone d'ombra su cui sta indagando la procura : Venerdì 6 dicembre una ragazza di nazionalità somala, Hassan Kalif Hodan, è deceduta all'ospedale Assalesi, dopo essere rimasta molte ore nell'atrio del pronto soccorso ove si era recata per farsi medicare delle ferite al capo. E' assurdo morire in quel modo, ma a chi volete che interessi la giovane Genet?

Genet fu già uccisa nel '96 , quando fu vittima di una violenza bestiale da parte di "bravi ragazzi" di Sant'Antonio Abate che furono tutti assolti. Questo episodio le rovinò la vita è l'avvio verso la seconda e più definitiva morte.
A noi interessa denunciare, aldilà delle responsabilità dei singoli, il clima di distacco se non di aperta discriminazione che si respira in questo paese ai danni di chi è portatore di un disagio : anziani, senza fissa dimora, immigrati, tossicodipendenti, donne sole, disoccupati, vengono progressivamente espulsi dal diritto alla salute per indifferenza ma anche per mancanza di programmazione e di fondi.

Sarebbero necessari interventi mirati a creare siti d'accoglienza per i disadattati, case famiglia, aree dipartimentali per la dipendenza (alcool, droghe, psicofarmaci), centri mediazione culturale per immigrati, un'integrazione, del rapporto ospedale-sevizi sociali e territorio, ma tutto ciò significa investimenti.
Non è possibile che l'intervento nei settori del disagio venga lasciato alla buona volontà di qualche "samaritano"!
Questo paese che si permette il lusso di partecipare a tutte le guerre, non hai mai soldi per politiche efficaci di integrazione: la finanziaria del governo taglia ulteriormente la spesa sanitaria e coadiuvata dalla legge discriminatoria sull'immigrazione crea un cocktail esplosivo che nega i diritti ai residenti e stralcia invece l'assistenza agli immigrati irregolari o in attesa di permesso.

Il caso già denunciato dal forum di mancata emissione dei codici sanitari STP dell'ASL 3 di Afragola, i ripetuti rifiuti d'assistenza alle donne immigrate per problemi ostetrico-ginecologici dagli ospedali di zona e non ultima la morte di Genet descrivono poi la discriminazione di fatto che sta prendendo piede in alcuni settori sanitari.

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