ARRESTATI UN COORDINATORE DELL’INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT E UN GIORNALISTA ITALIANO

24 aprile 2003

Campo profughi Nur Shams

Tulkarem

Osama Qashoo, coordinatore dell’ISM, e Tommaso Besavi, giornalista italiano, sono stati arrestai ieri, martedi 22 aprile, verso le 19 ora locale(18 ora italiana), da soldati israeliani, mentre si trovavano nel campo profughi palestinese di Nur Shams. Alcune fonti riportano che l’esercito israeliano aveva circondato il campo, e stava trattendendo un gruppo di donne palestinesi e picchiando un ragazzo di 15 anni.

Sia Osama che Tommaso avevano macchine fotografiche, e stavano cercando di documentare gli abusi compiuti dall’esercito israeliano sui civili palestinesi, quando sono stati arrestati e poi fatti forzatamente salire su una jeep militare. Le macchine fotografiche costituiscono un pericolo per l’immagine dell’esercito israeliano, che ha fatto parecchi sforzi per limitare l’accesso dei giornalisti alle aree palestinesi, e per tenere lontani i volontari internazionali. Negli ultimi tempi l’intimidazione sia fisica che psicologica compiuta dall’esercito israeliano nei confronti degli internazionali e dei giornalisti è drammaticamente aumentata. Nell’ultimo mese Rachel Corrie, volontaria americana dell’ISM, è stata uccisa schiacciata da un bulldozer militare israeliano, Brian Avery, volontario americano dell’ISM, è stata colpito al volto da spari di arma da fuoco e dovrà sottoporsi a diverse operazioni di ricostruzione facciale, Tom Hurndall, volontario inglese dell’ISM, è stato colpito da uno sparo alla testa ed è tutt’ora tenuto artificialmente in vita, e il giornalista palestinese Nazih Darawzeh è stato ucciso da uno sparo alla testa. Rachel, Brain, Tom e Nazih erano chiaramente identificabili come civili non pericolosi, non violenti e disarmati.

Tommaso e Osama sono attualmente detenuti nella stazione di polizia della colonia illegale di Ariel. Per Tommaso c’è la minaccia di espulsione, mentre per Osama, palestinese, c’è il pericolo di abusi, di arresto a lungo termine e forse anche di torture.

Chiediamo il vostro aiuto per far pressione sulle autorità israeliane, affinchè rilascino sia Tommaso che Osama. Chiamate la stazione di polizia di Ariel per protestare contro questa violenza nei confronti di osservatori dei diritti umani e giornalisti e per chiedere il loro incondizionato rilascio.


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