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29 gennaio 2003
Retenoglobal
Ancora una volta la strategia di delegittimazione del movimento
No Global
che in questo paese si sta opponendo al governo Berlusconi ed alle
politiche di guerra e precarietà del capitalismo globalizzato
passa
attraverso l'uso strumentale dei mezzi di comunicazione. La lacerazione
istituzionale provocata dal movimento Noglobal continuana ad allargarsi:
la
Cassazione pochi giorni fa ha ammesso che alla caserma Raniero sono
stati
violati i diritti civili e perpetrate violenze individuali. Il ministro
Castelli minaccia azioni disciplinari verso i magistrati che stanno
seguendo
le inchieste contro i poliziotti. Non poteva mancare in ultima la
voce della
Questura di Napoli che nel gioco dei pesi mediatici pensa bene di
"lanciare" la notizia della proroga delle indagini preliminari
per 13
attivisti della Retenoglobal riguardo ai fatti del Marzo 2001, prima
ancora che gli indagati ne fossero a conoscenza.
La Rete NOGLOBAL afferma ancora una volta e con forza che quel 17
marzo
furono sospesi i diritti minimi della persona, costituzionalmente
garantiti, che le centinaia di testimonianze spontaneamente portate
al
Laboratorio Occupato Ska, poi pubblicate sul libro biando "zona
rossa",
rappresentano l'unica verità, perché spontanea, immediata
ed epurata da
politicismi di sorta. Sappiamo che questa città ha subito
il 17 marzo 2001
un terribile momento di repressione e ha espresso nel contempo un
grande
momento di lotta che si sommerà alla lunga memoria di resistenza
che
storicamente gli appartiene. Rimandiamo quindi al mittente qualsiasi
accusa,
e ribadiamo che quando i diritti fondamentali vengono calpestati,
quando si
passa drasticamente da una democrazia apparente ad una dittatura
manifesta
come avvenne quel giorno in piazza Municipio, ribellarsi è
naturale!
Ricordiamo inoltre che la questura di Napoli non lasciò vie
di fuga e quando
il corteo iniziò a defluire trovò via Marina chiusa
dai blindati e un
cordone delle forze dell'ordine che chiudeva tutta la piazza da
tutti i
lati, mentre centinaia tra carabinieri, poliziotti e finanzieri
procedevano
al massacro con indiscriminate cariche e gratuiti pestaggi, ai danni
per lo
più di persone inermi.
Ribadiamo perciò il diritto all'autodifesa spontaneamente
praticato da
centinaia di persone in quei terribili minuti, di fronte a uomini
armati ed
equipaggiati di tutto punto che come sosterranno perfino ufficiali
lì
presenti, avevano completamente perso il controllo della situazione;
siamo
sicuri che senza quella reazione, alle centinaia di feriti accertati
se ne
sarebbero aggiunti molti altri e ci sarebbe "scappato"
anche il morto come
succederà poi a Genova.
Dopo gli arresti della procura di Cosenza e Genova, che ancora vedono
assurdamente detenuti 5 compagni, il lavoro sporco di criminalizzare
il
movimento procede a suon di dichiarazioni ed intimidazioni da parte
di
questo Governo gia delegittimato dalle grandi mobilitazioni di massa.
Ultime in ordine di tempo, quelle contenute nel rapporto del ministro
degli
degli Interni, on. Beppe Pisanu, alla Camera sul tema "terrorismo
interno ed
internazionale", riguardo a quella che definisce "una
vasta area di
illegalità politica diffusa", individuabile in alcune
componenti del
movimento che vanno dai disobbedienti, al laboratorio Occupato SKA,
passando
per il Centro Sociale Askatasuna.
L'obbiettivo delle destre è dividere il movimento, sfiancarne
i militanti,
terrorizzarne i partecipanti, e soprattutto delegittimarne i contenuti
in
attesa magari di un riflusso che permetta di spingere più
a fondo l'opera
repressiva.
Non riusciranno a stravolgere la verità, a confondere le
vittime con i
carnefici, a riscrivere la storia nelle aule dei tribunali. Ci continueremo
ad opporre alla precarietà ed alla disoccupazione, saremo
impegnati per
estendere diritti, reddito/salario, ma soprattutto siamo pronti
a
mobilitarci in massa contro la nuova guerra del petrolio e la prossima
aggressione all'Irak. Siamo convinti che saremo insieme a milioni
di uomini
e donne in Italia e nel mondo per fermare in tutti i modi la barbarie
che
avanza.
Abbiamo il legittimo sospetto che il Governo oltre che dei procedimenti
penali contro Berlusconi e la sua banda, abbia paura proprio di
questo,
della formidabile opposizione che si sta costruendo e di rimanere
da solo a
volere la guerra!!!
TUTTI A ROMA IL 15 FEBBRAIO PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO
LA GUERRA
SENZA SE E SENZA MA, CON O SENZA L'ONU
NON UN SOLDO, NON UN SOLDATO, NON UNA BASE PER LA GUERRA DEI POTENTI
RIBELIAMOCI!!!
LIBERI TUTTI E TUTTE
RETENOGLOBAL
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