Cronache dal Medioriente : Aggiornamenti
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07 aprile 2002

M.O.: SHARON, PER ISRAELE BATTAGLIA DECISIVA
Gerusalemme, 7 apr. Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, Shaul Mofaz, ha assicurato che l'offensiva "andra' avanti ancora per otto settimane". Una conferma indiretta e' arrivata dal ministro della Difesa, Benyamin Ben Eliezer: ai suoi colleghi ha spiegato che, sebbene il richiamo di Bush renda inevitabile accorciare i tempi, l'azione israeliana non si fermera' fino a quando non sara' raggiunto l'obbiettivo di "sradicare il terrorismo".
La decisione di 'disobbedire' a Washington coincide con l'ormai certo ingresso nel governo del Partito nazionale religioso, Mafdal. Sharon ha convocato per domani mattina la Knesset a cui comunichera' la nuova alleanza con la formazione ultranazionalista che puo' contare su 5 dei 120 seggi del parlamento israeliano. Ed e' possibile che tornino nella maggioranza anche i sette deputati del Fronte di unita' nazionale usciti alcune settimane fa dalla coalizione in polemica con la decisione del premier di trattare una tregua con il presidente palestinese Yasser Arafat. L'ulteriore spostamento a destra di quello che nacque come un 'governo di unita' nazionale' potrebbe pero' spingere i laburisti a uscire dall'esecutivo.
agi

maggiori dettagli da al-azza

In questo momento ad Al Azza stanno bombardando e sparando sulla popolazione civile.

A Beit Sahour e Doha la polizia e l'esercito israeliani stanno compiendo rastrellamenti e arrresti di massa. Jeep della polizia si aggirano per la zona, annunciando, con i megafoni, che spareranno a chiunque verra'visto aggirarsi per le strade.

A Betlemme, probabilmente in risposta all'organizzazione della manifestazione religiosa prevista per oggi, l'esercito ha dato il coprifuoco totale. Abbiamo parlato con il comandante ufficiale del distretto militare di Betlemme che ci ha detto che non rispondera' dei suoi uomini.

Solo nella mattina di oggi ci sono stati circa 250 arresti.
www.indymedia.org by imc italia a betlemme

Mofaz: 200 morti e 1550 feriti dall'inizio dell'operazione "Scudo Difensivo"
TEL AVIV, 7 APR - Circa duecento palestinesi sono rimasti uccisi in combattimento durante l'Operazione Muraglia di difesa. Lo ha detto il capo di stato maggiore, generale Shaul
Mofaz, durante la odierna seduta del governo israeliano.
Mofaz ha calcolato che circa 1.500 palestinesi siano rimasti feriti.
Per raggiungere gli obiettivi prefissati, ha aggiunto, le forze armate israeliane necessitano ancora di otto settimane.
ansa

06 aprile 2002

intervista con Ziad Ajasih del Raze hospital a Jenin
"JENIN ore 19.40 - La situazione nel campo profughi è disastrosa da 48 ore non permettono alle ambulanze di entrare. Sono cinque giorni che stanno bombardando. Tanti chiamano in ospedale e chiedono aiuto. Ci sono morti per strada. La croce rossa non può fare niente. Le ambulanze non possono uscire e non possono entrare. Sparano sulle ambulanze, sparano sulle persone che tentano di soccorrere i feriti. C'è gente che chiama e dice "Aiuto sto morendo." E noi non possiamo fare niente.
Avevamo un ferito a 4-5 metri dall'entrata dell'ospedale, abbiamo mandato fuori due infermiere, che essendo donne non rappresentano un pericolo per l'esercito. Il militare ha gridato: "Entrate dentro o sparo!". Ci hanno dato il permesso di aiutarlo dopo 4 ore e lo abbiamo trovato morto.
Gli infermieri piangono. Non è mai successo nella storia. Telefonano all'ospedale e ci dicono che ci sono decine e decine di morti per le strade. Siamo tutti essere umani, israeliani, italiani, palestinesi.
Perché il mondo non ci tratta come essere umani? Gli israeliani sparano con gli elicotteri e con i carri armati.
Ci dicono che siamo terroristi.
Ieri hanno sparato ai serbatoi di benzina.
Non abbiamo acqua e benzina per far funzionare i generatori per usare le macchine.
Non so se potremo fare qualcosa per i feriti, perché non abbiamo niente, né da mangiare né da bere.
La città è distrutta. Il campo è una cosa terribile. Giorno e notte bombardano.
Dicono che hanno distrutto molte case con la gente dentro. E' terribile. Il mondo lascia che questa cosa succeda senza fare niente.
Non ci sono giornalisti. E' importante che ci sia la presenza degli italiani perché proteggono le presone.
Se c'è un soldato israeliano ferito vicino all'ospedale io lo aiuto. Perché è un essere umano come me, allora perché non si può aiutare una persona che sta morendo a 4 o 5 metri dall'ospedale?
Questa non è umanità. Questa non è politica.
Grazie al popolo italiano che ci aiuta in nome dell'umanità."
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Tel Aviv Comunicato - BUND Partito Socialista Ebraico
Basta con il Governo Sharon e basta con il terrorismo (palestinese e israeliano) 'Come segretario nazionale dei giovani del BUND - Partito Socialista Ebraico vi comunico che sono contro il governo Sharon. Non è il Popolo Ebraico ad attaccare Arafat, ma Sharon.'
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Betlemme Militari israeliani bussano alla porta di IMC palestina
ore 23.52 Betlemme Militari israeliani bussano alla porta di IMC palestina. Ormai da mezz'ora due carriarmati e un bulldozer stanno tenendo soto tiro gli uffici di imc palestina a Betlemme. All'interno si trovano sette mediattivisti che da una settimana aggiornano il sito in condizioni quasi disperate. I soldati hanno bussato alla porta piu' volte ma nessuno ha risposto alla "chiamata". Esperienze precedenti insegnano che in questi casi chi apre la porta riceve direttamente la prima raffica di mitragliatrice. Nello stesso edificio ha sede Betlemme tv, l'unica televisione indipendente della zona, seguitissima dal pubblico locale. Dai rumori provenienti da quella direzione gli attivisti pensano che sia in atto un raid all'interno degli studi. Fortunatamente nessuno frequenta quegli uffici da qualche giorno. Al momento gli attivisti sono immobili per evitare rumori che possano insospettire i militari. Colpi di mitragliatrice hanno colpito i serbatoi dell'acqua che si trovano sul tetto dell'edificio dissipando le gia' ridotte riserve d'acqua.
Per info e aggiornamenti poteet chiamare Bilal negli uffici dell' AIC a Betlemme: 0097252814992
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Manifestazione Tel Aviv: 20.000 persone
Tel Aviv ore 22.00
E' finita pacificamente, davanti al ministero degli esteri di Sharon,
la manifestazione a Tel Aviv. Piu' di 20.000 le persone presenti alla
piu' grande manifestazione in Israele degli ultimi 18 mesi
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MO: JENIN;TESTIMONE,HO VISTO DEMOLIRE CASE CON CIVILI DENTRO
GERUSALEMME, 6 APR - ''I bulldozer dell'esercito israeliano si sono avvicinati alle entrate Est e Ovest del campo profughi, i soldati hanno intimato ai civili di uscire dalle prime case ma nonostante in molti si siano rifiutati, quelli hanno ugualmente dato ordine di radere al suolo gli edifici'': lo racconta all'Ansa Adnan Al Sabah, scrittore palestinese di 47 anni, direttore del centro stampa del campo profughi di Jenin dove oggi, secondo fonti mediche, numerosi civili sono stati sepolti vivi nelle case rase al suolo dalle ruspe dell'esercito.
Al Sabah, raggiunto telefonicamente nel campo profughi che e' tuttora inaccessibile per i giornalisti, racconta di essere stato testimone dell'accaduto. ''Sono arrivati nella tarda mattinata - dice - evidentemente i soldati volevano aprire un varco per consentire l'avanzata dei carri armati che le case invece impediscono. Con il megafono hanno urlato ai civili che si trovavano all'interno di uscire con le mani alzate: chi lo ha fatto e''stato ammanettato e portato via, gli altri sono stati sepolti vivi''.
Al Sabah sostiene che la demolizione delle case ha provocato ''molti morti e feriti'' ma dice di non essere in grado di fornire cifre esatte, anche perche' i soldati ''hanno isolato la zona, impedendo persino alle ambulanze di avvicinarsi''.
Nader Rashid, medico presso l'ospedale di Jenin, intervistato dalla televisione del Qatar Al Jazira, ha detto che i carri armati ''hanno circondato l'ospedale, impediscono a chiunque di entrare o uscire, e bloccano anche i mezzi di soccorso''.
Rashid ha confermato che ''molti civili sono rimasti uccisi nella demolizione delle loro case'', e ha detto di continuare a ricevere, ma di non poterle soddisfare, ''centinaia di richieste di soccorso dal campo profughi di Jenin dove i combattimenti stanno continuando a provocare vittime''.
ansa

BETLEMME, SPARI CONTRO PADRE FALTAS, CUSTODE DELLA NATIVITA'
Un soldato israeliano ha sparato contro Ibrahim Faltas, il frate francescano custode della Basilica della Nativita' di Betlemme, mentre apriva la finestra della sua cella. Lo rende noto la Fides, l'agenzia religiosa, che cita il portavoce della Custodia di Terrasanta, padre Davit Jaeger.
Padre Faltas, che non e' stato colpito, si trovava nel convento annesso alla basilica della Nativita'. "Pochi centimetri - ha detto il religioso all'agenzia missionari Misna - e mi avrebbero ucciso". Secondo padre Jaeger si tratta di un "fatto gravissimo che genera seri dubbi sull'attendibilita' delle promesse israeliane di non attaccare il convento e la chiesa".
agi

05 aprile 2002

RAMALLAH ore 17.00 - Finalmente tutta la delegazione è passata al checkpoint.
Silvia Foffano "Hanno riaperto il check point, hanno deciso di fare una via preferenziale per gli stranieri. La delegazione che era rimasta bloccata era formata da circa una trentina di persone, anche la stampa era stata bloccata. Controllano tutte le borse e i passaporti, i palestinesi sono ancora fermi, mentre noi stiamo defluendo abbastanza rapidamente. Stanno uscendo i furgoni dell'ONU. Stiamo mostrando i passaporti. Loro bloccano tassativamente le persone. Speriamo di passare tutti un po' alla volta, ci sono moltissime famiglie che stanno proprio scappando da Ramallah a giudicare dalle borse.
Un po' alla volta stanno passando tutti i nostri compagni.
Quando eravamo nel parcheggio di ghiaia ad attendere che riaprissero il check point abbiamo sentito varie raffiche di fucile e di mitraglia. Fanno entrare solo i residenti.
Il check point è una vera e propria prigione all'aperto."
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Ramallah ore 18.30
I palestinesi ''non si aspettano nulla dagli americani'', ha detto all'Ansa Yasser Abed Rabbo, ministro dell'informazione e consigliere di Yasser Arafat. ''Gli americani fanno solo dei giochetti - ha aggiunto -.
Con l'invio del segretario di stato Colin Powell hanno dato una settimana di tempo in piu' agli israeliani''. Pungenti sono state anche le considerazioni del negoziatore capo Saeb Erikat a proposito delle accuse mosse da Bush ad Arafat, responsabile - secondo il presidente Usa - di non aver mantenuto i suo impegni per la lotta alle organizzazioni terroristiche palestinesi :''Sono critiche ingiustificate e inaccettabili'', ha protestato Erikat.
Da parte sua, l'ANP, in un comunicato ufficiale diffuso stamane, ha sorvolato sulle accuse rivolte da Bush ad ad Arafat e ha scelto invece di riaffermare la propria ''piena disponibilità'' a favorire l' attuazione dei Piani Tenet e Mitchell per un cessate il fuoco e la ripresa del negoziato di pace israelo-palestinese.
''Cosa altro potevamo fare? Le parole di Bush ci hanno fatto irritare, ma almeno hanno riaperto uno spiraglio dopo una settimana di attacchi incessanti dell'esercito israeliano rivolti proprio contro la persona di Arafat'', afferma un funzionario dell'ANP.
''In verita' - ha aggiunto - sospettiamo che gli Usa stiano semplicemente reggendo il gioco a Israele, che punta a far uscire di scena, in qualsiasi modo, il presidente Arafat e a favorire la nascita di una leadership palestinese alternativa."
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Milano ore 15.50
Non tutti gli internazionali se ne sono andati da Deheishe: 6 persone sono rimaste, per scelta, nel campo. Lo riferisce Fabio, del comitato di appoggio all' Intifada, uno dei 31 attivisti italiani appena rientrati a Gerusalemme da Deheishe. ''Nel campo ora sono rimaste sei persone - racconta al telefono Fabio - due ragazzi di Milano, tre toscani e un americano''. Tra i ragazzi che hanno scelto di non lasciare Deheishe, alcuni attivisti di Indymedia, rimasti, nonostante le difficolta' di utilizzare Internet, per documentare la situazione. Altri, riferisce ancora Fabio, hanno preferito non abbandonare la gente del campo al proprio destino, nonostante gli stessi palestinesi li avessero invitati ad andarsene per la gravita' della situazione. Fabio, tornato a Gerusalemme con il convoglio consolare, racconta che sulla via del ritorno, ''gli israeliani ci hanno sparato addosso, sulle macchine blindate''. I 31 italiani rientrati a Gerusalemme, rimasti chiusi per tre giorni nel centro Ibdaa, ora stanno valutando se raggiungere altri campi profughi.
ansa

RAMALLAH ore 14:55
Silvia Foffano "Siamo al check point di Kalandya. e siamo in coda con tutti i palestinesi. Se non ci lasciassero passare faremo una via alternativa, questa è la situazione per il momento."
www.sherwood.it

Fuoco israeliano sulla carovana di internazionali a deheishe
Veniamo svegliati di mattina presto.... Il console ha chiamato, vengono a prendervi le macchine del consolato... "ma le condizioni? vengono senza carri armati e con le ambulanze vero? altrimenti col cazzo che ce ne andiamo.... Almeno questo lo dobbiamo ai palestinesi... "
Confusione
Ci ritroviamo un po' qui un po' li', ribadendo che vogliamo andare via solo se questo ha un senso anche per i palestinesi, se haun sesno di pressione.
Arriva la notizia che non c'e' piu' il corpifuoco... "che cosa ci facciamo venire a prendere a fare? andiamo no?"
Sempre piu' confusione.
Sono le undici e mezzo.
Si sente arrivare altri tank, per l'ennesima volta. Esplodono decine e decine di raffiche, colpi di tutto. Spazzano completamente la strada dove fino a qualche minuto prima tutti noi camminavamo, parlavamo, giocavamo con i bambini del campo.
Appena ci azzardiamo a rimettere il naso fuori, vediamo transitare le 14 macchine blindate del corpo diplomatico.
"Bastardi, sono venuti con i carri, gli hanno fato aprire la strada agli israeliani..."
Rabbia.
Poi non ci sono carri intorno, e iniziamo a parlamentare con i diplomatici per includere una ambulanza nella carovana.
C'e' molta confusione.
Io e gkd decidiamo di rimanere... abbiamo un lavoro da finire con indymedia palestina. La situazione sembra essere piu' rilassata, sembrano esserci dei momenti in cui il coprifuoco e' meno intenso, e pensiamo di potercela fare ad uscire un apio di giorni dopo.
Altri sono in difficolta'... Non vogliono abbandonare i palestinesi...
Non cosi'... Vogliono sapere da loro che stanno facendo la cosa giusta, nonostante la paura, nonostante i dubbi le difficolta'.
Alla fine anche per gli abitanti del campo e' difficile ospitare tanti di noi... Si tolgono il pane di bocca per noi...
Saluti, lacriime, mai visto un momento cosi' teso.
Alla fine decidiamo che restano solo pochissime persone. Una persona che deve lavorare con una cooperativa nei campi. Una ragazza che sta sudiando arabo. Due compagni il cui biglietto dura ancora qualche settimana. UN paio di indyani.
Le ultime due persone stanno per salire sulle jeep. Iniziamo a sentire spari, sia da tank comparsi dalle strad laterali che dai cecchini.
Le pallottole ci fischiano tutti intorno. Le ultime persone che stavano salendo e quelli che avevano deciso di restare corrono dentro Ibdaa. Gli altri nelle macchine. Dieci minuti di fuoco israeliano.
A denti stretti: "bastardi. stanno sparando cosi' possono mettere i carri armati davanti e dietro la delegazione e far passare l'esercito israeliano come i fottuti salvatori degli internazionali. Bastardi
infami."
Le macchine se ne vanno. Rimangono 7 italiani e 2 americani.
Rimaniamo per cinque minuti a pensare.
k. corre dentro e ci chiede se vogliamo andare all'AIC adesso. Ci salutiamo con gli altri, e ci risentiremo a breve, dato che dovremo muoverci insieme comunque.
Io gkd kev montiamo insieme a k e altri due palestinesi su una jeep della televisione di betlemme e ci catapultiamo nel posto per cui siamo rimasti.
IMC palestina.
Due giorni per fare fare quello che dobbiamo fare. Poi rientreremo.
Mi sento libero e sollevato. Sto facendo la cosa giusta. L'adrenalina scende lentamente sorseggiando un te caldo.
www.italy.indymedia.org by blicero

9 morti alla chiesa della natività
5 aprile, 03.10: nell'ultima mezzora ci sono stati 9 martiri alla chiesa della Natività. Questa testimonianza è stata confermata da fonti palestinesi all'interno della chiesa. I cinque uomini sono stati colpiti da proiettili sparati attraverso la breccia nella porta posteriore(aperta ieri dall'esercito israeliano) e attraverso le finestre rotte.
www.italy.indymedia.org by IMC Jerusalem

TEL AVIV - razzi israeliani su Hebron

TEL AVIV - Elicotteri israeliani hanno sparato due razzi contro un veicolo nella citta' autonoma palestinese di Hebron, cittadina da dove sono stati ritirati piu' della meta' degli osservatori della forza di presenza internazionale (Tiph); ne fanno parte anche 19 italiani (17 carabinieri e 2 infermiere della Cri). Il superiore generale dei francescani, padre Giacomo Bini, ha intanto confermato che ieri l'esercito israeliano ha sfondato la porta della Basilica della Nativita' a Betlemme.
ansa


Sospeso temporaneamente il coprifuoco a Betlemme e Ramallah

TEL AVIV - E' stato sospeso temporaneamente il coprifuoco a Betlemme e Ramallah. Lo hanno reso noto fonti ufficiali israeliane, chiarendo che il provvedimento varra' dalle ore 13:00 alle 17:00 locali per Betlemme, mentre avra' una durata di tre ore per Ramallah.
ansa

04 aprile 2002

COMUNICATO STAMPA DAL RAMALLAH HOSPITAL

Da Ramallah hospital territori palestinesi settimo giorno di occupazione militare.
Apprendiamo in questo momento della ignobile e violenta espulsione operata dalle autorità ai danni di due delegazioni di parlamentari, dirigenti, attivisti di associazioni, sindacati e movimenti italiani giunti a Tel Aviv alle prime ore del mattino.

Esprimiamo a tutti la più forte solidarietà. Picchiati, minacciati, insultati dalla polizia di Israele che senza alcuna motivazione ha espulso con la forza cittadini e autorità istituzionali.
L’obiettivo del governo Sharon è quello di impedire al mondo di vedere ciò che i suoi soldati e i suoi carri armati stanno facendo alla popolazione civile palestinese.
E’ tentare di compiere crimini di guerra efferati a danno di centinaia di migliaia di persone senza che vi siano testimoni. Noi che abbiamo scelto di disobbedire a questa logica, scegliendo di violare volontariamente gli accerchiamenti militari e di prestare il nostro aiuto a donne, bambini, uomini, feriti, terrorizzati, umiliati, affamati, continueremo a gridare l’orrore che abbiamo impresso nei nostri occhi, che vediamo da qui questa guerra contro i civili.
Siamo qui per chiedere con forza che tutto il mondo, che gli organismi internazionali blocchino questo massacro. Le violazioni dei diritti umani sono sistematiche, scientifiche e il terrore verso la popolazione civile è il metodo scelto da Sharon.
Chiediamo che esponenti del governo italiano disobbediscano ai check point e giungano all’interno dei territori.
Chiediamo che il governo italiano rompa ogni relazione diplomatica contro i torturatori del governo israeliano.
Chiediamo che i cittadini israeliani democratici si ribellino ai voleri di un governo barbaro e di guerra per riconquistare democrazia e dignità nel proprio paese.
Chiediamo che sia messa in salvo la popolazione civile palestinese e che vengano fatte applicare le risoluzioni dell’Onu che tutelano la ANP e il suo presidente Arafat ancora assediato dai carri armati a Ramallah.
A questo serve la nostra presenza qui. Per continuare a denunciare ciò che gli israeliani vorrebbero nascondere, dei crimini contro l’umanità.
Ramallah, terra di Palestina occupata.
Disobbedienti e pacifisti di Action for Peace
da www.sherwood.it


RAMALLAH ore 13.00
I parlamentari italiani che stanno disobbedendo al governo israeliano, Claudio Fava, Famiano Crucianelli, Roberta Pinotti, Andrea Fumagalli (Democratici di Sinistra) e Luca Marcora (Margherita), il fotografo Tano D'Amico, e Gabriel Bertinetto corrispondente dell'Unità sono giunti dopo un tortuoso tragitto nell'ospedale di Ramallah con una scorta di viveri e beni di prima necessità per sostenere gli attivisti che da giorni sono presenti all'interno, e continuare la staffetta internazionale a protezione e garanzia della tutela dei diritti della popolazione palestinese.
Questa notte è stata anche tagliata l'acqua all'ospedale, ennesimo sfregio ad una città in macerie.
da www.sherwood.it

4.4.2002 7.30 - Gerusalemme
Tutti gli attivisti e i parlamentari che erano arrivati questa notte a Tel Aviv sono stati espulsi e immediatamente rimandati in Italia. Alcuni di loro sono stati violentemente malmenati mentre cercavano di trattare l'entrata in Israele. Arriveranno alle ore 10.30 a Fiumicino insieme ai compagni che dovevano già tornare oggi. Invitiamo tutti quelli che possono ad andare all'aeroporto ad accoglierli. L'appuntamento è per tutti alle ore 9.00 alla stazione ostiense. Alle ore 12.00 è prevista una conferenza stampa in aeroporto.
da www.altremappe.org


MO: RESPINTA AD AEROPORTO TEL AVIV DELEGAZIONE PACIFISTA

ROMA, 4 APR - Il senatore dei Comunisti Italiani Gianfranco Pagliarulo, che fa parte della delegazione giunta a Tel Aviv. ha reso noto con una telefonata all' Ansa di Roma che
un funzionario dei servizi di sicurezza ha comunicato poco fa che tutti i componenti della delegazione, compresi tre parlamentari, dovranno rientrare in Italia ''con le buone o con le cattive'' a bordo del primo aereo in partenza per Roma.
L' espulsione e' stata notificata anche ai senatori Verdi Francesco Martone e Luana Zanella, al momento trattenuti in una sala dello scalo 'Ben Gurion'.
''Si tratta di un fatto gravissimo - ha aggiuto il sen. Pagliarulo - Non mi risulta che l' Italia abbia mai espulso cittadini israeliani. E' un atto di inimicizia contro il nostro Paese''.
ANSA


ESPULSA DELEGAZIONE ITALIANA

La delegazione di una quarantina di parlamentari, sindacalisti, intellettuali, persone della società civile che era partita mercoledì sera per la Palestina, per fare da staffetta con i membri di Action for Peace che stanno tornando in Italia, è stata espulsa da Israele appena messo piede a Tel Aviv. Nessuna spiegazione è stata data del provvedimento, che non ha precedenti, e avviene proprio mentre la Unione europea ha deciso di inviare il ministro degli esteri spagnolo (la Spagna ha la presidenza di turno della Ue) e il "ministro degli esteri" europeo, Solana, ad incontrare sia Sharon che Arafat.
Le forze di polizia israeliane si sono comportate con brutalità. La delegazione ha cercato di fare resistenza passiva, sedendosi per terra nell'aeroporto, ma Luciana Castellina, ex parlamentare europea, e Claudio Sabattini, segretario generale della Fiom, sono stati trascinati via con la forza, mentre Vittorio Agnoletto è stato portato in una stanza e, come ha poi raccontato, "massacrato con pugni e calci". Anche Marco Revelli è stato malmenato. Il senatore verde Francesco Martone e la deputata verde Luana Zanella sono stati trattenuti. La delegazione, della quale fa parte tra gli altri la redattrice di Carta Anna Pizzo è stata imbarcata sull'aereo Olympic, con scalo ad Atene, con il quale tornano anche molti di Action for Peace arrivati in Israele una settimana fa. La delegazione ha cercato in ogni modo di ritardare la partenza dell'aereo.
da Carta


Chiuso in una stanza e pestato dagli israeliani. Cosi' Vittorio Agnoletto, leader del Social Forum, racconta il suo arrivo a Tel Aviv, dove avrebbe dovuto partecipare insieme a sindacalisti ed esponendti delle Ong a una serie di manifestazioni di protesta non violenta contro l'occupazione israeliana della Cisgiordania. "Non appena mi hanno individuato come responsabile del gruppo - dice Agnoletto, contattato telefonicamente dall'Agi - mi hanno portato in una stanza e mi hanno dato un sacco di botte. Ho la faccia piena di lividi". Subito dopo al gruppo, di cui fanno parte anche alcuni medici greci, e' stata notificata l'ordinanza di espulsione, ma Agnoletto e gli altri hanno inscenato una protesta a bordo dell'aereo sul quale sono stati imbarcati: si sono seduti sul pavimento, l'uno sotto braccio all'altro, e rifiutano di prendere posto. "Abbiamo chiesto di parlare con l'ambasciatore italiano e con quello greco" conclude il leader del Social Forum.
Lancio AGI


4.4.2002 ore 7.00 Gerusalemme - Il governo israeliano non permettera' alla delegazione dell'Unione Europea composta dal ministro degli Esteri spagnolo, Josep Pique', e dal capo della diplomazia di Bruxelles, Javier Solana, di incontrare Yasser Arafat. Lo ha annunciato il ministro dell'Interrno israeliano, Eli Ishai, in un'intervista a Radio Israele. A nessun capo di stato straniero, ha aggiunto Ishai, sara' permesso di incontrare il leader palestinese.
(AGI/EFE)

03 aprile 2002

CORRISPONDENZA DA GERUSALEMME EST

Per ragioni di pigrizia e di condizioni meteorologiche ieri ci e` stato impossibile inviare l`aggiornamento.
Ieri mentre una sostanziosa parte degli attivisti italiani a Ramallah riusciva ad uscire dalla citta1 assediata grazie all`aiuto dei palestinesi, parte della delegazione italiana si e` recata dapprima al consolato spagnolo a Jerusalemme, per fare pressione sul governo spagnolo, presidente di turno del Ue per l`invio di osservatori internazionali e parlamentari a difesa del popolo palestinese.

Una delegazione mista e` stata ricevuta dal console spagnolo. Il resto della delegazione si e` recata ad Haifa, ad una manifestazione di fronte al carcere in cui sono rinchiusi i riservisti che hanno disobbedito a Sharon ed hanno deciso di non partecipare alla guerra. Per questo motivo in 370 sono in galera. L`atmosfera ad Haifa era un po` surreale per noi abituati a stare da 6 giorni tra carri armati, esercito e raffiche di mitra.

Sembrava quasi che ad Haifa la guerra non sia mai arrivata. Grande la partecipazione delle associazioni pacifiste israeliane, nonostante la presenza di tre provocatori dell`estrema destra allontanati dal corteo e protetti da alcuni polizziotti. Al ritorno a Jerusalemme si e` atteso l`arrivo di tutti quelli che rischiando la propria vita per il popolo
palestinese sono entrati e usciti da Ramallah. Tutt`ora sono numerosi gli attivisti presenti nell`ospedale di Ramallah. 21 parlamentari greci sono arrivati oggi a Jerusalemme per andare a Ramallah. Si attende ancora la delegazione italiana, nonostante la presenza qui di Graziella Mascia, Luisa Morgantini del Prc e Matteo Bulgarelli dei Verdi, c`e` bisogno di altri parlamentari per una sorta di staffetta e per fare arrivare convogli di medicinali e cibo a Ramallah.

Nella serata di ieri si sono tenuti alcuni incontri con gruppi politici palestinesi tra l`Ambassador e il Knight Palace, alberghi in cui c`e` parte della delegazione italiana.
Stamane ci si sveglia presto. E come al solito....piove!!! Chi e` che ha detto che in Medioriente faceva caldo?
Tutti insieme ci si dirige verso il check point di Ram in prossimita` di Ramallah per una delle piu` grandi manifestazioni per la palestina tenutesi dalla prima Intifada.
In circa 3000 tra delegazioni straniere italiane, belghe,francesi, greche, associazioni pacifiste israeliane, lavoratori palestinesi , associazioni palestinesi si sono recati in corteo per permettere l`accesso a Ramallah ad un convoglio di cibo e medicinali.
La risposta dell`esercito israeliano e` stata tremenda. 3 cariche violentissime con l`ausilio di bombe sonore e lacrimogeni urticanti hanno respinto il combattivo corteo che ha tenuto testa alle cariche per piu`di due ore. Alla fine con un violento attacco di bombe sonore il corteo e` stato disperso verso il parcheggio dei bus delle delegazioni straniere di Action For Peace. Il bilancio e` di 3 palestinesi fermati e numerosissimi feriti, tra cui uno grave, palestinese che ha perso un dito per l`esplosione di una bomba sonora. Numerosi gli handicappati caricati dalla polizia e feriti. Il soccorso rapido si e` ottenuto grazie alle delegazioni europe e di attivisti e grazie alla popolazione araba del luogo che ha offerto ospitalita` nelle proprie case.
Si e` dunque ritornati all`Ambassador per preparare la partenza finale del grosso della carovana italiana che partira` tra stanotte e domani.
La situazione che lasciamo e` tremenda. Il compito che noi abbiamo e`quello, con la guerra nel cuore, di portare agli occhi di tutti nel nostro paese questa guerra. Quella che abbiamo visto qui e` pulizia etnica. Quello che abbiamo visto qui e` un massacro. Quello che abbiamo visto qui e` un occupazione di un territorio da parte di un solo stato. Quello che ci portiamo dietro da qui oltre all`esperienza di vissuto e` una grande carica di rabbia e volonta` di attivarsi da subito per il popolo palestinese nel nostro paese.
Lasciamo nell`ordine, Ramallah occupata, Betlemme occupata, Nablus occupata, Jenin occupata, Jerusalemme incandescente.
Con questo si chiude la corrispondenza da Gerusalemme Est di Studenti in Movimento.
Sono le 16.12 a Gerusalemme Est.

Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina


GRANDE MANIFESTAZIONE E SCONTRI AL CHECK POINT DI RAMALLAH

Un gruppo di circa 400 italiani, tra Rete Nogobal, Giovani Comunisti e pacifisti ha partecipato stamane ad una grande manifestazione, che ha visto insieme circa 2000 palestinesi ed israeliani, al check point di Ramallah. I manifestanti intendevano portare a Ramallah un carico di aiuti umanitari. Le forze israeliane,hanno caricato violentemente il corteo diverse volte, attaccandolo con lacrimogeni e bombe assordanti, ed hanno distrutto le derrate alimentari, i medicinali e gli altri prodotti trasportati dal camion del convoglio.
Ci sono alcuni feriti non gravi. Nonostante il corteo non sia riuscito nel suo obiettivo di raggiungere Ramallah, si è trattato di un momento significativo per la determinazione e la compattezza espressa dai palestinesi e dagli israeliani che si oppongono alla guerra di Sharon.

02 aprile 2002

RAMALLAH CITTA' APERTA APPELLO URGENTE

Dopo averci sparato addosso mentre cercavamo di soccorrere una donna palestinese colpita a morte da un cecchino, ci hanno dato un ultimatum: lasciate Ramallah al suo destino. L'esercito israeliano in questo momento è impegnato, non lontano dall'ospedale dove mi trovo con una sessantina di attivisti noglobal e pacifisti, a scavare fosse comuni.
E' questo il destino al quale non solo il governo israeliano, ma anche e soprattutto la comunità internazionale, stanno condannando questa città ed un intero popolo. Ma noi, che abbiamo in questi giorni drammatici costituito "dal basso" quella forza di interposizione da troppo tempo richiesta inutilmente dai palestinesi, che abbiamo dimostrato che anche in situazioni estreme, quando c'è una volontà politica, è possibile "esserci" e sostenere la resistenza del popolo palestinese e della parte migliore della società israeliana, che abbiamo vissuto un'esperienza di lotta alla guerra e di solidarietà indimenticabile insieme a centinaia di attivisti noglobal e di pacifisti di tutto il mondo, non intendiamo abbandonare questa città e questo popolo, che già da troppo tempo subisce un'umiliante oppressione nell'irresponsabile complicità dei governi occidentali.
Non intendiamo togliere a Sharon il fastidio di avere testimoni stranieri che possano raccontare l'ultimo atto della "soluzione finale" che ha scelto per risolvere la questione palestinese.
Vogliamo che Ramallah rimanga aperta, vogliamo che sia garantito un ponte di comunicazione libera e di solidarietà per evitare quella barbara carneficina che tutto il mondo si aspetta e che noi, a rischio della vita, stiamo cercando concretamente di evitare.
Per questo lancio un appello urgente a quanti, finora a parole, si sono espressi per il ritiro di Israele dai Territori occupati e da Ramallah, parlamentari, amministratori locali, esponenti dell'opposizione, intellettuali.: raggiungeteci a Ramallah, prendete il nostro posto se ci espellono, contribuite anche voi con i fatti a lasciare aperta la speranza che la "pace" che verrà non sia un deserto armato, ma significhi invece terra, libertà, giustizia sociale.
rete NoGlobal


RAMALLAH - I compagni sono rientrati nell'ospedale. Ora le intenzioni sono quelle di dividersi in due gruppi per poter presidiare due ospedali. Di fronte all'ipotesi, ventilata da alcune agenzie 1 ora fa, di un autobus messo a disposizione dalle autorità israeliane per un ritorno degli italiani a Tel Aviv e poi in Italia, la decisione è quella di non spostarsi da Ramallah se non giungono nuovi internazionali a mantenere il presidio nella città.
Non è possibile, dopo tutto quello che sta succedendo e di fronte alla completa mancanza di interventi concreti della diplomazia ufficiale, uscire dalla città e lasciare completa mano libera all'esercito. Lo dimostra il fatto che oggi, durante l'interruzione del coprifuoco per sole 2 ore l'esercito ha sparato anche mentre i palestinesi seppellivano i corpi delle vittime, protetti dal cordone di internazionali.
Per domani è prevista da Roma la partenza di un gruppo di persone fra cui anche parlamentari di diversi partiti. Sono decine le persone che stanno dando la loro disponibilità a far parte della 'staffetta'. Il volo di domani è al completo.
Chi volesse dare la propria disponibilità per i prossimi giorni può chiamare il numeri di Roma: 06-67102913
altremappe.org h.17:30


RAMALLAH - Mentre l'ambasciatore israeliano a Roma, a colloquio con Silvio Berlusconi, comunica l'intenzione di evacuare ed accompagnare all'aeroporto i cittadini italiani presenti a Ramallah, i Disobbedienti dichiarano di non avere alcuna intenzione di lasciare la città e la sua popolazione indifesi. Questo deve essere solo l'inizio di una carovana di protezione a garanzia degli abitanti della città, che è partita dal basso ma che deve coinvolgere i rappresentanti istituzionali di ogni paese che si ritenga democratico.
A Ramallah intanto, non è stato rispettata l'interruzione del coprifuoco che era stata garantita dall'esercito, che ha sparato anche mentre i palestinesi seppellivano i corpi delle vittime, protetti da un cordone di internazionali.
sherwood.it h. 17.00


RAMALLAH - I militari israeliani hanno concesso 1 ora di tregua ai palestinesi per poter seppellire i loro morti, visto che negli ospedali è finito il gas per le celle frigorifere.
30 disobbedienti con le pettorine bianche stanno facendo da scudo umano per poter garantire la sepoltura in una fossa comune, scavata davanti al Ramallah Dat Hospital.
Altremappe h. 16.00


RAMALLAH - A 350 metri dall'ospedale un cecchino ha ucciso con un colpo al cuore una donna appena uscita dall'ospedale dove si era recata per fare un piccolo intervento ambulatoriale a un ginocchio. A quel punto i medici e gli attivisti italiani sono usciti dall'ospedale a piedi con una barella per andare a soccorrerla.
Raggiunta la donna un cecchino e dei militari dall'interno di un tank hanno sparato per colpire i soccorritori, sfiorando anche Luca Casarini, Beppe Caccia e Gianfranco Bettin che si trovavano sul posto.
sherwood.it h.11:30

GERUSALEMME - Una delegazione degli attivisti si è recata al Consolato spagnolo ( la Spagna presiede infatti attualmente il Parlamento Europeo) per essere ricevuti dal Console e consegnare l'appello che richiede la mobilitazione dei parlamenti europei e l'invio immediato di delegazioni parlamentari nei territori palestinesi, oltre che la richiesta di sospendere immediatamente i rapporti commerciali con lo Stato di Israele, che viola i diritti umani e massacra un intero popolo.
IMC 11.30


RAMALLAH - una carovana di auto blindate dei consolati dei Paesi dell'Unione Europea si e' mossa verso il check point di Kalandia per riportare a Gerusalemme una parte degli attivisti europei presenti a Ramallah, tra cui Pietro Rinaldi, di Officina99, ed i 99Posse.
Come e' noto, Israele non consente l'accesso diplomatico a Ramallah, quindi gli attivisti dovrebbero percorrere un'ora di cammino a piedi per raggiungere il check point, tra cecchini e carri armati, con una bandiera bianca, le mani alzate ed il passaporto alla mano. Una parte della delegazione,tra cui altri membri della Rete Noglobal con Francesco Caruso,rimangono all'ospedale di Ramallah per continuare a distribuire viveri e medicinali ai feriti ed alle famiglie palestinesi da sei giorni costrette nelle proprie case.
RETE NOGLOBAL h.11:00

01 aprile 2002

RAMALLAH - Smentita la notizia del procedimento di espulsione nei confronti di Luisa Morgantini che si trova ora in stato di libertà, nell'ospedale di Ramallah, insieme ad una trentina di persone tra cui Luca Casarini, Giuseppe Caccia,
Gianfranco Bettin, Raffaella Bolini, Federico Mariani, Roberto Giudice, Roberto Giorgi, Tano D'Amico, Bruna Odandi e Lorenzo Gabbini.
I disobbedienti, e alcuni membri delle altre associazioni sono invece all'hotel Ramallah.
sherwood.it h. 23:00


BETLEMME - ultimo aggiornamento della serata
Rimangono a Ibda (nella palazzina nel campo di DHEISHEH CAMP) i 35 italiani che hanno manifestato insieme agli internazionali oggi a Betlemme.
Nel corso della manifestazione l'esercito ha aperto il fuoco. Schegge di proiettile hanno ferito sette persone che comunque non versano in gravi condizioni.
sherwood.it h. 23:00


TULKAREM - Carri israeliani appoggiati dagli elicotteri hanno preso il totale controllo della città autonoma palestinese di Tulkarem, nel nord della Cisgiordania.
Lo ha annunciato il sindaco della città Mahmoud al Jelad.
(Red) h. 21:52



TEL AVIV- Ambasciata italiana interviene a favore dei pacifisti
L'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il consolato generale d'Italia a Gerusalemme hanno chiesto chiarimenti alle autorità israeliane sul fermo di un gruppo di pacifisti italiani, tra i quali l'europarlamentare Luisa Morgantini.
I responsabili del consolato generale a Gerusalemme hanno chiesto alle autorità israeliane di poter immediatamente visitare i connazionali fermati.
Sia l'ambasciata che il consolato si erano già mobilitati, tra ieri e questa mattina, per la sicurezza e la libertà dei pacifisti italiani presenti a Ramallah.
(Red) h.18:55

RAMALLAH - Il gruppo che ha raggiunto Ramallah questa mattina è bloccato all' interno dell'albergo e non può uscire.
E confermata la notizie dell'irruzione dei militari israeliani in due ospedali della città, tra cui il "Medical Relief", all'interno del quale si trovavano Luisa Morgantini e anche Barghouti.
E molto difficile avere altre notizie dalla zone dell'ospedale, le comunicazioni sono molto difficoltose.
Si teme che la Morgantini sia stata fermata dai militari israeliani. Barghouti è stato visto uscire a mani alzate all'ospedale, ma non si hanno altre notizie.
Ci sono testimonianze di spari all'interno degli ospedali, e due edifici adiacenti al medical relief sono in fiamme a causa degli spari dei carri armati.
Alcuni osservatori internazionali hanno tentato di uscire dalla zone dell'ospedale per raggiungere l'albergo, ma sono stati fermati dalle pattuglie dell'IDF.
Le ambulanze incontrano grossi ostacoli ai checkpoint, dove spesso sono fermate e non vengono lasciate passare.
Per questo motivo la situazione sanitaria si sta aggravando, ed è difficile portare soccorso ai feriti.
Pare che negli ultimi giorni nella zona di Ramallah ci siano stati 25 morti.
IMC Italia 17:02


Tra gli attivisti intenazionali feriti a Beit Jalla:

- British: Aisa Kiysue, Kunle Ibidun, Chris Dunham
- Australian: Kate Irving
- American: Said Khulil
I feriti sono stati tutti portati all'ospedale Al Huissen aBethlehem.


Appello dai compagni che si trovano a Gerusalemme:
questo è il numero della unità di crisi della Farnesina, che dovrebbe seguire la vicenda dei cittadini italiani all'estero: visto il disinteresse che sta mostrando per il pericolo che corrono i compagni a Ramallah e a Dheishe, SI INVITANO TUTTI A TELEFONARE CHIEDENDO NOTIZIE DEI PROPRI PARENTI E AMICI IN PALESTINA. 06 - 36915551
Ufficio stampa dell'unità di crisi 06- 36912064

1.4.2002 h. 16.17
Ramallah Drammatiche le notizie che giungono da Ramallah: la parlamentare Luisa Morgantini è stata portata fuori con la forza dal Medical Relieve Center e ora si trova all'esterno dell'ospedale con decine di donne e bambini mentre tutto intorno ci sono palazzi in fiamme e distruzione. Tutte le persone che sono state portate fuori si trovano circondate da soldati che urlano frasi verso di loro. L'appello della Morgantini è di intervenire per fermare questo che ha definito un inferno.



Gli israeliani sparano sugli attivisti internazionali
by IMC Italy 3:02pm Mon Apr 1 '02

ascolta l'intervento radio h 16.00 - scarica l'intervento radio h 16.00

150 persone si erano dirette a Bet Jjalla per arrestare l' avanzata dei carri armati. Ma dopo alcuni minuti di trattative sono cominciati gli spari.
5 persone sono state ferite:
una giapponese, un' americana, un addetto stampa palestinese - non si sa al momento se tra gli italiani vi siano dei feriti.


Ieri ci e` stato impossibile spedire la cronaca della giornata anche a causa delle fasi concitate alle quali siamo stati sottoposti. Dopo un po`di giorni nei territori ed a Gerusalemme lo stress e` tantissimo e spesso e`difficile fare una cronaca ragionata di cio` che si fa.
Cmq, nella guiornata di ieri alcune delegazioni dei disobbedienti e di Action For Peace sono entrati a Ramallah per strade secondarie ed hanno raggiunto l`altra delegazione internazionale di pacifisti gia` [presente, tra l`ospedale, l`albergo dei giornalisti e la sede del Anp.
La situazione era tesa gia` dalla mattinata. Un episodio su tutti. La delegazione dei Giovani Comunisti e della Rete No Global si recava dopo il processo, rinviato, al compagno italiano arrestato dopo gli scontri all`Horient House, nuovamente alla New Gate, sede del loro albergo. I militari bloccavano l`accesso alla New Gate con mitra e pistole. In poco tempo un gruppo di militari si e` ammassato alla New Gate impedendo alla Rete No Global ed ai Giovani Comunisti di entrare in albergo. Dopo un po`di tensione l`esercito ci ha scortati all`albergo. Contemporaneamente alla Porta diDamsco scontri tra palestinesi ed esrcito israeliano coadiuvato dai coloni con mitra in spalla.Nel pomeriggio ben due attentati scuotevano l`intera regione , e la situazione precipitava vorticosamente. Ramallah
diveniva un vero e proprio inferno, le testimonianze della delegazione all`interno della citta` palestinese si facevano sempre piu` drammatiche.
Caldissime assemblee hanno attraversato la giornata di ieri, mentre tutti i familiari di Bargouthi, leader del Anp venivano arrestati e lo stesso leader e` tutt`ora ricercato. In serata Jose` Bove` e 15 pacifisti francesi
venivano arrestati mentre uscivano dalla sede del Anp con l`accusa di aver fatto fuggire dei terroristi.. Il parlamento italiano dava compito a Russo Spena e Paolo Cento di formare una delegazione del parlamento italiano che
incontri Arafat e lo protegga. Arrivano dall`Italia intanto anche Graziella Mascia del Prc e Gianfranco Bettin vice sindaco di Venezia. La nottata di ieri e` stata spaventosa, con militari ovunque a Gerusalemme e F16 che sfrecciavano nei cieli della citta'.
Oggi la situazione e` solo apparentemente piu` distesa. Gersuaelemme e`poco frequentata.
Stamane nuove delegazioni sono giunte a Ramallah tra cui Francesco Caruso della Rete No Global e Luca Casarini dei disobbedienti, insieme ad altre 70 attivisti internazionali. Si sono posizionati tra l`ospedale, e l`albergo dei giornalisti. Al momento non si sentono spari ma c`e` un grande via vai di carri armati israeliani. Una nuova delegazione di Giovani Comunisti, Rete No Global, Disobbedienti ed Action For Peace si sono recati stamane al check
point prima di Ramallah. Si e` giunti in corteo, anche se mini, e si e`svolto un presidio per alcune ore, mentre la prima delegazione che e`entrata a Ramallah con Nunzio D`Erme, consigliere comunale di Roma, e`uscita dai territori una volta avuto il cambio. Sono al momento 100 gli attivisti internazionali che sono a Ramallah.
In seguito la stessa dleegazione si e` spostata verso Betlemme.
Lo scenario davanti a noi e` stato allucinante!!!
Circa 30 carri armati Tank israeliani occupavano il ceck point pronti ad entrare, mentre altri erano gia` entrati a Betlemme. Circa altri 30 carri armati isaeliani erano ammassati ad una postazione militare a 500 metri dal check point. Si prepara un massacro a Betlemme. La nostra preoccupazione e`per i compagni a Deisha nel campo profughi di Betlemme che sono ancora li`.
I compagni sono andati contro i carri armati a braccia alzate mentre un gruppo di colini si avvicinava alla delegazione insultandoci ed avvicinandosi minacciosi tra l`indifferenza dell`esrcito. Dopo alcune ore di presidio davanti alla stampa di tutto il mondo l`esrcito ha cominciatao a fare cordoni introno a noi spingendoci dapprima e poi in pratica
caricandoci fin sui pullman a circa 200 metri dal ceck point. Dopo la carica si e`tornati all`Ambasador dove si e` tenuta una assemblea di tutta la delegazione rimasta a Gerusalemme. Per il momento e` questa la situazione,
mentre una assemblea generakle convocata per le 21 di stasera decidera` il da farsi. E` da sottolineare la straordinaria solidarieta` della popolazione araba di Gerusalemme nei nostri confronti e di tutta la stampa e di media
arabi e non solo verso la nostra missione.
Seguiranno aggiornamenti.
Sono le 16.05 a Gerusalemme Est.


Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina


Ultime da Ramallah
da www.altremappe.org

1.4.2002 h. 16.05
Ramallah Notizie non confermate affermano che i soldati sono entrati nel Medical Relieve, dove sono presenti internazionali.

1.4.2002 h. 16.00
Beit Jallah Giungono notizie di un gruppo di internazionali che è stato appena caricato e fatto bersaglio di colpi di fucile, mentre stavano manifestando pacificamente in strada, davanti ai carri armati che stavano entrando a Beit Jallah. Ci sono diversi feriti tra gli stranieri che sono stati trasportati all'ospedale di Betlemme. In questo momento i manifestanti sono stati sospinti indietro e nelle strade circostanti, mentre i carri armati hanno le mitragliatrici puntate verso di loro e continuano a sparare nella loro direzione.

1.4.2002 h. 15.10

Ramallah La delegazione di italiani, che al momento è composta da circa 60 persone, ora si trova in due gruppi all'interno di due opedali della città. La sitazione al momento è molto tesa, si sentono elicotteri Apache che stanno sorvolando la residenza di Arafat e stanno bombardanola. Nella piazza centrale di Ramallah da questa mattina ci sono violentissimi scontri e da altri quartieri della città si sentono fortissime esplosioni che danno l'impressione che si stiano abbattendo interi edifici. All'interno del bunker di Arafat sono ancora presenti 32 internazionalisti che raccontano di una situazione sempre più difficile vista la presenza di numerosi feriti che non possono essere curati e la mancanza di viveri e acqua.

1.4.2002 h. 15.00
2 pulmann di attivisti che stavano cercando di raggiungere Ramallah da Gerusalemme sono stati bloccati al primo check point da soldati in assetto antisommossa e rimandati indietro. Lo riferisce la parlamentare Graziella Mascia (prc) giunta questa notte a Gerusalemme. Tra i tank israeliani c'era un pullman di coloni che quando sono entrati in contatto con i compagni li hanno tempestati di sputi e insulti e quindi da una carica corpo a corpo di polizia e soldati che li hanno letteralemnte spinti fino sopra il pullman.


MO: BETLEMME, CARRI ARMATI SI STANNO DIRIGENDO VERSO CITTA'

(ANSA) - GERUSALEMME, 1 APR - Carri armati israeliani stanno dirigendosi verso la citta' di Betlemme, in Cisgiordania. Lo riferiscono all'Ansa testimoni oculari, secondo cui i carri armati sono gia' arrivati al campo profughi di Deheishe.
La citta' era circondata da ieri notte da mezzi blindati israeliani. (ANSA).

01-APR-02 14:39


Corrispondenze dall`occupazione di una compagna femminista di Bologna

Ciao,
sono arrivata da due giorni, e` la seconda notte passata ad aspettare l`arrivo dei carri armati israeliani che stanno occupando tutto il territorio dell`anp. Spero davvero di non essere espulsa, ma dopo che anche la farnesina ha
avvallato la richiesta di espatrio per gli italiani temo che ci sara` poco da fare. Sono nel campo in cui ero stata ospite la scorsa volta, non ho resistito a venire qui dove erano le altre italiane e italiani che presidiano il campo come forza di interposizione. Volevo vedere le persone che avevo conosciuto, e ancora una volta politico ed emotivo risultano aspetti inscindibili del mio vissuto.
Forse mi spostero` ad hebron dove mi hanno detto che la sede dell`organizzazione che mi deve ospitare adesso e` piu` sicura. Bisogna vedere se sara`possibile aggirare i check-point che sono certamente chiusi. Oggi i carri armati
sono davvero vicini al campo e si aspetta un attacco di ora in ora, le strade sono deserte e di tanto in tanto compaiono sagome sul ciglio della strada a verificare come si evolve la situazione. Alcune donne prendono i pochi taxi
in circolazione per andare a lavorare. I carri armati hanno circondato il campo nel raggio di circa un km dai suoi confini, con un`operazione che dura da due giorni, in cui i soldati sono stati accumulati vicino a betlemme da ieri,mentre si procedeva alll`occupazione di un villaggio vicino, Beit Jalla, dove un gruppo di italiani ieri (trasmessi anche in Italia da reuters) hanno fronteggiato i carri armati cercando di raggiungere il villaggio occupato.
Sembra che nella notte i carri armati abbiano compiuto operazioni di assestamento avanzando nei villaggi che circondano il campo profughi e poi tornando indietro.
A Ramallah i soldati israeliani hanno fatto esecuzioni sommarie, invaso l`ospedale, e sembra che la guerra totale dichiarata da Sharon sia iniziata da li`con perquisizioni casa per casa che fanno pensare ad una strategia di
attacco differente da quella portata avanti con i bombardamenti mirati alle case dei ricercati o alle caserme.
I volti dei palestinesi mi trasmettono una grande forza nionostante la desolazione che esprimono. L`attesa dell`attacco diventa sempre piu` snervante per tutti, i gruppi internazionali presenti stanno cercando la maniera di
reagire manifestando nelle strade deserte piuttosto che attendere al chiuso l`arrivo dei carri armati.
Nel frattempo si tengono i funerali dei martiri, e nelle case delle loro famiglie si tengono le veglie per diversi giorni. Tre giorni fa una donna del campo si e` fatta saltare in aria a gerusalemme. Nonostante il timore dei bombardamenti la notte scorsa alcune donne del campo hanno voluto dormire in quella casa che sarebbe un obbiettivo possibile. Anche gli internazionali sono stati invitati a dormire nelle case del campo, quindi alcune sono andate nelle case, altri si sono fermati al centro culturale in cui siamo ospiti.
L`ONU ha vietato ai propri dipendenti di far accedere qualunque estraneo nei propri locali.
Le notizie volano e si cerca di selezionarle per non diffondere inutile panico.
Un ragazzo palestinese mi ha detto che ha davvero paura che la sua vita cambiera` dopo questo attacco, e poi ha aggiunto che io non mi devo preoccupare. Come colmare la distanza che si crea automaticamente con chi questa
condizione la vive come una condanna a vita, con quelli a cui non e` concessa nessuna speranza in una pace che non significhi totale sottomissione all`occupante ed alla logica delle armi.
Le donne alle veglie dei martiri accusano Sharon, dicono che deve morire, e rivendicano l`uso delle armi come unica forma di reazione rimasta contro la violenza dell`occupazione. In particolare in una di queste famiglie sono stata
invitata a partecipare alle loro riunioni in cui mi avrebbero spiegato la loro visione dell`altra vita che viene dopo la morte.
Spero che mi sara` conceso il tempo per approfondire le relazioni con le persone che vivono qui` e condividere parte della loro situazione per ampliare i margini di resistenza, perche` si eviti di ridurre l`intifada alla scelta di sacrificare la propria vita per comunicare al mondo in quale stato di precarieta` estrema il popolo palestinese vive da decenni.
L`intifada e` stato da sempre molto di piu` che le azioni individuali di alcuni Kamikaze, e la crescita del loro numero secondo me e` solo il sintomo dell`isolamento in cui la comunita` internazionale ha costretto la popolazione palestinese.
Urge una mobilitazione anche in tutte le citta` italiane penso che questo lo potete vedere voi a seconda delle vostre possibilita`, di certo non e`ammissibile che questi livelli di violenza vengano mantenuti con la complicita`dei governi occidentali.
A presto.


Testimonianza di Marina Barham - INAD Theatre di Beit Jalla

Cari amici e amiche,

noi tutti e tutte siamo stati condannati alla pena capitale da Israele. Siamo colpevoli di essere Paelstinesi. Siamo colpevoli di difendere le nostre case, i nostri bambini, le nostre scuole, le nostre vite e il nostro presidente. Siamo stati tutti e tutte condannati alla pena capitale da Sharon e dal suo governo. Senza processo, senza difesa, senza neppure un'ultima confessione o un ultimo desiderio.

Saremo giustiziati con un colpo alla testa. Non fa differenza il sesso o l'età. Vecchi o giovani, uomini o donne, siete tutti colpevoli. E se non morirete subito, i soldati israeliani si assicureranno che moriate dissanguati. A nessuna ambulanza è permesso aiutare chi è stato giustiziato.

A Ramallah, i soldati israeliani hanno già giustiziato trenta o più Palestinesi. Li hanno colpiti alla testa o al cuore, poco importa. E' difficile sbagliare: in quanto giustizieri, dovete stare solo a un paio di metri di distanza. Più ne giustiziate, più lunga sarà la vostra licenza. Dovete tenere a mente quanti ne avete giustiziati, se non volete perdere il premio finale. Potete anche scattare una foto alla vostra vittima, per essere sicuri di ricordare.

Molti soldati israeliani portano con sé le loro cineprese e riprendono le loro vittime palestinesi. I bei ricordi meritano di essere ripresi e conservati, non vi pare?

L'esercito israeliano ha bisogno di tutto l'aiuto possibile perché in Cisgiordania e nella strisica di Gaza restano ancora 3.499.070 palestinesi, che sono anch'essi colpevoli.


Marina Barham, anch'essa colpevole
INAD Theatre - Beit Jala


 

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