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M.O.: SHARON, PER ISRAELE BATTAGLIA DECISIVA
Gerusalemme, 7 apr. Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano,
Shaul Mofaz, ha assicurato che l'offensiva "andra' avanti ancora
per otto settimane". Una conferma indiretta e' arrivata dal
ministro della Difesa, Benyamin Ben Eliezer: ai suoi colleghi ha
spiegato che, sebbene il richiamo di Bush renda inevitabile accorciare
i tempi, l'azione israeliana non si fermera' fino a quando non sara'
raggiunto l'obbiettivo di "sradicare il terrorismo".
La decisione di 'disobbedire' a Washington coincide con l'ormai
certo ingresso nel governo del Partito nazionale religioso, Mafdal.
Sharon ha convocato per domani mattina la Knesset a cui comunichera'
la nuova alleanza con la formazione ultranazionalista che puo' contare
su 5 dei 120 seggi del parlamento israeliano. Ed e' possibile che
tornino nella maggioranza anche i sette deputati del Fronte di unita'
nazionale usciti alcune settimane fa dalla coalizione in polemica
con la decisione del premier di trattare una tregua con il presidente
palestinese Yasser Arafat. L'ulteriore spostamento a destra di quello
che nacque come un 'governo di unita' nazionale' potrebbe pero'
spingere i laburisti a uscire dall'esecutivo.
agi
maggiori dettagli da al-azza
In questo momento ad Al Azza stanno bombardando e sparando sulla
popolazione civile.
A Beit Sahour e Doha la polizia e l'esercito israeliani stanno compiendo
rastrellamenti e arrresti di massa. Jeep della polizia si aggirano
per la zona, annunciando, con i megafoni, che spareranno a chiunque
verra'visto aggirarsi per le strade.
A Betlemme, probabilmente in risposta all'organizzazione della
manifestazione religiosa prevista per oggi, l'esercito ha dato il
coprifuoco totale. Abbiamo parlato con il comandante ufficiale del
distretto militare di Betlemme che ci ha detto che non rispondera'
dei suoi uomini.
Solo nella mattina di oggi ci sono stati circa 250 arresti.
www.indymedia.org by imc italia a betlemme
Mofaz: 200 morti e 1550 feriti dall'inizio dell'operazione "Scudo
Difensivo"
TEL AVIV, 7 APR - Circa duecento palestinesi sono rimasti uccisi
in combattimento durante l'Operazione Muraglia di difesa. Lo ha
detto il capo di stato maggiore, generale Shaul
Mofaz, durante la odierna seduta del governo israeliano.
Mofaz ha calcolato che circa 1.500 palestinesi siano rimasti feriti.
Per raggiungere gli obiettivi prefissati, ha aggiunto, le forze
armate israeliane necessitano ancora di otto settimane.
ansa
intervista con Ziad Ajasih del Raze hospital a Jenin
"JENIN ore 19.40 - La situazione nel campo profughi è
disastrosa da 48 ore non permettono alle ambulanze di entrare. Sono
cinque giorni che stanno bombardando. Tanti chiamano in ospedale e
chiedono aiuto. Ci sono morti per strada. La croce rossa non può
fare niente. Le ambulanze non possono uscire e non possono entrare.
Sparano sulle ambulanze, sparano sulle persone che tentano di soccorrere
i feriti. C'è gente che chiama e dice "Aiuto sto morendo."
E noi non possiamo fare niente.
Avevamo un ferito a 4-5 metri dall'entrata dell'ospedale, abbiamo
mandato fuori due infermiere, che essendo donne non rappresentano
un pericolo per l'esercito. Il militare ha gridato: "Entrate
dentro o sparo!". Ci hanno dato il permesso di aiutarlo dopo
4 ore e lo abbiamo trovato morto.
Gli infermieri piangono. Non è mai successo nella storia. Telefonano
all'ospedale e ci dicono che ci sono decine e decine di morti per
le strade. Siamo tutti essere umani, israeliani, italiani, palestinesi.
Perché il mondo non ci tratta come essere umani? Gli israeliani
sparano con gli elicotteri e con i carri armati.
Ci dicono che siamo terroristi.
Ieri hanno sparato ai serbatoi di benzina.
Non abbiamo acqua e benzina per far funzionare i generatori per usare
le macchine.
Non so se potremo fare qualcosa per i feriti, perché non abbiamo
niente, né da mangiare né da bere.
La città è distrutta. Il campo è una cosa terribile.
Giorno e notte bombardano.
Dicono che hanno distrutto molte case con la gente dentro. E' terribile.
Il mondo lascia che questa cosa succeda senza fare niente.
Non ci sono giornalisti. E' importante che ci sia la presenza degli
italiani perché proteggono le presone.
Se c'è un soldato israeliano ferito vicino all'ospedale io
lo aiuto. Perché è un essere umano come me, allora perché
non si può aiutare una persona che sta morendo a 4 o 5 metri
dall'ospedale?
Questa non è umanità. Questa non è politica.
Grazie al popolo italiano che ci aiuta in nome dell'umanità."
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Tel Aviv Comunicato - BUND Partito Socialista Ebraico
Basta con il Governo Sharon e basta con il terrorismo (palestinese
e israeliano) 'Come segretario nazionale dei giovani del BUND -
Partito Socialista Ebraico vi comunico che sono contro il governo
Sharon. Non è il Popolo Ebraico ad attaccare Arafat, ma Sharon.'
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Betlemme Militari israeliani bussano alla porta di IMC palestina
ore 23.52 Betlemme Militari israeliani bussano alla porta di IMC
palestina. Ormai da mezz'ora due carriarmati e un bulldozer stanno
tenendo soto tiro gli uffici di imc palestina a Betlemme. All'interno
si trovano sette mediattivisti che da una settimana aggiornano il
sito in condizioni quasi disperate. I soldati hanno bussato alla
porta piu' volte ma nessuno ha risposto alla "chiamata".
Esperienze precedenti insegnano che in questi casi chi apre la porta
riceve direttamente la prima raffica di mitragliatrice. Nello stesso
edificio ha sede Betlemme tv, l'unica televisione indipendente della
zona, seguitissima dal pubblico locale. Dai rumori provenienti da
quella direzione gli attivisti pensano che sia in atto un raid all'interno
degli studi. Fortunatamente nessuno frequenta quegli uffici da qualche
giorno. Al momento gli attivisti sono immobili per evitare rumori
che possano insospettire i militari. Colpi di mitragliatrice hanno
colpito i serbatoi dell'acqua che si trovano sul tetto dell'edificio
dissipando le gia' ridotte riserve d'acqua.
Per info e aggiornamenti poteet chiamare Bilal negli uffici dell'
AIC a Betlemme: 0097252814992
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Manifestazione Tel Aviv: 20.000 persone
Tel Aviv ore 22.00
E' finita pacificamente, davanti al ministero degli esteri di Sharon,
la manifestazione a Tel Aviv. Piu' di 20.000 le persone presenti
alla
piu' grande manifestazione in Israele degli ultimi 18 mesi
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MO: JENIN;TESTIMONE,HO VISTO DEMOLIRE CASE CON CIVILI DENTRO
GERUSALEMME, 6 APR - ''I bulldozer dell'esercito israeliano
si sono avvicinati alle entrate Est e Ovest del campo profughi,
i soldati hanno intimato ai civili di uscire dalle prime case ma
nonostante in molti si siano rifiutati, quelli hanno ugualmente
dato ordine di radere al suolo gli edifici'': lo racconta all'Ansa
Adnan Al Sabah, scrittore palestinese di 47 anni, direttore del
centro stampa del campo profughi di Jenin dove oggi, secondo fonti
mediche, numerosi civili sono stati sepolti vivi nelle case rase
al suolo dalle ruspe dell'esercito.
Al Sabah, raggiunto telefonicamente nel campo profughi che e' tuttora
inaccessibile per i giornalisti, racconta di essere stato testimone
dell'accaduto. ''Sono arrivati nella tarda mattinata - dice - evidentemente
i soldati volevano aprire un varco per consentire l'avanzata dei
carri armati che le case invece impediscono. Con il megafono hanno
urlato ai civili che si trovavano all'interno di uscire con le mani
alzate: chi lo ha fatto e''stato ammanettato e portato via, gli
altri sono stati sepolti vivi''.
Al Sabah sostiene che la demolizione delle case ha provocato ''molti
morti e feriti'' ma dice di non essere in grado di fornire cifre
esatte, anche perche' i soldati ''hanno isolato la zona, impedendo
persino alle ambulanze di avvicinarsi''.
Nader Rashid, medico presso l'ospedale di Jenin, intervistato dalla
televisione del Qatar Al Jazira, ha detto che i carri armati ''hanno
circondato l'ospedale, impediscono a chiunque di entrare o uscire,
e bloccano anche i mezzi di soccorso''.
Rashid ha confermato che ''molti civili sono rimasti uccisi nella
demolizione delle loro case'', e ha detto di continuare a ricevere,
ma di non poterle soddisfare, ''centinaia di richieste di soccorso
dal campo profughi di Jenin dove i combattimenti stanno continuando
a provocare vittime''.
ansa
BETLEMME, SPARI CONTRO PADRE FALTAS, CUSTODE DELLA NATIVITA'
Un soldato israeliano ha sparato contro Ibrahim Faltas, il frate
francescano custode della Basilica della Nativita' di Betlemme,
mentre apriva la finestra della sua cella. Lo rende noto la Fides,
l'agenzia religiosa, che cita il portavoce della Custodia di Terrasanta,
padre Davit Jaeger.
Padre Faltas, che non e' stato colpito, si trovava nel convento
annesso alla basilica della Nativita'. "Pochi centimetri -
ha detto il religioso all'agenzia missionari Misna - e mi avrebbero
ucciso". Secondo padre Jaeger si tratta di un "fatto gravissimo
che genera seri dubbi sull'attendibilita' delle promesse israeliane
di non attaccare il convento e la chiesa".
agi
RAMALLAH ore 17.00 - Finalmente tutta la delegazione è
passata al checkpoint.
Silvia Foffano "Hanno riaperto il check point, hanno deciso
di fare una via preferenziale per gli stranieri. La delegazione
che era rimasta bloccata era formata da circa una trentina di persone,
anche la stampa era stata bloccata. Controllano tutte le borse e
i passaporti, i palestinesi sono ancora fermi, mentre noi stiamo
defluendo abbastanza rapidamente. Stanno uscendo i furgoni dell'ONU.
Stiamo mostrando i passaporti. Loro bloccano tassativamente le persone.
Speriamo di passare tutti un po' alla volta, ci sono moltissime
famiglie che stanno proprio scappando da Ramallah a giudicare dalle
borse.
Un po' alla volta stanno passando tutti i nostri compagni.
Quando eravamo nel parcheggio di ghiaia ad attendere che riaprissero
il check point abbiamo sentito varie raffiche di fucile e di mitraglia.
Fanno entrare solo i residenti.
Il check point è una vera e propria prigione all'aperto."
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Ramallah ore 18.30
I palestinesi ''non si aspettano nulla dagli americani'', ha detto
all'Ansa Yasser Abed Rabbo, ministro dell'informazione e consigliere
di Yasser Arafat. ''Gli americani fanno solo dei giochetti - ha
aggiunto -.
Con l'invio del segretario di stato Colin Powell hanno dato una
settimana di tempo in piu' agli israeliani''. Pungenti sono state
anche le considerazioni del negoziatore capo Saeb Erikat a proposito
delle accuse mosse da Bush ad Arafat, responsabile - secondo il
presidente Usa - di non aver mantenuto i suo impegni per la lotta
alle organizzazioni terroristiche palestinesi :''Sono critiche ingiustificate
e inaccettabili'', ha protestato Erikat.
Da parte sua, l'ANP, in un comunicato ufficiale diffuso stamane,
ha sorvolato sulle accuse rivolte da Bush ad ad Arafat e ha scelto
invece di riaffermare la propria ''piena disponibilità''
a favorire l' attuazione dei Piani Tenet e Mitchell per un cessate
il fuoco e la ripresa del negoziato di pace israelo-palestinese.
''Cosa altro potevamo fare? Le parole di Bush ci hanno fatto irritare,
ma almeno hanno riaperto uno spiraglio dopo una settimana di attacchi
incessanti dell'esercito israeliano rivolti proprio contro la persona
di Arafat'', afferma un funzionario dell'ANP.
''In verita' - ha aggiunto - sospettiamo che gli Usa stiano semplicemente
reggendo il gioco a Israele, che punta a far uscire di scena, in
qualsiasi modo, il presidente Arafat e a favorire la nascita di
una leadership palestinese alternativa."
www.altremappe.org
Milano ore 15.50
Non tutti gli internazionali se ne sono andati da Deheishe: 6 persone
sono rimaste, per scelta, nel campo. Lo riferisce Fabio, del comitato
di appoggio all' Intifada, uno dei 31 attivisti italiani appena
rientrati a Gerusalemme da Deheishe. ''Nel campo ora sono rimaste
sei persone - racconta al telefono Fabio - due ragazzi di Milano,
tre toscani e un americano''. Tra i ragazzi che hanno scelto di
non lasciare Deheishe, alcuni attivisti di Indymedia, rimasti, nonostante
le difficolta' di utilizzare Internet, per documentare la situazione.
Altri, riferisce ancora Fabio, hanno preferito non abbandonare la
gente del campo al proprio destino, nonostante gli stessi palestinesi
li avessero invitati ad andarsene per la gravita' della situazione.
Fabio, tornato a Gerusalemme con il convoglio consolare, racconta
che sulla via del ritorno, ''gli israeliani ci hanno sparato addosso,
sulle macchine blindate''. I 31 italiani rientrati a Gerusalemme,
rimasti chiusi per tre giorni nel centro Ibdaa, ora stanno valutando
se raggiungere altri campi profughi.
ansa
RAMALLAH ore 14:55
Silvia Foffano "Siamo al check point di Kalandya. e siamo in
coda con tutti i palestinesi. Se non ci lasciassero passare faremo
una via alternativa, questa è la situazione per il momento."
www.sherwood.it
Fuoco israeliano sulla carovana di internazionali a deheishe
Veniamo svegliati di mattina presto.... Il console ha chiamato,
vengono a prendervi le macchine del consolato... "ma le condizioni?
vengono senza carri armati e con le ambulanze vero? altrimenti col
cazzo che ce ne andiamo.... Almeno questo lo dobbiamo ai palestinesi...
"
Confusione
Ci ritroviamo un po' qui un po' li', ribadendo che vogliamo andare
via solo se questo ha un senso anche per i palestinesi, se haun
sesno di pressione.
Arriva la notizia che non c'e' piu' il corpifuoco... "che cosa
ci facciamo venire a prendere a fare? andiamo no?"
Sempre piu' confusione.
Sono le undici e mezzo.
Si sente arrivare altri tank, per l'ennesima volta. Esplodono decine
e decine di raffiche, colpi di tutto. Spazzano completamente la
strada dove fino a qualche minuto prima tutti noi camminavamo, parlavamo,
giocavamo con i bambini del campo.
Appena ci azzardiamo a rimettere il naso fuori, vediamo transitare
le 14 macchine blindate del corpo diplomatico.
"Bastardi, sono venuti con i carri, gli hanno fato aprire la
strada agli israeliani..."
Rabbia.
Poi non ci sono carri intorno, e iniziamo a parlamentare con i diplomatici
per includere una ambulanza nella carovana.
C'e' molta confusione.
Io e gkd decidiamo di rimanere... abbiamo un lavoro da finire con
indymedia palestina. La situazione sembra essere piu' rilassata,
sembrano esserci dei momenti in cui il coprifuoco e' meno intenso,
e pensiamo di potercela fare ad uscire un apio di giorni dopo.
Altri sono in difficolta'... Non vogliono abbandonare i palestinesi...
Non cosi'... Vogliono sapere da loro che stanno facendo la cosa
giusta, nonostante la paura, nonostante i dubbi le difficolta'.
Alla fine anche per gli abitanti del campo e' difficile ospitare
tanti di noi... Si tolgono il pane di bocca per noi...
Saluti, lacriime, mai visto un momento cosi' teso.
Alla fine decidiamo che restano solo pochissime persone. Una persona
che deve lavorare con una cooperativa nei campi. Una ragazza che
sta sudiando arabo. Due compagni il cui biglietto dura ancora qualche
settimana. UN paio di indyani.
Le ultime due persone stanno per salire sulle jeep. Iniziamo a sentire
spari, sia da tank comparsi dalle strad laterali che dai cecchini.
Le pallottole ci fischiano tutti intorno. Le ultime persone che
stavano salendo e quelli che avevano deciso di restare corrono dentro
Ibdaa. Gli altri nelle macchine. Dieci minuti di fuoco israeliano.
A denti stretti: "bastardi. stanno sparando cosi' possono mettere
i carri armati davanti e dietro la delegazione e far passare l'esercito
israeliano come i fottuti salvatori degli internazionali. Bastardi
infami."
Le macchine se ne vanno. Rimangono 7 italiani e 2 americani.
Rimaniamo per cinque minuti a pensare.
k. corre dentro e ci chiede se vogliamo andare all'AIC adesso. Ci
salutiamo con gli altri, e ci risentiremo a breve, dato che dovremo
muoverci insieme comunque.
Io gkd kev montiamo insieme a k e altri due palestinesi su una jeep
della televisione di betlemme e ci catapultiamo nel posto per cui
siamo rimasti.
IMC palestina.
Due giorni per fare fare quello che dobbiamo fare. Poi rientreremo.
Mi sento libero e sollevato. Sto facendo la cosa giusta. L'adrenalina
scende lentamente sorseggiando un te caldo.
www.italy.indymedia.org by blicero
9 morti alla chiesa della natività
5 aprile, 03.10: nell'ultima mezzora ci sono stati 9 martiri alla
chiesa della Natività. Questa testimonianza è stata
confermata da fonti palestinesi all'interno della chiesa. I cinque
uomini sono stati colpiti da proiettili sparati attraverso la breccia
nella porta posteriore(aperta ieri dall'esercito israeliano) e attraverso
le finestre rotte.
www.italy.indymedia.org by IMC Jerusalem
TEL AVIV - razzi israeliani su Hebron
TEL AVIV - Elicotteri israeliani hanno sparato due razzi contro
un veicolo nella citta' autonoma palestinese di Hebron, cittadina
da dove sono stati ritirati piu' della meta' degli osservatori della
forza di presenza internazionale (Tiph); ne fanno parte anche 19
italiani (17 carabinieri e 2 infermiere della Cri). Il superiore
generale dei francescani, padre Giacomo Bini, ha intanto confermato
che ieri l'esercito israeliano ha sfondato la porta della Basilica
della Nativita' a Betlemme.
ansa
Sospeso temporaneamente il coprifuoco a Betlemme e Ramallah
TEL AVIV - E' stato sospeso temporaneamente il coprifuoco a Betlemme
e Ramallah. Lo hanno reso noto fonti ufficiali israeliane, chiarendo
che il provvedimento varra' dalle ore 13:00 alle 17:00 locali per
Betlemme, mentre avra' una durata di tre ore per Ramallah.
ansa
COMUNICATO STAMPA DAL RAMALLAH HOSPITAL
Da Ramallah hospital territori palestinesi settimo giorno di occupazione
militare.
Apprendiamo in questo momento della ignobile e violenta espulsione
operata dalle autorità ai danni di due delegazioni di parlamentari,
dirigenti, attivisti di associazioni, sindacati e movimenti italiani
giunti a Tel Aviv alle prime ore del mattino.
Esprimiamo a tutti la più forte solidarietà. Picchiati,
minacciati, insultati dalla polizia di Israele che senza alcuna
motivazione ha espulso con la forza cittadini e autorità
istituzionali.
Lobiettivo del governo Sharon è quello di impedire
al mondo di vedere ciò che i suoi soldati e i suoi carri
armati stanno facendo alla popolazione civile palestinese.
E tentare di compiere crimini di guerra efferati a danno di
centinaia di migliaia di persone senza che vi siano testimoni. Noi
che abbiamo scelto di disobbedire a questa logica, scegliendo di
violare volontariamente gli accerchiamenti militari e di prestare
il nostro aiuto a donne, bambini, uomini, feriti, terrorizzati,
umiliati, affamati, continueremo a gridare lorrore che abbiamo
impresso nei nostri occhi, che vediamo da qui questa guerra contro
i civili.
Siamo qui per chiedere con forza che tutto il mondo, che gli organismi
internazionali blocchino questo massacro. Le violazioni dei diritti
umani sono sistematiche, scientifiche e il terrore verso la popolazione
civile è il metodo scelto da Sharon.
Chiediamo che esponenti del governo italiano disobbediscano ai check
point e giungano allinterno dei territori.
Chiediamo che il governo italiano rompa ogni relazione diplomatica
contro i torturatori del governo israeliano.
Chiediamo che i cittadini israeliani democratici si ribellino ai
voleri di un governo barbaro e di guerra per riconquistare democrazia
e dignità nel proprio paese.
Chiediamo che sia messa in salvo la popolazione civile palestinese
e che vengano fatte applicare le risoluzioni dellOnu che tutelano
la ANP e il suo presidente Arafat ancora assediato dai carri armati
a Ramallah.
A questo serve la nostra presenza qui. Per continuare a denunciare
ciò che gli israeliani vorrebbero nascondere, dei crimini
contro lumanità.
Ramallah, terra di Palestina occupata.
Disobbedienti e pacifisti di Action for Peace
da www.sherwood.it
RAMALLAH ore 13.00
I parlamentari italiani che stanno disobbedendo al governo israeliano,
Claudio Fava, Famiano Crucianelli, Roberta Pinotti, Andrea Fumagalli
(Democratici di Sinistra) e Luca Marcora (Margherita), il fotografo
Tano D'Amico, e Gabriel Bertinetto corrispondente dell'Unità
sono giunti dopo un tortuoso tragitto nell'ospedale di Ramallah
con una scorta di viveri e beni di prima necessità per sostenere
gli attivisti che da giorni sono presenti all'interno, e continuare
la staffetta internazionale a protezione e garanzia della tutela
dei diritti della popolazione palestinese.
Questa notte è stata anche tagliata l'acqua all'ospedale,
ennesimo sfregio ad una città in macerie.
da www.sherwood.it
4.4.2002 7.30 - Gerusalemme
Tutti gli attivisti e i parlamentari che erano arrivati questa notte
a Tel Aviv sono stati espulsi e immediatamente rimandati in Italia.
Alcuni di loro sono stati violentemente malmenati mentre cercavano
di trattare l'entrata in Israele. Arriveranno alle ore 10.30 a Fiumicino
insieme ai compagni che dovevano già tornare oggi. Invitiamo
tutti quelli che possono ad andare all'aeroporto ad accoglierli.
L'appuntamento è per tutti alle ore 9.00 alla stazione ostiense.
Alle ore 12.00 è prevista una conferenza stampa in aeroporto.
da www.altremappe.org
MO: RESPINTA AD AEROPORTO TEL AVIV DELEGAZIONE PACIFISTA
ROMA, 4 APR - Il senatore dei Comunisti Italiani Gianfranco Pagliarulo,
che fa parte della delegazione giunta a Tel Aviv. ha reso noto con
una telefonata all' Ansa di Roma che
un funzionario dei servizi di sicurezza ha comunicato poco fa che
tutti i componenti della delegazione, compresi tre parlamentari,
dovranno rientrare in Italia ''con le buone o con le cattive'' a
bordo del primo aereo in partenza per Roma.
L' espulsione e' stata notificata anche ai senatori Verdi Francesco
Martone e Luana Zanella, al momento trattenuti in una sala dello
scalo 'Ben Gurion'.
''Si tratta di un fatto gravissimo - ha aggiuto il sen. Pagliarulo
- Non mi risulta che l' Italia abbia mai espulso cittadini israeliani.
E' un atto di inimicizia contro il nostro Paese''.
ANSA
ESPULSA DELEGAZIONE ITALIANA
La delegazione di una quarantina di parlamentari, sindacalisti,
intellettuali, persone della società civile che era partita
mercoledì sera per la Palestina, per fare da staffetta con
i membri di Action for Peace che stanno tornando in Italia, è
stata espulsa da Israele appena messo piede a Tel Aviv. Nessuna
spiegazione è stata data del provvedimento, che non ha precedenti,
e avviene proprio mentre la Unione europea ha deciso di inviare
il ministro degli esteri spagnolo (la Spagna ha la presidenza di
turno della Ue) e il "ministro degli esteri" europeo,
Solana, ad incontrare sia Sharon che Arafat.
Le forze di polizia israeliane si sono comportate con brutalità.
La delegazione ha cercato di fare resistenza passiva, sedendosi
per terra nell'aeroporto, ma Luciana Castellina, ex parlamentare
europea, e Claudio Sabattini, segretario generale della Fiom, sono
stati trascinati via con la forza, mentre Vittorio Agnoletto è
stato portato in una stanza e, come ha poi raccontato, "massacrato
con pugni e calci". Anche Marco Revelli è stato malmenato.
Il senatore verde Francesco Martone e la deputata verde Luana Zanella
sono stati trattenuti. La delegazione, della quale fa parte tra
gli altri la redattrice di Carta Anna Pizzo è stata imbarcata
sull'aereo Olympic, con scalo ad Atene, con il quale tornano anche
molti di Action for Peace arrivati in Israele una settimana fa.
La delegazione ha cercato in ogni modo di ritardare la partenza
dell'aereo.
da Carta
Chiuso in una stanza e pestato dagli israeliani. Cosi' Vittorio
Agnoletto, leader del Social Forum, racconta il suo arrivo a Tel
Aviv, dove avrebbe dovuto partecipare insieme a sindacalisti ed
esponendti delle Ong a una serie di manifestazioni di protesta non
violenta contro l'occupazione israeliana della Cisgiordania. "Non
appena mi hanno individuato come responsabile del gruppo - dice
Agnoletto, contattato telefonicamente dall'Agi - mi hanno portato
in una stanza e mi hanno dato un sacco di botte. Ho la faccia piena
di lividi". Subito dopo al gruppo, di cui fanno parte anche
alcuni medici greci, e' stata notificata l'ordinanza di espulsione,
ma Agnoletto e gli altri hanno inscenato una protesta a bordo dell'aereo
sul quale sono stati imbarcati: si sono seduti sul pavimento, l'uno
sotto braccio all'altro, e rifiutano di prendere posto. "Abbiamo
chiesto di parlare con l'ambasciatore italiano e con quello greco"
conclude il leader del Social Forum.
Lancio AGI
4.4.2002 ore 7.00 Gerusalemme - Il governo israeliano non
permettera' alla delegazione dell'Unione Europea composta dal ministro
degli Esteri spagnolo, Josep Pique', e dal capo della diplomazia
di Bruxelles, Javier Solana, di incontrare Yasser Arafat. Lo ha
annunciato il ministro dell'Interrno israeliano, Eli Ishai, in un'intervista
a Radio Israele. A nessun capo di stato straniero, ha aggiunto Ishai,
sara' permesso di incontrare il leader palestinese.
(AGI/EFE)
CORRISPONDENZA DA GERUSALEMME EST
Per ragioni di pigrizia e di condizioni meteorologiche ieri ci e`
stato impossibile inviare l`aggiornamento.
Ieri mentre una sostanziosa parte degli attivisti italiani a Ramallah
riusciva ad uscire dalla citta1 assediata grazie all`aiuto dei palestinesi,
parte della delegazione italiana si e` recata dapprima al consolato
spagnolo a Jerusalemme, per fare pressione sul governo spagnolo,
presidente di turno del Ue per l`invio di osservatori internazionali
e parlamentari a difesa del popolo palestinese.
Una delegazione mista e` stata ricevuta dal console spagnolo. Il
resto della delegazione si e` recata ad Haifa, ad una manifestazione
di fronte al carcere in cui sono rinchiusi i riservisti che hanno
disobbedito a Sharon ed hanno deciso di non partecipare alla guerra.
Per questo motivo in 370 sono in galera. L`atmosfera ad Haifa era
un po` surreale per noi abituati a stare da 6 giorni tra carri armati,
esercito e raffiche di mitra.
Sembrava quasi che ad Haifa la guerra non sia mai arrivata. Grande
la partecipazione delle associazioni pacifiste israeliane, nonostante
la presenza di tre provocatori dell`estrema destra allontanati dal
corteo e protetti da alcuni polizziotti. Al ritorno a Jerusalemme
si e` atteso l`arrivo di tutti quelli che rischiando la propria
vita per il popolo
palestinese sono entrati e usciti da Ramallah. Tutt`ora sono numerosi
gli attivisti presenti nell`ospedale di Ramallah. 21 parlamentari
greci sono arrivati oggi a Jerusalemme per andare a Ramallah. Si
attende ancora la delegazione italiana, nonostante la presenza qui
di Graziella Mascia, Luisa Morgantini del Prc e Matteo Bulgarelli
dei Verdi, c`e` bisogno di altri parlamentari per una sorta di staffetta
e per fare arrivare convogli di medicinali e cibo a Ramallah.
Nella serata di ieri si sono tenuti alcuni incontri con gruppi politici
palestinesi tra l`Ambassador e il Knight Palace, alberghi in cui
c`e` parte della delegazione italiana.
Stamane ci si sveglia presto. E come al solito....piove!!! Chi e`
che ha detto che in Medioriente faceva caldo?
Tutti insieme ci si dirige verso il check point di Ram in prossimita`
di Ramallah per una delle piu` grandi manifestazioni per la palestina
tenutesi dalla prima Intifada.
In circa 3000 tra delegazioni straniere italiane, belghe,francesi,
greche, associazioni pacifiste israeliane, lavoratori palestinesi
, associazioni palestinesi si sono recati in corteo per permettere
l`accesso a Ramallah ad un convoglio di cibo e medicinali.
La risposta dell`esercito israeliano e` stata tremenda. 3 cariche
violentissime con l`ausilio di bombe sonore e lacrimogeni urticanti
hanno respinto il combattivo corteo che ha tenuto testa alle cariche
per piu`di due ore. Alla fine con un violento attacco di bombe sonore
il corteo e` stato disperso verso il parcheggio dei bus delle delegazioni
straniere di Action For Peace. Il bilancio e` di 3 palestinesi fermati
e numerosissimi feriti, tra cui uno grave, palestinese che ha perso
un dito per l`esplosione di una bomba sonora. Numerosi gli handicappati
caricati dalla polizia e feriti. Il soccorso rapido si e` ottenuto
grazie alle delegazioni europe e di attivisti e grazie alla popolazione
araba del luogo che ha offerto ospitalita` nelle proprie case.
Si e` dunque ritornati all`Ambassador per preparare la partenza
finale del grosso della carovana italiana che partira` tra stanotte
e domani.
La situazione che lasciamo e` tremenda. Il compito che noi abbiamo
e`quello, con la guerra nel cuore, di portare agli occhi di tutti
nel nostro paese questa guerra. Quella che abbiamo visto qui e`
pulizia etnica. Quello che abbiamo visto qui e` un massacro. Quello
che abbiamo visto qui e` un occupazione di un territorio da parte
di un solo stato. Quello che ci portiamo dietro da qui oltre all`esperienza
di vissuto e` una grande carica di rabbia e volonta` di attivarsi
da subito per il popolo palestinese nel nostro paese.
Lasciamo nell`ordine, Ramallah occupata, Betlemme occupata, Nablus
occupata, Jenin occupata, Jerusalemme incandescente.
Con questo si chiude la corrispondenza da Gerusalemme Est di Studenti
in Movimento.
Sono le 16.12 a Gerusalemme Est.
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina
GRANDE MANIFESTAZIONE E SCONTRI AL CHECK POINT DI RAMALLAH
Un gruppo di circa 400 italiani, tra Rete Nogobal, Giovani Comunisti
e pacifisti ha partecipato stamane ad una grande manifestazione,
che ha visto insieme circa 2000 palestinesi ed israeliani, al check
point di Ramallah. I manifestanti intendevano portare a Ramallah
un carico di aiuti umanitari. Le forze israeliane,hanno caricato
violentemente il corteo diverse volte, attaccandolo con lacrimogeni
e bombe assordanti, ed hanno distrutto le derrate alimentari, i
medicinali e gli altri prodotti trasportati dal camion del convoglio.
Ci sono alcuni feriti non gravi. Nonostante il corteo non sia riuscito
nel suo obiettivo di raggiungere Ramallah, si è trattato
di un momento significativo per la determinazione e la compattezza
espressa dai palestinesi e dagli israeliani che si oppongono alla
guerra di Sharon.
RAMALLAH CITTA' APERTA APPELLO URGENTE
Dopo averci sparato addosso mentre cercavamo di soccorrere una
donna palestinese colpita a morte da un cecchino, ci hanno dato
un ultimatum: lasciate Ramallah al suo destino. L'esercito israeliano
in questo momento è impegnato, non lontano dall'ospedale
dove mi trovo con una sessantina di attivisti noglobal e pacifisti,
a scavare fosse comuni.
E' questo il destino al quale non solo il governo israeliano, ma
anche e soprattutto la comunità internazionale, stanno condannando
questa città ed un intero popolo. Ma noi, che abbiamo in
questi giorni drammatici costituito "dal basso" quella
forza di interposizione da troppo tempo richiesta inutilmente dai
palestinesi, che abbiamo dimostrato che anche in situazioni estreme,
quando c'è una volontà politica, è possibile
"esserci" e sostenere la resistenza del popolo palestinese
e della parte migliore della società israeliana, che abbiamo
vissuto un'esperienza di lotta alla guerra e di solidarietà
indimenticabile insieme a centinaia di attivisti noglobal e di pacifisti
di tutto il mondo, non intendiamo abbandonare questa città
e questo popolo, che già da troppo tempo subisce un'umiliante
oppressione nell'irresponsabile complicità dei governi occidentali.
Non intendiamo togliere a Sharon il fastidio di avere testimoni
stranieri che possano raccontare l'ultimo atto della "soluzione
finale" che ha scelto per risolvere la questione palestinese.
Vogliamo che Ramallah rimanga aperta, vogliamo che sia garantito
un ponte di comunicazione libera e di solidarietà per evitare
quella barbara carneficina che tutto il mondo si aspetta e che noi,
a rischio della vita, stiamo cercando concretamente di evitare.
Per questo lancio un appello urgente a quanti, finora a parole,
si sono espressi per il ritiro di Israele dai Territori occupati
e da Ramallah, parlamentari, amministratori locali, esponenti dell'opposizione,
intellettuali.: raggiungeteci a Ramallah, prendete il nostro posto
se ci espellono, contribuite anche voi con i fatti a lasciare aperta
la speranza che la "pace" che verrà non sia un
deserto armato, ma significhi invece terra, libertà, giustizia
sociale.
rete NoGlobal
RAMALLAH - I compagni sono rientrati nell'ospedale. Ora le intenzioni
sono quelle di dividersi in due gruppi per poter presidiare due
ospedali. Di fronte all'ipotesi, ventilata da alcune agenzie 1 ora
fa, di un autobus messo a disposizione dalle autorità israeliane
per un ritorno degli italiani a Tel Aviv e poi in Italia, la decisione
è quella di non spostarsi da Ramallah se non giungono nuovi
internazionali a mantenere il presidio nella città.
Non è possibile, dopo tutto quello che sta succedendo e di
fronte alla completa mancanza di interventi concreti della diplomazia
ufficiale, uscire dalla città e lasciare completa mano libera
all'esercito. Lo dimostra il fatto che oggi, durante l'interruzione
del coprifuoco per sole 2 ore l'esercito ha sparato anche mentre
i palestinesi seppellivano i corpi delle vittime, protetti dal cordone
di internazionali.
Per domani è prevista da Roma la partenza di un gruppo di
persone fra cui anche parlamentari di diversi partiti. Sono decine
le persone che stanno dando la loro disponibilità a far parte
della 'staffetta'. Il volo di domani è al completo.
Chi volesse dare la propria disponibilità per i prossimi
giorni può chiamare il numeri di Roma: 06-67102913
altremappe.org h.17:30
RAMALLAH - Mentre l'ambasciatore israeliano a Roma, a colloquio
con Silvio Berlusconi, comunica l'intenzione di evacuare ed accompagnare
all'aeroporto i cittadini italiani presenti a Ramallah, i Disobbedienti
dichiarano di non avere alcuna intenzione di lasciare la città
e la sua popolazione indifesi. Questo deve essere solo l'inizio
di una carovana di protezione a garanzia degli abitanti della città,
che è partita dal basso ma che deve coinvolgere i rappresentanti
istituzionali di ogni paese che si ritenga democratico.
A Ramallah intanto, non è stato rispettata l'interruzione
del coprifuoco che era stata garantita dall'esercito, che ha sparato
anche mentre i palestinesi seppellivano i corpi delle vittime, protetti
da un cordone di internazionali.
sherwood.it h. 17.00
RAMALLAH - I militari israeliani hanno concesso 1 ora di tregua
ai palestinesi per poter seppellire i loro morti, visto che negli
ospedali è finito il gas per le celle frigorifere.
30 disobbedienti con le pettorine bianche stanno facendo da scudo
umano per poter garantire la sepoltura in una fossa comune, scavata
davanti al Ramallah Dat Hospital.
Altremappe h. 16.00
RAMALLAH - A 350 metri dall'ospedale un cecchino ha ucciso con un
colpo al cuore una donna appena uscita dall'ospedale dove si era recata
per fare un piccolo intervento ambulatoriale a un ginocchio. A quel
punto i medici e gli attivisti italiani sono usciti dall'ospedale
a piedi con una barella per andare a soccorrerla.
Raggiunta la donna un cecchino e dei militari dall'interno di un tank
hanno sparato per colpire i soccorritori, sfiorando anche Luca Casarini,
Beppe Caccia e Gianfranco Bettin che si trovavano sul posto.
sherwood.it h.11:30
GERUSALEMME - Una delegazione degli attivisti si è recata
al Consolato spagnolo ( la Spagna presiede infatti attualmente il
Parlamento Europeo) per essere ricevuti dal Console e consegnare
l'appello che richiede la mobilitazione dei parlamenti europei e
l'invio immediato di delegazioni parlamentari nei territori palestinesi,
oltre che la richiesta di sospendere immediatamente i rapporti commerciali
con lo Stato di Israele, che viola i diritti umani e massacra un
intero popolo.
IMC 11.30
RAMALLAH - una carovana di auto blindate dei consolati dei Paesi
dell'Unione Europea si e' mossa verso il check point di Kalandia
per riportare a Gerusalemme una parte degli attivisti europei presenti
a Ramallah, tra cui Pietro Rinaldi, di Officina99, ed i 99Posse.
Come e' noto, Israele non consente l'accesso diplomatico a Ramallah,
quindi gli attivisti dovrebbero percorrere un'ora di cammino a piedi
per raggiungere il check point, tra cecchini e carri armati, con
una bandiera bianca, le mani alzate ed il passaporto alla mano.
Una parte della delegazione,tra cui altri membri della Rete Noglobal
con Francesco Caruso,rimangono all'ospedale di Ramallah per continuare
a distribuire viveri e medicinali ai feriti ed alle famiglie palestinesi
da sei giorni costrette nelle proprie case.
RETE NOGLOBAL h.11:00
RAMALLAH - Smentita la notizia del procedimento di espulsione
nei confronti di Luisa Morgantini che si trova ora in stato di libertà,
nell'ospedale di Ramallah, insieme ad una trentina di persone tra
cui Luca Casarini, Giuseppe Caccia,
Gianfranco Bettin, Raffaella Bolini, Federico Mariani, Roberto Giudice,
Roberto Giorgi, Tano D'Amico, Bruna Odandi e Lorenzo Gabbini.
I disobbedienti, e alcuni membri delle altre associazioni sono invece
all'hotel Ramallah.
sherwood.it h. 23:00
BETLEMME - ultimo aggiornamento della serata
Rimangono a Ibda (nella palazzina nel campo di DHEISHEH CAMP) i
35 italiani che hanno manifestato insieme agli internazionali oggi
a Betlemme.
Nel corso della manifestazione l'esercito ha aperto il fuoco. Schegge
di proiettile hanno ferito sette persone che comunque non versano
in gravi condizioni.
sherwood.it h. 23:00
TULKAREM - Carri israeliani appoggiati dagli elicotteri hanno preso
il totale controllo della città autonoma palestinese di Tulkarem,
nel nord della Cisgiordania.
Lo ha annunciato il sindaco della città Mahmoud al Jelad.
(Red) h. 21:52
TEL AVIV- Ambasciata italiana interviene a favore dei pacifisti
L'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il consolato generale d'Italia
a Gerusalemme hanno chiesto chiarimenti alle autorità israeliane
sul fermo di un gruppo di pacifisti italiani, tra i quali l'europarlamentare
Luisa Morgantini.
I responsabili del consolato generale a Gerusalemme hanno chiesto
alle autorità israeliane di poter immediatamente visitare i
connazionali fermati.
Sia l'ambasciata che il consolato si erano già mobilitati,
tra ieri e questa mattina, per la sicurezza e la libertà dei
pacifisti italiani presenti a Ramallah.
(Red) h.18:55
RAMALLAH - Il gruppo che ha raggiunto Ramallah questa mattina è
bloccato all' interno dell'albergo e non può uscire.
E confermata la notizie dell'irruzione dei militari israeliani in
due ospedali della città, tra cui il "Medical Relief",
all'interno del quale si trovavano Luisa Morgantini e anche Barghouti.
E molto difficile avere altre notizie dalla zone dell'ospedale,
le comunicazioni sono molto difficoltose.
Si teme che la Morgantini sia stata fermata dai militari israeliani.
Barghouti è stato visto uscire a mani alzate all'ospedale,
ma non si hanno altre notizie.
Ci sono testimonianze di spari all'interno degli ospedali, e due
edifici adiacenti al medical relief sono in fiamme a causa degli
spari dei carri armati.
Alcuni osservatori internazionali hanno tentato di uscire dalla
zone dell'ospedale per raggiungere l'albergo, ma sono stati fermati
dalle pattuglie dell'IDF.
Le ambulanze incontrano grossi ostacoli ai checkpoint, dove spesso
sono fermate e non vengono lasciate passare.
Per questo motivo la situazione sanitaria si sta aggravando, ed
è difficile portare soccorso ai feriti.
Pare che negli ultimi giorni nella zona di Ramallah ci siano stati
25 morti.
IMC Italia 17:02
Tra gli attivisti intenazionali feriti a Beit Jalla:
- British: Aisa Kiysue, Kunle Ibidun, Chris Dunham
- Australian: Kate Irving
- American: Said Khulil
I feriti sono stati tutti portati all'ospedale Al Huissen aBethlehem.
Appello dai compagni che si trovano a Gerusalemme:
questo è il numero della unità di crisi della Farnesina,
che dovrebbe seguire la vicenda dei cittadini italiani all'estero:
visto il disinteresse che sta mostrando per il pericolo che corrono
i compagni a Ramallah e a Dheishe, SI INVITANO TUTTI A TELEFONARE
CHIEDENDO NOTIZIE DEI PROPRI PARENTI E AMICI IN PALESTINA. 06 -
36915551
Ufficio stampa dell'unità di crisi 06- 36912064
1.4.2002 h. 16.17
Ramallah Drammatiche le notizie che giungono da Ramallah: la parlamentare
Luisa Morgantini è stata portata fuori con la forza dal Medical
Relieve Center e ora si trova all'esterno dell'ospedale con decine
di donne e bambini mentre tutto intorno ci sono palazzi in fiamme
e distruzione. Tutte le persone che sono state portate fuori si
trovano circondate da soldati che urlano frasi verso di loro. L'appello
della Morgantini è di intervenire per fermare questo che
ha definito un inferno.
Gli israeliani sparano sugli attivisti internazionali
by IMC Italy 3:02pm Mon Apr 1 '02
ascolta
l'intervento radio h 16.00 - scarica
l'intervento radio h 16.00
150 persone si erano dirette a Bet Jjalla per arrestare l' avanzata
dei carri armati. Ma dopo alcuni minuti di trattative sono cominciati
gli spari.
5 persone sono state ferite:
una giapponese, un' americana, un addetto stampa palestinese - non
si sa al momento se tra gli italiani vi siano dei feriti.
Ieri ci e` stato impossibile spedire la cronaca della giornata
anche a causa delle fasi concitate alle quali siamo stati sottoposti.
Dopo un po`di giorni nei territori ed a Gerusalemme lo stress e`
tantissimo e spesso e`difficile fare una cronaca ragionata di cio`
che si fa.
Cmq, nella guiornata di ieri alcune delegazioni dei disobbedienti
e di Action For Peace sono entrati a Ramallah per strade secondarie
ed hanno raggiunto l`altra delegazione internazionale di pacifisti
gia` [presente, tra l`ospedale, l`albergo dei giornalisti e la sede
del Anp.
La situazione era tesa gia` dalla mattinata. Un episodio su tutti.
La delegazione dei Giovani Comunisti e della Rete No Global si recava
dopo il processo, rinviato, al compagno italiano arrestato dopo
gli scontri all`Horient House, nuovamente alla New Gate, sede del
loro albergo. I militari bloccavano l`accesso alla New Gate con
mitra e pistole. In poco tempo un gruppo di militari si e` ammassato
alla New Gate impedendo alla Rete No Global ed ai Giovani Comunisti
di entrare in albergo. Dopo un po`di tensione l`esercito ci ha scortati
all`albergo. Contemporaneamente alla Porta diDamsco scontri tra
palestinesi ed esrcito israeliano coadiuvato dai coloni con mitra
in spalla.Nel pomeriggio ben due attentati scuotevano l`intera regione
, e la situazione precipitava vorticosamente. Ramallah
diveniva un vero e proprio inferno, le testimonianze della delegazione
all`interno della citta` palestinese si facevano sempre piu` drammatiche.
Caldissime assemblee hanno attraversato la giornata di ieri, mentre
tutti i familiari di Bargouthi, leader del Anp venivano arrestati
e lo stesso leader e` tutt`ora ricercato. In serata Jose` Bove`
e 15 pacifisti francesi
venivano arrestati mentre uscivano dalla sede del Anp con l`accusa
di aver fatto fuggire dei terroristi.. Il parlamento italiano dava
compito a Russo Spena e Paolo Cento di formare una delegazione del
parlamento italiano che
incontri Arafat e lo protegga. Arrivano dall`Italia intanto anche
Graziella Mascia del Prc e Gianfranco Bettin vice sindaco di Venezia.
La nottata di ieri e` stata spaventosa, con militari ovunque a Gerusalemme
e F16 che sfrecciavano nei cieli della citta'.
Oggi la situazione e` solo apparentemente piu` distesa. Gersuaelemme
e`poco frequentata.
Stamane nuove delegazioni sono giunte a Ramallah tra cui Francesco
Caruso della Rete No Global e Luca Casarini dei disobbedienti, insieme
ad altre 70 attivisti internazionali. Si sono posizionati tra l`ospedale,
e l`albergo dei giornalisti. Al momento non si sentono spari ma
c`e` un grande via vai di carri armati israeliani. Una nuova delegazione
di Giovani Comunisti, Rete No Global, Disobbedienti ed Action For
Peace si sono recati stamane al check
point prima di Ramallah. Si e` giunti in corteo, anche se mini,
e si e`svolto un presidio per alcune ore, mentre la prima delegazione
che e`entrata a Ramallah con Nunzio D`Erme, consigliere comunale
di Roma, e`uscita dai territori una volta avuto il cambio. Sono
al momento 100 gli attivisti internazionali che sono a Ramallah.
In seguito la stessa dleegazione si e` spostata verso Betlemme.
Lo scenario davanti a noi e` stato allucinante!!!
Circa 30 carri armati Tank israeliani occupavano il ceck point pronti
ad entrare, mentre altri erano gia` entrati a Betlemme. Circa altri
30 carri armati isaeliani erano ammassati ad una postazione militare
a 500 metri dal check point. Si prepara un massacro a Betlemme.
La nostra preoccupazione e`per i compagni a Deisha nel campo profughi
di Betlemme che sono ancora li`.
I compagni sono andati contro i carri armati a braccia alzate mentre
un gruppo di colini si avvicinava alla delegazione insultandoci
ed avvicinandosi minacciosi tra l`indifferenza dell`esrcito. Dopo
alcune ore di presidio davanti alla stampa di tutto il mondo l`esrcito
ha cominciatao a fare cordoni introno a noi spingendoci dapprima
e poi in pratica
caricandoci fin sui pullman a circa 200 metri dal ceck point. Dopo
la carica si e`tornati all`Ambasador dove si e` tenuta una assemblea
di tutta la delegazione rimasta a Gerusalemme. Per il momento e`
questa la situazione,
mentre una assemblea generakle convocata per le 21 di stasera decidera`
il da farsi. E` da sottolineare la straordinaria solidarieta` della
popolazione araba di Gerusalemme nei nostri confronti e di tutta
la stampa e di media
arabi e non solo verso la nostra missione.
Seguiranno aggiornamenti.
Sono le 16.05 a Gerusalemme Est.
Delegazione di Studenti in Movimento in Palestina
Ultime da Ramallah
da www.altremappe.org
1.4.2002 h. 16.05
Ramallah Notizie non confermate affermano che i soldati sono
entrati nel Medical Relieve, dove sono presenti internazionali.
1.4.2002 h. 16.00
Beit Jallah Giungono notizie di un gruppo di internazionali che
è stato appena caricato e fatto bersaglio di colpi di fucile,
mentre stavano manifestando pacificamente in strada, davanti ai
carri armati che stavano entrando a Beit Jallah. Ci sono diversi
feriti tra gli stranieri che sono stati trasportati all'ospedale
di Betlemme. In questo momento i manifestanti sono stati sospinti
indietro e nelle strade circostanti, mentre i carri armati hanno
le mitragliatrici puntate verso di loro e continuano a sparare nella
loro direzione.
1.4.2002 h. 15.10
Ramallah La delegazione di italiani, che al momento è composta
da circa 60 persone, ora si trova in due gruppi all'interno di due
opedali della città. La sitazione al momento è molto
tesa, si sentono elicotteri Apache che stanno sorvolando la residenza
di Arafat e stanno bombardanola. Nella piazza centrale di Ramallah
da questa mattina ci sono violentissimi scontri e da altri quartieri
della città si sentono fortissime esplosioni che danno l'impressione
che si stiano abbattendo interi edifici. All'interno del bunker
di Arafat sono ancora presenti 32 internazionalisti che raccontano
di una situazione sempre più difficile vista la presenza
di numerosi feriti che non possono essere curati e la mancanza di
viveri e acqua.
1.4.2002 h. 15.00
2 pulmann di attivisti che stavano cercando di raggiungere Ramallah
da Gerusalemme sono stati bloccati al primo check point da soldati
in assetto antisommossa e rimandati indietro. Lo riferisce la parlamentare
Graziella Mascia (prc) giunta questa notte a Gerusalemme. Tra i
tank israeliani c'era un pullman di coloni che quando sono entrati
in contatto con i compagni li hanno tempestati di sputi e insulti
e quindi da una carica corpo a corpo di polizia e soldati che li
hanno letteralemnte spinti fino sopra il pullman.
MO: BETLEMME, CARRI ARMATI SI STANNO DIRIGENDO VERSO CITTA'
(ANSA) - GERUSALEMME, 1 APR - Carri armati israeliani stanno dirigendosi
verso la citta' di Betlemme, in Cisgiordania. Lo riferiscono all'Ansa
testimoni oculari, secondo cui i carri armati sono gia' arrivati
al campo profughi di Deheishe.
La citta' era circondata da ieri notte da mezzi blindati israeliani.
(ANSA).
01-APR-02 14:39
Corrispondenze dall`occupazione di una compagna femminista di
Bologna
Ciao,
sono arrivata da due giorni, e` la seconda notte passata ad aspettare
l`arrivo dei carri armati israeliani che stanno occupando tutto
il territorio dell`anp. Spero davvero di non essere espulsa, ma
dopo che anche la farnesina ha
avvallato la richiesta di espatrio per gli italiani temo che ci
sara` poco da fare. Sono nel campo in cui ero stata ospite la scorsa
volta, non ho resistito a venire qui dove erano le altre italiane
e italiani che presidiano il campo come forza di interposizione.
Volevo vedere le persone che avevo conosciuto, e ancora una volta
politico ed emotivo risultano aspetti inscindibili del mio vissuto.
Forse mi spostero` ad hebron dove mi hanno detto che la sede dell`organizzazione
che mi deve ospitare adesso e` piu` sicura. Bisogna vedere se sara`possibile
aggirare i check-point che sono certamente chiusi. Oggi i carri
armati
sono davvero vicini al campo e si aspetta un attacco di ora in ora,
le strade sono deserte e di tanto in tanto compaiono sagome sul
ciglio della strada a verificare come si evolve la situazione. Alcune
donne prendono i pochi taxi
in circolazione per andare a lavorare. I carri armati hanno circondato
il campo nel raggio di circa un km dai suoi confini, con un`operazione
che dura da due giorni, in cui i soldati sono stati accumulati vicino
a betlemme da ieri,mentre si procedeva alll`occupazione di un villaggio
vicino, Beit Jalla, dove un gruppo di italiani ieri (trasmessi anche
in Italia da reuters) hanno fronteggiato i carri armati cercando
di raggiungere il villaggio occupato.
Sembra che nella notte i carri armati abbiano compiuto operazioni
di assestamento avanzando nei villaggi che circondano il campo profughi
e poi tornando indietro.
A Ramallah i soldati israeliani hanno fatto esecuzioni sommarie,
invaso l`ospedale, e sembra che la guerra totale dichiarata da Sharon
sia iniziata da li`con perquisizioni casa per casa che fanno pensare
ad una strategia di
attacco differente da quella portata avanti con i bombardamenti
mirati alle case dei ricercati o alle caserme.
I volti dei palestinesi mi trasmettono una grande forza nionostante
la desolazione che esprimono. L`attesa dell`attacco diventa sempre
piu` snervante per tutti, i gruppi internazionali presenti stanno
cercando la maniera di
reagire manifestando nelle strade deserte piuttosto che attendere
al chiuso l`arrivo dei carri armati.
Nel frattempo si tengono i funerali dei martiri, e nelle case delle
loro famiglie si tengono le veglie per diversi giorni. Tre giorni
fa una donna del campo si e` fatta saltare in aria a gerusalemme.
Nonostante il timore dei bombardamenti la notte scorsa alcune donne
del campo hanno voluto dormire in quella casa che sarebbe un obbiettivo
possibile. Anche gli internazionali sono stati invitati a dormire
nelle case del campo, quindi alcune sono andate nelle case, altri
si sono fermati al centro culturale in cui siamo ospiti.
L`ONU ha vietato ai propri dipendenti di far accedere qualunque
estraneo nei propri locali.
Le notizie volano e si cerca di selezionarle per non diffondere
inutile panico.
Un ragazzo palestinese mi ha detto che ha davvero paura che la sua
vita cambiera` dopo questo attacco, e poi ha aggiunto che io non
mi devo preoccupare. Come colmare la distanza che si crea automaticamente
con chi questa
condizione la vive come una condanna a vita, con quelli a cui non
e` concessa nessuna speranza in una pace che non significhi totale
sottomissione all`occupante ed alla logica delle armi.
Le donne alle veglie dei martiri accusano Sharon, dicono che deve
morire, e rivendicano l`uso delle armi come unica forma di reazione
rimasta contro la violenza dell`occupazione. In particolare in una
di queste famiglie sono stata
invitata a partecipare alle loro riunioni in cui mi avrebbero spiegato
la loro visione dell`altra vita che viene dopo la morte.
Spero che mi sara` conceso il tempo per approfondire le relazioni
con le persone che vivono qui` e condividere parte della loro situazione
per ampliare i margini di resistenza, perche` si eviti di ridurre
l`intifada alla scelta di sacrificare la propria vita per comunicare
al mondo in quale stato di precarieta` estrema il popolo palestinese
vive da decenni.
L`intifada e` stato da sempre molto di piu` che le azioni individuali
di alcuni Kamikaze, e la crescita del loro numero secondo me e`
solo il sintomo dell`isolamento in cui la comunita` internazionale
ha costretto la popolazione palestinese.
Urge una mobilitazione anche in tutte le citta` italiane penso che
questo lo potete vedere voi a seconda delle vostre possibilita`,
di certo non e`ammissibile che questi livelli di violenza vengano
mantenuti con la complicita`dei governi occidentali.
A presto.
Testimonianza di Marina Barham - INAD Theatre di Beit Jalla
Cari amici e amiche,
noi tutti e tutte siamo stati condannati alla pena capitale da
Israele. Siamo colpevoli di essere Paelstinesi. Siamo colpevoli
di difendere le nostre case, i nostri bambini, le nostre scuole,
le nostre vite e il nostro presidente. Siamo stati tutti e tutte
condannati alla pena capitale da Sharon e dal suo governo. Senza
processo, senza difesa, senza neppure un'ultima confessione o un
ultimo desiderio.
Saremo giustiziati con un colpo alla testa. Non fa differenza il
sesso o l'età. Vecchi o giovani, uomini o donne, siete tutti
colpevoli. E se non morirete subito, i soldati israeliani si assicureranno
che moriate dissanguati. A nessuna ambulanza è permesso aiutare
chi è stato giustiziato.
A Ramallah, i soldati israeliani hanno già giustiziato trenta
o più Palestinesi. Li hanno colpiti alla testa o al cuore,
poco importa. E' difficile sbagliare: in quanto giustizieri, dovete
stare solo a un paio di metri di distanza. Più ne giustiziate,
più lunga sarà la vostra licenza. Dovete tenere a
mente quanti ne avete giustiziati, se non volete perdere il premio
finale. Potete anche scattare una foto alla vostra vittima, per
essere sicuri di ricordare.
Molti soldati israeliani portano con sé le loro cineprese
e riprendono le loro vittime palestinesi. I bei ricordi meritano
di essere ripresi e conservati, non vi pare?
L'esercito israeliano ha bisogno di tutto l'aiuto possibile perché
in Cisgiordania e nella strisica di Gaza restano ancora 3.499.070
palestinesi, che sono anch'essi colpevoli.
Marina Barham, anch'essa colpevole
INAD Theatre - Beit Jala
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