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17 giugno 2002
Lyndon LaRouche ha ottant'anni, pre-candidato alle presidenziali
americane del 2004, incaricato da Regan di condurre i negoziati
con
l'URSS riguardo al primo progetto di difesa anti-missile,
quest'economista è oggi una delle voci più critiche
del
panorama politico statunitense, naturalmente riteniamo che le
soluzioni che egli indica, alla fine dell'intervista, per uscire
da
questa situazione non siano assolutamente raccomandabili, siamo
convinti inoltre, come spesso ripetiamo, che la socialdemocrazia
che si
incarna nei paesi occidentali (in questo caso statunitense) è
identica
alle varie destre in tutto e per tutto, sia nella gestione
dell'economia che nello sfruttamento dei lavoratori sia nei meccanismi
repressivi che in quelli di omologazione sociale.
Riteniamo importante però che un'uomo politico americano,
che negli
ultimi giorni ha tenuto due conferenze alla Camera di commercio
di Milano di fronte ad uno spaccato della classe politica ed
imprenditoriale lombarda, e che quindi che non è assolutamente
accostabile ne a noi noglobal ne alla sinistra parlamentare(PRC)
abbia un'affinità di lettura con il movimento proprio sulla
pericolosità dell'attuale situazione in cui verte l'economia
statunitense e di conseguenza quella mondiale.
EdB: Il capo della Federal Riserve, Alan Greenspan, ha recentemente
dichiarato che gli USA hanno superato la crisi lei è d'accrdo?
LL: Greenspan mente spudoratamente, sapendo di mentire. La
verità è che
l'economia americana sta andando al collasso. Dalla metà
degli anni 60,
il sistema economico degli USA si è spostato da una società
di
produzione ad una di puro consumo. Semplicemente abbiamo cominciato
a
disinteressarci della produzione pensando che i nostri bisogni
potessero essere soddisfatti prendendo il necessario dai paesi del
terzo mondo. Ed il tutto tramite dei meccanismi di credito.
Quale conseguenza di questa distorsione introdottasi nel nostro
modo di
pensare, non solo le capacità imprenditoriali di base sono
rimaste
spiazzate ma la quantità di derivati ed altre alchimie finanziarie
ha
raggiunto la cifra astronomica di 400 miliardi di dollari.
Al pari del debito estero USA, nessuno potrà mai far rientrare
questa
bolla speculativa che è destinata ad esplodere.
EdB: Qual'è la relazione di ciò con la spirale
di guerra che Washington sta
portando avanti ?
LL: Una relazione di totale interdipendenza. Il Dipartimento
di Stato si
riempie dichiara di aver vinto la guerra in Afghanistan. In realtà
l'Esercito americano si trova oggi nella stessa condizione di quello
sovietico all'inizio degli anni 80. Ed anche l'esito finale sarà
lo
stesso.
Siamo andati in Afghanistan senza la minima prova di un legame fra
Bin
Laden ed i fatti dell'11 ettembre. In tale situazione, tutta l'attuale
politica US è un pretesto per attaccare l'Iraq. Gli uomini
che
controllano la Casa Bianca, personaggi quale H. Kissinger e Z.
Brzhezinsky, gli stessi che finanziarono l'estremismo islamico contro
l'URSS, tentano una fuga in avanti per ritardare il crollo del sistema
economico che l'Argentina ha preannunciato. Per fare ciò,
questi uomini
vogliono creare una spirale di guerre, un conflitto di civiltà.
Bombardando l'Iraq, sarà l'insieme del mondo arabo a sentirsi
aggredito. Ma l'Iraq non sarà un osso facile. E per
questo che a Washington stanno parlando di rivedere le dottrine
d'impiego della bomba atomica.
EdB: Sono note anche le sue tesi non troppo ortodosse sull'attuale
crisi
israelo-palestinese...
LL: Israele, sotto la guida di spostati quale A. Sharon,
legati a
doppio filo con Kissinger e Brzhezinsky, è funzionale a questo
processo. Ciò che stanno facendo contro i palestinesi non
è altro che
la tattica usata dai nazisti contro l'insurrezione di Varsavia.
Il modo
migliore per fare infuriare ancora di più gli arabi. A quel
punto sarà
Israele ad usare la bomba atomica. Con la crisi senza precedenti
che ne
seguirà il sistema politico americano diventerà una
dittatura. Bush è
un pover'uomo.Egli non fa altro ùche pronunciare discorsi
che gli
vengono scritti da altri,senza comprenderne il significato e le
possibili conseguenze.
EdB: Quale può essere il ruolo dell'Europa in tutto
questo?
LL: L'Europa può indicare l'alternativa all'attuale
situazione
economica.L'unica via d'uscita da questa crisi totale è l'avvio
da parte
dell'Europa avvierà una politica di grandi infrastrutture
continentali
che attraverso la Russia e lo spazio ex-sovietico colleghi la sua
economia a quelle della Cina, dell'India ed del Medio Oriente. L'Europa
ed il mondo hanno un interesse vitale in questo progetto di ponte
eurasiatico. Questa è la sola via per innescare una spirale
di crescita
economica reale e eliminare la prospettiva della "guerra di
civiltà".
EdB: Lei si è già presentato più volte
alle presidenziali rimanendone
sempre escluso. Cosa le fa pensare che nel 2004 sarà diverso
?
LL: Innanzitutto, dobbiamo chiederci se vi saranno elezioni
nel 2004.
Ripeto qui stiamo andando verso una dittatura. E poi, in ogni caso,
io
sento che questo è il mio compito innanzi al mio popolo e
lo porterò
avanti fino alla fine.
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