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napoli 19 ottobre 2002
La Rete Noglobal ha terminato la settimana per la generalizzazione
dello sciopero con un corteo multiforme ed arrabbiato che, partendo
da Porta Capuana insieme al sindacalismo di base ed autorganizzato,
ha invaso con oltre 10 mila partecipanti le strade del centro. Gran
parte delle arterie comunicative e dei flussi produttivi della metropoli
sono state bloccate!
Come Rete Noglobal abbiamo marcato la nostra presenza anticoncertativa
anche nel corteo della C.G.I.L: abbiamo infatti scelto di essere
entrambi i cortei per ribadire con forza il no alla globalizzazione
capitalista, alle privatizzazioni, alla finanziaria, al patto per
l'Italia, alla Bossi-Fini, alla guerra; ai devastanti processi che
le politiche neoliberiste provocano precarizzando le nostre vite.
Siamo scesi in piazza per estendere l'art. 18 a tutti i lavoratori,
per affermare il diritto ad un reddito/salario sociale garantito
per chi ne è privo, per servizi sociali pubblici, gratuiti
e di qualità. Per aprire una stagione di lotte capace, dal
basso, di mandare a casa il governo Berlusconi è necessario
articolare interventi sui luoghi del lavoro classico salariato,
del nuovo lavoro precario, e del non lavoro, insommma tutto ciò
che abbiamo fatto in questa settimana per ridare fiato al conflitto
sociale.
I due spezzoni si sono poi riuniti in piazza Matteotti e, raddoppiati
di numero, hanno proseguito senza autorizzazione per il Porto, dove
da qualche giorno sosta la portaerei nucleare George Washington
che sarà usata nella prossima guerra, per creare il deserto
e chiamarlo pace. Il corteo si è concluso con un picchetto
di circa 1 ora su via Marina. Lì davanti al porto abbiamo
ribadito il No senza se e senza ma, con o senza ONU a qualsiasi
guerra e promesso di ritornarci per occuparlo in caso di inizio
dell'aggressione all'Iraq . Contemporaneamente una bandiera palestinese
di 40 metri veniva aperta di fronte alle navi militari presenti
nel porto.
Questa giornata ha segnato un passo ulteriore nella estensione
e nel rilancio dell'opposizione sociale. La battaglia è solo
iniziata, noi lavoreremo affinché il conflitto continui,
e si generalizzi ovunque nella società. Insieme ai lavoratori
ed alle lavoratrici per battere questo governo ed aprire una nuova
stagione di conquiste sociali. Chi oggi è stato in piazza
ha capito che ormai non si torna più indietro...
Retenoglobal
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