3000 PERSONE E UNA BANDIERA BRUCIATA


in attesa di occupare il Museo della Scienza

 

Il successo della manifestazione di ieri - è un segnale di cui non si può non tenere conto: piuttosto che insultarli e criminalizzarli, bisognerebbe riflettere sul motivo per cui migliaia di precari, giovani, disoccupati, studenti hanno sfilato in corteo sotto una pioggia scrosciante, esprimendo la loro distanza ed estraneità rispetto ai simboli dell'unità nazionale (il Capo di Stato, la bandiera italiana).

Queste migliaia di persone rappresentano quello spaccato sociale che non è stato e mai sarà invitato alle "passarelle" istituzionali, che non visiterà mai il museo della Scienza (al massimo lo occuperà per rivendicare i propri diritti negati), che non è mai stato interpellato sulle scelte in merito alla trasformazione del territorio in cui vive.

Questa è l'altra faccia, la faccia scomoda di Napoli che Ciampi non avrà mai modo di vedere, sempre circondato da signore impellicciate e uomini in giacca e cravatta: venga per una volta nei nostri quartieri popolari, nelle
periferie degradate, non per una passarella istituzionale, ma per comprendere che significano quei dati statistici che ogni tanto si scorgono tra le righe : 20% di disoccupazione, 60% di disoccupazione giovanile, 4000 sfratti esecutivi, decine di morti all'anno per eronia.
Un invito che giriamo a tutti coloro i quali in queste ore si affannano per denigrare e criminalizzare coloro i quali hanno incendiato uno striscione con su scritto "Senza casa, senza lavoro: l'Italia è una repubblica fondata
sulla guerra?" e a caratteri cubitali "Cittadini del mondo, nazionalisti di nessuno".
Nessun benpensante si sarebbe preoccupato di questo striscione, di cosa c'era scritto, se questo striscione non aveva come sottofondo tre colori : bianco, verde e rosso.
Non sappiamo se gli autori di questo gesto siano perseguibili penalmente, ma ci viene da chiedere chi è peggio: i giovani disoccupati che hanno bruciato una bandiera oppure chi lascia a sè questi stessi giovani, senza un lavoro, una prospettiva, senza una speranza, senza un futuro?
E se domani bruciassero le loro carte d'identità? Occupassero il tanto sbandierato Museo della Scienza? Li continuerete ad insultare come rozzi, immaturi, analfabeti, estremisti oppure vi inziereste a porre il problema
della precarietà e dell'esclusione sociale?
Il 16 gennaio 1999 alcuni disoccupati bruciarono una bandiera italiana: la Patria li ha chiamati a risponderne in tribunale, ma la stessa patria non ha ancora garantito a loro un lavoro, una prospettiva, una speranza, un
futuro.

Da parte nostra, come rete No Global, continueremo a contrastare la globalizzazione neoliberista, non solo sul piano generale (in questi mesi contro il suo aspetto più drammatico, la globalizzazione delle armi e del terrore) ma anche a partire dagli effetti nefasti che sui nostri territori quotidianamente subiamo: saremo sempre al fianco degli ultimi, degli invendibili, dei malvenduti, di chi lotta per rivendicare i propri diritti eternamente calepstati.

Sabato 1 dicembre, giornata mondiale di lotta all'Aids, saremo con i fratelli migranti in un luogo non precisato della città, per sollevare in modo forte il problema della salute e dell'assistenza per i clandestini.

I benpensati urleranno allo scandalo, ma non ci possono fermare, perchè siamo un esercito di sognatori e per questo siamo invincibili.....


PER LA RETE NO GLOBAL
Il portavoce
Francesco Caruso

« back