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Striscia di Gaza - 13.09.02
Fonti palestinesi ci riferiscono di un attacco israeliano avvenuto
la notte
scorsa nel quartiere di Salaam, nella città di Rafah sul
confine con
l'Egitto. Pare che le truppe israeliane siano penetrate nel quartiere
che conta circa
8000 abitanti intorno alle 22 e vi siano rimaste fino alle 5 di
questa
mattina. Durante questa azione i bulldozer dell'esercito, protetti
dall'aria da
elicotteri Apache, hanno completamente distrutto un'abitazione e
ne ha
daneggiate almeno 26. Durante l'azione un palestinese è rimasto
ucciso e sei sono
rimasti feriti. Anche due autovetture sono state distrutte durante
l'incursione.
Non si hanno notizie di eventuali arresti ma le nostre fonti palestinesi
ritengono che l'azione abbia avuto lo scopo di intimidire la popolazione
civile;
l'esercito ha infatti distribuito un volantino in lingua araba in
cui pare
fosse scritto che qualora la popolazione si dimostrasse non combattiva
nei
confronti delle forze di sicurezza israeliane non vi sarebbero state
altre
incursioni. La situazione in tutta l'area sud della Striscia di
Gaza, dove siamo
presenti da circa quattro mesi con un progetto di condivisione,
supporto e
protezione della popolazione civile e delle organizazioni che si
oppongono alla
logica degli attacchi suicidi, rimane grave e molte volte inascoltata.
Quattro giorni fa, infatti, l'8 di settembre, i bulldozer hanno
abbattuto una casa
nell'abitato di Qararah (nella municipalità di Khan Younis),
colpevole di
sorgere nei pressi della strada che collega l'insediamento di Gush
Katif con
Israele. L'abbattimento è avvenuto per ritorsione ad una
sparatoria provocata
nei pressi della strada da un palestinese armato che è stato
poi ucciso dalle
forze di sicurezza israeliane. Nessun abitante della casa era stato
coinvolto
nell'azione militare
16.09.02 Storia Normale da
Khan Younis
Spesso le storie ordinarie non vengono raccontate dai media, forse
si raccontano nelle chiacchere tra amici, al bar o alla fermata
dell'autobus, ma spesso anche questo canale di informazione le ignora.
In Italia le storie ordinarie parlano di qualcuno che è stato
mollato dalla fidanzata, di un altro che ha comprato la macchina
nuova ed ha fatto subito un incidente, parlano di gente normale
e di "sfighe" normali. Qui in Palestina, specialmente
nella Striscia di Gaza ci sono molte storie normali ma c'è
qualcosa di diverso. La storia in cui mi sono imbattuto ieri è
normale ma non ci sono fidanzati delusi o macchine amaccate, in
questa storia ci sono alcuni carri armati una casa e un uomo armato
morto. E' una storia normale che racconta di una notte in un paese
che si chiama Qararah, un paese che sorge vicino alla by pass road
che collega Israele all'insediaento di Gush Qatif, per questo motivo
di notte, dalle otto di sera alle sei di mattina, c'è il
coprifuoco e la gente è costretta a stare in casa. Tutti
i giorni la gente di Qararah vede passare le macchine dei coloni
e i mezzi militari israeliani, sanno che i loro "vicini"
si sentono minacciati e spesso la loro pretesa di difendersi in
una terra che non è la loro (qui non siamo in Israele) si
trasforma in violenza e distruzione. La gente di Qararah che vive
vicino alla strada non vede di buon occhio chi, armato di fucile,
di una dose di disperazione mista a voglia di vendetta e a volte
di fanatismo, passa di l? e cerca di colpire i militari in transito
sulla strada. E' per questo motivo che in una notte di dieci giorni
fa un uomo che abitava in un altro villaggio ha raggiunto le case
nei pressi della strada di notte, all'insaputa degli abitanti costretti
nelle loro case dal coprifuoco. L'uomo armato di kalashnikov è
entrato in una casa disabitata cercando una buona posizione e ha
sparato verso una jeep israeliana. I soldati hanno risposto al fuoco
colpendo l'uomo a morte; era notte. La casa era disabitata perchè
gli abitanti si sono trasferiti qualche settimana fa a causa di
un colpo israeliano che ha colpito uno dei figli della famiglia
ferendolo ad un braccio: è pericoloso abitare vicino alla
strada! Dopo l'uccisione dell'armato solitario l'alba ha riservato
un altra sorpresa agli abitanti della zona: due carri armati hanno
scortato un bulldozer che con un paio di colpi ha abbattuto la piccola
casa disabitata di appena tre stanze. Ora la finestra che si affacciava
sul salone, dove forse si radunavano le donne a lavorare o gli uomini
a parlare e a bere il the, guarda la strada, guarda le macchine
che la percorrono. I vicini aprono le porte che ora danno sulle
macerie e mi indicano la strada, mi indicano le jeep militari, ma
questa è una cosa normale da queste parti e la gente quasi
si meraviglia che noi vogliamo conoscerla.
20.10.2002 Jayous
INTERNATIONAL SOLIDARITY MOVEMENT
Domenica 20-10-2002
Sulla strada dei bulldozers
[Jayous, Qalqilya] I palestinesi del villaggio di Jayous hanno
protestato contro la confisca illegale e la distruzione dei loro
terreni agricoli e dei loro oliveti attuata dall'esercito israeliano
per far posto al gigantesco muro dell'Apartheid che lo stato di
Israele sta costruendo.
Oggi i palestinesi del villaggio di Jayous, accompagnati da civili
internazionali, hanno ripreso la loro protesta contro le distruzioni
dei bulldozers. Gli attivisti dell'ISM non hanno obbedito agli ordini
imposti dall'esercito israeliano che imponevano loro di lasciare
spazio ai bulldozers diretti agli oliveti per distruggerli e livellare
i terreni agricoli. Uno degli attividell'ISM, Tom Winston dell'area
di Seattle, è stato arrestato per essersi rifiutato di obbedire
agli ordini dell'esercito e per essere interposto alle guardie private
di sicurezza (israeliane n.d.t.). Tome è stato rilasciato
alcune ore dopo.
Gli internazionali e i palestinesi hanno mantenuto le loro posizioni
anche quando l'esercito di occupazione israeliano ha tirato 12-15
lacrimogeni e tre bombe-suono contro di loro. L'IOF (Israeli Occupation
Force) ha cominciato dunque a sparare in ariae alcuni soldati hanno
pure puntato le loro armi direttamente sugli attivisti seminando
il panico. Due palestinesi sono stati arrestati per aver rifiutato
gli ordini di lasciare che i bulldozers che distruggessero i campi.
Ehab Khaled (di 21 anni), e Fadi Khaled (di 17 anni), sono i due
palestinesi che sono stati arrestati nel tentativo di proteggere
le loro terre.
I bulldozers hanno ora cominicato a distruggere gli uliveti, mentre
i palestinesi e gli internazionali circondano ancora molti altri
olivi, nel tentativo di non farli sradicare dell'esercito israeliano.
Per ulteriori info si può chiamare:
Lisa Neesan: tel. +972-52-272524
02.12.2002
Questa mattina le forze d'occupazione israeliane hanno imposto il
coprifuoco a Jenin ed hanno sparato a morte su un ragazzino ferendo
sedici persone che si trovavano nel mercato cittadino. Le truppe
israeliane spalleggiate da due carri armati e da veicoli corazzati
hanno aperto il fuoco sui Palestinesi intenti a fare acquisti presso
le bancarelle del mercato per festeggiare l'ultimo giorno di Ramadan
(Eid el-Fitr).
Soldati Palestinesi hanno risposto al fuoco, ma i testimoni assicurano
che il ragazzo di 15 anni sarebbe stato ucciso nella prima fase
dell'attacco compiuto dai soldati israeliani.
L'esercito israeliano ha sospeso il coprifuoco a Nablus e Hebron.
Nella Striscia di Gaza Lunedi mattina all'alba un soldato israeliano
e' stato ferito leggermente mentre un Palestinese e' stato ucciso
mentre stava cercando di infiltrarsi nell'insediamento di Netzarim.
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