Studenti occidentali organizzano iniziative a Damasco-Siria

Un gruppo di studenti presenti a Damasco in Siria, tra cui è presente anche un'attivista della Retenoglobal, stà organizzando in linea con tutto il resto del mondo iniziative in sostegno del Popolo Palestinese. Via mail ci arrivano aggiornamenti da questa, se pur lontana, importantissima esperienza di lotta. Riportiamo in ordine cronologico, partendo dalle più recenti, le e-mail che gli Studenti di Damasco ci stanno inviando per aggiornarci sugli sviluppi delle loro iniziative.

11 APRILE 2002 AGGIORNAMENTI DA DAMASCO:

Giorno4
Con la colazione arriva la notizia spezzettata dell’esito della riunione del
parlamento Europeo di ieri sera(10 aprile): il fatto che finalmente una
maggioranza di voti abbia deciso per l’interruzione degli accordi commerciali
con Israele ci fa mandare giu’ il caffe’, ma la decisione di fissare la
commissione EU-Israele a lunedi’ 15 c.m., pur rappresentando un primo passo
verso la “soluzione”della crisi, ci sembra assolutamente inadeguata e giunge in
ritardo per l’interruzione immediata dello spargimento di sangue nei territori
palestinesi occupati.
Quindi, dopo aver portato il nostro invito a supportarci ai diversi centri
culturali (francese, italiano, inglese, tedesco,americano) presenti a Damasco,
abbiamo scritto una lettera che consegneremo domattina all’ufficio della Unione
Europea davanti al quale stiamo dimostrando, e lo stesso testo e’ stato spedito
all’ufficio delle relazioni esterne di Romano Prodi a Bruxelles oggi in serata, ECCO IL TESTO:

11 April 2002
Letter to the European Union from foreign students in Damascus

For four days, we have been holding a sit-in in front of the offices of the
European Union in Damascus to insist that our governments and the EU take
immediate, practical steps to end the Israeli aggression against the Palestinian
people and to stop the massacres of civilians in the occupied Palestinian
territories. As the situation in Jenin demonstrates, the Israeli army has shown
no sign that it is ready to stop its assault on civilians and withdraw from the
Palestinian territories. On Monday, we called upon the EU to immediately cut
its economic ties with Israel, to ensure that necessary medical assistance
reaches the Palestinian people, to send an international force to protect the
Palestinian people, and to guarantee the right of Palestinians to
self-determination. We have collected over 220 signatures supporting these
demands. We recognize that the EU has made several important declarations over
the last three days – culminating in the resolution passed by the European
Parliament on 10 April 2002. We appreciate these moves as important steps
towards the EU accepting its role as an important force in the struggle for
peace and justice in the world. However, these steps are far too small and far
too slow to stop the shedding of Palestinian blood. The situation has moved
beyond a crisis state and has deteriorated into the indiscriminate shedding of
innocent Palestinian blood and even the perpetration of massacres. At this
point, words and resolutions are not enough. We call on the EU act immediately
to stop the war crimes being committed by the Israeli military by carrying out
the following steps:

1) Convene the meeting of the 15 foreign ministers on Friday, 12 April 2002,
instead of Monday, 15 April. The EU has no reason to delay this meeting and the
Palestinians cannot afford to wait four more days. Recognize that US Secretary
of State Colin Powell’s visit to region is an opportunity for all of the parties
to collectively press Israel to stop the brutal incursions into Palestinian
territory and to withdraw its troops.

2) Insist that the United States stand behind the EU’s decision to send an
international force to protect the Palestinian people. The EP resolution passed
yesterday calls for an observation force that will separate the two sides. It
is crucial that the EU also insists that this situation does not involve two
warring parties, but rather a highly advanced and powerful military on one side
and a lightly armed civilian defense on the other. The Palestinians do not need
more people to observe the massacres being perpetrated. They need protection
and the EU should do all it can to provide such protection without delay.

3) Guarantee the immediate provision of medical assistance to the Palestinian
people. Along with the international protection force, Europe needs to send
medical relief to the Palestinian people and to ensure that it is provided
whenever and wherever it is needed – regardless of any Israeli objections.

4) Encourage the United Nations to send High Commissioner for Human Rights Mary
Robinson to the region immediately in order to investigate the human rights
abuses and war crimes currently being committed by the Israeli military.

Again, we appreciate the steps the EU has already taken, but we implore you to
step up your efforts and to take immediate action to end the crisis and protect
the Palestinian people.

Stasera prima proiezione di un film sul poeta palestinese Mahmoud Darwish.


8 APRILE 2002 PRIMO AGGIORNAMENTO DAGLI STUDENTI DI DAMASCO

Dalla mattina dell’8 aprile un gruppo di circa 50(il numero sta crescendo)
ragazzi di diverse nazionalita’(Belgio, Italia,Germania, Inghilterra, Francia,
Stati Uniti, Turchia, Somalia, Norvegia, Russia) studenti a Damasco sta
manifestando con un sit-in permanente davanti all’ufficio della Delegazione
dell’Unione Europea in Siria la propria solidarieta’ al popolo palestinese,
grazie all’aiuto e al supporto spontaneo (cibo, acqua, coperte per la notte)di
siriani, palestinesi e stampa locale, e raccogliendo firme che sottoscrivono la
petizione riportata a piè pagina in lingua inglese da spedire a Bruxelles.

Abbiamo incontrato ieri mattina l’incaricato agli affari interni della
delegazione dell’Unione Europea Jerome Cassier che ci ha confermato I resoconti
della stampa locale e internazionale: l’Europa sta "discutemdo" l’interruzione
delle relazioni commerciali con Israele, che nel frattempo sta continuando il
massacro di civili e la distruzione di abitazioni e infrastutture, in un pauroso
silenzio dell’informazione.

Pertanto abbiamo inenzione di continuare la nostra protesta pacifica e di
portarla alla vostra attenzione, in attesa che il nostro governo prenda una
posizione definita come ha gia’ fatto il governo belga.

Inoltre, l’Unione delle Donne Palestinesi e Siriane ha dimostrato stamattina
davanti all’ambasciata americana per poi concludersi davanti al nostro sit-in.
Oggi abbiamo scritto ciascuno nella propria lingua una lettera di richiesta di
supporto e presa di posizione alle relative ambasciate( Italia,Olanda
,Turchia,Francia,Danimarca,Spagna,Russia).
Siamo stati visitati (e abbiamo ricambiato) da una delegazione di ragazzi
dell’Istituto di Belle Arti di Damasco che sono in sit-in da cinque giorni
davanti al loro istituto.
Da domani sera e tutte le sere proietteremo dei film sulla
palestina e sui palestinesi.

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