Comunicato Stampa 12/9/2001

I drammatici avvenimenti di queste ore negli USA lasciano sgomenti.

La morte di migliaia di civili e lavoratori a New-York come a Baghdad o in Palestina non può lasciare indifferente chi oggi si mobilita per un nuovo mondo possibile.
La logica della rappresaglia sui popoli colpisce sempre le parti piu' deboli di una societa'.

Ma questo drammatico avvenimento di cui non si conosce ancora la matrice è anche il prodotto di una politica internazionale sempre più improntata alla logica di guerra e di aggressione in cui proprio gli Usa e la Nato più in generale hanno grandi responsabilità.

Proprio per questo e proprio in questo momento, il movimento non può che ribadire:

- La necessità di sciogliere un patto militare come la NATO, che di questa logica si fa interprete , per avviare un futuro di pace nella giustizia.

- L'annullamento del vertice NATO di settembre.

- La liberazione della città di Napoli da siti militari che rappresentano sempre più un serio rischio per la popolazione civile.

RETE NOGLOBAL

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Confermata Assemblea nazionale del 15/9

La riunione della rete NoGlobal tenutasi oggi con altre associazioni ha
confermato per sabato prossimo l'assemblea nazionale.

A questo punto infatti, pur nella estrema mutevolezza dello scenario attuale diventa ancor
più importante un confronto ampio nel movimento su quelli che sono i prossimi passaggi da fare.

Perciò invitiamo tutti i compagni a ritrovarsi a
Napoli alla sede della Provincia di S.Maria la Nova
alle ore 11:00 di sabato 15 settembre.

RETE NOGLOBAL

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Assemblea nazionale studenti contro la NATO

L' Assemblea nazionale di Studenti in Movimento contro la NATO e' confermata per Domenica 16 settembre dalle ore 11 al Laboratorio Occupato SKA.

Confermata anche l'assemblea nazionale delle mobilitazioni contro la NATO per sabato 15 settembre a Napoli.

Confermata anche l'assemblea regionale di Studenti in Movimento Campania per Venerdi' 14 settembre al Laboratorio Occupato SKA alle ore 17.

Zona D'Ombra
collettivo autonomo metropolitano - Napoli
Lab.Occ. SKA - I°piano - Calata Trinita' Maggiore 15
Tel/fax. 081 - 5522399
web zone:www.ecn.org/zonadombra
servizio news giornaliere:infozdo@katamail.com

26 - 27 SETTEMBRE 2001
NESSUNO SCUDO TRA NOI E LE STELLE
STUDENTI IN MOVIMENTO CONTRO LA NATO

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6/9/2001
Preparazione 2 giornate contro la NATO

L'Assemblea del 6/9/2001 svoltasi allo Ska ha provveduto alla creazione di 3 gruppi di lavoro che si occuperanno della preparazione delle 2 giornate che vedranno il popolo di Seattle invadere nuovamente e come sempre pacificamente le strade di Napoli.

Gruppi di lavoro:

1. Dibattiti e iniziative.

2. Comunicazione.

3. Logistica.

L'Assemblea del 6/9/2001 svoltasi allo Ska ha inoltre riunito 5 commissioni tematiche che approfondiranno i temi legati alle contestazioni che porteranno in piazza il 27 settembre la RETENOGLOBAL e tutto il movimento anti-globalizzazione italiano ed europeo.

Commissioni tematiche:

1. Organizzazione e struttura della Nato.

2. Conflitti internazionali e politiche Nato.

3. Spese militari/bisogni sociali.

4. Servitù e gravami militari.

5. Struttura militare e controllo sociale.

RETE NOGLOBAL

6/7/2001
Disoccupati autorganizzati contro il G8

Centro di formazione contro il G8
Disoccupati e Rete No Global fanno autoformazione

Visto che di formazione non se ne parla, per una sera come
disoccupati autorganizzati di Acerra insieme al resto della Rete No
Global trasformeremo il centro di formazione Giorgi in un luogo di
informazione contro il G8. Questa iniziativa sarà svolta in
preparazione della partecipazione di massa all'appuntamento di Genova
in occasione della venuta degli otto criminali.
Il Centro di Formazione Giorgi, al Vomero è occupato da ormai 10
giorni per l'esclusione dei disoccupati del movimento di Napoli e
Provincia dai corsi di formazione 98- 99. Dopo 3 anni di
mobilitazione e trattative, costatici sacrifici, arresti, repressione
e denuncie, grazie
a cui è stato possibile non perdere i Fondi
Europei stanziati ed anzi recuperare tutti gli avanzi dal 96 ad oggi,
nonché altri 15 miliardi in sede governativa (in tutto circa 50
miliardi) i disoccupati si vedono respinti in nome di una presunta
trasparenza che mortifica il protagonismo sociale che ha reso
possibile ciò che le istituzioni non hanno saputo e voluto fare.
Per questi motivi da 10 giorni occupiamo i centri di formazione.
Queste occupazioni sono aperte alla città ed a tutti coloro che
vogliono portarci solidarietà sulla battaglia che stiamo portando
avanti.
Disoccupazione e precarietà tuttavia sono le conseguenze delle scelte
politiche ed economiche imposte dagli organismi internazionali che
governano la vita milioni di donne ed uomini nel mondo:G8, FMI, Banca
Mondiale, WTO, ecc....
Contro la globalizzazione capitalista saremo a Genova ed invitiamo
tutti ad esserci il 19-20 e 21 Luglio.
Per informare ed organizzarci abbiamo deciso che questa volta
facciamo autoformazione contro i potenti del mondo:

ore 20.00 proiezione di video delle precedenti mobilitazioni e
presentazione di quello contro il global forum di Napoli

a seguire riflessione collettiva sulla partecipazione a Genova e
sound-sistem musica etnica.

Disoccupati Autorganizzati Acerra - Rete No Global

6/7/2001
Cariche e feriti al presidio No Global al porto di Napoli

Napoli 6 luglio 2001
comunicato Stampa

Cariche e feriti al presidio No Global all'European Vision
Prime avvisiglie di repressione in vista di Genova

Stamattina, alcune decine di attivisti della rete No Global, che
pacificamente manifestavano contro la presenza della nave Euro Vision
nel porto di Napoli, sono stati duramente malmentati e travolti da
una carica del tutto gratuita delle forze dell'ordine. Uno dei
portavoce dellea rete No Global è tuttora ricoverato all'ospedale
Cardarelli.


Stamattina al termine del corteo dei metalmeccanici, la delegazione
della Rete No Global si è recata alla Stazione Marittima per
consegnare un foglio di via al comandante della nave "European
Vision" (la nave che ospiterà i capi di governo dei G8 durante il
vertice di Genova).
Durante il presidio, alcune decine di attivisti della Rete No Global
hanno scandito alcuni slogan contro il G8 e distribuito volantini ai
turisti presenti sulla banchina.
Il clima del tutto pacifico, tranquillo e festoso, all'improvviso
veniva interrotto, senza alcuna ragione e preavviso, dalla polizia e
dai carabinieri, presenti in modo massiccio, che hanno cominciato
dapprima a spintonare, per poi scagliarsi con inaudita violenza nei
confronti degli attivisti.
Al termine della carica, restava per terra uno dei portavoce della
rete No Global, Pietro Rinaldi, colpito ripetutamente alla testa e
alle spalle dai manganelli delle forze dell'ordine: accompagnato
immediatamente all'ospedale Cardarelli, veniva ricoverato per
accertamenti neurochirurgici, con una prognosi di dieci giorni per le
contusioni riportate.

Al di là delle belle quanto fumose aperture del Governo Berlusconi o
del ministor Ruggiero, la campagna di criminalizzazione in atto, le
dichiarazioni di guerra dei sindacati di polizia (in primo luogo il
Lisipo), il terrorismo psicologico da diverse settimane in atto
attraverso veline dei servizi segreti, lasciano intendere come
all'interno delle forze di governo e delle stesse forze dell'ordine
ci sia l'intento di stroncare con la violenza l'espansione di un
movimento, quello anti-globalizzazione, che raccoglie sempre più
consensi nella società e mette in discussione, con la sua forza
dirompente, lo stato di cose presenti.
Ma la violenza e la repressione non possono fermare questo movimento
perchè le nostre armi sono le parole e per questo siamo invicibile
esercito di sognatori.


Dichiarazione di Francesco Caruso, portavoce della Rete No Global:
"Le cariche di questa mattina, del tutto gratuite e inaudite,
rappresentano un segnale molto preoccupante in vista del
controvertice di Genova, un campanello d'allarme sull'atteggiamento
che le forze dell'ordine potrebbero assumere nei confronti delle
centinaia di migliaia di persone che a Genova manifesteranno
pacificamente contro gli otto governatori abusivi del pianeta terra".


Rete No Global
Occupate agenzie interinali a Napoli e nel sud Italia in vista del G8 di Genova

12:16 NO GLOBAL OCCUPANO AGENZIA LAVORO; A NAPOLI, IN VISTA DEL G8

NAPOLI - Una cinquantina di aderenti al movimento anti Global Forum
ha occupato gli uffici dell' agenzia di lavoro interinale Adecco, a
Napoli. L' iniziativa - ha spiegato un portavoce del movimento - si
inquadra nella campagna 'L' essere umano non e' un cacciavite', che
avra' la sua fase culminante a Genova, durante il G8. Il portavoce ha
anche detto che occupazioni di agenzie per il lavoro interinale si
sono svolte in altre citta' del Sud Italia. (ANSA) DISOCCUPATI
OCCUPANO UFFICI DEL COMUNE DI NAPOLI A SOCCAVO

(ANSA) - NAPOLI - Un gruppo di circa 200 disoccupati appartenenti al
Coordinamento di Lotta di Napoli e provincia, al gruppo dei
disoccupati di Acerra ed a quello degli Eurodisoccupati napoletani,
ha occupato gli uffici del centro meccanografico del Comune di
Napoli, in piazza Giovanni XXIII a Soccavo.
I manifestanti si sono divisi in due parti: un gruppo piu'
folto e' penetrato all' interno degli uffici, mentre un altro e'
rimasto fuori in attesa.
ZA 02-LUG-01 10:49
**************************************
Segue:
- comunicato/volantino distribuito all'Adecco
- fax inviato alle agenzie di lavoro interinale di Genova

LA RIVOLTA DEI CACCIAVITI
Siamo gli abitanti del meridione, del sud, uno dei tanti, troppi sud
del mondo.
Siamo gli abitanti di terre e città martoriate dalla precarietà e
dalla disoccupazione.
Siamo gli invendibili, i malvenduti.
Siamo i giovani che non hanno mai lavorato nella loro vita, siamo i
meno giovani che hanno lavorato fin troppo nella loro vita.
Siamo le eterne vittime del ricatto della miseria, della perenne
ricerca di un lavoro che non c'è; le soluzioni sono sempre diverse,
sempre uguali: lavoro nero, 14 ore al giorno, 4.000£ l'ora, morti su
un'impalcatura, invalidi di una guerra che conta 1000 morti all'anno.
Ma la "musica" stà cambiando...
La nostra voce, la voce dei senza voce, echeggia e rimbomba con
sempre più forza...
E' la voce dei diritti negati, dei bisogni calpestati, dei sogni
repressi.
E' la voce di chi ha scelto di non rassegnarsi, ma alza la testa per
non lasciare le propria esistenza nelle avide mani dei potenti della
terra.
Il sud precario è ora ribelle!
Il vento della rivolta e della sollevazione soffia sempre più forte,
da Seattle a Nizza, da Melbourne a Goteborg, dal Global Forum di
Napoli al G8 di Genova.
Contro una globalizzazione neoliberista che arricchisce sempre più i
ricchi e impoverisce sempre più i già poveri, dai tanti sud del mondo
si alza il vento della rivolta.
Così come da ogni angolo della terra si alza la voce contro i
governanti abusivi del pianeta terra, anche dal nostro sud si alza la
voce contro i "tiranni della globalizzazione".
Ma nelle voci contro la globalizzazione, il sud ribelle vuole porre
l'attenzione anche su alcuni degli aspetti specifici e nefasti di
questa globalizzazione, in primis il dramma più esasperante della
nostra terra, il dramma della disoccupazione.
Per questo motivo oggi, in tutte le regioni del meridione, centinaia
di attivisti stanno procedendo all'occupazione di alcune agenzie di
lavoro interinale.
Abbiamo vissuto in prima persona l'orrore del lavoro interinale,
l'orrore di lavorare per due, tre mesi, il tempo di riportare lesioni
permanenti al polso (a furia di fare sempre il solito malsano
movimento per 8 ore al giorno) e poi essere letteralmente buttato
via, senza indennità, senza rimborsi, avanti il prossimo polso da
spezzare...
A Benevento, Cosenza, Taranto, Messina, Palermo, Bari, Caserta,
ecc... abbiamo scelto, come sud ribelle, di invadere queste agenzie
di lavoro interinale che sono un simbolo evidente delle nuove ed
estreme frontiere della precarietà.
Contro queste forme di caporalato legalizzato e organizzato, noi ci
ribelliamo oggi, ma soprattutto domani.
Da oggi infatti lanciamo la campagna "l'uomo non è un cacciavite"
contro il lavoro interinale, per ribadire e denunciare l'assurdità di
utilizzare un lavoratore per due, tre mesi e poi buttarlo via, come
si fa con i cacciaviti e gli altri arnesi di lavoro.
La campagna di lotta "l'uomo non è un cacciavite" troverà spazio
anche e soprattutto all'interno delle mobilitazioni in occasione del
vertice G8 a Genova.
Per questo dichiariamo che dal 15 al 22 luglio, tutte le agenzie di
lavoro interinale presenti a Genova, saranno chiuse dagli attivisti
della rete No Global e del sud ribelle attraverso invasioni,
occupazioni, murature, ecc...
La lotta contro la globalizzazione parte anche da qui, dalla propria
quotidianità, dai propri territori, dalle contraddizioni e dai
problemi che viviamo sulla nostra pelle e che trovano tutte
un'origine di fondo comune, che si chiama globalizzazione
neoliberista e contro la quale noi, abitanti del sud, ci
ribelliamo... ieri, oggi, domani...
E' questo è solo l'inizio...

RETE NO GLOBAL - COORDINAMENTO "SUD RIBELLE"


All'attenzione dei responsabili delle
agenzie di lavoro Interinale di Genova


Siamo spiacenti di informarLa che da oggi, 2 luglio 2001, la rete No
Global e il coordinamento del "sud ribelle" hanno pubblicamente
lanciato la campagna di lotta denominata "l'essere umano non è un
cacciavite" attraverso l'occupazione, in diverse città meridionali,
di alcune delle vostre agenzie.

Come Lei avrà modo di intendere, il nostro obiettivo è denunciare i
contratti di lavoro che contraete, in quanto calpestano in modo
ignobile la dignità delle persone che si rivolgono alle vs agenzie
sotto il ricatto permanente della miseria.
Riteniamo doveroso schierarci contro le vostre agenzie che altro non
sono che le forme post-moderne del caporalato legalizzato e
organizzato.

La campagna è stata denominata "l'essere umano non è un cacciavite"
proprio per rimarcare l'assurdità di utilizzare un lavoratore per
due, tre mesi e poi buttarlo via, come si fa con i cacciaviti e gli
altri arnesi di lavoro.

Questa campagna si inserisce all'interno di un percorso più
complessivo per il slaario garantito e contro la precarietà e la
disoccupazione.
Ma il nostro obiettivo è anche e soprattutto interconnettere questo
percorso di lotta con le iniziative contro la globalizzazione
neoliberista che ci vedranno protagonisti, insieme ad una moltitudine
di altri soggetti e percorsi di lotta, a Genova in occasione del
vertice G8.

Per questo motivo La invitiamo ad chiudere tutte le vostre agenzie
presenti a Genova nel periodo dal 15 al 22 luglio. In caso contrario
provvederemo noi stessi, attraverso invasioni, occupazioni murature,
a chiuderle.

Nella speranza di far scomparire il vostro ignobile lavoro dalla
faccia della terra, Le porgiamo i più cordiali saluti.

Napoli 2 luglio 2001
RETE NOGLOBAL - COORDINAMENTO "SUD RIBELLE"

Seguono i comunicati che le altre realtà appartenenti al coordinamento "SUD RIBELLE" hanno difuso dopo le azioni contro le agenzie di lavoro interinale

Il SUD precario è ora RIBELLE!
Questa mattina abbiamo occupato simbolicamente l'ADECCO, una delle
più importanti agenzie di lavoro interinale, simbolo della precarietà
lavorativa nell'era della globalizzazione neoliberista.

Lavoro in affitto; Caporalato legalizzato e organizzato: questa è
l'Adecco!

Il neoliberismo e la tanto osannata "New Economy" (o nuova povertà)
finora non hanno prodotto altro che disoccupazione, precarietà
dell'esistente, lavoro nero, contratti atipici, smantellamento dello stato sociale e
di ogni garanzia (pensioni sempre più misere, licenziamenti in tronco,
azzeramento dei contratti collettivi, etc…)

In un'Italia meridionale, uno dei tanti SUD del mondo, afflitto dalla
disoccupazione strutturale, l'atipicità lavorativa diviene l'ennesimo
strumento di ricatto in mano ai "pochi", che in nome del profitto
sfruttano spietatamente i più deboli, i più poveri, costretti dalla necessità
di "Campare" a sottostare e ad accettare stipendi da fame, buste paga
false e orari di lavoro insostenibili.

Dal 19 al 21 luglio i grandi della Terra (G8), al servizio delle
multinazionali, si riuniranno a Genova per decidere sulla nostra
pelle, senza nessuna legittimità democratica, politiche economiche e sociali
tese a fare "i ricchi sempre più ricchi" ed "i poveri sempre più poveri".

Anche per questo noi, come Csa Depistaggio; Rete del Sud Ribelle,
disoccupati, precari, operai, lavoratori in genere, saremo a Genova
per bloccare il vertice e per gridare che UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE!;
un mondo non più basato sul profitto e sullo sfruttamento dell'uomo
sull'uomo e dell'uomo sulla natura, ma fatto di giustizia sociale, uguaglianza
e libertà al di là di ogni frontiera e del colore della pelle.

Contro precarietà, disoccupazione e devastazione ambientale.
Per il Salario Garantito, i servizi sociali gratuiti e la libera
circolazione di tutti e di tutte.

Centro Sociale Autogestito DEPISTAGGIO
Via Mustilli,1 Benevento
www.ecn.org/depistaggio

INFLESSIBILI OCCUPANO PER DIVERSE ORE L'AGENZIA DI LAVORO INTERINALE
A PALERMO

Oggi pomeriggio è stata occupata per diverse ore la sede dell'agenzia
interinale ADECCO di Palermo dai centri sociali, precari e
disoccupati giovani comunisti, associazioni del Sud Ribelle.
Megafonaggio e volantinaggio all'esterno hanno favorito un'ottima
interazione con la gente e con i lavoratori che andavano a chiedere informazioni
all'agenzia. Contro il lavoro interinale spacciato come soluzione
alla disoccupazione dilagante e che invece cancella i diritti dei
lavoratori conquistati con le lotte ripristinando di fatto un nuovo
caporalato legalizzato.
Per il salario garantito e i servizi sociali gratuiti.
Per sottrarci dal ricatto del lavoro senza garanzie, precario,
flessibile se non peggio ancora al lavoro nero che funzionale allo
stato/mafia.
ANDREMO A GENOVA PER GRIDARE CHE QUESTO SUD NON è IN VENDITA NE' E'
DISPOSTO A TOLLERARE GLI EFFETTI NEFASTI DELLA GLOBALIZZAZIONE
SULL'AMBIENTE E SUI NOSTRI TERRITORI, CHE RELEGA IL NOSTRO MERIDIONE
COME TUTTI I SUD DEL MONDO AL RUOLO DI PERIFERIA FATISCENTE.
PER LA GLOBALIZZAZIONE DEI DIRITTI
PERCHè SENZA REDDITO NON SI PUò PIù STARE!!!!!!

Calendario iniziative no g8:
Martedi' 3 luglio / ore 17:00al centro sociale ex carcere
tavola rotonda su "donne e globalizzazione"
giovedi 5 luglio / ore 18:00
assemblea pubblica al centro sociale ex carcere su:
-" disoccupazione, precarietà e ricomposizione sociale:quali
strumenti per un intervento"
- presentazione del libro bianco sulla mobilitazione di Napoli contro
il global forum
Venerdi' 6 luglio/ore 9:00: presidio a trapani in concomitanza con il
processo contro il prefetto di trapani per la strage del 29/12/1999
dove persero la vita sei fratelli immigrati.CONTRO I LAGER PER
MIGRANTI PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DI TUTTI/E
Sabato 7 luglio concerti:"FACCIAMO LA FESTA AL G8"
dal vivo al CSOA EX CARCERE:semprefreski;magillagorilla;too
much;neruda

RETE DEL SUD RIBELLE - PALERMO
per informazioni:339 8717227
csoa ex carcere - via mongitore Palermo

SUD RIBELLE:OKKUPATE A BARI E TARANTO AGENZIE MANPOWER

E' INIZIATA OGGI LA CAROVANA MERIDIONALE PER I DIRITTI GLOBALI
PROMOSSA DALLA RETE DEL SUD RIBELLE:
DA NAPOLI A PALERMO IN TUTTE LE GRANDI CITTA' DEL SUD SONO STATE
OCCUPATE LE SEDI DI NUMEROSE AGENZIE INTERINALI. E' LA PRIMA AZIONE
COLLETTIVA RADICALE DI UN SUD "INFLESSIBILE" AI RICATTI PADRONALI, AI
COVI DEL CAPOLARATO LEGALIZZATO, A CHI CONTRO IL NOSTRO BISOGNO DI
SALARIO E VITA OPPONE MISERIA,PRECARIETA',SFRUTTAMENTO....
ANCHE IN PUGLIA STAMANI, A BARI E TARANTO,DECINE
DI "INFLESSIBILI",COMPAGNE/I DEI COBAS-GIOV.COMUNISTI-CENTRI
SOCIALI,AUTODIFESI DA SCUDI E CASCHI, HANNO OCCUPATO PER ALCUNE ORE
LE SEDI DELLA MULTINAZIONALE LEL LAVORO IN AFFITTO "MANPOWER"....
NON E' CHE L'INIZIO ....LA LOTTA CONTINUA!
I PROSSIMI APPUNTAMENTI "DISOBBEDIENTI" IN PUGLIA:
5 LUGLIO - Presentazione Regionale della Carovana del "Sud Ribelle" e
del libro bianco sulle manifestazioni di marzo a Napoli: "Zona Rossa:
le 4 giornate di Napoli". La presentazione avverrà presso il Palazzo
Ateneo di Bari alle ore 17.00. In questa occasione verrà presentato
il libro con l'ausilio di videoproiezioni realizzate durante le
mobilitazioni di Napoli.
6 LUGLIO - Convegno sul tema: "La semantica della Globalizzazione".
Il convegno si terrà presso il Palazzo Ateneo di Bari alle ore 17.00.
7 LUGLIO - Presidio e mobilitazione Regionale presso il Comando del
Battaglione S. Marco a Brindisi dalle ore 17,00 in poi. Il presidio
sarà una denuncia contro la repressione messa in atto dal governo
Berlusconi che si avvarrà della presenza dei Marines Italiani.
8 LUGLIO - Presentazione del Genova Social Forum Puglia presso p.zza
Mercantile a Bari, dalle 19,00 in poi.
8 LUGLIO - Assemblea pubblica in piazza a Laterza sui temi: Donna e
Globalizzazione - Caporalato legale - Immigrazione e Ambiente.
9 LUGLIO - Presidio sotto la "Caserma D'Oria" sede della sezione
celere della polizia di Taranto. In questa occasione verrà presentato
alla cittadinanza il libro bianco sulle mobilitazioni di
Napoli: "Zona Rossa: le 4 giornate di Napoli".
9 LUGLIO - Convegno presso la Masseria Maizza di Fasano in previsione
del G8 di Genova.

RETE DEL SUD RIBELLE-PUGLIA

30/6/2001
Brevi appunti dalla Rete Noglobal

Prove generali a Napoli in vista del controvertice di Genova
L'appuntamento è per lunedì 2 luglio alle 10.30 presso il Laboratorio
occupato SKA.
Gli attivisti della Rete No Global mostreranno concretamente quale
sarà il loro contributo pratico e militante alle giornate del
controvertice di Genova. Ma non si tratterà semplicemente di una
rappresentazione, ma di una vera e propria iniziativa di azione
diretta e di disobbedienza che contemporaneamente prenderà forma in
oltre una dozzina di città del meridione e sarà ripetutamente
praticata anche a Genova, prima e durante il G8 dagli attivisti della
rete No Global e delle altre realtà del coordinamento del "Sud
Ribelle".


A Port Moresby la polizia spara contro manifestanti anti-
globalizzazione:
assassinati 3 studenti universitari. Scajola disarmi la polizia

Ancora non si è spenta la polemica per il bossolo di Sarajevo inviato
a Scajola, che ci giunge un' ulteriore notizia che avvalla
ulteriormente la nostra richiesta di schierare a Genova la polizia
senza proiettili nelle armi in dotazione.
A Port Moresby (Papua Nuova Guinea), la polizia ha aperto il fuoco
durante una manifestazione contro il Fondo Monetario Internazione e
la Banca Mondiale: tre studenti universitari hanno perso la vita,
altri cinque sono in gravissime condizioni.
Il Primo ministro tentenna, prima nega la responsabilità della
polizia, dinanzi alle prove evidenti non può far altro che ammettere
l' increscioso e imprevisto "incidente" e inviare le scuse ai
familiari delle vittime.
Ma gli esecutori materiali tuttavia non sono stati ancora individuati
e perseguiti.
Per questo aderiamo alla campagna di pressione lanciata dagli
attivisti della Papua Nuova Guinea nei confronti del loro Primo
Ministro Mekere Morauta bombardando la sua e-mail -
primeminister@p... - con la richiesta di istituire una
commissione d'inchiesta.
Ma il segnale che ci viene tanto dalla lontana Papua Nuova Guinea
quanto dalla vicina e moderna Svezia è sempre lo stesso: proiettili e
cadaveri per fermare questo movimento anti-globalizzazione,
questo "Popolo di Seattle" che raccogliere molti, troppi consensi.
A Sarajevo, come osservatori di pace, abbiamo raccolto molti bossoli.
Li abbiamo raccolti anche a Goteborg, a Port Moresby, malgrado non
fosse in corso alcuna guerra. Non vorremmo raccoglierli anche a
Genova.
Per questo, se il ministro Scajola, come affermato a seguito della
missiva inviatagli dalla Rete No Global, ha espressamente dichiarato
che la polizia a Genova non utilizzerà armi da fuoco in situazioni di
ordine pubblico, allora non gli costerà assolutamente nulla togliere
i proiettili dalle armi che i poliziotti avranno in dotazione. Questo
è l'unico modo per evitare incresciosi e imprevisti "incidenti".

Rete Noglobal

30/6/2001
Napule è"...un mare d'amianto !

Stamani un gruppo di "incursori" della rete NoGlobal si è introdotto
nella conferenza stampa di presentazione del tour di Pino Daniele che
si svolgeva in una saletta riservata dell'hotel Excelsior.
L'obiettivo era consegnare una maschera antigas a Pino Daniele come
provocatoria precauzione per il concerto che il comune di Napoli ha
sponsorizzato dentro l'area ex-Eternit, notorio cimitero d'amianto,
per sancirne il definitivo sdoganamento e consegnarla agli "amici"
dell'associazione dei costruttori.
Oggi pomeriggio presidio fuori l'area concerto con amplificazione,
distribuzione di materiale informativo e vendita di mascherine
antismog il cui ricavato andrà a finanziare la partenza per il
controvertice di Genova.
Promuovono il presidio Rete NoGlobal, Vas, Attac Napoli e
coordinamento di Fuorigrotta.
Segue il volantino che distribuiremo al concerto :

"Il concerto di stasera si svolge in un'area una volta occupata
dall'Eternit, fabbrica che usava come materia prima l'amianto, ad
alto tasso di inquinamento e da tempo dismessa.
L'area è oggetto di un intervento di bonifica nell'ambito del
cosiddetto Progetto Bagnoli.
Gli organizzatori dell'evento sostengono che quest'area è ormai
disinquinata. Noi non ci crediamo ! Ma perchè non è stata data alcuna
comunicazione alla cittadinanza e all'opinione pubblica sul
completamento dei lavori ?
Perchè non si è saputo cosa abbia riguardato la suddetta bonifica? Le
scorte di materie prime e di manufatti sono state rimosse ? E quanti
e quali edifici sono stati abbattuti o smantellati ? Quali gli
interventi per risanare il sottosuolo ?
Dalla stampa abbiamo appreso che la bonifica di quest'area è stata
iniziata e completata in circa un anno : ma non è forse vero (come
dimostrano altri interventi) che le aree inquinate d'amianto vengono
bonificate con grande lentezza per la cautela necessaria ad evitare
il grave pericolo di dispersione nell'area delle fibre?
Basta infatti una sola fibra inalata per causare conseguenze
gravissime. Le malattie asbesto correlate sono micidiali, senza
scampo. Molti dei lavoratori che a migliaia si sono alternati nello
stabilimento di Bagnoli hanno contratto queste malattie : di essi
pochissimi sono ancora in vita !
Lo stesso quartiere ha un'incidenza di malattie asbesto superiore
alla media.
La "Bagnoli spa" ammette che esistono ulteriori necessità di
bonifica, ma nel contempo garantisce sulla "totale agibilità" dei
luoghi : ci sembra una contraddizione in termini ...
Perchè allora si vuole celebrare un evento di indubbio impatto in
un'area quanto meno problematica? Non esistono a Napoli altri luoghi ?
Occorre fare delle ipotesi :o le autorità competenti sono impazzite
oppure sono in azione forze che spingono a dichiarare quest'area
bonificata per venire incontro alle esigenze dell'Associazione
Costruttori.
Richiamando nell'area migliaia di persone con uno spettacolo, si
sancisce l'avvenuto risanamento ed è possibile approntare gli
interventi di trasformazione previsti.
Così è già avvenuto per la ex-Italsider.
L'area ex-Eternit, non a caso, rientra quasi interamente nei 75 ettari
dell'ambito Coroglio-Bagnoli dove è possibile edificare! In
particolare vi si costruiranno 3 torri atte ad abitazioni di 49 metri
l'una. Inutile sottolineare che per costruire bisogna scavare in un
sottosuolo ancora pieno d'amianto...
Noi che ci apprestiamo a portare a Genova la voce di quanti non
vogliono accettare la distruzione progressiva del pianeta non
possiamo certo nasconderci le devastazioni di casa nostra !!"

Rete NoGlobal
VAS (Verdi Ambiente e Società)
ATTAC-Napoli
Coordinamento AntiGlobal Flegreo

28/6/2001

Napoli 28 giugno 2001
COMUNICATO STAMPA

Un bossolo di proiettile per il ministro Scajola

La rete No Global ha inviato questa mattina una missiva al Ministro
Scajola con un bossolo di proiettile e una copia del Libro "Zona
Rossa" (ed. DeriveApprodi), che raccoglie oltre 70 testimonianze
sulle violenze e le brutalità delle forze dell'ordine di cui si sono
rese protagoniste interi reparti delle forze dell'ordine in occasione
del controglobal forum di Napoli del 17 marzo 2001.

L'invio del bossolo non vuol essere assolutamente un atto
d'intimidazione ma un invito a ragionare, dopo i gravi fatti di
Goteborg, sulla dotazione e l'uso delle armi da fuoco da parte della
polizia in servizio per questioni di ordine pubblico a Genova.

Questo pomeriggio Scajola incontrerà i delegati del Genoa Social
Forum; da parte nostra crediamo opportuno che il ministro prenda
posizione in modo chiaro sui tre punti irrinunciabili individuati dal
GSF, prima di avviare qualsiasi confronto col governo (sul confronto
politico rispediamo al mittente l'invito).
Il diritto a manifestare non può essrere oggetto di trattative;
Scajola & c. sanno da settimane che prima di tutto devono garantire:

1) frontiere aperte per permette alle delegazioni estrere di
raggiugnere Genova
(le frontiere vanno aperte non solo per le merci e i capitali, ma
anche per le persone e i manifestanti!!)

2) garantire l'arrivo a Genova dei mezzi di trasporto approntati
dalle realtà promotrici del controvertice di Genova, in primo luogo i
treni speciali da tutt'Italia e la nave Odiessea in partenza il 18
luglio dal porto di Napoli.

3) la cittadella dei manifestanti, in zona Marassi, per permettere
l'accoglienza e l'ospitalità delle migliaia di persone che
arriveranno a Genova e lo svolgimento del Public Forum e dei tavoli
di discussione del controvertice.

In attesa di un positivo riscontro su questi punti dall'incontro di
oggi pomeriggio alla Farnesina, noi con questa missiva vogliamo
evidenziare quest'altra questione a nostro avviso irrinunciabile
(fatta propria da tutto il Genoa Social Forum): nessuno strumento
atto ad uccidere sia presente nelle mani delle forze dell'ordine a
Genova.


Rete No Global

segue copia della missiva inviata al ministro
(per evitare interpretazioni affrettate,
leggere attentamente la missiva!!!)


Ill.mo ministro Scajola,

Le inviamo questo piccolo oggetto di cui lei conoscerà
sicuramente l'utilizzo e l'efficacia "mortale".
E' un bossolo di un proiettile, un piccolissimo oggetto di metallo
che evoca e simboleggia (e troppo spesso materializza) l'assassinio,
il più brutale dei crimini che un essere umano può compiere nei
confronti di un suo consimile.
Noi l'abbiamo raccolto durante la guerra nell' ex-Jugoslavia,
allorquando molti di noi si recarono - come volontari e osservatori
di pace - in quelle regioni martoriate dall'odio e dalla più grande
tragedia del genere umano: la guerra.
La guerra, le tante guerre che in questi anni hanno contrassegnato in
negativo la storia di questo pianeta, rappresentano il punto più alto
della follia e della barbarie umana; il bossolo che Le inviamo, come
tutti i bossoli che ogni giorno cadono a terra in ogni angolo del
mondo, è un simbolo anche concreto di questa barbarie, semplicemente
perché dietro questo bossolo ci potrebbe essere un bambino, una
donna, un uomo (serbo, croato, mussulmano che sia) assassinato, una
madre in lacrime, una comunità a lutto.
Il mondo cresce, la globalizzazione neoliberista continua a produrre
progresso e ricchezza (noi ci terremo a puntualizzare che la produce
per un gruppo sempre più ristretto di elitès), ma noi dobbiamo
continuare a fare i conti, ogni giorno sempre più, con questi
strumenti diabolici che possono cancellare con la forza il diritto
elementare alla vita.
E questo, che dovrebbe essere inammissibile per qualsiasi ragione al
mondo, dipende esclusivamente dalla discrezionalità di chi li detiene.
Per questo motivo noi siamo contrari alle armi, alle guerre, contro
cui ci siamo mobilitati negli anni passati, mentre le forze di
governo e anche quelle di opposizione facevano propri i
bombardamenti nei Balcani e legittimavano un nuovo concetto assurdo
di "guerra umanitaria". Una guerra non potrà mai essere umanitaria.

A questo punto Lei si chiederà perché proprio a Lei questo bossolo.
Le assicuriamo che non si tratta assolutamente di un atto
intimidatorio, come capirà dal tono della presente missiva.
E' piuttosto un invito a riflettere su quello che è successo a
Goteborg durante lo svolgimento del vertice dell'Unione Europea di
poche settimane fa.
In tale occasione altri bossoli sono caduti in terra, altri esseri
umani hanno rischiato di perdere la vita.
Ma nella moderna e civile Svezia non era in corso nessuna guerra:
c'erano semplicemente decine di migliaia di giovani e meno giovani
che manifestavano e protestavano contro la globalizzazione
neoliberista.
La polizia ha scelto di aprire il fuoco sui manifestanti: per la
prima volta, dopo decine di anni, nella moderna e civile Europa le
forze dell'ordine attentano alla vita di un manifestante.
Per quanta tensione ci fosse in quel frangente, per quanto radicali
fossero le forme di lotte in quel momento adottate dai manifestanti,
nessuno dovrebbe sentirsi in diritto di sparare e di uccidere.
Gli spari di Goteborg rappresentano un' evidente e pericolossissima
discontinuità, un campanello d'allarme su cui non possiamo
soprassedere. In anni nemmeno troppo remoti abbiamo visto con quale
drammatica rapidità si è innestata una perversa spirale di violenza
che ha conformato il rapporto istituzioni e movimenti nell'ottica
della sistematica repressione.
Oggi, a fronte di un movimento anti-globalizzazione che cresce ogni
giorno sempre più, che raccoglie sempre più consensi nella società,
ci potrebbe essere - come nel passato c'è stato per altri movimenti -
la tentazione di fermare la sua crescita espansiva con il terrore e
con il sangue.
Noi l'abbiamo provato sulla nostra pelle, a Napoli il 17 marzo al
termine del contro global forum, allorquando in piazza Municipio
alcuni reparti della celere scelsero di compiere un pestaggio
indiscriminato e di massa nei confronti delle migliaia di
manifestanti presenti quel giorno in piazza, senza lasciar loro
alcuna via d'uscita e di deflusso.
Centinaia di feriti, un inchiesta della magistratura e del ministero
ancora in corso, che speriamo Lei si attivi per portarla a termine,
per individuare i responsabili e i "mandanti" di quel mezzogiorno di
fuoco.
A tal proposito Le abbiamo inviato anche una copia del Libro bianco
sui fatti di Napoli, con oltre 70 testimonianze sulla brutalità e la
violenza poliziesca, che speriamo abbia modo e tempo di leggere
attentamente.
Ma i feriti di Napoli, per quanto numerosi e gravi, sono poca cosa
rispetto a Goteborg: la nostra preoccupazione è che Napoli, Goteborg,
ma anche Praga, Nizza, segnano con evidenza il tentativo sia di
brandire con più sistematicità la carota (e qui gli sforzi per il
dialogo del ministro Ruggiero, che con determinazione rimandiamo al
mittente), ma anche di utilizzare con più forza il bastone.
La nostra preoccupazione è che il prossimo passaggio, a questo punto,
possa essere l'assassinio, un cadavere che sia da monito per questo
movimento, un morto con cui "desertificare" il consenso e le simpatie
che in questi anni con tenacia siamo riusciti a costruire intorno
alle nostre battaglie.
A Genova questo non dovrà succedere.
Per questo motivo Le chiediamo di schierare le forze dell'ordine
senza le munizioni delle loro armi, adottando l'esempio lungimirante
del Questore di Reggio Calabria, che durante i moti del 1970 scelse
questa strategia, per evitare degenerazioni incontrollabili.
I 18.000 uomini in divisa schierati in quei giorni, avranno a
disposizione elicotteri, manganelli, idranti, scudi, lacrimogeni,
insomma tutto il necessario per fronteggiare eventuali problemi
d'ordine pubblico: ma i proiettili non servono - e possono diventare
pericolosi - soprattutto nelle mani dei tanti giovani in divisa che
da settimane subiscono, come del resto tutti gli italiani, una sorta
di terrorismo psicologico nei confronti di questa calata di "barbari"
(come troppo spesso viene dipinto il cosiddetto popolo di Seatle) che
arriverà per il G8 a Genova.
E' una richiesta legittima, a nostro avviso, nella speranza di non
dover raccogliere altri bossoli per le strade di Genova.
Le chiediamo ufficialmente, quindi che ogni strumento atto ad
uccidere non sia a disposizione delle forze dell'ordine schierate il
19, 20, 21 luglio a Genova.
A nostro avviso, il segnale più efficace che il governo italiano può
a dare ai manifestanti, al fine di stemperare le tensioni a cui
invece sta contribuendo in modo formidabile ad alimentare, è proprio
quello di garantire che in piazza non ci siano armi capaci di
uccidere.
Non vogliamo un'altra Napoli ne tantomeno un'altra Goteborg.
Speriamo che Lei convenga.

Con osservanza


- Francesco Caruso-
Portavoce della Rete No Global


26/6/2001

Da oltre 24 ore, oltre trecento disoccupati organizzati di Napoli e
provincia sono barricati all'interno del Duomo di Napoli.
All'esterno altri aderenti alle liste di lotte presidiano notte e
giorno l'ingresso della chiesa.
Contemporaneamente, ormai da oltre 48 ore, sono occupati tre centri
di formazione regionale in diversi parti della città.

Da oltre tre anni i disoccupati lottano per l'avvio e l'accesso ai
corsi di formazione professionale, che adesso le istituzioni
vorrebbero far partire tenendo fuori i movimenti, gli stessi
movimenti che, con la loro mobilitazione, hanno permesso l'arrivo dei
fondi per questi corsi.

In una fase così delicata per la vertenza disoccupati, si è scelto di
alzare il tiro, occupando il duomo, i centri di formazione....ma non
è ancora finita.
Fino a quando non ci saranno risposte concrete, le occupazioni
andranno avanti ad oltranza...e non solo...

CONFERENZA STAMPA
27 GIUGNO ORE 12
all'esterno del Duomo Occupato

I rappresentati dei Movimenti di lotta di Napoli e provincia e degli
Eurodisoccupati spiegheranno i motivi della protesta, lo stato
attuale della vertenza e le possibili soluzioni, oltre alle eventuali
ulteriori iniziative di lotta qualora non vengano raggiunti risultati
concreti.
Saranno presenti inoltre, un esponente della rete No Global e Don
Vitaliano della Sala (parroco di Sant'Angelo a Scala) per espriemere
la solidarietà ai disoccupati in lotta.


26/6/2001

"DA NAPOLI VERSO GENOVA ATTRAVERSO IL DUOMO OCCUPATO DAI DISOCCUPATI
ORGANIZZATI"

Qualche giorno fa il cardinale Giordano ha dichiarato la sua simpatia
per le ragioni del popolo di Seattle. Sarà contento di sapere che
queste ragioni sono andate a trovarlo di persona...
I disoccupati che oggi occupano il duomo sono parte importante di
quel popolo di Seattle che combatte il disagio degli effetti nefasti
della globalizzazione, in primo luogo la disoccupazione, l'isolamento
degli "invendibili", secondo le logiche del mercato globale.
Scomodi per istituzioni che straparlano di trasparenza e legalità ma
non costruiscono risposte materiali ai bisogni sociali.
Scomodi per i media che spesso dimenticano che il conflitto è un
segno di salute della società, è il protagonismo dei deboli in un
sistema che li vuole silenziosi e sconfitti.
Se il cardinale Giordano è rimasto folgorato sulla via di Damasco,
lasci per un giorno la porpora e si barrichi nella sua chiesa con i
movimenti dei disoccupati :
l'anima ne trarrà sicuro beneficio!

Rete No global


21/6/ 2001
Comunicato stampa.

Le dichiarazioni del Lisipo sono un chiaro campanello d'allarme
ALLE APERTURE DEL GOVERNO FANNO SEGUITO LE DICHIARAZIONI DI GUERRA DA
PARTE DELLA POLIZIA
Chi deciderà cosa succederà in piazza??

Da una parte rileviamo lo sforzo, per quanto parziale, vago e
inconcludente, di una parte del governo Berlusconi di costruire un
canale di dialogo nei confronti del movimento anti-globalizzazione.
Ma a questi buoni (e vaghi) propositi fanno seguito le dichiarazioni
deliranti di alcuni esponenti dei sindacati di polizia dai toni a dir
poco duri, che non hanno nessun precedente (nemmeno gli esponenti
delle forze politiche di estrema destra si sono mai spinti fino a
tanto).
Il movimento no-global, da più parti – anche le più impensabili!! -
ormai riconosciuto come soggetto portatore di rivendicazioni
legittime, diventa una semplice accozzaglia di eco-teppisti da
stroncare con il pugno di ferro.
Il diritto sacrosanto a manifestare, la libertà di espressione del
proprio pensiero, diventa una semplice concessione da non "elargire"
a questi criminali che rivendicano nientepocodimenoche sfilare in
corteo a Genova!!.

A fronte di queste dichiarazioni, ci chiediamo chi e come deciderà la
gestione dell'ordine pubblico a Genova nei giorni del vertice del G8.
Da chi, come e quanto saranno rispettati gli ordini e le indicazioni
che il ministero, la questura, impartirà ai suoi uomini in piazza.
Abbiamo già avuto modo di cogliere, sperimentandolo sulla nostra
pelle, un segnale della drammatica dinamica di fascistizzazione delle
forze dell'ordine in occasione del contro global forum di Napoli
allorquando, il 17 marzo 2001, interi reparti dei carabinieri e
della polizia si scatenarono in un terribile pestaggio di massa in
piazza Municipio.
Anche allora, ai toni concilianti delle istituzioni e degli
organizzatori del vertice internazionale di Napoli, si contrapposero
comunicati e dichiarazioni di guerra da parte degli organi sindacali
delle forze dell'ordine (vedi comunicato SIULP del 12 marzo 2001).

Alla luce della dichiarazione di guerra del LISIPO acquisisce ancor
più importanza e valore la nostra richiesta di schierare le forze
dell'ordine senza proiettili nelle loro armi in dotazione.
Un segnale di distensione che servirebbe certamente mille volte di
più dei comunicati deliranti del sig. Antonio De Lieto che non fanno
che esasperare gli animi.
Invitiamo pertanto la parte sana e democratica presente all'interno
delle forze dell'ordine, di prendere parola contro quest'inutile e
preoccupante contrapposizione frontale, ma anche e soprattutto a
disobbedire in piazza nel caso in cui vengano impartiti ordini
palesamente "criminali".
Se poi il sig. De Lieto tanto ci tiene ad avere il caricatore pieno
nella sua pistola, malgrado in servizio per questioni di ordine
pubblico, faccia pure.
Se ci scappa il morto, almeno sapremmo con chi ce la prendere….

Rete No Global


20/6/2001

Napoli 21 giugno 2001
Comunicato stampa

RESOCONTO CONFERENZA STAMPA RETE NO GLOBAL 20 GIUGNO

"Fino a quando il governo italiano non garantirà che gli eserciti che
verranno schierati a Genova presidiare il G8 non avranno armi atte ad
uccidere, nessuno potrà chiedere ai manifestanti, se non gli
organismi dei manifestanti stessi come il Genoa Social Forum, di non
utilizzare strumenti di difesa come caschi, pietre e bastoni".

La Rete No Global, dopo gli episodi drammatici di Goteborg chiede al
governo italiano un segnale reale e concreto di apertura: le forze
dell'ordine scendano in piazza con le dotazioni classiche per i
problemi di ordine pubblico (caschi, lacrimogeni, idranti,
manganelli, ecc...), ma senza munizioni nelle armi in dotazione.
Al dì la delle vaghe promesse "elargite" dal governo Berlusconi in
questi giorni, questo sarebbe l'unico vero segnale di controtendenza.
Non ci interessano infatti le concessioni sul percorso del corteo,
anche perché abbiamo pubblicamente dichiarato il nostro percorso che
si concluderà con l'invasione della zona rossa, disobbedendo a
qualsiasi divieto ci venga imposto, abbattendo qualsiasi muro venga
innalzato.
La democrazia, la libertà di manifestare le proprie idee, la libertà
di contestare i governanti, non è e non può essere una concessione
dei governanti stessi, ma un diritto riconosciuto e conquistato con
decenni se non secoli di lotta.
In questo senso, ci fanno molto piacere le "concessioni" di Ruggiero,
che ha affermato che non ci spareranno addosso: ci viene quasi da
dirgli "se è veramente molto umano….".
Siamo disposti a praticare forme di lotta e di azione non violenta,
ma non vogliamo essere un bersaglio inerme per riempire i duecento
posti prenotati in obitorio.
Per questo servono segnali precisi: non solo la cittadella dei
manifestanti (che dovrebbe ospitare migliaia di giovani), che può
essere una concessione così come può essere una trappola (a Goteborg
infatti gli scontri sono iniziati proprio a causa della scelta
scellerata della polizia di circondare e chiudere il centro di
convergenza dei manifestanti).
Non solo aperture politiche, su un possibile confronto sui contenuti
del G8, di cui non sappiamo cosa farcene visto che contestiamo il G8
in toto, in quanto governo abusivo del pianeta Terra.

Chiediamo quindi che la spedizione dei mille del No Global, che
arriveranno a Genova a bordo della nave "Odissea" (armati in caso di
necessità di zattere, canotti e canoe, senza viveri e acqua a bordo,
con uno striscione a prua "Fatti non foste a viver come bruti, ma a
perseguir virtute e conoscenze"), possa simbolicamente attraccare nel
porto di Genova.
Questi sono segnali che contano, altroché le vaghe promesse di
personaggi come Frattini, Scajola e Berlusconi, di cui ci sarebbe
poco o nulla di che fidarsi.

Rilanciamo, infine la campagna "chiudiamo la compravendita di
braccia" che ci vedrà protagonisti dal 15 al 22 luglio a Genova: in
tale periodo gli attivisti della rete no global garantiranno la
chiusura o l'eventuale occupazione di qualsiasi agenzia di lavoro
interinale a Genova.
Quest' iniziativa è solo un'anticipazione della campagna contro la
precarietà e per il salario garantito che ci vedrà protagonisti in
autunno in tutt'Italia, in occasione della prima finanziaria del
governo Berlusconi.

RETE NO GLOBAL

17/6/2001 ore 20.00

RETENOGLOBAL, comunicato stampa sull'iniziativa al consolato svedese in via Roma.

Goteborg, giugno 2001: pallottole contro pietre, censura sulle notizie.
Stamattina un centinaio di attivisti della Rete Noglobal ha costruito
un'iniziativa di controinformazione e di comunicazione con la città,
presidiando il consolato svedese a via Roma. Per denunciare i gravissimi
fatti di Goteborg, per pretendere notizie certe, non censurate, per
invitare quanti hanno ancora a cuore il confronto democratico ad aver il
coraggio di esprimere indignazione, dolore, rabbia per quanto è accaduto in
Svezia, nella nostra "civile" Europa.
Naturalmente, il consolato era difeso da uno sproporzionato schieramento di
celerini in assetto antisommossa. Naturalmente, neanche oggi, mentre un
ragazzo di vent'anni lotta tra la vita e la morte colpito da un assassino
in divisa, le forze dell'ordine hanno avuto il buon gusto di evitare
atteggiamenti provocatori: un cameraman della questura si è messo a
riprendere uno a uno, a meno di mezzo metro di distanza, i volti di tutti i
partecipanti al presidio, e agenti della digos hanno continuato a provocare
quelli che hanno invitato ad allontanarlo.
Esattamente tre mesi fa, anche qui a Napoli una grande manifestazione di
massa contro la globalizzazione neoliberista è stata duramente colpita
dalla violenza poliziesca. A Napoli c'erano famiglie con bambini, anziani,
giovanissimi al loro primo corteo, che sono stati spinti verso un fossato,
massacrati di botte in piazza, e poi pestati negli ospedali e nelle caserme
di polizia. E' stato questo in particolare il "popolo di Seattle" che hanno
deciso di colpire, per mettere un freno all'espansione del movimento, con
criminale predeteminazione, come da subito abbiamo denunciato.
A Napoli i padroni del mondo ci hanno dichiarato guerra, a Goteborg hanno
sparato sulla folla per uccidere. Pallottole contro pietre, come in
Palestina. Notizie vaghe sui giornali sulle condizioni dei feriti e delle
centinaia di arrestati, nonostante l'eloquenza delle immagini. Troppo rare
e timide le prese di posizione pubbliche che difendano il diritto ad
esprimere dissenso. Un clima da "regime", contro cui tutti abbiamo il
dovere di riprendere la parola immediatamente, con senso di responsabilità
e determinazione.


- STASERA dalle ORE 21.00 al Lab.Okk. SKA, calata Trinità Maggiore,
microfoni aperti e controinformazione
- MERCOLEDI' 20 ore 11.30 conferenza stampa - SALA PROVINCIALE del chiostro
di Santa Maria la Nova
(Via Monteoliveto - Napoli)


17/6/2001 ore 13,15

La Rete Noglobal raccogliendo l'appello lanciato dai compagni repressi a Goteborg ha organizzato stamattina un'iniziativa al Consolato svedese per esprimere la condanna contro le repressioni svedesi e per rivendicare il diritto a manifestare, senza subire repressioni e violenze fisiche. L'iniziativa si è svolta pacificamente.

17/6/2001 ore 12,30

Il ministro della Giustizia svedese Tomas Bostrom, responsabile per l'ordine pubblico, ha detto che gli agenti feriti sono 12 e si è difeso in una conferenza stampa negando che la polizia abbia perso il controllo della situazione e che le violenze più gravi siano dovute al fatto che era stato ordinato agli agenti di usare le armi da fuoco in mancanza di altri meccanismi di difesa, in pratica i governi europei organizzano irresponsabilmente i vertici in paesi in cui il livello dello scontro nella prassi politica abituale è pressochè inesistente, si scopre adesso , per bocca del primo ministro svedese, che l'ultimo lacrimogeno presente in Svezia è in un museo, che in pratica l'uso della violenza è ulteriormente giustificato dal fatto di non avere avuto altro per difendersi oltre che i manganelli e le pistole. Ipotesi smentita dal fatto stesso che le versioni ufficiali sulla dinamica che ha portato all'esplosione dei colpi d'arma da fuoco, contrastano in pieno con le testimonianze fornite dai presenti, dai media indipendenti e anche da quelle di qualche media ufficiale. La versione delle forze dell'ordine è che dopo essere stati assaliti da 200 giovani gli agenti hanno "inevitabilmente" esploso dei colpi di arma da fuoco; la versione reale è che sotto una sassaiola, dopo che un loro collega era stato colpito, i restanti hanno esploso dei colpi sulla folla ferendo 4 persone(FOTO SOTTO). I manifestanti ricoverati sono una quarantina, ma molti hanno già lasciato l'ospedale. Sarebbero 400 gli arrestati. 4 sono i feriti da arma da fuoco uno dei quali è in fin di vita al momento in cui si scrive. Dall'M17 di Napoli la violenza si è aperta una nuova via per giustificare se stessa, il silenzio mediatico sui fatti di Napoli legittima e giustifica ogni violenza futura, anche a Goteborg la risposta al dissenso è stata violenza e repressione, anche in questo caso la guerra mediatica vede impegnati i potenti media ufficiali contro media indipendenti che divengono sempre più una nuova e dinamica realtà capace di dare risposte incisive,pronte ed efficaci contro le manipolazioni mediatiche che affliggono il mondo anti-gloablizzazione e i contro-vertici internazionali.L'appello che arriva da Goteborg è di manifestare in tutti i modi possibili il dissenso verso queste pratiche violente, in molte parti d'europa oggi 17 Giugno prenderanno il via una serie di iniziative contro le sedi diplomatiche svedesi.Stamattina in Italia si sono levate molte voci che gridano all'annullamento del G8, permettere lo svolgimento dl vertice di Luglio sarebbe davvero un inutile provocazione. Il ministro degli esteri italiano ieri ha invitato al dialogo le oltre 600 sigle che scenderanno in piazza a Luglio raccolte nel Genoa Social Forum, ma l'impresa ha dell'impossibile. Non solo il ministro è l'ex presidente dell'organizzazione mondiale per il commercio, responsabile quindi di persona delle maggiori nefandezze nel campo della deregulation, delle devastazioni ambientali, dell'impoverimnto planetario, ma inoltre il premier di questo governo "aperto al dialogo" a Goteborg, durante la cena con gli altri partner europei, si è lasciato andare ad un lungo discorso anti-comunista. Il portavoce di Berlusconi ha naturalmente smentito, anche se la notizia, diffusa dall'entourage di Jospin all'agenzia "France press", è stata confermata dal premier olandese e da altri presenti.